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Art. 1218 Codice Civile — Anno 2024

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635 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Danno da ritardo aereo: risarcibile anche il morale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35314/2024, ha stabilito che in caso di grave disagio causato da un vettore aereo, come un significativo ritardo o la cancellazione di un volo, il passeggero ha diritto non solo alla compensazione pecuniaria prevista dalla normativa europea, ma anche al risarcimento del danno non patrimoniale. Questo tipo di danno da ritardo aereo, che comprende lo stress e la sofferenza subiti, deve essere allegato e provato, anche tramite presunzioni, e non è considerato un danno automatico. La Corte ha chiarito che la Convenzione di Montreal non preclude tale risarcimento, il cui contenuto è definito dal diritto nazionale, nel caso di specie dall'art. 2059 del codice civile.
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Legittimazione agenzia viaggi: la Cassazione decide
Un'agenzia di viaggi ha citato in giudizio un cliente per il mancato pagamento del saldo di un pacchetto turistico dopo il recesso di quest'ultimo. La Corte d'Appello aveva negato la legittimazione agenzia viaggi ad agire, considerandola una mera intermediaria. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, affermando che, nell'ambito dei contratti di pacchetto turistico, esiste un'unità funzionale tra i vari soggetti (cliente, agenzia, tour operator). Pertanto, l'agenzia venditrice ha il diritto di agire in giudizio per il pagamento del prezzo, cassando la sentenza precedente e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta di revocazione di una sentenza della Cassazione relativa a degli adeguamenti pensionistici. I ricorrenti sostenevano che la Corte avesse commesso un errore di fatto, ignorando un debito preesistente stabilito da una sentenza del 1994. La Corte ha chiarito che non vi è stato alcun errore fattuale; la sua decisione precedente si basava sull'interpretazione giuridica secondo cui la successiva capitalizzazione del fondo pensione aveva estinto l'obbligazione di debito. Questo rappresenta un disaccordo su basi legali (errore di giudizio), non un motivo valido per la revocazione.
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Errore di fatto: revocare un’ordinanza Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso per revocazione contro una propria ordinanza, chiarendo la netta distinzione tra l'errore di fatto, che consente la revocazione, e l'errore di giudizio, che non la ammette. Il caso riguardava una pretesa di pagamento per la perequazione di una pensione aziendale, che la Corte aveva già ritenuto estinta a seguito della capitalizzazione del fondo pensione. I ricorrenti lamentavano un errore di fatto, ma la Corte ha stabilito che le loro censure riguardavano in realtà l'interpretazione e la valutazione giuridica dei fatti, configurando un inammissibile tentativo di ottenere un nuovo giudizio nel merito.
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Inammissibilità del ricorso: motivi non specifici
Un professionista ha citato in giudizio una compagnia telefonica per ritardi nell'attivazione dei servizi, ma la sua richiesta è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando l'inammissibilità del ricorso perché i motivi presentati erano generici, non specifici e non conformi al principio di autosufficienza, non riuscendo a contestare efficacemente le ragioni della sentenza d'appello.
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Ricorso improcedibile: tardività e oneri formali
Un avvocato, condannato per responsabilità professionale nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile non per questioni di merito, ma per due vizi procedurali: la tardività della proposizione e la mancata allegazione della sentenza impugnata. Questa decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini e degli adempimenti formali nel processo civile.
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Responsabilità commercialista: il caso del parere errato
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità commercialista per un parere fiscale errato. Un socio, consigliato di recedere dalla società con una stima fiscale di 85.000 euro, si è trovato a pagarne quasi 200.000. La Corte ha stabilito che il professionista è inadempiente se omette di informare il cliente su tutte le alternative fiscalmente più vantaggiose, come la cessione delle quote. La divergenza tra il costo stimato e quello effettivo è prova dell'inadempimento, e spetta al professionista dimostrare la non imputabilità dell'errore.
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Contratto a progetto: recesso e sospensione illegittima
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo l'illegittimità della sospensione di un contratto a progetto disposta da un ente pubblico prima della formale revoca dei finanziamenti. L'ente è stato condannato al risarcimento del danno, pari ai corrispettivi non pagati durante il periodo di sospensione, poiché la revoca successiva dei fondi non può giustificare retroattivamente un'interruzione del rapporto non prevista contrattualmente.
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Dovere di vigilanza sindaci e compenso: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34671/2024, ha stabilito che l'inadempimento al dovere di vigilanza dei sindaci può portare alla perdita totale del compenso. Nel caso specifico, i sindaci non avevano segnalato un'operazione di riacquisto di azioni avvenuta dopo la chiusura del bilancio, ma prima della sua approvazione. Tale operazione, pur essendo di competenza dell'esercizio successivo, annullava un significativo utile fittiziamente iscritto nell'esercizio precedente, mascherando la reale situazione di difficoltà della società poi fallita. La Corte ha ritenuto che tale omissione costituisse un grave inadempimento, legittimando il rifiuto del pagamento del compenso da parte della curatela fallimentare.
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Inadempimento contrattuale: quando è grave?
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di inadempimento contrattuale tra due società di produzione cinematografica. Una società non ha adempiuto all'obbligo di organizzare una scena in una location specifica, proponendo un'alternativa onerosa. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo legittima la sospensione del pagamento da parte della creditrice, dato che l'inadempimento è stato considerato di notevole importanza nell'economia del contratto.
