LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 129 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

Pagina 32 di 40

5665 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Prescrizione del Reato: Giustizia Lenta Salva gli Imputati
Due individui, condannati in appello per lesione personale aggravata e violenza privata, hanno visto la loro sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che i reati erano estinti per prescrizione del reato. Il termine massimo di prescrizione era infatti scaduto prima della pronuncia della sentenza d'appello, rendendo impossibile proseguire con la condanna. Questo evidenzia l'importanza dei tempi processuali nella definizione della responsabilità penale e come la prescrizione possa influenzare l'esito finale di un procedimento.
Continua »
Remissione di querela: condanna annullata ma spese a carico
Un cittadino subiva una condanna per il delitto di diffamazione aggravata ai danni di un'altra persona. Nelle more del ricorso per cassazione, la persona offesa decideva di ritirare l'accusa tramite verbale davanti ai Carabinieri. L'imputato accettava formalmente tale rinuncia e proponeva impugnazione proprio per far valere l'accordo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la remissione di querela intervenuta prima del termine per impugnare comporta l'annullamento della condanna senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato. In assenza di accordi diversi tra le parti, la legge pone le spese processuali a carico della persona querelata.
Continua »
Concordato in appello: pena ridotta ma ricorso respinto
Due imputati hanno concordato una pena ridotta durante il giudizio di secondo grado. Successivamente, entrambi hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata motivazione sull'insussistenza di cause di proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Nel concordato in appello l'imputato rinuncia ai motivi ordinari di impugnazione. Di conseguenza, non è consentito contestare davanti ai giudici di legittimità la mancata valutazione del proscioglimento o vizi di motivazione estranei all'accordo, salvo il caso di sanzioni illegali o difetti nel consenso delle parti.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando il patteggiamento non si discute
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza di applicazione della pena concordata (patteggiamento) per un reato legato agli stupefacenti. Il Lavoratore lamentava una mancanza di motivazione sull'assenza di cause di non punibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché l'impugnazione di una pena concordata è permessa solo per motivi specifici, non riscontrati nel caso. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso Penale Generico: Inammissibilità e Condanna alle Spese
Due imputati, condannati per un reato con rito abbreviato, hanno presentato ricorso in Cassazione. Essi lamentavano la mancata valutazione di possibili cause di non punibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ritenuto i ricorsi eccessivamente generici. I ricorrenti non avevano specificato le ragioni che avrebbero dovuto portare all'assoluzione. La Corte ha quindi condannato i due al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Concordato in appello: no al ricorso dopo la rinuncia ai motivi
L'Imputato, condannato per reati sugli stupefacenti, aveva stipulato un concordato in appello per ridurre la pena a 5 anni e 4 mesi di reclusione e 22.000 euro di multa, rinunciando ai motivi sulle attenuanti generiche. Successivamente, L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando proprio la valutazione delle doglianze rinunciate. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, dopo un concordato in appello, il ricorso alla Cassazione è consentito solo per vizi sulla formazione della volontà, sulla mancanza di consenso o sull'illegalità della pena. L'Imputato non poteva rimettere in discussione i motivi oggetto di rinuncia. Di conseguenza, L'Imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e 4.000 euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: il patteggiamento non si discute sulla motivazione
Un imputato ha presentato un ricorso in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento che lo aveva condannato per tentata estorsione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato contestava la motivazione della sentenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso patteggiamento, ribadendo che la legge limita i motivi di impugnazione contro le sentenze di patteggiamento, escludendo proprio i vizi di motivazione relativi all'esistenza di cause di proscioglimento. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma la condanna per furto
Un Lavoratore è stato condannato per furto aggravato. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione, ma questo è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso fossero troppo generici e non specifici rispetto alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende, a causa del ricorso inammissibile.
Continua »
Patteggiamento: Ricorso Inammissibile se non rispetti i limiti
Un Imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'impugnazione sentenza di patteggiamento inammissibile. Ha ribadito che l'articolo 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale limita i motivi di ricorso. Non si può contestare la mancata verifica di cause di proscioglimento. L'Imputato deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Inammissibilità del ricorso per cassazione e conferma della pena
L'imputata ha subito una condanna per il reato di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti. La difesa ha presentato impugnazione, lamentando la mancata applicazione di cause di non punibilità e contestando la quantificazione della pena. La Suprema Corte ha rilevato che le censure sulla responsabilità erano del tutto generiche e già correttamente risolte dai giudici di appello. Inoltre, la questione sulla misura della sanzione non era stata sollevata nel precedente grado di giudizio, risultando tardiva. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione, confermando in via definitiva la condanna e imponendo alla ricorrente il pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Guida in stato di ebbrezza: alcoltest nullo e prescrizione
Un'automobilista viene condannata in secondo grado per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel gennaio 2016. L'imputata propone ricorso in Cassazione lamentando l'omesso avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore durante l'alcoltest. La Suprema Corte riconosce la fondatezza e gravità della doglianza, rendendo il ricorso ammissibile. Poiché il ricorso è ammissibile e non emerge un'evidente prova d'innocenza immediata, i giudici rilevano il decorso del tempo e dichiarano l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, annullando la sentenza impugnata senza rinvio.
