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Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2024

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371 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

Onere della prova mutuo: la causale del bonifico basta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19622/2024, chiarisce l'onere della prova nel mutuo tra privati. Un uomo, dopo aver ricevuto oltre 234.000 euro dalla sua ex compagna per l'acquisto di una casa, sosteneva si trattasse di un regalo. La Corte ha stabilito che, sebbene la sola consegna di denaro non basti, la causale 'prestito' sui bonifici, unita a prove atipiche come email e registrazioni, è sufficiente a dimostrare l'obbligo di restituzione, confermando la condanna.
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Accertamento ICI: la Cassazione sui terreni edificabili
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni contribuenti contro un accertamento ICI su un terreno edificabile. La sentenza conferma che l'onere di provare una minore volumetria o un valore venale inferiore spetta al contribuente. L'incertezza su un pagamento in ravvedimento operoso, causata da omissioni del contribuente, ricade su quest'ultimo. La Corte ha ribadito che la valutazione del Comune, se basata su atti comparativi e adeguatamente motivata, è legittima e che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per un riesame dei fatti.
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Progressione economica: come interpretare il bando
Un dipendente pubblico ha contestato la sua posizione in una graduatoria per la progressione economica, sostenendo che le sue qualifiche non fossero state adeguatamente valutate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al lavoratore dimostrare la coerenza delle proprie mansioni con il profilo richiesto e che la Corte stessa non può procedere a una nuova interpretazione del bando, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Pregiudizialità logica: no alla modifica di competenza
Una cittadina chiede la restituzione di un acconto versato a un'impresa edile per lavori mai iniziati. L'impresa eccepisce l'incompetenza del Tribunale, indicando il Giudice di Pace. La Cassazione, intervenendo sul regolamento di competenza, chiarisce che la questione sull'esistenza del contratto costituisce una pregiudizialità logica, inidonea a modificare la competenza per valore, che resta determinata dall'importo richiesto. Viene quindi confermata la competenza del Giudice di Pace.
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Opposizione atti esecutivi tardiva: onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società fallita contro la vendita di un suo immobile. L'opposizione agli atti esecutivi è stata ritenuta tardiva perché la società, pur essendo a conoscenza della procedura da anni, non ha provato di aver appreso dell'ordinanza di vendita solo in un momento successivo, mancando così di assolvere al proprio onere della prova.
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Onere della prova: Cassazione e rivendicazione
Una società energetica ha dimostrato con successo la proprietà di un terreno occupato da un vicino. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del vicino, chiarendo i rigorosi requisiti per l'onere della prova nelle azioni di rivendicazione immobiliare e le regole procedurali per contestare le prove. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, tra cui il difetto di autosufficienza e la tardiva contestazione di vizi processuali.
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Mansioni superiori: quando scatta il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19880/2024, ha confermato il diritto di un lavoratore del pubblico impiego al riconoscimento di mansioni superiori. La decisione si basa sul criterio della 'piena autonomia' nello svolgimento dei compiti, ritenuto elemento distintivo per l'inquadramento superiore. La Corte ha inoltre chiarito i limiti del ricorso per cassazione riguardo l'interpretazione dei contratti collettivi integrativi, la cui valutazione spetta al giudice di merito.
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Rapporto sottostante: la Cassazione e il debito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19389/2024, ha stabilito che nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, anche se il titolo di credito (un assegno) risulta invalido per firma falsa, il giudice deve esaminare il rapporto sottostante che ha dato origine al debito, se ritualmente introdotto in causa dalle parti. Una debitrice si era opposta a un decreto ingiuntivo disconoscendo la firma su un assegno, che si è rivelata apocrifa. La Corte d'Appello, pur revocando l'ingiunzione, l'aveva comunque condannata a pagare la somma in virtù del contratto di cessione di beni aziendali sottostante. La Cassazione ha rigettato il ricorso della debitrice, confermando che l'opposizione apre un giudizio di cognizione pieno sul diritto di credito, e la richiesta di rigetto dell'opposizione implica la domanda di accertamento del rapporto sottostante.
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Ricorso per cassazione improcedibile: l’errore fatale
Un'azienda sanitaria ha presentato ricorso contro la sentenza d'appello che annullava una riduzione stipendiale per un suo dirigente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione improcedibile a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata, un adempimento formale ma essenziale per la procedibilità del giudizio.
