All'interno di un'abitazione condivisa, le Forze dell'Ordine hanno sequestrato oltre sette chilogrammi di hashish, modiche quantità di marijuana e circa trentaquattro grammi di cocaina, insieme a bilancini e sostanze da taglio. I giudici di merito hanno condannato entrambi i conviventi, escludendo la configurabilità dello spaccio di lieve entità. Gli imputati hanno presentato ricorso per Cassazione, sostenendo che la Corte di appello avesse valutato soltanto il peso della droga senza analizzare l'intero contesto dell'azione. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi e confermato le condanne. I giudici hanno stabilito che l'elevata quantità e la capacità organizzativa possono assumere un valore assorbente, escludendo categoricamente la fattispecie attenuata anche in presenza di altri elementi.
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