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Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Terza Civile

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208 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

Impugnazione ordinanza vendita: il regolamento è inammissibile
Una società immobiliare ha contestato un'ordinanza di vendita in un pignoramento tramite regolamento di competenza, sostenendo che il giudice dell'esecuzione non fosse competente a causa di irregolarità nel contratto di mutuo sottostante. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che lo strumento corretto per l'impugnazione dell'ordinanza di vendita è l'opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.), non un ricorso diretto per la competenza.
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Inammissibilità ricorso cassazione: requisiti formali
Una società edile si opponeva a un atto di precetto basato su un'ordinanza cautelare. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione, evidenziando gravi carenze formali, mancanza di specificità dei motivi e l'errato tentativo di modificare nel giudizio di opposizione il merito del titolo esecutivo. La decisione sottolinea il rigore con cui vengono valutati i requisiti di ammissibilità in sede di legittimità.
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Azione revocatoria: la prova della frode del terzo
Un marito, garante per una cifra milionaria, trasferisce l'unico immobile di sua proprietà alla moglie nell'ambito di un accordo di separazione. I creditori agiscono con un'azione revocatoria, ma la loro domanda viene respinta. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che non è stata fornita prova sufficiente della consapevolezza della moglie riguardo all'intento fraudolento del marito. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove presuntive da parte del giudice di merito.
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Risarcimento danno vendita immobile: la truffa vince
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8344/2024, ha confermato la condanna di un venditore al risarcimento del danno per la vendita di un immobile. La Corte ha qualificato la condotta del venditore come truffa contrattuale, e non come semplice inadempimento, a causa di dichiarazioni false sulla planimetria catastale. Di conseguenza, il termine di prescrizione per l'azione di risarcimento non decorre dalla data del rogito, ma dal momento in cui l'acquirente ha scoperto l'illecito, ovvero molti anni dopo.
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Responsabilità distributore energia: quando è esclusa?
Un agricoltore subisce un'interruzione di corrente per 90 giorni e fa causa alla società di distribuzione. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, escludendo la responsabilità del distributore di energia. La Corte chiarisce che il furto di cavi costituisce caso fortuito e che l'assenza di un contratto diretto è una difesa proponibile anche in appello.
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Giudicato sostanziale: no a nuove cause senza prove
Un'impresa in franchising ha citato in giudizio il proprio franchisor per inadempimento contrattuale. La causa iniziale è stata respinta per mancanza di prove. L'impresa ha quindi intentato una nuova causa identica. I tribunali, inclusa la Corte di Cassazione, hanno dichiarato la nuova azione inammissibile a causa del principio del giudicato sostanziale. La decisione finale chiarisce che un rigetto per carenza di prove è una decisione di merito che non può essere riesaminata.
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Responsabilità del custode: quando la colpa è tua
Una motociclista chiede il risarcimento per una caduta causata da una buca, ma la sua richiesta viene respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che la condotta di guida imprudente della danneggiata ha interrotto il nesso causale, escludendo la responsabilità del custode della strada. La decisione sottolinea l'importanza della diligenza dell'utente della strada e dei requisiti formali per l'ammissibilità di un ricorso.
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Polizza vita eredi legittimi: la Cassazione decide
Una compagnia assicurativa ha contestato il pagamento di un indennizzo a un'erede testamentaria, beneficiaria di una polizza vita eredi legittimi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'erede, essendo anche erede legittima, ha il diritto di richiedere l'intera somma in qualità di co-creditrice, a prescindere dalla sua quota ereditaria. La Corte ha ribadito che il diritto all'indennizzo nasce dal contratto e non dalla successione.
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Sospensione feriale: inammissibile ricorso tardivo
Un contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza relativa alle spese legali in una causa di opposizione a cartelle esattoriali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato oltre il termine di 60 giorni, ribadendo che la sospensione feriale non si applica ai procedimenti di opposizione esecutiva, neppure quando l'oggetto del contendere sia limitato alla sola statuizione sulle spese.
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Competenza magistrati Cassazione: il foro è Roma
Un avvocato ha intentato una causa di risarcimento danni contro lo Stato, lamentando un errore giudiziario da parte della Corte di Cassazione. La Suprema Corte, intervenendo su un regolamento di competenza, ha stabilito in modo definitivo che per le azioni di responsabilità civile che coinvolgono esclusivamente la competenza dei magistrati della Cassazione, il foro territoriale inderogabile è quello del Tribunale di Roma. La decisione si basa sul principio del 'forum commissi delicti', dato che la Cassazione ha sede a Roma.
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Restituzione IVA TIA: irrilevante la detrazione
Una società di servizi ambientali deve rimborsare l'IVA sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA-1) a un utente, anche se quest'ultimo potrebbe aver già detratto tale importo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla restituzione IVA TIA deriva da un rapporto di diritto privato (pagamento non dovuto) e non è influenzato dal distinto rapporto tributario tra l'utente e l'amministrazione finanziaria.
