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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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313 provvedimenti

Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Correzione errore materiale: nullità senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di correzione errore materiale emessa da un G.I.P. senza la preventiva fissazione di un'udienza camerale. La vicenda riguarda la modifica dell'estensione di una confisca di quote societarie. La Suprema Corte ha stabilito che omettere l'udienza viola il diritto al contraddittorio delle parti, causando una nullità di ordine generale del provvedimento e ha rinviato il caso a un nuovo giudice per un riesame nel rispetto delle corrette procedure.
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Termini impugnazione: Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la rettifica della data di irrevocabilità di una sentenza. Il caso verteva sui corretti termini impugnazione di una sentenza di proscioglimento per prescrizione emessa in appello con rito cartolare. La Corte ha stabilito che non si applica il termine breve di quindici giorni, ma quello ordinario, distinguendo questa fattispecie da quella delle sentenze di non luogo a procedere emesse in udienza preliminare. Di conseguenza, il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato.
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Termini custodia cautelare: l’errore non annulla
La Corte di Cassazione chiarisce che un errore nell'indicazione del tribunale competente nel decreto che dispone il giudizio non ne causa la nullità e, di conseguenza, non comporta la scadenza dei termini di custodia cautelare. La sentenza distingue tra l'errata indicazione, che non è sanzionata con la nullità, e la mancanza di indicazione, che invece lo sarebbe. Pertanto, un decreto tempestivamente emesso, seppur con un errore, è idoneo a interrompere i termini di fase, impedendo la scarcerazione dell'imputato.
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Errore materiale: correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio provvedimento a causa di un errore materiale. In una decisione che rigettava il ricorso di un imputato, era stato inserito per un disguido informatico parte del dispositivo di un altro caso, del tutto estraneo alla questione. Con una nuova ordinanza, la Corte ha eliminato il testo errato, ripristinando la corretta decisione di rigetto del ricorso con condanna al pagamento delle spese processuali, evidenziando l'operatività del meccanismo di correzione degli errori materiali.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge sé stessa
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Il provvedimento era viziato dall'omissione della formula "In nome del Popolo Italiano" e dall'errata intestazione di "Ordinanza" anziché "Sentenza". La Corte ha agito d'ufficio, senza necessità di un'udienza formale, applicando la procedura semplificata prevista dal codice di procedura penale per sanare vizi che non incidono sul contenuto decisionale del provvedimento.
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Termini deposito motivazione: il sequestro è nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di un'arma a causa del ritardo nel deposito delle motivazioni da parte del Tribunale del riesame. La decisione sottolinea che il mancato rispetto dei termini per il deposito della motivazione, in questo caso superando i 45 giorni, comporta l'inefficacia della misura cautelare e la restituzione dei beni sequestrati all'avente diritto. La sentenza chiarisce l'importanza perentoria dei termini procedurali a garanzia dei diritti dell'indagato.
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Errore di nome sentenza: quando va corretto?
Un cittadino chiede la cancellazione dal suo certificato penale di una condanna emessa a carico di un'altra persona con dati anagrafici simili. Il giudice dell'esecuzione nega la correzione, ma la Corte di Cassazione annulla la decisione, stabilendo che si tratta di un tipico caso di "errore di nome in sentenza" che rientra nella competenza del giudice dell'esecuzione, il quale deve provvedere alla rettifica.
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Errore materiale sentenza: come correggerlo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in una propria sentenza in cui vi era una discrepanza tra la motivazione e il dispositivo riguardo alla liquidazione delle spese legali. La motivazione indicava un importo di 6.300 euro, mentre il dispositivo riportava erroneamente 3.600 euro. Riconoscendo l'evidente errore materiale sentenza, la Corte ha ordinato la correzione del dispositivo, facendo prevalere quanto stabilito nella motivazione.
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Consenso del difensore: come sana una prova nulla
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43263/2023, ha stabilito che il consenso del difensore all'utilizzo di prove testimoniali, assunte in un'udienza affetta da nullità per omessa citazione, sana il vizio procedurale. La Corte distingue tra nullità, che può essere sanata, e inutilizzabilità patologica, che deriva dalla violazione di un divieto di acquisizione probatoria. Nel caso di specie, due imputati erano stati condannati in appello sulla base di testimonianze la cui utilizzabilità era contestata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando la validità del consenso prestato dal legale e ha inoltre corretto un errore materiale relativo alla pena inflitta, facendo prevalere quella, più bassa, letta nel dispositivo in udienza.
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Abuso edilizio e tenuità del fatto: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 43227/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imprenditori condannati per abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la costruzione di manufatti di dimensioni rilevanti e destinati a un'attività commerciale esclude l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Inoltre, ha chiarito che un errore materiale nella motivazione della sentenza non ne causa la nullità e che nuove eccezioni, come la prescrizione, non possono essere sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Correzione errore materiale: quando la Corte corregge
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione della Corte d'Appello competente per il rinvio (Bari anziché Reggio Calabria) e in un refuso nell'intestazione del provvedimento. L'intervento evidenzia l'importanza dello strumento della correzione errore materiale per garantire la precisione e l'efficacia degli atti giudiziari.
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Utilizzabilità intercettazioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due indagati sottoposti a custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza affronta temi cruciali come l'utilizzabilità intercettazioni ambientali, anche in presenza di un decreto di convalida integrato successivamente, e il criterio per determinare la competenza territoriale. La Corte ha confermato la piena validità delle prove raccolte, chiarendo che il ritardo nell'attivazione di un'intercettazione disposta d'urgenza non ne inficia i risultati, e ha ribadito che la competenza si radica nel luogo dove ha sede la base operativa del gruppo criminale.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello, riaffermando un principio cardine sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Quando una sentenza di primo grado viene modificata in appello solo riguardo all'entità della pena (modifica quoad poenam), la competenza per la fase esecutiva non si trasferisce al giudice d'appello, ma resta incardinata presso il giudice che ha emesso la prima condanna. La sentenza chiarisce che una semplice riduzione della sanzione non costituisce una rielaborazione sostanziale del giudizio.
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