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Art. 130 Codice di Procedura Penale

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1150 provvedimenti

Correzione di errore materiale: la svista da oltre tremila euro
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale di un dispositivo di udienza. Nel rigettare il ricorso dell'Imputato, la Corte aveva omesso di inserire la condanna dello stesso al rimborso delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla Parte Civile. Rilevato che si trattava di una semplice omissione che non comportava alcuna nullità o modifica essenziale della decisione, i giudici hanno integrato l'atto disponendo il pagamento di euro 3.420,00 a favore della Parte Civile, oltre agli accessori di legge.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione rettifica la data
La Procura della Repubblica ha rilevato un errore nella data di nascita del Ricorrente indicata in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Il documento riportava erroneamente il "18 aprile 1986" anziché il "19 aprile 1986". La Suprema Corte, preso atto dell'evidente svista, ha disposto la correzione di errore materiale. Di conseguenza, la data di nascita errata è stata ufficialmente sostituita con quella corretta, ordinando alla cancelleria le necessarie annotazioni. Il Ricorrente ottiene così la rettifica dei propri dati anagrafici nel provvedimento giudiziario.
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Scambio di nomi tra cugini: sì alla correzione errore materiale
Nel corso di un processo penale, la Corte di Cassazione ha scambiato il nome del Ricorrente con quello del cugino Coimputato nella stesura della motivazione. Il Ricorrente ha quindi richiesto la correzione errore materiale ai sensi del codice di procedura penale. La Suprema Corte, esaminando gli atti, ha confermato lo scambio di persona: il motivo di ricorso sulla continuazione del reato apparteneva effettivamente al Ricorrente e non al Coimputato. Di conseguenza, la Cassazione ha accolto l'istanza e ordinato la rettifica del testo della sentenza precedente, ripristinando la verità storica e processuale senza alterare la decisione finale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla sua svista
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la Suprema Corte aveva annullato la decisione di secondo grado limitatamente alla circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, ma aveva omesso di indicare il giudice a cui rinviare la causa per il nuovo giudizio. Rilevata la svista, i giudici hanno integrato il dispositivo stabilendo che il nuovo esame sul punto spetta a un'altra sezione della Corte di appello di Torino. I ricorrenti ottengono così la corretta prosecuzione del giudizio davanti al giudice competente.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile ma il reo vince
Il Ricorrente era stato condannato per ricettazione e violazione del diritto d'autore. Successivamente, la Corte d'Appello aveva rideterminato la sanzione in una pena pecuniaria di 15.100 euro rateizzata, ma senza pronunciarsi sulla rinuncia alla sospensione condizionale. Il Ricorrente ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio, la stessa Corte d'Appello ha corretto l'omissione tramite una procedura di correzione di errore materiale, accogliendo le richieste della difesa. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il Ricorrente non ha più un'utilità concreta nel proseguire l'azione legale, avendo già ottenuto il risultato sperato.
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Falsa testimonianza: incolpa la collega ma viene condannato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di falsa testimonianza a carico di un soggetto che, sentito come testimone in un processo per appropriazione indebita, aveva falsamente accusato l'imputata di aver causato ammanchi di cassa spendendo il denaro al casinò. Il ricorrente contestava la regolarità delle notifiche, l'utilizzabilità di precedenti dichiarazioni e la natura valutativa delle sue affermazioni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che le sue dichiarazioni non erano semplici opinioni ma precise e false accuse di fatto. Inoltre, ha confermato la legittimità della correzione dell'errore materiale per la liquidazione delle spese legali alla parte civile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorrente omesso: correzione errore materiale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale nel ruolo di un'udienza pubblica. Nel documento ufficiale era stato omesso il nome di uno dei soggetti ricorrenti, indicando solo l'altro partecipante al giudizio. Il Primo Ricorrente era stato escluso per una mera svista della cancelleria, mentre compariva regolarmente solo il Secondo Ricorrente. Rilevata l'omissione, i giudici hanno ordinato l'integrazione del ruolo d'udienza, aggiungendo formalmente il nominativo mancante per ripristinare la corretta rappresentazione delle parti nel procedimento. La decisione ristabilisce la regolarità formale degli atti senza incidere sul merito della controversia penale.