Continua »
Ricorso contro il patteggiamento: limiti e spese per l’imputato
L'Imputato ha proposto ricorso contro la sentenza con cui il Giudice per le Indagini Preliminari aveva accolto la richiesta di applicazione della pena concordata. La difesa lamentava la mancanza di motivazione sul mancato proscioglimento immediato del soggetto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il patteggiamento. I giudici hanno chiarito che la legge ammette l'impugnazione delle sentenze concordate soltanto per motivi tassativi, tra cui l'espressione di volontà o l'illegalità della pena. Contestare generici difetti di motivazione non rientra tra i casi consentiti. Di conseguenza L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Concordato in appello: Rinuncia ai motivi e ricorso inammissibile
Un Lavoratore, condannato in primo grado, ha raggiunto un `concordato in appello` per ridurre la pena, rinunciando ai motivi sulla responsabilità. Successivamente, ha ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la rinuncia ai motivi di appello sulla responsabilità implica l'accettazione della colpevolezza e preclude successive doglianze. Il Lavoratore ha perso e deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Patteggiamento e Ricorso: La Cassazione Dichiara l’Inammissibilità
Un Lavoratore aveva concordato una pena (patteggiamento) per diversi reati di furto in abitazione. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando la mancanza di motivazione sulla sua responsabilità penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso patteggiamento. Ha stabilito che, secondo la legge, il patteggiamento può essere impugnato solo per motivi specifici, come vizi di volontà o illegalità della pena, e non per la mancanza di motivazione. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Violazione Sorveglianza Speciale: Ricorso Inammissibile in Cassazione
Un individuo ha violato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale, non rispettando l'obbligo di soggiorno. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta di applicazione della pena (patteggiamento), condannando l'imputato. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'erronea applicazione delle norme procedurali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile impugnare con ricorso per Cassazione una sentenza di patteggiamento per motivi non consentiti dalla legge, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione del reato: la Cassazione annulla la condanna
Un Imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di condanna. La Corte di Cassazione ha esaminato il caso e ha accertato che il reato contestato era ormai estinto per **prescrizione del reato**. Questo significa che era trascorso troppo tempo dalla commissione del fatto. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rimandare il caso a un altro giudice, poiché la prescrizione prevale su ogni altra questione, rendendo impossibile proseguire con il processo e l'applicazione di una pena.
Continua »
Rifiuto Accertamenti: Prescrizione Salva il Conducente dopo il Sinistro
Un conducente, coinvolto in un sinistro, si era rifiutato di sottoporsi a ulteriori accertamenti sanitari per la verifica di stupefacenti, dopo aver già effettuato un prelievo ematico per l'alcol. La Corte d'Appello lo aveva condannato. La Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio. Ha riconosciuto che i motivi di ricorso del conducente non erano "manifestamente infondati", in particolare riguardo al fatto che il rifiuto riguardava solo accertamenti ulteriori. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, poiché erano trascorsi i cinque anni massimi previsti, senza che vi fosse una prova evidente di innocenza che permettesse un'assoluzione nel merito. Il rifiuto accertamenti e prescrizione ha determinato l'esito.
Continua »
Concordato in appello: patto vincolante e ricorso nullo
L'Imputato ha stipulato un concordato in appello per rideterminare la pena inflitta in primo grado. Successivamente, la difesa ha impugnato la decisione in Cassazione lamentando l'assenza di motivazioni sul mancato proscioglimento e contestando il calcolo degli aumenti di pena per la continuazione dei reati. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'accordo processuale liberamente concordato tra le parti vincola l'imputato e non ammette contestazioni sui motivi a cui si è rinunciato. Il giudice di merito che accoglie la proposta non ha l'obbligo di motivare sulle cause generali di non punibilità, purché la pena finale rimanga entro i limiti legali stabiliti dal codice. L'Imputato è stato quindi condannato a versare quattromila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Prescrizione del Reato: Ricorso Inammissibile, Condanna Confermata
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Imputato che contestava la mancata dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione da parte della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato. Ha chiarito che il tempo necessario per la prescrizione del reato non era ancora scaduto, considerando anche i periodi di sospensione dovuti a rinvii d'udienza per emergenza sanitaria. L'inammissibilità del ricorso ha impedito alla Cassazione di pronunciarsi sulla prescrizione. L'Imputato ha perso la causa e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma la condanna per rapina
L'Imputato, condannato per rapina aggravata, ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello. Ha contestato la mancanza di motivazione sulla possibilità di un proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che i ricorsi contro sentenze di concordato in appello sono ammissibili solo per vizi specifici, escludendo doglianze su motivi rinunciati o sulla valutazione di proscioglimento immediato. L'Imputato deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende, confermando il principio della stretta ammissibilità del ricorso in Cassazione.
Continua »