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Art. 1218 Codice Civile — Anno 2024

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635 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Clausola penale: quando la consegna è davvero tale?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10014/2024, ha chiarito i limiti di applicazione di una clausola penale per ritardata consegna di un immobile. Il caso riguardava una coppia che aveva citato in giudizio una società costruttrice per il mancato completamento di lavori sulle parti comuni, chiedendo il pagamento di una penale giornaliera. La Corte ha stabilito che se la clausola penale è legata contrattualmente solo alla "consegna" dell'immobile, non può essere estesa al ritardo nell'esecuzione di altre opere. La sentenza è stata cassata con rinvio, sottolineando anche il dovere del giudice di valutare la riduzione di una penale manifestamente eccessiva.
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Danno da interesse negativo per mancata convenzione P.A.
Una società ha citato in giudizio un Comune per il suo rifiuto illegittimo di stipulare una convenzione di lottizzazione precedentemente approvata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9960/2024, ha confermato la responsabilità della Pubblica Amministrazione, ma ha precisato che il danno risarcibile è limitato al cosiddetto "danno da interesse negativo". Questo comprende le spese sostenute confidando nell'accordo (danno emergente) e le occasioni alternative perse, ma non il mancato guadagno derivante dal progetto immobiliare. Il ricorso della società è stato respinto per non aver fornito prove adeguate dei costi sostenuti e della perdita di valore del terreno.
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Responsabilità del notaio: visure ipotecarie omesse
Una società immobiliare acquista un bene senza che il notaio rilevi un'ipoteca esistente. Successivamente, per evitare l'espropriazione, la società paga il creditore e si accorda per la cancellazione dell'ipoteca. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, afferma la piena responsabilità del notaio, stabilendo che il danno non è più potenziale ma certo, e corrisponde alla somma pagata dall'acquirente per liberare l'immobile. La sentenza chiarisce che la transazione con il creditore non elimina il danno, ma lo concretizza, obbligando il notaio negligente al risarcimento.
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Responsabilità PA per falso affidamento su slot machine
L'Agenzia statale, successore dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, è stata condannata a risarcire i danni subiti da alcuni operatori del settore del gioco. Gli operatori avevano acquistato apparecchi da intrattenimento basandosi su nulla osta rilasciati dall'amministrazione, che si sono poi rivelati non conformi alla legge. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità della PA per aver generato un 'falso affidamento', respingendo la tesi difensiva che la colpa fosse dell'ente terzo incaricato della certificazione tecnica. La Corte ha chiarito che, anche se l'attività di verifica è esternalizzata, la Pubblica Amministrazione rimane direttamente responsabile verso i terzi per i propri atti ufficiali.
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Responsabilità del notaio: nesso causale e onere prova
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità del notaio per omessa informazione al cliente in un contratto preliminare di compravendita immobiliare. La Corte ha stabilito che la successiva decisione del cliente di proseguire il rapporto, nonostante l'inadempimento del venditore, non interrompe il nesso causale con la negligenza originaria del notaio. Quest'ultimo, infatti, aveva privato il cliente delle informazioni necessarie per valutare la rischiosità dell'operazione. Spetta al professionista, e non al cliente, provare che quest'ultimo avesse acquisito piena consapevolezza dei rischi da altre fonti prima di prendere decisioni successive. La sentenza d'appello, che aveva ridotto il risarcimento, è stata cassata con rinvio.
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Diritto di precedenza: obblighi del datore di lavoro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9538/2024, ha stabilito principi chiave sul diritto di precedenza nei contratti stagionali. Due lavoratori, dopo una serie di contratti a termine, avevano chiesto la conversione del rapporto in tempo indeterminato. La Corte ha chiarito che spetta al datore di lavoro provare che le mansioni erano esclusivamente stagionali. Inoltre, ha affermato che la mancata indicazione del diritto di precedenza nel contratto non causa la conversione automatica, ma rende il datore di lavoro responsabile per il risarcimento del danno se assume altri lavoratori, non potendo eccepire il mancato esercizio del diritto da parte del dipendente.
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Responsabilità professionale ingegnere: il nesso causale
Una cliente ha citato in giudizio il proprio ingegnere per responsabilità professionale, accusandolo di non aver portato a termine una pratica di condono edilizio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il punto cruciale della decisione è la mancanza di prova del nesso di causalità: la cliente non è riuscita a dimostrare con certezza che, anche con un operato impeccabile del professionista, avrebbe ottenuto la sanatoria. La Corte ha sottolineato che la mera possibilità di successo non è sufficiente a fondare la responsabilità professionale dell'ingegnere.
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Cessione del credito: diritti del cessionario e clausole
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9479/2024, ha chiarito importanti aspetti sulla cessione del credito. Nel caso esaminato, una società debitrice si opponeva al precetto di un nuovo creditore (cessionario), sostenendo che il debito originario fosse stato estinto da una transazione e che, in ogni caso, il nuovo creditore non potesse avvalersi della clausola risolutiva espressa contenuta in tale accordo. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la transazione in questione era conservativa e non novativa, quindi non aveva estinto il rapporto originario. Di conseguenza, con l'inadempimento del debitore, il debito originario è tornato esigibile. Fondamentalmente, la Corte ha affermato che la cessione del credito trasferisce al cessionario non solo il diritto alla prestazione, ma anche tutti i diritti accessori, inclusa la facoltà di avvalersi della clausola risolutiva espressa, in quanto strumento di tutela del credito stesso.
