LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2025

Pagina 7 di 21

406 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

Obblighi informativi banca: risarcimento per bond
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un istituto di credito al risarcimento del danno per la violazione degli obblighi informativi banca relativi all'acquisto di obbligazioni argentine. La sentenza stabilisce che la mancata dimostrazione di aver fornito informazioni specifiche sul rischio giustifica un risarcimento che può equivalere all'intero capitale investito, chiarendo anche aspetti sulla decorrenza e interruzione della prescrizione.
Continua »
Fermo amministrativo: quando l’auto è strumentale?
Un avvocato contesta un preavviso di fermo amministrativo sulla propria auto, sostenendone la strumentalità per la professione e sollevando vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La sentenza ribadisce che spetta al contribuente l'onere di provare l'indispensabilità del bene per l'attività lavorativa. Inoltre, la Corte ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso che mescolavano vizi di legittimità e di merito, sottolineando l'importanza del rigore formale nell'impugnazione.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è un abuso
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza della Corte d'Appello che confermava l'estinzione di una procedura esecutiva. Il ricorso è stato giudicato carente nell'esposizione dei fatti, rendendolo non scrutinabile. La Corte ha inoltre sanzionato il ricorrente per abuso del potere di impugnazione, condannandolo al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Analisi di un'ordinanza della Cassazione che dichiara inammissibile un ricorso per cassazione per violazione del principio di autosufficienza. Il caso riguarda una lite tra un Ente Locale e un'Azienda Sanitaria per il rimborso di spese assistenziali. La Suprema Corte ha sanzionato la mancata e specifica indicazione nel ricorso di un documento ritenuto decisivo, ribadendo i rigorosi requisiti formali dell'atto.
Continua »
Interpretazione del contratto: la parola della Cassazione
Due società, parte di un'associazione temporanea di imprese, avevano stipulato un patto accessorio relativo al trasferimento di alcuni dipendenti. A seguito del mancato trasferimento, una società ha fatturato i costi all'altra, ottenendo un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. L'interpretazione del contratto è stata decisiva: il patto prevedeva che la fatturazione fosse possibile solo dopo una successiva convenzione, mai stipulata. La Corte ha ribadito che non si può chiedere in Cassazione una mera rilettura del contratto, senza indicare la violazione di specifici canoni ermeneutici.
Continua »
Errore revocatorio: quando non è ammesso l’appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su un presunto errore revocatorio in una causa di gestione di un'azienda ereditaria. La Corte ha stabilito che l'errore revocatorio non può riguardare un punto controverso già discusso e deciso nel merito, ma solo una svista su un fatto pacifico e non dibattuto. La decisione sottolinea la distinzione tra un errore di percezione e una diversa valutazione giuridica dei fatti.
Continua »
Contributo di solidarietà: Cassazione nega autonomia Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cassa di previdenza privata non può imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già maturate. Tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale specifica e non può derivare dalla sola autonomia regolamentare dell'ente, anche se finalizzata a garantire l'equilibrio finanziario. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
Continua »
Valutazione delle prove: inammissibile ricorso Cassazione
Un'azienda ricorre in Cassazione contro una sentenza che dichiarava simulata una cessione di quote, lamentando un'errata valutazione delle prove e l'omesso esame di un pagamento. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, soprattutto in caso di 'doppia conforme'.
Continua »
Cessione banche venete: chi paga i debiti pregressi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22707/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo la cessione banche venete. In un caso riguardante un contenzioso tra un'azienda e un istituto di credito poi posto in liquidazione e ceduto a una grande banca, la Corte ha chiarito che l'acquirente non è responsabile per le passività derivanti da rapporti bancari già estinti al momento della cessione. La responsabilità per tali debiti, anche se oggetto di cause pendenti, rimane in capo alla procedura di liquidazione della banca originaria, in quanto non funzionali all'attività della banca cessionaria.
Continua »
Lodo non definitivo: quando è impugnabile in appello?
Una società cooperativa ha impugnato un lodo non definitivo che rigettava le sue eccezioni preliminari in una causa contro ex soci. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che un lodo non definitivo è immediatamente impugnabile solo se decide parzialmente nel merito, e non se si limita a risolvere questioni procedurali, rinviando la causa per l'istruttoria.
Continua »
Giudicato esterno: TARSU e convenzioni nulle
Una società commerciale si oppone a un avviso di accertamento per la TARSU, basandosi su una convenzione che la esentava dal pagamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, applicando il principio del giudicato esterno. Una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti aveva già dichiarato la nullità di tale convenzione, rendendo inefficace la pretesa di esenzione anche per le annualità successive.
