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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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1850 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Patteggiamento in appello: rinuncia e nullità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concluso un accordo per il patteggiamento in appello, contestava il mancato esame da parte del giudice di questioni di nullità e inutilizzabilità delle prove. La Suprema Corte ribadisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia agli altri motivi di impugnazione, limitando la cognizione del giudice ai soli termini dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), aveva impugnato la sentenza lamentando l'eccessività della sanzione. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a contestarla, formando un "giudicato" sul punto che non può essere ridiscusso in sede di legittimità.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una condanna per ricettazione. La Corte chiarisce che l'impugnazione è limitata ai soli casi di errore giuridico manifesto, escludendo riesami nel merito o valutazioni sulla riqualificazione del reato da ricettazione a furto quando questa non sia palesemente evidente dagli atti.
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Ricorso inammissibile: limiti del patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di appello che aveva ridotto la pena su accordo delle parti. Si chiarisce che il 'patteggiamento in appello' implica la rinuncia ai motivi di merito, esonerando il giudice dal dover motivare sulle cause di proscioglimento dell'art. 129 c.p.p., poiché l'effetto devolutivo è limitato ai punti non rinunciati.
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Ricorso Patteggiamento: Limiti e Inammissibilità
Un imputato, condannato con patteggiamento per reati gravi, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione e l'assenza dell'elemento soggettivo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che l'impugnazione di una sentenza ex art. 444 c.p.p. è consentita solo per motivi tassativamente previsti, escludendo una nuova valutazione dei fatti.
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Ricorso per cassazione e obbligo del difensore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per tentata truffa. Il motivo risiede nel fatto che l'imputata ha presentato l'atto personalmente, violando la norma che impone la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione ribadisce un principio fondamentale della procedura penale, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte ha chiarito che, accettando l'accordo, le parti rinunciano a contestare i punti concordati, inclusa la qualificazione giuridica del fatto, rendendo inammissibile un successivo ricorso basato su tali motivi.
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Patteggiamento e ricorso: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per un reato fiscale. L'analisi si concentra sulla limitata possibilità di impugnazione delle sentenze emesse su accordo delle parti. Il motivo del ricorso, basato su un presunto vizio di motivazione, non rientra tra le casistiche tassativamente previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., rendendo il rapporto tra patteggiamento e ricorso strettamente regolamentato. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso concordato in appello: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. Il ricorrente lamentava la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, che a suo dire era parte dell'accordo. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso sono tassativi e non includono censure sulla determinazione della pena, a meno che questa non sia illegale. Poiché la doglianza non rientrava nei casi previsti, il ricorso è stato respinto, confermando che il ricorso concordato in appello ha limiti di impugnazione ben definiti.
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Ricettazione: la Cassazione sui contrassegni animali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due allevatori condannati per ricettazione di contrassegni identificativi di bovini. La sentenza chiarisce che la mancata giustificazione del possesso di materiale di illecita provenienza integra il reato e che un ricorso inammissibile preclude la dichiarazione di prescrizione del reato.
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Concussione in concorso: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un ufficiale pubblico e di un suo complice, condannati per concussione in concorso. La sentenza chiarisce i limiti del ricorso in Cassazione, che non può riesaminare i fatti, e conferma la responsabilità dell'extraneus che agisce in accordo con il pubblico ufficiale per costringere un imprenditore a eseguire lavori non retribuiti. La Corte ha ritenuto le doglianze generiche e manifestamente infondate.
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Prescrizione senza contraddittorio: illegittima
Un individuo, il cui reato era stato dichiarato estinto per prescrizione dalla Corte d'Appello senza un'udienza, ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la pronuncia di prescrizione senza contraddittorio è illegittima perché viola il diritto a un giusto processo. La sentenza è stata annullata e il caso rinviato alla Corte d'Appello per una nuova udienza nel rispetto del diritto di difesa.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Suprema Corte ha ribadito che tale accordo sulla pena limita fortemente i motivi di impugnazione, escludendo censure sulla valutazione delle cause di proscioglimento e sulla motivazione della pena, a meno che questa non sia palesemente illegale.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di concordato in appello, ribadendo che la quantificazione della pena non è un motivo valido di impugnazione. L'ordinanza distingue tale posizione da quella di altri coimputati, i cui ricorsi, non essendo manifestamente infondati, sono stati rinviati per un esame più approfondito, disponendo la separazione processuale.
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Rinuncia alla prescrizione: quando è valida? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva dichiarato un reato estinto per prescrizione, ignorando la formale rinuncia alla prescrizione presentata dall'imputata. La Suprema Corte ha ribadito che la rinuncia è pienamente valida ed efficace se formulata dopo che il termine di prescrizione è già maturato, obbligando il giudice a procedere con un giudizio di merito completo.
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Patteggiamento in appello e ricorso: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta che aveva stipulato un patteggiamento in appello. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare in Cassazione la mancata concessione di attenuanti o la misura della sanzione, salvo il caso di pena illegale. Viene inoltre respinta l'eccezione di prescrizione, poiché il calcolo del termine teneva conto delle aggravanti ad effetto speciale.
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Particolare tenuità del fatto: no senza contraddittorio
La Corte di Cassazione annulla un'assoluzione per particolare tenuità del fatto emessa da un GIP su richiesta di decreto penale di condanna. La Suprema Corte stabilisce che questa causa di non punibilità non può essere applicata senza un regolare contraddittorio, poiché implica un accertamento di colpevolezza e ha effetti pregiudizievoli per l'imputato. Il caso viene rinviato al giudice delle indagini preliminari.
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Reato permanente e prescrizione: il caso SCIA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore condannato per l'omissione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai fini antincendio. L'imputato sosteneva l'estinzione del reato per prescrizione, ma la Corte ha qualificato l'illecito come reato permanente. Di conseguenza, il termine di prescrizione non decorre dall'inizio dell'omissione, ma dal momento in cui la condotta illecita cessa, che in questo caso è stato identificato con la data della sentenza di primo grado. Pertanto, la prescrizione non era maturata al momento della condanna.
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Recidiva e prescrizione: come si calcola il termine
Un soggetto condannato per truffa ha presentato ricorso sostenendo che, essendo l'aggravante della recidiva bilanciata con le attenuanti, il reato dovesse considerarsi estinto. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, chiarendo che ai fini del calcolo della prescrizione, la recidiva e prescrizione sono legate: la prima allunga sempre i termini, a prescindere dal successivo giudizio di bilanciamento con eventuali circostanze attenuanti. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Prescrizione reato: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per reati fallimentari a causa dell'intervenuta prescrizione del reato. Nonostante i ricorsi degli imputati presentassero vizi di motivazione non manifestamente infondati, la Corte ha stabilito che la causa di estinzione del reato prevale sulla necessità di un nuovo giudizio. La sentenza chiarisce che l'assoluzione nel merito è possibile solo in caso di evidenza assoluta dell'innocenza, altrimenti si applica la prescrizione.
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