LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1218 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 2 di 24

472 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Spedizione assegno per posta e responsabilità della banca
Una società ha effettuato la spedizione assegno per posta ordinaria per saldare un debito. Un malintenzionato ha sottratto il titolo e lo ha incassato indebitamente presso uno sportello bancario. Nei gradi precedenti, i giudici avevano addebitato la colpa esclusiva alla società mittente per l'imprudenza nella scelta del mezzo postale. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la spedizione assegno per posta ordinaria costituisce un concorso di colpa del mittente, ma non cancella la responsabilità della banca negoziatrice. L'istituto di credito deve infatti dimostrare di aver controllato con la dovuta diligenza professionale l'identità del presentatore. La Suprema Corte ha dunque cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa al Tribunale per un nuovo esame sulla condotta della banca.
Continua »
Patti parasociali: l’impegno programmatico del Comune non vincola
Una società multi-servizi (Il Ricorrente) acquistò una quota di una municipalizzata da un Comune. L'accordo includeva un piano industriale. Il Ricorrente lamentò che il Comune non aveva attuato il piano, chiedendo un risarcimento milionario. Il collegio arbitrale e la Corte d'Appello respinsero la domanda. La Cassazione ha confermato, stabilendo che l'interpretazione dei patti parasociali data dai giudici di merito era corretta: l'impegno del Comune era programmatico, non vincolante, e richiedeva procedure di evidenza pubblica. La Corte ha ribadito i limiti del ricorso in Cassazione. Il ricorso del Ricorrente è stato rigettato, con condanna alle spese.
Continua »
Pagamento assegno non trasferibile: la diligenza dell’Operatore Postale
Un'Assicurazione ha emesso un assegno non trasferibile tramite una Banca a favore di un Beneficiario. L'Operatore Postale ha pagato l'assegno a una persona diversa dal legittimo Beneficiario, senza la dovuta diligenza nell'identificazione. L'Assicurazione ha citato in giudizio l'Operatore Postale per il pagamento indebito. Dopo che i primi due gradi di giudizio avevano respinto la richiesta, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Assicurazione. La Corte ha stabilito che l'Operatore Postale deve rispondere anche per colpa lieve nell'identificazione del presentatore di un assegno non trasferibile, annullando la sentenza precedente e rinviando il caso per una nuova valutazione.
Continua »
Nullità contratto affitto azienda: quando le irregolarità non bastano
La Cassazione ha esaminato il caso di un'azienda fallita (Azienda Concedente) che chiedeva il riconoscimento di crediti da un contratto di affitto di azienda con un'altra azienda fallita (Azienda Affittuaria). Il Tribunale aveva dichiarato la nullità contratto affitto azienda per impossibilità giuridica dell'oggetto, a causa di irregolarità amministrative e sospensioni temporanee. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che le irregolarità sanabili non comportano la nullità del contratto. Ha anche riconosciuto l'inefficacia di un subaffitto non autorizzato e la sussistenza di un credito risarcitorio in prededuzione per la detenzione del bene dopo la risoluzione del contratto. La decisione rinvia il caso al Tribunale per una nuova valutazione.
Continua »
Incasso assegno non trasferibile: la banca risponde solo per colpa
Una compagnia assicurativa ha inviato un assegno tramite posta ordinaria. Un terzo soggetto non autorizzato ha sottratto il titolo e lo ha presentato all'incasso presso un intermediario finanziario utilizzando documenti falsi non palesemente alterati. La compagnia ha quindi citato l'intermediario per ottenere la restituzione della somma. I giudici di legittimità hanno chiarito le regole in materia di incasso assegno non trasferibile: la banca negoziatrice risponde solo se agisce con colpa e non ha l'obbligo di compiere indagini anagrafiche straordinarie in assenza di alterazioni visibili. Inoltre, la spedizione del titolo mediante posta ordinaria costituisce un comportamento imprudente del mittente, che integra un evidente concorso di colpa nel danno finale.
