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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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1850 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Inammissibilità ricorso patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso contro una sentenza di patteggiamento per un reato legato a sostanze stupefacenti. Il ricorso, basato sulla presunta mancata valutazione di cause di proscioglimento, è stato giudicato generico e proposto al di fuori dei casi tassativamente previsti dalla legge, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda. Questo caso evidenzia i limiti stringenti per l'impugnazione di una sentenza emessa a seguito di accordo tra le parti, confermando la regola sull'inammissibilità ricorso patteggiamento.
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Reformatio in peius: quando la pena non è peggiore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati per furto. La Corte chiarisce i limiti del divieto di reformatio in peius, specificando che l'applicazione in appello di una sanzione pecuniaria, non prevista in primo grado, non costituisce un peggioramento se la pena complessiva non risulta più grave.
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Prescrizione omicidio colposo: quando si raddoppia
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di primo grado che aveva erroneamente dichiarato estinto per prescrizione un reato di omicidio colposo aggravato. La Corte ha ribadito che, a seguito delle riforme normative, la prescrizione per l'omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale è raddoppiata, passando a quattordici anni. Di conseguenza, il processo deve proseguire.
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Ricettazione assegno: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di un assegno di provenienza illecita. La sentenza conferma che non è possibile un riesame dei fatti in sede di legittimità e chiarisce i criteri per la valutazione della pena e la concessione delle attenuanti, sottolineando l'importanza della specificità dei motivi di ricorso.
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Ricorso cassazione patteggiamento: limiti impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione patteggiamento. L'imputato aveva lamentato la mancata motivazione del giudice di merito sulla non sussistenza delle cause di proscioglimento immediato (art. 129 c.p.p.). La Corte ribadisce che i motivi di ricorso avverso la sentenza di patteggiamento sono tassativi, come indicato dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., e tra questi non rientra il difetto di motivazione sull'insussistenza delle condizioni per il proscioglimento. Di conseguenza, il ricorso viene dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: quando è valido?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento per furto aggravato. La decisione si fonda su due motivi principali: il ricorso è stato presentato personalmente dall'imputato, senza la necessaria firma di un avvocato cassazionista, e i motivi addotti, relativi alla mancata motivazione sul proscioglimento, non rientrano più tra quelli ammessi dalla legge per impugnare un patteggiamento. Si tratta di un caso emblematico che chiarisce i rigidi limiti del ricorso inammissibile patteggiamento.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35575/2025, chiarisce i limiti di impugnabilità di una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Due imputati avevano proposto ricorso lamentando, rispettivamente, un errore nel calcolo della pena e una carenza di motivazione sulla sua congruità. La Suprema Corte ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili, ribadendo che il concordato in appello può essere contestato solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM, per difformità della pronuncia rispetto all'accordo o per illegalità della pena, ma non per una mera valutazione di congruità.
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Inammissibilità ricorso: quando è un “non motivo”
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per tentato furto. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso era basato su un "non motivo", ovvero una censura generica che non si confrontava specificamente con la motivazione della sentenza d'appello. Questa pronuncia ribadisce che per l'ammissibilità del ricorso è necessario articolare critiche precise e pertinenti alla decisione impugnata.
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Ricorso Patteggiamento: Limiti e Inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da quattro imputati contro una sentenza di patteggiamento. Gli imputati contestavano la loro responsabilità penale, ma la Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è consentito solo per specifici vizi di legittimità (es. errore sulla qualificazione giuridica, illegalità della pena) e non per riesaminare le prove o la colpevolezza. Di conseguenza, i ricorsi basati sulla presunta estraneità ai fatti sono stati respinti, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per furto pluriaggravato. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di impugnazione, che non contenevano una critica specifica e puntuale alla sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando l'importanza di redigere ricorsi tecnicamente ineccepibili.
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Ricorso e prescrizione: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza che aveva accertato la prescrizione di un reato di furto. L'ordinanza chiarisce che, in caso di ricorso e prescrizione, l'imputato deve fornire prove evidenti e incontestabili della propria innocenza per ottenere un proscioglimento nel merito, cosa che nel caso di specie non è avvenuta a causa della genericità dei motivi di appello.
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Ricorso inammissibile: i requisiti del motivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto. Il motivo è stato giudicato generico e un 'non motivo', in quanto non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata, limitandosi a lamentare la mancata applicazione di una norma senza articolare un vizio specifico. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure precise e pertinenti.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda sul fatto che l'imputato non ha contestato specificamente le motivazioni della sentenza d'appello, presentando un'impugnazione generica. Questa pronuncia ribadisce che per un valido ricorso è necessario un confronto puntuale con la 'ratio decidendi' della decisione precedente, pena l'inammissibilità e la condanna a spese e sanzioni pecuniarie.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35503/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte ha ribadito che la rinuncia ai motivi d'appello limita la cognizione del giudice e preclude la possibilità di contestare in Cassazione questioni rinunciate, come la mancata assoluzione nel merito o la commisurazione della pena, a meno che questa non sia illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente definito la sua posizione con un concordato in appello per reati legati agli stupefacenti. La Suprema Corte ha ribadito che, in caso di patteggiamento in appello, i motivi di ricorso sono limitati e non possono riguardare doglianze rinunciate o la determinazione della pena, a meno che questa non sia illegale.
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Furto di energia elettrica: quando è aggravato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per furto di energia elettrica. Viene confermato che la sottrazione di elettricità dalla rete nazionale integra l'aggravante della destinazione a pubblico servizio, anche se non contestata formalmente. La Corte rigetta anche il motivo sulla prescrizione, ritenendo il ricorso inammissibile e preclusivo di un'analisi sul merito.
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Ricorso generico: inammissibile se non contesta prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per spaccio di stupefacenti. Il motivo della decisione risiede nel fatto che l'appello è stato ritenuto un ricorso generico, poiché si limitava a lamentare una presunta assenza di motivazione senza però contestare specificamente le prove a carico, come i servizi di osservazione e i sequestri, che avevano fondato la sentenza di condanna.
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Prescrizione reato continuato: la Cassazione decide
Un individuo, condannato per due reati in materia di stupefacenti, ha impugnato la sentenza di appello sostenendo l'estinzione dei reati. La Corte di Cassazione, affrontando il tema della prescrizione reato continuato, ha parzialmente accolto il ricorso. Ha dichiarato prescritto il reato meno grave, la cui prescrizione era maturata prima della sentenza di appello, nonostante un accordo sulla pena (concordato). Di conseguenza, ha annullato la relativa condanna e ridotto la pena complessiva, confermando la condanna per il reato più grave, non ancora prescritto.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile in Cassazione
Un soggetto condannato per tentato furto aggravato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la sua responsabilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso 599-bis inammissibile, ribadendo che, dopo un concordato, non è possibile contestare questioni di merito o di responsabilità penale, essendo i motivi di impugnazione estremamente limitati.
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Procedibilità d’ufficio furto: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35378/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che in caso di furto aggravato su beni destinati a pubblico servizio si applica la procedibilità d'ufficio. Di conseguenza, la querela della persona offesa non è necessaria per avviare l'azione penale. La Corte ha inoltre sanzionato la genericità dei motivi di ricorso relativi alla dosimetria della pena.
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