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Art. 1218 Codice Civile — Anno 2025

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516 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Incarico dirigenziale: non è un diritto automatico
Una professoressa universitaria ha citato in giudizio un policlinico per non averle conferito un incarico dirigenziale apicale, chiedendo un risarcimento per perdita di chance. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'assegnazione di un incarico dirigenziale a un professore universitario non è un diritto automatico derivante dal solo titolo accademico. Tale conferimento è condizionato dalla disponibilità di posti nell'atto aziendale, dalla copertura finanziaria e dal superamento delle procedure di selezione, elementi che la ricorrente non ha provato.
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Risarcimento lucro cessante: limiti e risoluzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di inadempimento di un contratto preliminare, il risarcimento lucro cessante spettante alla parte adempiente è limitato al periodo precedente la domanda giudiziale di risoluzione. Proponendo tale domanda, la parte rinuncia alla prestazione futura e, di conseguenza, ai guadagni che ne sarebbero derivati. Il caso riguardava una promessa di locazione non mantenuta da una società poi fallita.
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Obbligo di manleva: i limiti per l’agenzia interinale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per un'insanabile contraddizione tra la motivazione e il dispositivo. Il caso riguardava l'obbligo di manleva di un'agenzia interinale verso l'azienda utilizzatrice per i danni derivanti da un contratto di somministrazione illecito. La motivazione limitava il risarcimento a una specifica indennità, mentre il dispositivo lo estendeva a tutte le somme dovute al lavoratore, inclusa la retribuzione. La Corte ha stabilito che tale contrasto rende la sentenza nulla, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Onere della prova: il giudice non può negare le prove
Una società immobiliare si opponeva all'esclusione di un ingente credito per danni dal passivo fallimentare di un'impresa di costruzioni. Il Tribunale rigettava l'opposizione per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, accogliendo il motivo di ricorso relativo alla mancata ammissione delle prove (testimonianze, CTU) richieste dalla società. Il principio affermato è che il giudice non può, senza contraddirsi, rigettare una domanda per difetto di onere della prova e contemporaneamente negare alla parte l'ammissione dei mezzi istruttori volti proprio a fornire tale prova.
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Responsabilità dirigente: quando obbedire è un errore
Un dirigente di una compagnia assicurativa è stato licenziato per una liquidazione anomala di un sinistro da 1,2 milioni di euro. Sostenendo di aver seguito gli ordini di un superiore, ha impugnato il licenziamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il licenziamento per giusta causa e stabilendo la piena responsabilità del dirigente. La sentenza chiarisce che il dovere di diligenza e il vincolo fiduciario impongono al dirigente di non eseguire passivamente ordini palesemente contrari agli interessi aziendali, delineando i confini della responsabilità del dirigente anche in presenza di una gerarchia.
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Varianti in corso d’opera: salta la penale per ritardo
Un'impresa costruttrice era stata penalizzata per ritardi nel restauro di un palazzo storico. Tuttavia, la committenza pubblica aveva approvato due importanti varianti in corso d'opera. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali modifiche sostanziali alterano i termini del contratto, rendendo inapplicabile la penale per ritardo originaria. La Corte ha specificato che quando vengono introdotte variazioni significative, necessarie al completamento dei lavori, la cronologia e le relative penali vengono superate. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ricorso incidentale inammissibile: requisiti di forma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili sia il ricorso principale di un istituto di credito sia il ricorso incidentale di un suo cliente in una controversia finanziaria. La decisione sottolinea l'importanza dei requisiti formali degli atti di impugnazione, in particolare l'obbligo di includere una sommaria esposizione dei fatti nel ricorso incidentale, a pena di inammissibilità, senza possibilità di rinvio ad altri atti.
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Obblighi informativi banca: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la condanna di un istituto di credito alla restituzione delle somme a un investitore, a causa della violazione degli obblighi informativi banca. Anche se il contratto non è nullo, la grave inadempienza dell'intermediario giustifica la restituzione, qualificabile come risarcimento del danno o effetto della risoluzione del contratto.
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Caparra confirmatoria: quando sospendere il pagamento?
Un promissario acquirente sospendeva il pagamento della caparra confirmatoria a causa di vizi dell'immobile e del rischio di evizione parziale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo l'inadempimento dell'acquirente prevalente e ingiustificato. La sospensione totale dei pagamenti è stata giudicata sproporzionata rispetto all'inadempimento della controparte, violando il principio di buona fede. Di conseguenza, il ricorso principale è stato respinto e l'acquirente condannato al risarcimento del danno.
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Compenso ingegnere: la prova delle attività extra
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa al compenso professionale di un ingegnere. L'ordinanza stabilisce che le maggiorazioni forfettarie e i compensi a tempo (vacazioni) non sono dovuti automaticamente, ma richiedono la prova specifica delle attività extra svolte dal professionista. Viene inoltre chiarito che, in assenza di accordo, la liquidazione del compenso deve seguire le tariffe vigenti al momento della decisione giudiziale e non protocolli d'intesa non vincolanti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questi principi.
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Proprietà condominiale: quando il cortile è privato?