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Diritto di precedenza: obblighi del datore di lavoro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9444/2024, ha stabilito principi fondamentali sul diritto di precedenza nei contratti a termine. Analizzando il caso di due lavoratori stagionali, la Corte ha chiarito che l'onere di provare la natura effettivamente stagionale delle mansioni spetta al datore di lavoro. Inoltre, la mancata indicazione esplicita del diritto di precedenza nel contratto non ne causa la conversione in tempo indeterminato, ma espone l'azienda al risarcimento del danno qualora assuma altri lavoratori, impedendo al datore di eccepire la mancata manifestazione di volontà del dipendente.
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Produzione documenti tardiva: i limiti del CTU
Una società industriale, condannata in appello per il pagamento di forniture energetiche, ha presentato ricorso in Cassazione. Il motivo principale riguardava la mancata ammissione di documenti probatori (fattura e bonifico) presentati in ritardo, durante la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU). La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la produzione documenti tardiva non può essere sanata tramite il CTU. I documenti che provano i fatti principali della causa, come l'avvenuto pagamento, devono essere depositati entro i termini perentori stabiliti dal codice di procedura, e il consulente tecnico non ha il potere di superare tali preclusioni.
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Giurisdizione domanda di garanzia: la Cassazione decide
Un utente ha citato in giudizio una società di fornitura idrica per danni derivanti da acqua non potabile. La società ha a sua volta chiamato in causa l'Ente Regionale per essere tenuta indenne. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione sulla domanda di garanzia contro l'ente pubblico spetta al giudice ordinario, in quanto causa accessoria a quella principale (utente contro società), anch'essa di competenza del giudice ordinario.
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Giurisdizione giudice ordinario: acqua non potabile
Un utente ha citato in giudizio una società di fornitura idrica per danni derivanti da acqua non potabile a causa di elevati livelli di arsenico. La società ha chiamato in causa l'ente regionale per essere manlevata. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione del giudice ordinario si estende sia alla richiesta di risarcimento principale, in quanto di natura contrattuale, sia alla domanda di manleva accessoria contro la pubblica amministrazione, poiché strettamente connessa alla controversia principale.
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Giurisdizione ordinaria e acqua non potabile: il caso
Un utente ha citato in giudizio una società idrica per aver ricevuto acqua non potabile, ottenendo un risarcimento. La società ha a sua volta chiamato in causa l'ente regionale per essere manlevata. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione ordinaria è competente sia per la domanda di risarcimento dell'utente, in quanto riguarda un inadempimento contrattuale, sia per la conseguente domanda di manleva del gestore verso l'ente, poiché accessoria alla principale.
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Obblighi informativi intermediario: nessuna nuova informativa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9069/2024, ha stabilito che gli obblighi informativi dell'intermediario finanziario si esauriscono con l'operazione di acquisto del prodotto. Di conseguenza, la banca non è tenuta a fornire nuove e ulteriori informazioni all'erede che subentra nella titolarità dei titoli per successione. Il ricorso dell'erede, che lamentava un danno per mancata informazione post-successione, è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata per abuso del processo.
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Litisconsorzio necessario: reintegro e controinteressati
Un dirigente pubblico impugna la revoca anticipata del suo incarico a seguito di una riorganizzazione aziendale. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la correttezza del giudizio di merito che aveva stabilito il litisconsorzio necessario con il dirigente subentrato. La Corte chiarisce che la richiesta di reintegrazione incide direttamente sulla posizione del terzo, rendendo indispensabile la sua partecipazione al processo. Inoltre, i motivi volti a una nuova valutazione dei fatti sono stati dichiarati inammissibili.
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Revoca pensione: onere della prova e dolo del lavoratore
Una lavoratrice si è vista revocare la pensione di vecchiaia dopo che l'ente previdenziale ha accertato la natura fittizia del suo rapporto di lavoro agricolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che l'onere della prova sul rapporto di lavoro ricade sul lavoratore se contestato. In caso di revoca pensione per condotta dolosa, è stato stabilito l'obbligo di restituire tutti i ratei pensionistici percepiti.
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Litisconsorzio processuale: appello nullo senza tutti
Un soggetto, sostenendo di essere un compratore fittizio in una vendita di caffè, ricorre in Cassazione. La Corte, prima di esaminare il merito, rileva la mancata notifica del ricorso a una delle parti originarie e ordina l'integrazione del contraddittorio, sottolineando l'importanza del litisconsorzio processuale.
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Responsabilità Notaio: la Cassazione sul nesso causale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8778/2024, ha chiarito i contorni della responsabilità del notaio in una complessa truffa immobiliare. Un immobile è stato venduto due volte tramite una procura falsa. La Suprema Corte ha stabilito che la grave negligenza dei notai nell'identificare le parti costituisce la causa esclusiva del danno, interrompendo il nesso causale rispetto alla condotta dei successivi acquirenti. La fattispecie è stata ricondotta all'ipotesi di rappresentanza senza potere (falsus procurator) e non di nullità, con importanti conseguenze sulla responsabilità dei soggetti coinvolti.
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Revisione prezzi appalti: la clausola è nulla?
Una società di servizi ha contestato la nullità di una complessa clausola di revisione prezzi in un contratto di illuminazione pubblica. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che una clausola "macchinosa" per la revisione prezzi, che si discosta dal meccanismo legale standard (indice Istat-Foi), è nulla. La legge provvede alla sostituzione automatica della clausola nulla con il meccanismo standard, preservando l'equilibrio contrattuale secondo norme imperative.
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Onere della prova: chi deve provare l’atto vandalico?
Un'azienda olearia chiede l'indennizzo per un vasto sversamento di olio, definendolo atto vandalico. La Cassazione chiarisce che l'onere della prova spetta all'assicurato, che deve dimostrare non solo il danno, ma anche l'intento doloso di terzi. In assenza di tale prova, il ricorso viene rigettato.
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