Continua »
Lodo Arbitrale: Equità vs. Ordine Pubblico, Impugnazione Inammissibile
Due locatori hanno impugnato un lodo arbitrale che aveva respinto le loro richieste di risoluzione di contratti di locazione e affitto d'azienda, condannandoli a pagare indennità alla società conduttrice. Essi lamentavano violazioni di principi di ordine pubblico, come la responsabilità contrattuale e l'autonomia negoziale. La Corte d'Appello aveva rigettato l'impugnazione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che l'impugnazione di un lodo arbitrale secondo equità è possibile solo per violazione di principi di ordine pubblico in senso stretto, ovvero norme fondamentali e inderogabili a tutela di interessi generali. I principi del codice civile invocati non rientrano in questa categoria, e gli arbitri avevano correttamente valutato il comportamento delle parti e la tacita rinuncia alla clausola risolutiva espressa. La sentenza conferma i limiti dell'Impugnazione lodo arbitrale per equità.
Continua »
Assegno falsificato: la diligenza bancaria non è da grafologo
L'Assicurazione ha citato in giudizio L'Istituto di Credito per aver pagato un assegno di traenza con clausola di intrasferibilità, nonostante il nome del beneficiario fosse stato falsificato. I giudici di merito avevano respinto la richiesta, ritenendo che L'Istituto di Credito avesse agito con la dovuta **diligenza bancaria falsificazione assegno**, in quanto la contraffazione non era visibile a un esame superficiale e il portatore era conosciuto. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la diligenza richiesta alla banca per rilevare una falsificazione è quella dell'"accorto banchiere", che non implica l'uso di strumenti sofisticati o competenze da grafologo. L'Istituto di Credito non è responsabile se la falsificazione non era riconoscibile a prima vista da un impiegato medio.
Continua »
Ammissione al passivo titoli obbligazionari: il possesso vince sulla pretesa
Un'azienda (il Creditore) ha cercato di far riconoscere un credito derivante da un prestito obbligazionario nello stato passivo di un'altra azienda (l'Azienda in Crisi) in amministrazione straordinaria. Il Creditore non possedeva i titoli obbligazionari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la mancanza di possesso dei titoli al portatore impedisce l'Ammissione al passivo titoli obbligazionari. La Corte ha sottolineato le dichiarazioni contraddittorie del Creditore e l'indispensabilità del possesso del titolo per far valere il diritto, specialmente in una procedura concorsuale.
Continua »
Obblighi informativi intermediario finanziario: la Banca condannata
Un Investitore ha citato in giudizio una Banca per ottenere la risoluzione di un'operazione di acquisto di obbligazioni Cirio. L'Investitore lamentava la mancanza di informazioni sui rischi, un conflitto di interessi della Banca e l'inadeguatezza dell'investimento al suo profilo. La Banca si difendeva sostenendo di essere solo un acquirente e che l'Investitore aveva un profilo speculativo. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, ribadendo la responsabilità della Banca per la violazione degli **obblighi informativi intermediario finanziario**. La Corte ha stabilito che la Banca doveva acquisire e fornire informazioni adeguate sui rischi dei titoli, anche se il cliente era propenso al rischio. Il ricorso della Banca è stato rigettato, con condanna alle spese.
Continua »
Assegno non trasferibile incassato da un falso titolare: no danni
Una compagnia assicurativa ha richiesto il risarcimento dei danni a un ente creditizio per il pagamento di un assegno non trasferibile effettuato a favore di un falso beneficiario. L'assegno di traenza era stato incassato previa presentazione di patente di guida e codice fiscale corrispondenti al nome indicato sul titolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società emittente, stabilendo che l'intermediario negoziatore non risponde a titolo di responsabilità oggettiva. La responsabilità della banca negoziatrice richiede la presenza di colpa professionale, valutabile secondo la diligenza media dello sportellista. In assenza di alterazioni visibili a occhio nudo (ictu oculi) e a fronte di documenti d'identità coincidenti con i dati del titolo, l'operatore ha adempiuto ai propri doveri e non deve risarcire la somma.