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Correzione dell’errore materiale: 30 anni di differenza cancellati
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione dell'errore materiale presente nell'intestazione di una precedente sentenza penale. Il Tribunale di Roma aveva segnalato che l'anno di nascita dell'Imputato era stato erroneamente indicato come 1966 anziché 1996. Questo errore era derivato da un inserimento errato dei dati anagrafici nel sistema informatico della cancelleria (Re.Ge), con conseguente riproduzione dello sbaglio nel testo del provvedimento. La Suprema Corte, verificati gli atti, ha disposto la correzione dell'errore materiale, ordinando che l'anno di nascita sia letto correttamente come 1996 e disponendo le necessarie annotazioni sull'originale della sentenza. L'Imputato ottiene così la corretta indicazione dei propri dati anagrafici.
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Correzione errore materiale: salvo il doppio proscioglimento
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale del dispositivo di una precedente sentenza. L'Imputata era stata condannata per due diversi reati uniti dal vincolo della continuazione. Entrambi i reati erano ormai estinti per prescrizione. Tuttavia, nel redigere il testo finale della sentenza, la Corte aveva erroneamente scritto al singolare che "il reato" era estinto, anziché riferirsi a entrambi gli illeciti. Accogliendo la richiesta del Procuratore Generale, la Cassazione ha applicato la procedura semplificata per correggere la svista formale. Il dispositivo è stato quindi modificato per chiarire espressamente che tutti i reati contestati all'Imputata sono estinti per prescrizione, ripristinando la piena coerenza tra la decisione effettiva e il testo scritto.
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Correzione errore materiale: lo scambio di date in Cassazione
Durante la fase di esecuzione di un provvedimento penale, il Pubblico Ministero ha rilevato un errore nella data di nascita dell'imputato riportata nell'ordinanza della Corte di Cassazione. Invece della data corretta, era stato indicato un giorno errato. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la correzione errore materiale per ripristinare i dati corretti dell'interessato. La cancelleria è stata incaricata di annotare la modifica sull'originale del provvedimento.
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Riconoscimento fotografico: quando l’errore annulla la condanna
Un uomo viene condannato per rapina ed estorsione ai danni di alcune prostitute. L'accusa si basa principalmente sul riconoscimento fotografico effettuato da una vittima. Tuttavia, emergono forti discrepanze tra la descrizione fisica dell'aggressore (un uomo con un neo sul viso, di nazionalità albanese e corporatura robusta) e le reali caratteristiche dell'imputato (egiziano, calvo e senza alcun neo nella foto segnaletica). La Corte d'Appello giustifica queste incongruenze con motivazioni illogiche e utilizza verbali di polizia inutilizzabili. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa, evidenziando il vizio di motivazione sul riconoscimento fotografico, annulla la condanna e dispone un nuovo processo davanti a un'altra sezione della Corte d'Appello per rivalutare correttamente tutte le prove.
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Contrasto tra dispositivo e motivazione: la logica batte l’errore
L'Imputato ha presentato ricorso evidenziando un netto contrasto tra dispositivo e motivazione in una precedente sentenza di Cassazione. La motivazione stabiliva l'annullamento con rinvio alla Corte d'appello, mentre il dispositivo ometteva tale specificazione. La Suprema Corte ha chiarito che la prevalenza del dispositivo sulla motivazione non è assoluta. Quando la motivazione esprime chiaramente la volontà del giudice, l'omissione nel dispositivo costituisce un semplice errore materiale. Di conseguenza, la Corte ha accolto la richiesta e ha disposto la correzione del testo, inserendo il rinvio formale alla Corte d'appello per il nuovo giudizio.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione liquida le spese
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione di errore materiale presentata da un'associazione ambientalista. Nel provvedimento originario, la Corte aveva erroneamente stabilito che la liquidazione dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato spettasse alla Corte di appello territoriale. Con questa ordinanza, i giudici di legittimità hanno corretto l'errore, provvedendo direttamente alla liquidazione della somma di 2.835,00 euro, oltre agli accessori di legge, in favore del richiedente.
