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Art. 133 Codice Penale — Anno 2025

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3201 provvedimenti

Altri anni per Art. 133 Codice Penale

Furto di energia elettrica: la responsabilità del gestore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ristoratore condannato per furto di energia elettrica. La Corte ha stabilito che il gestore di un'attività commerciale è responsabile del reato se beneficia consapevolmente di un allaccio abusivo, anche qualora la manomissione del contatore sia stata materialmente eseguita da terzi. La consapevolezza, secondo i giudici, può essere desunta dal significativo e anomalo risparmio sui consumi energetici registrati.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico elevatissimo (3,11 g/l) e per aver causato un incidente. La Corte ha stabilito che i motivi basati sulla rivalutazione delle prove, sulla richiesta di tenuità del fatto e sulle attenuanti generiche non sono ammissibili in sede di legittimità, confermando così la condanna inflitta nei gradi di merito.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni reddituali al fine di ottenere il patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha ritenuto che il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto fosse stato correttamente motivato dal giudice di merito sulla base della gravità della menzogna, confermando che tale valutazione è una sua prerogativa discrezionale non sindacabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto. La Corte chiarisce i limiti del proprio sindacato sulla valutazione discrezionale del giudice di merito riguardo la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e la concessione della sospensione condizionale della pena, confermando che tali decisioni, se adeguatamente motivate, non sono censurabili in sede di legittimità.
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Bilanciamento circostanze: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione. I motivi di doglianza erano incentrati sulla violazione delle norme relative al recesso attivo, al bilanciamento circostanze tra aggravanti e attenuanti e al diniego di sanzioni sostitutive. La Corte ha ritenuto le censure infondate, generiche o mera riproposizione di argomenti già vagliati, confermando la valutazione dei giudici di merito basata sulla gravità dei precedenti penali specifici dell'imputato.
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Pene sostitutive: no se l’imputato è inaffidabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto, i quali richiedevano l'applicazione di pene sostitutive. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano negato il beneficio basandosi sui numerosi precedenti penali e sulla ritenuta inaffidabilità dei soggetti, elementi che facevano presumere il mancato rispetto delle future prescrizioni. La decisione sottolinea l'ampia discrezionalità del giudice nel valutare la personalità del condannato ai sensi dell'art. 133 c.p. per la concessione di tali pene.
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Ricorso inammissibile per furto: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per furto in abitazione. La ricorrente, già beneficiaria di una pena erroneamente mite e inferiore al minimo legale, non aveva interesse ad impugnare, poiché non avrebbe potuto ottenere un trattamento più favorevole. Il ricorso è stato giudicato inammissibile anche per la genericità dei motivi presentati.
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Attenuanti generiche: basta un solo motivo per negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto, confermando che il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se motivato anche solo da un elemento prevalente, come la personalità negativa e i precedenti penali del reo, senza dover esaminare tutti i criteri dell'art. 133 c.p.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la motivazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di due imputati condannati per furto. La decisione si fonda sulla correttezza e logicità della motivazione della Corte d'Appello, sia riguardo alla determinazione della pena, sia sulla valutazione della responsabilità. La Corte ribadisce che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in una nuova valutazione dei fatti, confermando così l'importanza di una motivazione adeguata da parte dei giudici di merito. L'esito sottolinea la rigidità dei criteri per l'ammissibilità del ricorso in Cassazione.
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Dosimetria della pena: limiti e bilanciamento circostanze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la quantificazione della pena per furto aggravato. L'ordinanza ribadisce che la valutazione sulla congruità della pena è riservata al giudice di merito, salvo che sia illogica o arbitraria. Viene inoltre chiarito che, per specifiche aggravanti, le circostanze attenuanti non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti, secondo una recente modifica legislativa, e la riduzione si applica solo dopo l'aumento per l'aggravante.
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Motivazione della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per furto. L'ordinanza chiarisce i criteri sulla motivazione della pena, specificando che una spiegazione dettagliata non è necessaria se la sanzione è lontana dal massimo edittale. Inoltre, viene ribadito che per la concessione dell'attenuante del danno di speciale tenuità si valuta il pregiudizio complessivo e non solo il valore economico del bene sottratto.
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Commisurazione della pena: discrezionalità del giudice
Un individuo condannato per furto aggravato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la commisurazione della pena e il bilanciamento tra circostanze. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione del giudice di merito è ampiamente discrezionale e insindacabile se la motivazione è logica e la pena si attesta su valori medi o minimi previsti dalla legge.
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Attenuanti generiche: discrezionalità del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La Corte sottolinea l'ampia discrezionalità del giudice di merito nel negare la prevalenza delle attenuanti generiche, basando la decisione sulla pericolosità sociale dell'imputato e sulla gravità del reato, nonostante l'ammissione dei fatti e la riparazione del danno.
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Pene sostitutive: il giudizio del giudice è insindacabile
Un individuo condannato per furto aggravato si è visto negare le pene sostitutive. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito sulle prospettive di riabilitazione del condannato, se adeguatamente motivata analizzando precedenti e condotta, è un giudizio discrezionale non soggetto a revisione in sede di legittimità.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
Un individuo, condannato per tentato furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione invocando la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La particolare tenuità del fatto è stata esclusa a causa dell'entità non trascurabile del danno e dei numerosi precedenti penali dell'imputato, che indicavano una condotta abituale e non occasionale.
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Chiamata in correità: quando è prova sufficiente?
Due individui vengono condannati per furto aggravato. Uno dei due contesta la validità della testimonianza accusatoria del complice (la cosiddetta chiamata in correità). La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che la chiamata in correità, se supportata da riscontri esterni oggettivi come tabulati telefonici e testimonianze, costituisce prova sufficiente per una condanna. La valutazione di tale prova è di competenza dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Recidiva e tenuità del fatto: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante il reato di false dichiarazioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato. La Corte chiarisce che la recidiva reiterata, anche se non specifica, è sintomo di pericolosità sociale e osta al riconoscimento della particolare tenuità del fatto, confermando la condanna.
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Bilanciamento circostanze: la valutazione del giudice
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, confermando la corretta valutazione del giudice di merito sul bilanciamento circostanze. L'analisi non si limita alla quantità di droga, ma considera la gravità complessiva della condotta, il numero di complici e l'intensità del dolo.
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Omissione contributiva: quando il dolo è provato
Un imprenditore, condannato per una significativa omissione contributiva, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la mancanza di dolo e chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la sistematica dichiarazione di un numero di dipendenti inferiore al reale costituisce una prova chiara dell'intento fraudolento. Inoltre, l'ingente ammontare del debito (oltre 200.000 euro) esclude categoricamente la possibilità di considerare il fatto di lieve entità.
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Fatture inesistenti: Cassazione e ricorso inammissibile
Un imprenditore, condannato per l'emissione di fatture inesistenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione e violazione di legge. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché i motivi erano generici, ripetitivi di censure già respinte e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La condanna è stata confermata.
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