La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di **falso ideologico** commesso da un privato che, in una dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio, aveva allegato fotografie alterate. Tali immagini miravano a dimostrare falsamente l'avvenuto ripristino dello stato dei luoghi dopo un abuso edilizio. La difesa sosteneva che il falso fosse grossolano e innocuo, ma i giudici hanno stabilito che l'alterazione richiedeva competenze tecniche per essere rilevata e aveva un'effettiva capacità ingannatoria verso la Pubblica Amministrazione. È stata inoltre negata l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura dolosa della condotta in un contesto di violazioni urbanistiche.
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