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Art. 1218 Codice Civile — Anno 2024

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635 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Reciproco inadempimento: la valutazione comparativa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8140/2024, interviene su un caso di reciproco inadempimento in un contratto preliminare di permuta immobiliare. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva attribuito la colpa esclusiva alla società costruttrice per aver venduto l'immobile a terzi, senza prima effettuare una valutazione comparativa della condotta della controparte, la quale si era rifiutata di pagare dei lavori extra-contratto. Viene ribadito il principio secondo cui il giudice deve confrontare i comportamenti di entrambe le parti per stabilire quale inadempimento sia stato più grave e determinante nella rottura del sinallagma contrattuale.
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Responsabilità notaio: nesso causale e atti esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8113/2024, ha escluso la responsabilità notaio per i danni lamentati dagli eredi a seguito di una compravendita immobiliare. Sebbene il notaio avesse rogato un atto basandosi su una procura estera priva di apostille e rilasciata da una persona già deceduta, la Corte ha ritenuto assente il nesso causale. La venditrice era infatti già piena proprietaria dell'immobile in virtù di un codicillo testamentario, mai contestato, che rendeva la sua condotta, seppur negligente, non determinante per il presunto danno subito dagli eredi.
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Pagamento al creditore apparente: quando è valido?
Una società fornitrice di merci ha citato in giudizio alcuni grossisti per fatture non pagate. L'agente della società aveva ideato una truffa, incassando direttamente i pagamenti. La Corte di Cassazione ha confermato che i grossisti sono stati liberati dal loro debito, avendo effettuato il pagamento al creditore apparente in buona fede, dato che l'agente sembrava pienamente autorizzato a ricevere le somme. Il ricorso della società è stato dichiarato inammissibile.
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Risarcimento danno Poste: la Cassazione cambia le regole
Una società ha perso un'importante gara d'appalto a causa di un ritardo nella consegna della sua offerta da parte del servizio postale nazionale. I tribunali di merito avevano limitato il risarcimento al solo costo della spedizione. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che il servizio postale è soggetto alle normali regole sulla responsabilità contrattuale. Pertanto, deve fornire un pieno risarcimento danno Poste per le perdite prevedibili, dichiarando nulle le clausole che limitano tale responsabilità.
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Responsabilità amministratori srl: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per 'responsabilità amministratori srl' nei confronti di un intero consiglio di amministrazione per 'mala gestio'. La sentenza chiarisce che, in caso di contabilità inaffidabile, il danno può essere liquidato con il criterio della differenza dei netti patrimoniali. Viene inoltre ribadita la responsabilità anche degli amministratori non esecutivi per omessa vigilanza e l'inapplicabilità della 'business judgment rule' a condotte illecite come l'omesso versamento di imposte.
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Canone depurazione: non è dovuto se il servizio manca
Un consumatore ha citato in giudizio una società di servizi idrici per ottenere il rimborso del canone di depurazione pagato per dieci anni, sostenendo che il servizio non era stato effettivamente fornito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, ribadendo che il canone depurazione costituisce il corrispettivo per una prestazione specifica. Di conseguenza, se il servizio di depurazione è assente o inadeguato, il canone non è dovuto e l'utente ha diritto al rimborso. La Corte ha inoltre stabilito che il termine di prescrizione per tale richiesta è di dieci anni, non cinque.
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Canone depurazione acque non dovuto: la Cassazione
Una società di gestione idrica ha impugnato in Cassazione la condanna alla restituzione del canone depurazione acque a due utenti, i quali lamentavano la mancata erogazione del servizio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il canone non è dovuto in assenza della controprestazione. La Corte ha ribadito che il diritto alla restituzione delle somme pagate indebitamente si prescrive in dieci anni e che spetta al gestore provare il corretto funzionamento degli impianti.
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Responsabilità amministratori: la prova del danno
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore per aver stipulato un contratto svantaggioso per la società. L'ordinanza chiarisce i principi sulla responsabilità amministratori, stabilendo che il danno può essere provato anche con prove atipiche, come un decreto ingiuntivo revocato. La Corte ha inoltre esteso la responsabilità a un socio-finanziatore che, pur non essendo amministratore di diritto, ha influenzato in modo determinante le scelte gestionali, agendo di fatto come tale. Spetta all'amministratore convenuto dimostrare la recuperabilità del credito per evitare la condanna al risarcimento.
