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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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313 provvedimenti

Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Errore materiale: correzione spese legali Cassazione
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale presente nel dispositivo di una precedente sentenza. Nonostante le parti civili avessero depositato regolarmente le note spese, il giudice aveva omesso di condannare la ricorrente alla rifusione delle stesse. Attraverso la procedura prevista dall'art. 130 c.p.p., la Corte ha integrato il provvedimento disponendo il pagamento delle spese legali in favore delle società danneggiate.
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Errore materiale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per guida in stato di ebbrezza che lamentava un errore materiale nel dispositivo della sentenza. Nello specifico, la Corte d'Appello aveva utilizzato i termini 'reclusione' e 'multa' invece di 'arresto' e 'ammenda', pur trattandosi di una contravvenzione. Gli Ermellini hanno stabilito che tale svista terminologica non può essere oggetto di ricorso per cassazione, dovendo essere risolta tramite l'istanza di correzione davanti al giudice di merito. Poiché il ricorso non presentava altri motivi validi, è stato rigettato con condanna alle spese.
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Errore materiale: come correggerlo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale riguardante la data di nascita di un ricorrente. L'inesattezza era presente in una precedente ordinanza della stessa Corte e nelle sentenze di merito. La procedura ha permesso di ripristinare la corretta identità anagrafica del soggetto, garantendo la precisione dei registri giudiziari e la coerenza tra i documenti ufficiali e la realtà dei fatti.
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Errore materiale: correzione spese processuali
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un **errore materiale** in una precedente sentenza. L'omissione riguardava la mancata indicazione del responsabile civile nella condanna al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile. La Corte ha applicato l'art. 130 c.p.p. per integrare sia la motivazione che il dispositivo, garantendo che l'obbligo di rifusione delle spese gravi solidalmente su imputato e assicurazione.
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Errore materiale: guida alla correzione delle sentenze
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della procedura di correzione di un errore materiale utilizzata per ridurre drasticamente un indennizzo per ingiusta detenzione. Inizialmente, il dispositivo indicava una somma di 258.000 euro, ma la motivazione chiariva un calcolo basato su circa 117 euro al giorno per un periodo limitato. La Corte ha stabilito che la correzione è valida se serve ad armonizzare il dispositivo con la reale volontà del giudice espressa nella motivazione, anche se effettuata senza avviso alle parti, purché non si modifichi la sostanza della decisione già passata in giudicato.
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Carenza di interesse e correzione errore materiale
Una parte civile ha presentato ricorso lamentando che la sentenza di appello avesse omesso di riportare le proprie conclusioni e la condanna alle spese legali. Tuttavia, durante il procedimento, è emerso che la Corte d'Appello aveva già provveduto a integrare tali mancanze tramite un'ordinanza di correzione di errore materiale. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, poiché il ricorrente aveva già ottenuto il riconoscimento delle proprie pretese economiche e processuali.
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Sospensione condizionale della pena in esecuzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che richiedeva la sospensione condizionale della pena in fase di esecuzione, lamentando l'omessa pronuncia da parte del giudice di merito. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non possiede il potere di concedere la sospensione condizionale della pena qualora il giudice della cognizione non si sia espresso sul punto, salvo i casi di rideterminazione della sanzione per reato continuato o concorso formale. La richiesta è stata dunque dichiarata inammissibile.
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Reato continuato e carenza di interesse in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un condannato che aveva impugnato un'ordinanza relativa al calcolo della pena per reato continuato. Il giudice di merito aveva erroneamente applicato un aumento di pena per un reato fiscale già prescritto. Tuttavia, prima del giudizio di legittimità, lo stesso tribunale ha corretto l'errore materiale rideterminando la pena. La Suprema Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il ricorrente aveva già ottenuto il beneficio richiesto tramite la procedura di correzione.
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Errore materiale in Cassazione: guida alla correzione
La Corte di Cassazione è intervenuta per sanare un **errore materiale** riscontrato in una precedente sentenza relativa a un caso di bancarotta fraudolenta. Il problema riguardava una discrasia geografica: mentre la motivazione indicava correttamente la Corte d'Appello di Brescia come sede per il nuovo giudizio, il dispositivo riportava erroneamente la sede di Firenze. Trattandosi di un evidente refuso che non compromette la validità della decisione, la Suprema Corte ha disposto la rettifica formale del testo per allineare il comando finale alle ragioni espresse nella parte motiva.
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Errore materiale: correzione della sentenza penale
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza penale. Il dispositivo originario indicava erroneamente un annullamento senza rinvio, mentre le motivazioni della decisione, basate sull'insussistenza della prescrizione, imponevano la prosecuzione del processo. Attraverso la procedura di correzione, la Corte ha rettificato la formula in annullamento con rinvio, garantendo la coerenza tra motivazione e decisione finale.