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Opposizione all’esecuzione: il termine lungo di 6 mesi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché tardivo, chiarendo un punto cruciale sui termini di impugnazione. In una controversia nata da una servitù di passaggio, un'ordinanza del giudice dell'esecuzione è stata qualificata come decisione su un'opposizione all'esecuzione. La Cassazione ha stabilito che il termine 'lungo' per impugnare la successiva sentenza d'appello è di sei mesi (e non un anno), poiché il giudizio di opposizione era iniziato dopo la riforma del 2009, anche se la procedura esecutiva originaria era precedente. La decisione sottolinea che l'opposizione è un giudizio distinto dall'esecuzione ai fini del calcolo dei termini.
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Indebito oggettivo: Cassazione su accise energia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società fornitrice di energia, confermando la sua condanna a rimborsare a un'azienda cliente le accise sull'energia elettrica. La decisione si fonda sul principio dell'indebito oggettivo, sorto a seguito di una declaratoria di illegittimità costituzionale della norma che imponeva tali accise. Il rigetto è stato totale, ma le spese del giudizio di legittimità sono state compensate tra le parti.
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Accertamento obbligo del terzo: termini e sospensione
Una società creditrice avvia un pignoramento presso terzi nei confronti dell'Agenzia delle Entrate per recuperare un credito vantato dal proprio debitore. L'Agenzia si oppone sostenendo che il credito si era già estinto per compensazione con altri debiti fiscali. La Corte di Cassazione, senza entrare nel merito della questione sulla compensazione, dichiara il ricorso inammissibile perché notificato oltre il termine semestrale. La Corte ribadisce che per il giudizio di accertamento obbligo del terzo non vale la sospensione feriale dei termini, trattandosi di materia connessa all'esecuzione forzata.
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Improcedibilità ricorso: onere della prova notifica
Un appellante sostiene che la sentenza impugnata gli sia stata notificata ma omette di depositare la prova di tale notifica. La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso, ribadendo che l'onere di dimostrare la tempestività dell'impugnazione grava sull'appellante. Il caso evidenzia i rigorosi requisiti procedurali per la presentazione dei ricorsi.
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Patrocinio Avvocatura Stato: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente di riscossione per mancato rispetto delle norme sul patrocinio Avvocatura dello Stato. La Corte ha stabilito che l'ente deve essere difeso dall'Avvocatura dello Stato nei giudizi di legittimità, salvo eccezioni documentate, che nel caso di specie mancavano. Anche i ricorsi incidentali proposti da una società di autonoleggio e da un comune sono stati dichiarati inammissibili per gravi vizi procedurali, confermando l'importanza del rigore formale nelle impugnazioni.
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Mutuo di risparmio edilizio: valido il titolo esecutivo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un mutuo di risparmio edilizio, un contratto finanziario atipico. I debitori si erano opposti all'esecuzione forzata avviata dalla banca, sostenendo la nullità del contratto e l'invalidità del titolo esecutivo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'atto notarile, che integrava il contratto di mutuo, costituiva un valido titolo esecutivo. Ha inoltre stabilito che le eccezioni di nullità per indeterminatezza e immeritevolezza del contratto erano state formulate in modo troppo generico per essere accolte.
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Responsabilità del custode: cane in autostrada
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità del custode per i danni causati da un cane randagio in autostrada. L'ordinanza chiarisce che l'ente gestore non è responsabile se dimostra il caso fortuito, provando di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire l'evento, come la manutenzione costante e l'integrità delle recinzioni. La Corte ha rigettato il ricorso del danneggiato, ritenendo provato che la presenza dell'animale fosse un evento imprevedibile e inevitabile.
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Nullità CTU: quando va eccepita secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società fornitrice di gas, condannata a risarcire un'azienda metalmeccanica per i danni derivanti da un ritardo nell'allacciamento alla rete del metano. Il punto centrale della decisione riguarda la nullità della CTU. La Corte ha stabilito che l'acquisizione di documenti da parte del consulente tecnico, che la parte attrice avrebbe dovuto produrre, costituisce una nullità relativa. Tale nullità deve essere eccepita nella prima difesa utile, altrimenti si considera sanata. Poiché la società ricorrente era rimasta contumace in primo grado, ha perso il diritto di sollevare la questione in appello, rendendo le risultanze della consulenza pienamente utilizzabili.
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Responsabilità professionale commercialista: il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità professionale del commercialista, accusato da un cliente imprenditore di averlo mal consigliato nella stipula di una transazione con una società debitrice. L'imprenditore lamentava la mancanza di garanzie adeguate per i crediti pregressi e futuri. La Corte d'Appello aveva escluso la responsabilità del professionista, ritenendo che l'imprenditore avesse consapevolmente accettato un rischio d'impresa. La Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando inammissibile il ricorso poiché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che l'interpretazione della volontà delle parti e la valutazione delle prove sono di competenza esclusiva del giudice di merito, la cui motivazione, se logica e sufficiente, non è sindacabile.
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