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Art. 130 Codice di Procedura Penale

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1150 provvedimenti

Correzione errore materiale: da Avellino a Latina in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in un proprio dispositivo. Nel caso specifico, i giudici avevano precedentemente annullato senza rinvio un'ordinanza del Giudice per le indagini preliminari, dichiarando l'inefficacia di un provvedimento di obbligo di presentazione. Tuttavia, nel testo finale era stato erroneamente indicato il Questore di Avellino anziché il Questore di Latina come autorità emittente. Verificata la discrepanza con gli atti di causa, la Suprema Corte ha disposto la correzione del refuso, sostituendo il nome della città errata con quella corretta, ripristinando così l'esattezza formale del provvedimento senza alterarne la sostanza decisoria. Il ricorrente ottiene la corretta indicazione dell'autorità competente.
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Correzione errore materiale: quando lo scambio di nomi non annulla l’atto
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale riscontrata nel ruolo di un'udienza precedente riguardante Il Ricorrente. Gli errori consistevano nell'aver definito 'sentenza' un provvedimento che in realtà era un'ordinanza e nell'aver indicato erroneamente come giudice del rinvio un'altra sezione della Corte d'Appello anziché l'intero ufficio giudiziario. La Suprema Corte ha chiarito che tali sviste non comportano alcuna nullità e non modificano la sostanza della decisione, potendo quindi essere sanate in ogni momento e senza formalità. Il provvedimento corregge formalmente il ruolo d'udienza, ripristinando la corretta dicitura dei provvedimenti e dell'autorità competente.
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Patteggiamento condizionato: no alla pena senza sospensione
L'Imputato ha concordato con il Pubblico Ministero un patteggiamento per i reati di truffa e sostituzione di persona, subordinando espressamente l'accordo alla concessione della sospensione condizionale della pena. Il Giudice per le indagini preliminari ha applicato la pena concordata ma ha omesso di pronunciarsi sulla sospensione condizionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, stabilendo che il giudice non può frazionare l'accordo delle parti, dovendo accettarlo integralmente o rifiutarlo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale per una nuova valutazione complessiva del patteggiamento condizionato.
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Correzione errore materiale: condannato il soggetto sbagliato
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di un'ordinanza precedente che aveva erroneamente indicato il nome di un soggetto non ricorrente al posto dell'effettivo ricorrente. Nel caso specifico, un coimputato era stato erroneamente condannato alle spese e alla sanzione pecuniaria a causa di uno scambio di persona nell'intestazione e nel testo del provvedimento. Rilevato l'errore macroscopico, i giudici hanno applicato la procedura semplificata prevista dal codice di procedura penale per ripristinare la verità storica e processuale, sostituendo il nome errato con quello del reale ricorrente, senza alterare la sostanza della decisione di inammissibilità originaria.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione corregge se stessa
Il Tribunale di Milano ha segnalato un errore materiale in una precedente sentenza della Corte di Cassazione riguardante un procedimento penale a carico de L'Imputato. La Suprema Corte aveva annullato con rinvio la decisione della Corte d'Appello, ma per una svista aveva indicato come giudice di rinvio il Tribunale anziché un'altra sezione della Corte d'Appello. Trattandosi di un evidente errore di trascrizione che non incideva sulla sostanza della decisione, la Cassazione ha accolto la segnalazione. Di conseguenza, ha disposto la correzione di errore materiale, sostituendo l'indicazione del Tribunale con quella della Corte d'Appello, ripristinando la corretta prosecuzione del giudizio.
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Estinzione del reato per morte dell’imputato: stop al processo
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un provvedimento emesso nei confronti di un soggetto già deceduto prima della decisione. L'Imputato era infatti deceduto l'11 gennaio 2021, ma la Suprema Corte aveva pronunciato un'ordinanza a suo carico nel luglio dello stesso anno. I giudici hanno chiarito che la pronuncia emessa dopo il decesso è giuridicamente inesistente. Di conseguenza, la tardiva conoscenza della morte costituisce un errore di fatto correggibile. La Corte ha quindi disposto la revoca della propria precedente ordinanza e l'annullamento senza rinvio della sentenza d'appello, dichiarando l'estinzione del reato per morte dell'imputato.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge un cognome
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza d'ufficio per la correzione errore materiale riscontrato nel dispositivo del ruolo d'udienza in camera di consiglio. Nello specifico, il documento conteneva un errore di trascrizione nel cognome di un soggetto, riportando il nome errato rispetto a quello corretto. La Suprema Corte ha disposto la rettifica formale del testo, sostituendo il cognome errato con quello corretto per garantire la corrispondenza formale degli atti processuali.