Continua »
Obblighi informativi bancari: la Cassazione tutela gli investitori
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Istituto di Credito per aver venduto titoli rischiosi, poi falliti, a due Clienti non qualificati. La Banca non aveva rispettato i suoi Obblighi informativi bancari, omettendo di avvisare sui rischi e di valutare l'inadeguatezza dell'operazione rispetto al profilo dei Clienti. La sentenza ribadisce che la banca deve sempre fornire informazioni chiare e complete, anche se l'investitore non ha fornito tutti i dati richiesti, e deve risarcire i danni derivanti dalla violazione di tali doveri.
Continua »
Assegno non trasferibile: colpa concorsuale nella spedizione
Una Compagnia di Assicurazioni ha inviato tramite posta ordinaria un assegno non trasferibile a un proprio cliente. Un malintenzionato si è impossessato del titolo e lo ha incassato presso l'Ente Poste esibendo documenti d'identità poi rivelatosi falsi. La Compagnia ha richiesto il risarcimento all'Ente Poste, ottenendo inizialmente ragione. La Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito: l'intermediario risponde del pagamento a soggetto non legittimato solo se non ha usato la dovuta diligenza nell'identificazione, la quale si perfeziona con un documento valido privo di visibili alterazioni. Inoltre, la spedizione di un assegno non trasferibile mediante posta semplice costituisce concorso di colpa del mittente per esposizione volontaria al rischio di furto. La causa torna in Appello per un nuovo giudizio.
Continua »
Assegno incassato illegittimamente: la Responsabilità della banca cambia
Un'Azienda Assicurativa ha emesso un assegno di traenza, ma un terzo lo ha incassato fraudolentemente. L'Azienda ha dovuto pagare nuovamente il reale beneficiario e ha chiesto il risarcimento al Servizio Postale, che aveva gestito l'incasso. I giudici di merito avevano negato il risarcimento, sostenendo che l'Azienda non aveva provato un "danno effettivo" senza dimostrare un secondo pagamento. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che la Responsabilità della banca per assegno incassato illegittimamente non richiede la prova di un doppio pagamento. Il danno si configura con la mera perdita della provvista (i fondi) a causa del pagamento indebito. La banca rimane obbligata verso il vero beneficiario.
Continua »
Assegno Non Trasferibile: Banche Esenti da Responsabilità?
Un'Assicurazione ha citato in giudizio due banche, accusandole di aver pagato erroneamente un assegno non trasferibile a un soggetto non legittimato. L'Assicurazione chiedeva il risarcimento dei danni, sostenendo la responsabilità bancaria assegno non trasferibile per negligenza nell'identificazione del beneficiario e nella verifica di eventuali contraffazioni. I giudici di merito hanno escluso la responsabilità delle banche, ritenendo che il pagamento fosse avvenuto a favore del legittimo intestatario e che le banche avessero agito con la dovuta diligenza. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'Assicurazione e ribadendo che la clausola 'per conoscenza e garanzia' non equivale a una girata e che le banche avevano adempiuto ai loro obblighi.
Continua »
Responsabilità Società Fiduciaria: Quando il Mandato non è Eseguito
Un Golf Club ha contestato l'operato di una Società Fiduciaria, accusandola di non aver gestito correttamente un mandato fiduciario. La controversia riguardava presunte inadempienze nella gestione di beni o investimenti affidati. La Corte di Cassazione ha esaminato la natura della responsabilità Società Fiduciaria, stabilendo che essa risponde secondo le regole del mandato, con una diligenza professionale qualificata. La sentenza ha chiarito i limiti di questa responsabilità, confermando l'importanza di un'attenta esecuzione degli incarichi fiduciari.