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Indennità di disoccupazione e accordo: quando si perde
Un lavoratore, dopo aver ottenuto la reintegrazione in seguito a un licenziamento illegittimo, accetta un accordo economico rinunciando al posto. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale scelta rende la disoccupazione volontaria, escludendo il diritto all'indennità di disoccupazione, poiché la rinuncia a un rapporto di lavoro già ripristinato giudizialmente equivale a dimissioni.
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Termine impugnazione previdenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un pensionato contro l'INPS per la tardiva presentazione. L'ordinanza sottolinea che il termine di impugnazione in materia di previdenza è di sei mesi e non è soggetto alla sospensione feriale estiva, rendendo il rispetto delle scadenze procedurali un fattore decisivo.
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Acquiescenza alla sentenza: il pagamento preclude l’appello
Un ente previdenziale, dopo aver appellato una sentenza di condanna al pagamento di crediti di lavoro, ha versato la somma alla lavoratrice. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dell'appello, ritenendo il pagamento una forma di acquiescenza alla sentenza. L'ordinanza chiarisce che il comportamento dell'ente, che ha accolto la domanda amministrativa originaria senza riserve, ha fatto venir meno la materia del contendere, precludendo la prosecuzione del giudizio.
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Inammissibilità ricorso: l’errore che costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso relativo a vizi di costruzione a causa di un grave errore procedurale. Il ricorso era stato notificato dall'avvocato del ricorrente a sé stesso, in qualità di difensore di altre parti della stessa parte processuale, e non alla controparte vittoriosa. Questa errata notifica ha impedito la corretta instaurazione del contraddittorio, rendendo l'esame del merito impossibile e confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Cambio giudice: quando è legittima la sostituzione?
La Cassazione ha respinto il ricorso di un debitore contro una società finanziaria, confermando la sua condanna al pagamento di un assegno. La Corte ha stabilito che il cambio giudice durante il processo di primo grado non ha violato il diritto di difesa, in quanto il nuovo magistrato ha correttamente rinnovato la trattazione. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo relativo alla responsabilità della società finanziaria, in quanto mirava a un riesame del merito non consentito in sede di legittimità.
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Prescrizione azione di garanzia: no a 10 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23234/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di compravendita. Il caso riguardava la vendita di un macchinario difettoso. La Corte ha stabilito che il riconoscimento dei vizi da parte del venditore non trasforma la prescrizione azione di garanzia da annuale a decennale. Tale riconoscimento ha solo l'effetto di interrompere il termine breve di un anno previsto dalla legge, senza creare una nuova obbligazione soggetta a prescrizione ordinaria decennale per la richiesta di riduzione del prezzo.
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Procura speciale cassazione: ricorso inammissibile
Una società e i suoi soci ricorrono in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile a causa di un difetto nella procura speciale cassazione. Per la società e un socio la procura era del tutto mancante, mentre per l'altro socio indicava gli estremi di una sentenza errata. La Corte ha quindi condannato l'avvocato al pagamento delle spese processuali.
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Indennità pronta disponibilità: quando decade l’accordo?
Una dirigente medico ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale per ottenere differenze retributive relative all'indennità di pronta disponibilità, basandosi su un accordo aziendale del 1999. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo del 1999 era stato superato dai successivi Contratti Collettivi Nazionali. La Corte ha ribadito che qualsiasi aumento dell'indennità di pronta disponibilità deve essere previsto da una nuova contrattazione integrativa, che ne verifichi anche la compatibilità con le risorse disponibili nel fondo aziendale. La decisione è stata fortemente influenzata da un precedente giudicato formatosi tra le stesse parti sulla medesima questione.
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Scorrimento graduatoria: facoltà e non obbligo P.A.
Un candidato idoneo in un concorso pubblico, classificatosi subito dopo i vincitori, ha agito in giudizio per ottenere l'assunzione a seguito della rinuncia di uno di questi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che lo scorrimento graduatoria è una scelta discrezionale (una facoltà) della Pubblica Amministrazione e non un obbligo. Pertanto, l'idoneo non vincitore non vanta un diritto soggettivo all'assunzione.
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Prescrizione danno pubblico impiego: 10 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25201/2024, ha respinto il ricorso di un ente pubblico, stabilendo che la prescrizione per il danno da reiterazione abusiva di contratti a termine nel pubblico impiego è decennale e non quinquennale. La Corte ha ribadito la natura contrattuale della responsabilità della P.A., escludendo la tesi della responsabilità precontrattuale. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale ventennale a tutela dei lavoratori precari del settore pubblico.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione presentata da un risparmiatore in una controversia su buoni fruttiferi postali. La decisione è stata motivata dalla rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, che ha determinato una carenza sopravvenuta di interesse. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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