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Errore materiale: correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale riscontrato nel dispositivo di una precedente sentenza. Il testo originario indicava un annullamento con rinvio generico alla Corte d'appello, omettendo di specificare che il nuovo giudizio doveva limitarsi esclusivamente alla questione della recidiva. Attraverso questa ordinanza, la Corte ha integrato il dispositivo per garantire la corretta esecuzione della decisione, confermando che l'errore materiale non altera la sostanza del giudizio ma richiede una precisione terminologica per evitare ambiguità interpretative in sede di rinvio.
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Errore materiale: correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale riscontrato nel dispositivo di una propria precedente sentenza. L'omissione riguardava la specifica dicitura relativa al rinvio per nuovo giudizio sulla recidiva e la dichiarazione di inammissibilità del ricorso per le restanti parti. Attraverso questa ordinanza, la Corte ha integrato il testo mancante, garantendo la piena corrispondenza tra la volontà decisionale e il testo scritto, senza alterare la sostanza del giudizio già espresso.
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Errore materiale: correzione benefici di legge
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di un errore materiale contenuto in una sentenza d'appello. Il vizio consisteva nell'omessa indicazione della concessione dei doppi benefici di legge nel dispositivo scritto, nonostante questi fossero stati regolarmente letti in udienza e motivati nel corpo dell'atto. La Suprema Corte ha inoltre eliminato la condanna alle spese processuali per uno dei ricorrenti, poiché la richiesta di correzione era stata già avanzata tempestivamente nel ricorso principale ma non era stata inizialmente considerata.
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Ricorso straordinario: i limiti dell’errore di fatto
La Corte di Cassazione ha esaminato un **Ricorso straordinario** presentato contro una condanna definitiva per omicidio. Il ricorrente sosteneva che la Corte fosse incorsa in un errore di fatto non valutando correttamente le discrepanze tra le testimonianze e la sussistenza della premeditazione. Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale strumento non può essere utilizzato per sollecitare una nuova valutazione delle prove o del merito della causa, ma solo per correggere sviste percettive macroscopiche che abbiano influenzato la decisione.
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Errore di fatto nel ricorso straordinario penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario basato su un presunto errore di fatto. Il ricorrente lamentava una errata qualificazione del proprio ruolo associativo, sostenendo che la Corte non avesse rilevato una discrepanza tra la condotta contestata e quella ritenuta in sentenza. I giudici hanno chiarito che l'errore di fatto rilevante deve essere esclusivamente di natura percettiva (una svista materiale) e non può riguardare l'interpretazione giuridica o la valutazione degli elementi probatori, che appartengono al giudizio di merito.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: i limiti
Un imputato ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto contro una sentenza della Cassazione, lamentando una errata valutazione delle intercettazioni, la violazione del ne bis in idem e la mancata applicazione della continuazione tra reati. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale strumento non può essere usato per contestare valutazioni giuridiche o probatorie, ma solo per correggere sviste percettive macroscopiche. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Errore materiale: correzione spese legali Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza di legittimità. Nel provvedimento originario, pur essendo state ripristinate le statuizioni civili a favore dei danneggiati, il giudice aveva omesso di quantificare le spese di rappresentanza e difesa. La Suprema Corte ha stabilito che l'omissione di una statuizione accessoria e obbligatoria, come la rifusione delle spese legali, rientra nel concetto di errore materiale emendabile ex Art. 130 c.p.p., provvedendo quindi alla liquidazione delle somme spettanti alle parti civili.
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Correzione errore materiale: guida alla rettifica
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale relativa a un'ordinanza di annullamento con rinvio. Per una svista nel ruolo d'udienza, era stata indicata la Corte di Appello di Taranto come sede competente per il nuovo giudizio. Tuttavia, trattandosi di un annullamento di un provvedimento emesso a Lecce, la competenza funzionale spettava alla Corte di Appello di Lecce. La Corte ha dunque rettificato l'indicazione territoriale per garantire il corretto svolgimento del processo.
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Prescrizione del reato: quando la rinuncia è valida
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna penale nei confronti di un'imputata accusata di furto di arredi esterni. Il fulcro della decisione riguarda la prescrizione del reato, maturata ben prima della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia alla prescrizione deve essere espressa e specifica, non potendo essere presunta. Nonostante l'estinzione del reato, sono stati confermati gli effetti civili del risarcimento, ribadendo che il profitto nel furto può avere anche natura non patrimoniale.
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Annullamento con rinvio: regole sulla sezione
Un cittadino ha presentato ricorso straordinario per errore di fatto contro una sentenza di Cassazione che disponeva l'annullamento con rinvio di una decisione sulla riparazione per ingiusta detenzione. Il ricorrente lamentava che il rinvio fosse stato disposto verso un'altra sezione della medesima Corte d'Appello, nonostante tutte le sezioni penali di quell'ufficio si fossero già espresse sul caso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'obbligo di diversità riguarda solo la sezione che ha emesso l'atto specifico annullato.
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