Continua »
Restituzione titoli finanziari: risarcimento e doveri del cliente
L'Investitore subisce ingenti perdite a seguito del crollo di obbligazioni ad alto rischio. La Banca omette di informarlo tempestivamente sull'aumento del rischio, violando gli accordi contrattuali e impedendogli di disinvestire in tempo. La Corte d'Appello condanna la Banca al risarcimento dei danni pari all'intero capitale perso, ma rigetta la richiesta di restituzione dei titoli in favore dell'istituto. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della Banca su questo aspetto: quando il risarcimento copre l'intero valore originario del titolo reputato privo di valore, scatta la restituzione titoli finanziari alla banca. Questo evita che l'investitore ottenga un indebito arricchimento qualora i titoli recuperino valore in futuro. La sentenza viene cassata con rinvio per l'applicazione di tale principio.
Continua »
Assegno non trasferibile: posta ordinaria e colpa della banca
La controversia riguarda un assegno non trasferibile spedito per posta ordinaria da una compagnia assicurativa, sottratto da un truffatore e incassato presso un ente negoziatore con un documento falso. La Corte d'Appello aveva addebitato l'intero danno all'istituto negoziatore, ritenendolo responsabile in modo oggettivo per il solo pagamento a persona diversa dal beneficiario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno stabilito che la responsabilità della banca non è automatica, ma richiede la valutazione della colpa professionale e ammette la prova liberatoria dell'assenza di negligenza. Inoltre, la spedizione del titolo mediante posta ordinaria configura un concorso di colpa del mittente per aver esposto l'assegno a un rischio evitabile. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Pagamento assegno non trasferibile: il danno non richiede un nuovo esborso
Una Compagnia Assicuratrice ha emesso assegni non trasferibili. Un soggetto terzo ha incassato questi assegni grazie a una contraffazione. La Compagnia ha chiesto il rimborso al Servizio Postale, che aveva pagato i titoli. I giudici precedenti hanno negato il risarcimento, sostenendo che la Compagnia non aveva provato di aver pagato nuovamente i legittimi beneficiari. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il danno per il Pagamento assegno non trasferibile al non legittimato si manifesta con la semplice perdita dell'importo, senza necessità di un nuovo pagamento. La Corte ha rinviato il caso per valutare la diligenza del Servizio Postale.
Continua »
Assegno non trasferibile incassato male: guida alla responsabilità
Una compagnia assicurativa emetteva un assegno non trasferibile inviandolo al destinatario tramite posta ordinaria. Un terzo sottraeva il titolo e lo incassava indebitamente presso un intermediario finanziario. La compagnia chiedeva il risarcimento del danno all'intermediario che aveva negoziato il titolo. I giudici di merito ritenevano l'intermediario oggettivamente responsabile per l'incasso indebito. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Corte ha stabilito che la responsabilità della banca o dell'intermediario negoziatore non è oggettiva ma contrattuale. L'operatore può quindi liberarsi provando di aver adottato la diligenza professionale nell'identificare il presentatore del titolo. Inoltre, la spedizione di un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria costituisce un potenziale concorso di colpa del mittente, che espone il titolo a rischi di sottrazione insoliti.
Continua »
Assegno non trasferibile incassato da terzi: la banca paga
Un dipendente infedele incassa indebitamente diversi titoli di credito muniti di clausola di intrasferibilità destinati alla propria azienda datrice di lavoro. La banca negoziatrice permette l'operazione senza verificare la legittimazione del presentatore. La società truffata agisce in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione conferma che l'Istituto di credito risponde a titolo di responsabilità contrattuale in ogni ipotesi di assegno non trasferibile incassato da terzi non autorizzati. La banca deve infatti identificare il reale beneficiario con la massima diligenza professionale. Un'eventuale disorganizzazione interna dell'azienda lesa non esclude la responsabilità esclusiva della banca. Il ricorso dell'istituto viene rigettato con condanna al pagamento delle spese.
Continua »