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Correzione errore materiale: se la Cassazione sbaglia sede
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza di annullamento con rinvio. Originariamente, la Corte aveva rinviato il processo a un'altra sezione della Corte d'appello di Perugia. Tuttavia, la Corte d'appello di Perugia possiede un'unica sezione, rendendo materialmente impossibile l'esecuzione del rinvio. Rilevato l'errore macroscopico, che non incide sul contenuto della decisione ma solo sulla sua concreta attuazione, i giudici hanno applicato la procedura di correzione d'ufficio. La Cassazione ha quindi modificato il dispositivo errato, disponendo che il nuovo giudizio si svolga dinanzi alla Corte d'appello di Firenze, garantendo così il regolare svolgimento del processo penale a carico dell'imputato.
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Attenuante della provocazione: clienti molesti e reazione violenta
Due clienti ubriachi si rifiutano di pagare le consumazioni in un locale e aggrediscono il personale, brandendo anche un coltello. Il gestore e l'addetto alla sicurezza reagiscono violentemente con un coltello da torta e una spranga di ferro. La Corte d'appello nega l'attenuante della provocazione ritenendo la reazione sproporzionata, ma esclude l'aggravante dei futili motivi riconoscendo il comportamento molesto dei clienti. La Corte di Cassazione annulla la sentenza con rinvio. I giudici di legittimità rilevano una palese contraddizione logica: non si può escludere l'attenuante della provocazione se si riconosce che la condotta aggressiva delle vittime ha rinvigorito la reazione degli imputati. Inoltre, viene dichiarata illegittima la correzione della pena tramite la procedura per errore materiale, trattandosi di una modifica sostanziale della decisione.
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Correzione errore materiale: da Milano a Firenze per il rinvio
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel ruolo di udienza relativo a un precedente ricorso. Nel provvedimento originario, che annullava con rinvio una sentenza della Corte d'Appello di Firenze, era stata erroneamente indicata la Corte d'Appello di Milano come giudice del rinvio. Trattandosi di un mero errore grafico-materiale che non incide sul contenuto della decisione né determina alcuna nullità, la Suprema Corte ha applicato la procedura di correzione prevista dal codice di procedura penale, ristabilendo la corretta indicazione del giudice fiorentino. I Ricorrenti ottengono così la corretta individuazione del tribunale competente per il nuovo giudizio.
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Correzione di errore materiale: nullo il ricalcolo dopo l’appello
Il Tribunale condanna l'Imputato per minacce, disponendo il pagamento delle spese legali allo Stato poiché ammesso al gratuito patrocinio. Successivamente, la Parte Civile chiede la modifica del provvedimento a causa della revoca del beneficio. Il Tribunale accoglie la richiesta tramite la procedura di correzione di errore materiale, decidendo senza udienza. Tuttavia, la Corte d'appello si era già pronunciata sul caso. L'Imputato ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e annulla l'ordinanza senza rinvio. I giudici chiariscono che la correzione di errore materiale non poteva essere disposta dal primo giudice dopo l'impugnazione, poiché la competenza era ormai passata al giudice d'appello, rendendo l'atto nullo per incompetenza funzionale.
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Patente salvata: no alla correzione errore materiale tardiva
Il Conducente riceveva un decreto penale di condanna per omissione di soccorso stradale. Non opponendosi al decreto, chiedeva la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità. Il Giudice per le indagini preliminari accoglieva la richiesta ma, accorgendosi di aver omesso la sospensione della patente, applicava quest'ultima sanzione per due anni e sei mesi tramite la procedura di correzione errore materiale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Conducente, stabilendo che l'omessa applicazione di una sanzione la cui durata è discrezionale costituisce un errore di giudizio e non un mero errore materiale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del giudice, eliminando definitivamente la sospensione della patente.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge la data
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in relazione a una precedente sentenza. Nel documento originario, la data di nascita del ricorrente era stata erroneamente indicata come 15 maggio 1944 anziché 17 luglio 1944. Trattandosi di un mero refuso nell'intestazione del provvedimento, che non incide sul contenuto della decisione, la Suprema Corte ha disposto la correzione della data e ha ordinato alla cancelleria di annotare la modifica sull'atto originale.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata in sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale avanzata da La Ricorrente. Nella precedente sentenza emessa dalla stessa Corte, la data di nascita della donna era stata erroneamente indicata come 12 novembre 1953 anziché 12 novembre 1957. Trattandosi di un evidente refuso di battitura nell'intestazione del provvedimento, che non incide sulla sostanza della decisione, i giudici hanno ordinato la rettifica formale del dato anagrafico errato, disponendo che la cancelleria provveda alle necessarie annotazioni sull'atto originale.
