LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Pagina 23 di 40

1850 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Giudicato progressivo: prescrizione bloccata in rinvio
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha ribadito la solidità del principio del giudicato progressivo. Nel caso di specie, un imputato condannato per riciclaggio si è visto respingere il ricorso con cui chiedeva la declaratoria di prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che, a seguito di un annullamento parziale della Cassazione limitato solo alla pena, l'accertamento della responsabilità diventa definitivo. Di conseguenza, nel successivo giudizio di rinvio, il giudice non può dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione maturata successivamente, poiché il punto sulla colpevolezza è ormai coperto da giudicato.
Continua »
Riciclaggio e Usura: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per riciclaggio e usura. Un imputato è stato condannato per aver aiutato a nascondere i proventi di prestiti usurai attraverso un'agenzia di scommesse. L'altro imputato, padre dell'usuraio principale, è stato condannato per concorso in usura per aver pressato le vittime a pagare. La Corte ha chiarito la distinzione tra riciclaggio e ricettazione e confermato l'aggravante dello stato di bisogno.
Continua »
Prescrizione reati: annullata condanna parzialmente
Un automobilista, condannato per rifiuto di sottoporsi all'alcoltest, porto di oggetti atti ad offendere e oltraggio a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la condanna per i primi due capi d'accusa a causa dell'intervenuta prescrizione dei reati, ricalcolando i termini e includendo i periodi di sospensione. Ha invece confermato la condanna per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, rideterminando la pena finale.
Continua »
Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, proposto da un imputato per il reato di truffa che lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente previsti, tra i quali non rientra la censura sulla motivazione relativa ad attenuanti non concordate tra le parti. La decisione sottolinea come il giudice del patteggiamento debba limitarsi a verificare la congruità dell'accordo, senza poter modificare gli elementi pattuiti, come l'esclusione di circostanze attenuanti.
Continua »
Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di concordato in appello per reati fallimentari. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare successivamente la responsabilità penale o la mancata valutazione di cause di proscioglimento, poiché tale accordo equivale a una rinuncia a tali questioni.
Continua »
Interesse ad impugnare: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d'Appello, dichiarando inammissibile l'appello originario dell'imputato. Il caso verteva su un'accusa di appropriazione indebita, per la quale in primo grado era stata dichiarata la prescrizione. La Cassazione ha stabilito che l'imputato non aveva un concreto interesse ad impugnare la sentenza di prescrizione, poiché questa non gli arrecava alcun pregiudizio effettivo, rendendo l'assoluzione ottenuta in appello strutturalmente abnorme.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per tentato furto. La Corte chiarisce che i motivi di impugnazione sono tassativi e non possono essere generici, confermando i limiti stringenti introdotti dalla riforma del 2017. L'analisi si concentra sulla validità del ricorso patteggiamento e i presupposti per la sua ammissibilità.
Continua »
Impugnazione patteggiamento: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che l'impugnazione del patteggiamento è limitata a motivi specifici previsti dalla legge. La mancata verifica di cause di proscioglimento da parte del giudice non rientra tra i motivi validi di ricorso.
Continua »
Sottrazione fraudolenta: quando scatta la prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, chiarendo un punto fondamentale sulla prescrizione. Il reato si considera consumato e la prescrizione inizia a decorrere dal compimento dell'ultimo atto fraudolento, non dalla successiva notifica delle cartelle esattoriali. Nel caso di specie, gli atti distrattivi erano stati completati nel 2015, pertanto il reato era già estinto per prescrizione al momento della decisione della Corte d'Appello, rendendo la condanna illegittima.
Continua »
Concordato in appello: rinuncia ai motivi e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati per tentato furto. Avendo accettato un concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p., hanno rinunciato ai motivi sulla responsabilità, formando un giudicato sul punto. Tale accordo preclude la possibilità di sollevare in Cassazione vizi di procedibilità, come la presunta invalidità della querela.
Continua »
Confisca per sproporzione: legittima anche in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la confisca di una somma di denaro. Nonostante un'imprecisione nel dispositivo della sentenza, che citava la norma sulla confisca ordinaria anziché quella specifica sulla confisca per sproporzione, i giudici hanno ritenuto prevalente la chiara motivazione. La motivazione spiegava che il denaro era sproporzionato rispetto al reddito dell'imputato, giustificando così la misura. La Corte ha inoltre chiarito che l'accordo sulla pena in appello preclude la possibilità di contestare le misure di sicurezza come la confisca.
Continua »
Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte chiarisce che, accettando l'accordo, l'imputato rinuncia ai motivi originari di impugnazione, limitando così la cognizione del giudice e precludendo un successivo ricorso in Cassazione per motivi di merito o vizi procedurali sanati dall'accordo stesso.
Continua »
Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte chiarisce che la scelta del patteggiamento in appello preclude la possibilità di sollevare in Cassazione motivi che richiedono una valutazione di merito, poiché tale scelta implica la rinuncia ai motivi originari dell'impugnazione.
Continua »
Concordato in appello: limiti all’impugnazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i ristretti limiti per impugnare una decisione emessa a seguito di un concordato in appello. Nel caso di specie, relativo a reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, la Corte ha dichiarato inammissibili quasi tutti i ricorsi, sottolineando che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare successive doglianze sulla motivazione, sulla qualificazione del reato o sull'entità della pena, salvo i rari casi di sanzione illegale.
Continua »
Rinuncia motivi appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per bancarotta fraudolenta. Dopo aver concordato la pena in appello con rinuncia ai motivi di appello, il successivo ricorso è precluso. La rinuncia ha effetti preclusivi sull'intero processo.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di concordato in appello. L'impugnazione era basata sulla presunta inadeguatezza della pena concordata, un motivo non consentito dalla legge per questo tipo di rito, che limita severamente le possibilità di ricorso.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello sulla pena, ha contestato la mancata assoluzione per evidente innocenza (art. 129 c.p.p.). La Suprema Corte ribadisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tali motivi, limitando il ricorso in Cassazione a vizi specifici dell'accordo stesso.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. L'imputato lamentava una carenza di motivazione sulla congruità della pena patteggiata. La Corte ha ribadito che i motivi di ricorso contro tale tipo di sentenza sono limitati e non includono la valutazione sulla congruità della pena, se non in caso di illegalità della sanzione stessa.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza di concordato in appello. L'imputato si doleva del mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, ma la Corte ha ribadito che i motivi di ricorso sono limitati a vizi della volontà o a difformità della pronuncia rispetto all'accordo, non potendo riguardare motivi rinunciati come le attenuanti non incluse nel patto.
Continua »
Ricorso in cassazione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in cassazione proposto da un'imputata avverso una sentenza di "concordato in appello". La ricorrente si doleva del mancato riconoscimento delle attenuanti generiche nella massima estensione, un motivo che, non essendo parte dell'accordo, si considera rinunciato. La Corte ribadisce che il ricorso è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una pronuncia difforme dall'accordo.
Continua »