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Ratifica contratto: la Cassazione sulla clausola arbitrale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34565/2024, ha stabilito che la ratifica di un contratto d'appalto, stipulato da un rappresentante senza poteri (falsus procurator), non si estende automaticamente alla clausola compromissoria in esso contenuta. La Corte ha chiarito che, data la necessità della forma scritta per tale clausola, anche la ratifica deve manifestare in modo inequivoco e per iscritto la volontà di accettare specificamente la devoluzione della controversia ad arbitri. L'esecuzione dei lavori o l'emissione di fatture non sono sufficienti a integrare tale requisito. Di conseguenza, il ricorso della società committente è stato rigettato, confermando la competenza del giudice ordinario.
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Negligenza cliente: quando la banca non è responsabile
Un professionista ha citato in giudizio la propria banca a seguito di prelievi non autorizzati effettuati dalla sua collaboratrice per un decennio. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che la grave negligenza del cliente, consistita nel non aver mai controllato gli estratti conto, ha interrotto il nesso di causalità. Questa condotta omissiva è stata ritenuta la causa principale del danno, esonerando l'istituto di credito da ogni responsabilità. La decisione sottolinea come la negligenza del cliente possa annullare il diritto al rimborso.
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Violazione del contraddittorio: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello per violazione del contraddittorio. La decisione era stata deliberata prima della scadenza del termine concesso a una parte per depositare le proprie note di replica, vanificando di fatto il suo diritto di difesa. Il caso trae origine da una controversia sulla responsabilità professionale di un avvocato. La Suprema Corte ha ribadito che il rispetto dei termini processuali è essenziale per garantire un giusto processo.
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Responsabilità professionale notaio: il nesso causale
Una venditrice di un'azienda cita in giudizio il notaio per non aver verificato l'efficacia di una fideiussione a garanzia del pagamento rateale. La fideiussione si rivela inefficace non per il mancato pagamento del premio, ma per un successivo smarrimento del documento. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, sottolineando che la parte danneggiata non ha provato il nesso causale tra la presunta negligenza del notaio e il danno subito. La Corte chiarisce che la responsabilità professionale del notaio non sorge automaticamente dalla sua omissione, ma richiede la dimostrazione che quella specifica omissione abbia causato il danno, escludendo altre cause indipendenti.
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Responsabilità del venditore: immobile con ipoteca
Una società acquista un immobile scoprendo solo in seguito l'esistenza di un'ipoteca e di una procedura esecutiva. Dopo aver transatto con il creditore, la società cita in giudizio i venditori e il notaio. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del venditore per le false dichiarazioni, ma chiarisce che il debito risarcitorio gravante sugli eredi dei venditori deve essere ripartito 'pro quota' e non in solido. La responsabilità del notaio viene limitata poiché il pagamento del prezzo era avvenuto prima del rogito.
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Aliud pro alio: acqua non potabile e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34371/2024, ha stabilito che la fornitura di acqua non potabile in luogo di quella potabile contrattualmente prevista integra un'ipotesi di 'aliud pro alio' (consegna di una cosa per un'altra). Tale inadempimento contrattuale non è soggetto alla prescrizione breve di un anno per i vizi della cosa, ma alla prescrizione ordinaria decennale, garantendo una maggiore tutela agli utenti per il diritto al rimborso.
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Sospensione fornitura idrica: la buona fede è decisiva
Una società fornitrice di acqua sospendeva il servizio a un'utente a seguito della scoperta di un secondo contatore non fatturato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione fornitura idrica è illegittima se la società stessa ha contribuito a creare la situazione di incertezza, agendo in violazione del principio di buona fede. La Corte ha ritenuto che il comportamento dell'utente, che aveva sempre pagato le fatture ricevute, dovesse essere tutelato, cassando la sentenza d'appello e rinviando per un nuovo esame.
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Inadempimento contrattuale P.A.: il caso del Comune
Un'azienda di trasporti vince un appalto ma il gestore uscente non le consegna i mezzi. La Cassazione interviene sull'inadempimento contrattuale P.A., cassando la sentenza d'appello che aveva escluso la responsabilità del Comune per il ritardo nell'attivarsi, giudicando la motivazione contraddittoria.
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Fattura di conguaglio tardiva: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'utente contro una società energetica per una cospicua fattura di conguaglio emessa a distanza di tempo dalla chiusura del contratto. La Corte ha respinto i motivi di ricorso in quanto miravano a un riesame dei fatti, inammissibile in sede di legittimità, e perché si era verificata la cosiddetta 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito con la stessa valutazione dei fatti. La decisione sottolinea i rigorosi limiti procedurali del ricorso in Cassazione.
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Danno esistenziale telefonia: la Cassazione decide
Una professionista ha citato in giudizio una compagnia telefonica per gravi disservizi, ottenendo in primo e secondo grado il risarcimento per danno all'immagine e danno esistenziale. La Corte di Cassazione, intervenendo sul ricorso della società, ha confermato il danno all'immagine ma ha cassato con rinvio la decisione sul danno esistenziale. La Corte ha chiarito che il danno esistenziale telefonia non è automatico e non può essere considerato 'in re ipsa', ma richiede una specifica allegazione e prova del pregiudizio grave e non futile subito dalla persona nelle sue attività realizzatrici, onere non soddisfatto nel caso di specie.
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