Continua »
Onere della prova costi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14222/2025, chiarisce l'onere della prova costi in materia tributaria. Una società si era vista contestare la deducibilità di costi per servizi da un fornitore con attività estranea e per provvigioni. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che il contribuente deve provare non solo l'esistenza del costo, ma anche la sua effettività e inerenza all'attività d'impresa. La sola presentazione di un contratto non è sufficiente a soddisfare tale onere probatorio.
Continua »
Qualitas soli: Cassazione su terreni e usi civici
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un privato cittadino in una controversia decennale contro un Comune, confermando la natura demaniale di alcuni terreni. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, in particolare per l'applicazione della regola della "doppia conforme" e per la mancata specificità delle censure. La Corte ha ribadito che la valutazione della qualitas soli, basata su consulenze tecniche che hanno distinto i terreni in questione da altre proprietà private, spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
Continua »
Irreperibilità assoluta: quando la notifica è valida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro una intimazione di pagamento, confermando la validità della notifica di cinque avvisi di accertamento. La Corte ha stabilito che l'agente notificatore aveva correttamente accertato la condizione di irreperibilità assoluta del destinatario, a seguito di adeguate ricerche nel comune di domicilio fiscale. Di conseguenza, la procedura di notifica eseguita, consistente nel deposito presso la casa comunale, è stata ritenuta legittima. Gli argomenti del ricorrente sono stati considerati un inammissibile tentativo di riesaminare il merito dei fatti.
Continua »
Calcolo pensione pro rata: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando il diritto di un professionista al calcolo della pensione pro rata. La sentenza stabilisce che le modifiche peggiorative alle regole di calcolo, introdotte da un nuovo regolamento del 2004, non possono applicarsi alle anzianità contributive maturate prima della sua entrata in vigore. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto alla riliquidazione della pensione si prescrive in dieci anni, e non in cinque, quando è contestato l'ammontare stesso della prestazione e non i singoli ratei.
Continua »
Incarico dirigenziale pubblico: legge statale prevale
Una dirigente pubblica regionale, dopo la conclusione di un incarico di vertice, ha richiesto il mantenimento di un trattamento economico di favore previsto dalla contrattazione regionale. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo che una successiva legge statale, considerata norma fondamentale di riforma economico-sociale, prevale sulle disposizioni locali più vantaggiose. L'incarico dirigenziale pubblico è quindi soggetto alla normativa nazionale che permette l'assegnazione di ruoli con retribuzione inferiore.
Continua »
Opposizione cartella esattoriale e l’esame del merito
Una società televisiva ha presentato opposizione a una cartella esattoriale per contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in presenza di vizi formali come un'iscrizione a ruolo potenzialmente illegittima, il giudice dell'opposizione ha sempre il dovere di valutare nel merito la fondatezza della pretesa creditoria. Di conseguenza, avendo accertato l'esistenza del debito contributivo, il ricorso della società è stato respinto.
Continua »
Autotutela Sostitutiva: Fisco può correggere avvisi
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità del potere di autotutela sostitutiva dell'Amministrazione finanziaria. Nel caso esaminato, un avviso di accertamento, basato su dati extracontabili (tovaglioli lavati) e viziato per un errore procedurale, è stato annullato e sostituito con un nuovo atto. La Corte ha confermato che il Fisco può correggere i propri errori, anche in senso peggiorativo per il contribuente, purché non siano decorsi i termini per l'accertamento, tutelando così l'interesse pubblico alla corretta esazione dei tributi.
Continua »
Obbligazione di mezzi: vigilanza e onere della prova
Un'azienda subisce un furto nonostante un contratto di sorveglianza e cita in giudizio l'istituto di vigilanza per inadempimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il contratto di vigilanza configura un'obbligazione di mezzi e non di risultato. Di conseguenza, non essendo stata provata una negligenza specifica della società di vigilanza, che aveva correttamente eseguito le ronde e risposto agli allarmi, la domanda di risarcimento è stata respinta.
Continua »
Rimborso IVA: onere della prova e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13392/2025, ha rigettato il ricorso di una contribuente che chiedeva un rimborso IVA per conto di una società estinta. La Corte ha stabilito che la richiesta è stata correttamente respinta in appello per mancanza di prove adeguate a sostegno del diritto al credito. Il ricorso per cassazione è stato giudicato inammissibile perché generico e non autosufficiente, ribadendo che spetta al contribuente l'onere di dimostrare in modo completo e specifico i fatti a fondamento della propria pretesa.
Continua »