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Nullità della sentenza: condannato l’imputato sbagliato
Un cittadino straniero, condannato in primo grado per violazione dell'ordine di allontanamento, propone appello. La Corte d'Appello deposita una sentenza che riporta il suo nome nell'intestazione, ma contiene la motivazione e il dispositivo riferiti a un altro imputato. Successivamente, la Corte d'Appello tenta di correggere l'errore sostituendo le pagine del provvedimento. La Corte di Cassazione dichiara la nullità della sentenza, stabilendo che uno scambio totale di motivazione e dispositivo non è un semplice errore materiale correggibile. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla la decisione e rinvia il caso alla Corte d'Appello di Perugia per un nuovo giudizio.
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Correzione errore materiale: nullo il provvedimento senza difesa
L'Amministratore di una società, condannato per reati tributari, ottiene in appello la sospensione condizionale della pena. Tuttavia, i giudici omettono nel dispositivo la formula di conferma del resto della condanna. Successivamente, la Corte d'Appello corregge questa omissione de plano, cioè senza convocare le parti. L'imputato ricorre in Cassazione contestando la validità di tale integrazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che la correzione errore materiale non può avvenire senza garantire il contraddittorio. Di conseguenza, l'ordinanza di correzione viene annullata con rinvio per un nuovo giudizio nel rispetto delle garanzie difensive.
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Correzione errore materiale: lo Stato non paga le spese
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel rigettare il ricorso presentato dal Pubblico Ministero contro un cittadino, la Corte aveva erroneamente condannato la parte pubblica al pagamento delle spese processuali. Trattandosi di una evidente svista materiale, poiché il rappresentante dello Stato non può essere condannato alle spese del giudizio, i giudici hanno applicato la procedura semplificata per eliminare la condanna economica dal testo della decisione, riformulando il verdetto finale nel solo rigetto del ricorso.
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Sostituzione di persona: l’errore sul nome non cancella la truffa
Una professionista è stata condannata per truffa e sostituzione di persona per aver acquistato materiali edili usando il nome di un'altra persona e un assegno contraffatto di un suo cliente. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che l'errata indicazione del nome della persona sostituita nel capo d'imputazione costituisce un mero errore materiale se non lede il diritto di difesa. Inoltre, il riconoscimento fotografico effettuato dai testimoni durante le indagini è pienamente valido come prova atipica. Infine, la Suprema Corte ha confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa del comportamento scorretto dell'imputata, che aveva tentato di influenzare i testimoni. La ricorrente è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Spese negate: i limiti della correzione di errore materiale
Una parte civile ha chiesto la correzione di errore materiale di una sentenza della Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di un'altra parte civile, lamentando la mancata condanna di quest'ultima al rimborso delle spese legali. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta. I giudici hanno chiarito che l'omessa statuizione sulle spese non costituisce un errore materiale correggibile quando richiede una valutazione discrezionale o di merito sulla legittimazione delle parti. Inoltre, la Corte ha stabilito che il rigetto della domanda di correzione non comporta la condanna alle spese per chi l'ha proposta, poiché tale procedura non è un mezzo di impugnazione e non si applica il principio di soccombenza.
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Ricorso straordinario per errore di fatto negato all’assolto
Un cittadino, assolto con formula piena dal Tribunale militare, richiede l'indennizzo per i 120 giorni trascorsi agli arresti domiciliari. La Corte d'Appello e la Cassazione respingono la domanda a causa di comportamenti ritenuti gravemente colposi. Il cittadino propone quindi un ricorso straordinario per errore di fatto per contestare la decisione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che questo speciale strumento di impugnazione spetta esclusivamente a chi ha subito una formale condanna penale in via definitiva. Chi è stato assolto, anche se si vede negare il risarcimento per l'ingiusta detenzione, non può essere equiparato a un condannato e non ha il diritto di utilizzare questo rimedio straordinario. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione rettifica la nascita
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale contenuta nell'intestazione di una precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, il luogo di nascita del ricorrente era stato erroneamente indicato come Barcellona Pozzo di Gotto anziché Milazzo. Su segnalazione dell'Ufficio Esecuzioni Penali, la Suprema Corte ha applicato la procedura semplificata prevista dal codice di rito, ordinando la rettifica del dato anagrafico errato senza alterare il contenuto sostanziale della decisione. Il ricorrente ottiene così la corretta associazione dei propri dati personali nei registri ufficiali.
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