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Correzione errore materiale: nome sbagliato e rimborso spese
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in una precedente sentenza penale. Nel provvedimento originario, riguardante la condanna di un imputato al rimborso delle spese legali in favore delle parti civili, il nome di una delle persone danneggiate era stato erroneamente indicato come Maria Vincenza anziché Maria Concetta. Rilevato lo scambio di persona dovuto a una mera svista di trascrizione sia nel verbale di udienza sia nel testo della sentenza depositata, la Suprema Corte ha disposto la rettifica del nome. Vince la parte civile che ottiene la correzione del proprio nominativo per poter procedere al recupero delle spese.
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Correzione di errore materiale: vietato aggiungere la confisca
La Corte d'appello aveva condannato un uomo per corruzione e spaccio. Successivamente, con la procedura di correzione di errore materiale, i giudici avevano aggiunto la confisca del denaro sequestrato, inizialmente omessa. Il Condannato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'aggiunta della confisca non fosse un semplice refuso ma una decisione nuova. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la correzione di errore materiale non può essere usata per introdurre provvedimenti sostanziali omessi, come la confisca. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza nella parte in cui disponeva la confisca dei beni.
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Correzione errore materiale: quando una lettera cambia la libertà
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in un procedimento penale. Nel verbale di un'udienza precedente, il cognome di un coimputato non ricorrente, che beneficiava dell'estensione dell'annullamento della sentenza, era stato erroneamente trascritto come "Gargiulo" anziché "Gargiuolo". I giudici hanno rilevato la natura puramente materiale dello sbaglio e hanno disposto la correzione del dispositivo, ordinando alla cancelleria di aggiornare i registri con il cognome corretto. La decisione ristabilisce l'esatta identità del soggetto interessato senza alterare il contenuto sostanziale del provvedimento.
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Correzione errore materiale: quando Roma diventa Ancona in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta nel ruolo di udienza relativo a un ricorso presentato da un cittadino. Nel documento ufficiale era stato erroneamente indicato il Tribunale di sorveglianza di Roma come autorità che aveva emesso il provvedimento impugnato, anziché il Tribunale di sorveglianza di Ancona. Rilevato che tale svista non incideva sul contenuto sostanziale della decisione, la Suprema Corte ha applicato l'articolo 130 del codice di procedura penale, ordinando la correzione formale del ruolo e disponendo le necessarie annotazioni in cancelleria. Il procedimento si è concluso con l'accoglimento della richiesta di rettifica senza alcuna modifica alla decisione finale.
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Deposito incontrollato di rifiuti: quando lo scarto diventa reato
L'Amministratrice di una società estrattiva è stata condannata per il reato di deposito incontrollato di rifiuti, avendo accumulato terre e rocce da scavo senza autorizzazione. La difesa sosteneva che i materiali fossero sottoprodotti destinati al riutilizzo e che il reato fosse istantaneo e ormai prescritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'onere di provare la natura di sottoprodotto spetta all'imputato. Inoltre, poiché l'accumulo era sistematico e legato all'attività aziendale, si tratta di un reato permanente, la cui consumazione si protrae nel tempo impedendo la prescrizione anticipata. La condanna originaria viene quindi confermata.
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Correzione di errore materiale: scambiati i capi d’accusa
La Corte di Cassazione ha pronunciato un'ordinanza per la correzione di errore materiale in una propria precedente sentenza. Nel dispositivo di tale sentenza era stato indicato l'annullamento senza rinvio per un determinato capo d'accusa (capo C), mentre il ricorso presentato dall'imputato riguardava in realtà un capo d'accusa diverso (capo G). Rilevato che il ricorrente non aveva mai impugnato il primo capo e che l'indicazione errata era frutto di una semplice svista di scrittura, la Suprema Corte ha disposto la correzione del testo, sostituendo il riferimento corretto. Il provvedimento ristabilisce la coerenza tra i motivi del ricorso e la decisione finale.
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