Una società apriva finestre su un'area che riteneva comune, ma che i vicini utilizzavano come autorimessa privata. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'area è di proprietà esclusiva dei vicini. La motivazione si fonda sul fatto che, prima della costituzione del condominio, l'area era già stata chiusa e destinata permanentemente ad autorimessa, perdendo così la sua funzione di bene comune. Di conseguenza, la presunzione di proprietà condominiale non è applicabile.
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Responsabilità per inadempimento: banca condannata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto bancario al risarcimento dei danni in favore di un investitore a causa della violazione di un contratto di gestione patrimoniale. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso della banca, molti dei quali ritenuti inammissibili perché miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. L'ordinanza ribadisce un principio cruciale: nella richiesta di risarcimento per responsabilità per inadempimento contrattuale, la svalutazione monetaria è una componente implicita e dovuta anche se non esplicitamente richiesta.
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Inadempimento contrattuale: riparazione non autorizzata
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di collaborazione per inadempimento contrattuale. Una società ha smontato e riparato un macchinario in violazione delle clausole di esclusiva, che riservavano la produzione e gli interventi tecnici all'altra parte. La Corte ha ribadito che spetta al debitore provare di aver adempiuto correttamente, respingendo il ricorso e condannando la società alle spese.
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Lavaggio divise lavoro: spetta al datore di lavoro?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo del lavaggio divise lavoro spetta al datore quando gli indumenti sono considerati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). Nel caso esaminato, alcuni operatori ecologici avevano chiesto il rimborso per le spese di pulizia delle loro uniformi. La Corte ha annullato la precedente sentenza di rigetto, affermando che il datore di lavoro è tenuto a garantire le condizioni igieniche dei DPI, e quindi a sostenere i costi di manutenzione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione del danno patrimoniale subito dai lavoratori.
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Inammissibilità ricorso cassazione: il caso assemblaggio
Una controversia nata da un contratto di affiliazione commerciale giunge in Cassazione. La Corte Suprema dichiara l'inammissibilità del ricorso cassazione perché redatto con la tecnica dell'"assemblaggio", ovvero tramite la copia integrale di atti precedenti invece di una sintesi dei fatti. Tale modalità viola l'art. 366 c.p.c., che impone un'esposizione sommaria. La parte ricorrente è stata anche condannata per abuso del diritto processuale.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un progettista, condannato a risarcire i danni per vizi costruttivi, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha respinto la maggior parte dei motivi, ma ha accolto quello relativo alla motivazione apparente della sentenza di secondo grado. I giudici d'appello non avevano spiegato adeguatamente come avessero calcolato i danni, omettendo di considerare i costi che i committenti avrebbero comunque dovuto sostenere. Per questo vizio di motivazione, la sentenza è stata annullata con rinvio.
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Intermediazione finanziaria: obblighi della banca
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità di un istituto di credito per le perdite subite da un cliente su obbligazioni di un emittente fallito. La sentenza ribadisce i doveri informativi e l'obbligo di autorizzazione specifica per operazioni di intermediazione finanziaria effettuate in contropartita diretta, considerate fuori mercato.
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Onere della prova appalto: chi paga per i ritardi?
In un caso di appalto per la ricostruzione post-sisma, una corte d'appello aveva condannato l'impresa edile a risarcire il committente per i ritardi che avevano causato la revoca di un contributo pubblico. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, criticando l'errata applicazione del principio di non contestazione e la valutazione parziale delle prove. La Suprema Corte ha chiarito che l'onere della prova in un appalto richiede un'analisi completa di tutti gli elementi, non potendo dare per scontato un obbligo contrattuale che non risulta pacificamente accettato da tutte le parti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Promessa di riassunzione: come si calcola il danno?
Un giornalista, licenziato dalla società cessionaria di un ramo d'azienda, si è visto negare il rientro nell'azienda cedente, nonostante una specifica clausola contrattuale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24016/2025, ha chiarito i criteri per il calcolo del risarcimento del danno derivante dalla violazione di una promessa di riassunzione. Pur respingendo la richiesta di costituzione coattiva del rapporto di lavoro, ha accolto il ricorso del lavoratore sul punto del 'dies ad quem' (termine finale) per il risarcimento, stabilendo che la data di conferimento dell'incarico al CTU, scelta dalla Corte d'Appello, era un limite temporale immotivato. La Corte ha rinviato il caso per una nuova determinazione del periodo risarcibile, confermando che il danno deve coprire l'intero pregiudizio patrimoniale subito dal lavoratore a causa dell'inadempimento.
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Responsabilità professionale avvocato: la prescrizione
La Corte di Cassazione chiarisce il momento da cui decorre la prescrizione per l'azione di responsabilità professionale avvocato. La Corte ha stabilito che il termine decennale non parte dalla sentenza definitiva che accerta il danno, ma dal momento in cui il cliente, usando l'ordinaria diligenza, ha la percezione oggettiva dell'inadempimento e del potenziale danno, come nel caso in cui debba avviare una nuova azione legale per rimediare all'errore del precedente legale.
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