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Responsabilità contrattuale organizzatore per terzi
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità contrattuale dell'organizzatore di un evento sportivo per i danni subiti da un partecipante durante un'attività ricreativa accessoria, gestita da un terzo collaboratore. L'associazione, offrendo il servizio, ha assunto un obbligo di protezione e risponde dell'operato del suo ausiliario, anche se l'attività era gratuita per i partecipanti.
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Mutuo Dissenso: la Cassazione sul contratto risolto
Un contratto di franchising di sigarette elettroniche si interrompe. Il franchisor chiede il pagamento di fatture insolute, mentre il franchisee lamenta gravi inadempimenti e chiede un risarcimento danni. Le corti di merito e la Cassazione stabiliscono che il contratto si è sciolto per mutuo dissenso, desunto dalla prolungata inattività di entrambe le parti. La richiesta di risarcimento del franchisee viene respinta per mancanza di prova del nesso causale tra gli inadempimenti e i danni subiti.
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Annullamento contratto assicurazione per aggravamento
Una società assicurata si è vista negare l'indennizzo per un incendio a causa di modifiche societarie avvenute dopo la stipula della polizza. La Compagnia chiedeva l'annullamento del contratto. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'annullamento del contratto di assicurazione, previsto dall'art. 1892 c.c., si applica solo a dichiarazioni inesatte o reticenti rese al momento della conclusione del contratto. Le circostanze successive, come l'aggravamento del rischio, sono regolate dall'art. 1898 c.c. e possono giustificare al massimo il recesso dell'assicuratore, ma non un annullamento retroattivo, soprattutto se l'evento dannoso si è già verificato.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei Ministeri, confermando il diritto alla remunerazione per i medici specializzandi anche se il loro corso di studi è iniziato prima del 1983. La sentenza stabilisce che il compenso è dovuto per tutto il periodo di formazione successivo al 1° gennaio 1983, data di scadenza per l'adeguamento alla normativa europea. Questa decisione si allinea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, ribadendo che il ritardo dello Stato nell'attuare le direttive non può pregiudicare i diritti dei cittadini.
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Responsabilità intermediario: quando il cliente sa
Una società si rivolge a un intermediario per una fideiussione necessaria a un finanziamento pubblico. L'intermediario fornisce una garanzia formalmente non idonea, ma la Corte di Cassazione esclude la sua responsabilità perché il cliente era pienamente consapevole del difetto e ha accettato ugualmente la prestazione. L'analisi si concentra sulla responsabilità dell'intermediario assicurativo e sul valore della consapevolezza del mandante.
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Principio di non contestazione e danni: la Cassazione
Un fornitore di vernici, dopo aver vinto in primo grado contro un rivenditore che lo accusava di violazione dell'esclusiva, si è visto condannare in appello al pieno risarcimento richiesto. La Corte d'Appello aveva erroneamente applicato il principio di non contestazione, ritenendo che il fornitore non avesse contestato l'ammontare dei danni. La Cassazione ha annullato la sentenza, chiarendo che le contestazioni sul 'quantum' del danno sono mere difese e non devono essere riproposte esplicitamente in appello dall'appellato vittorioso. Il principio di non contestazione non opera per la quantificazione dei danni, che richiede sempre una valutazione del giudice.
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Decadenza garanzia vizi appalto: la Cassazione decide
Un committente ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un'impresa costruttrice per vizi dell'opera e per un credito ceduto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La richiesta di risarcimento per i difetti è stata respinta a causa della tardiva denuncia, integrando la decadenza garanzia vizi appalto. Anche la pretesa derivante dalla cessione del credito è stata rigettata per carenza di prova sia del credito stesso che dell'atto di cessione.
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Responsabilità distributore energia: quando è esclusa?
Un agricoltore subisce un'interruzione di corrente per 90 giorni e fa causa alla società di distribuzione. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, escludendo la responsabilità del distributore di energia. La Corte chiarisce che il furto di cavi costituisce caso fortuito e che l'assenza di un contratto diretto è una difesa proponibile anche in appello.
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Inammissibilità del ricorso: no al copia-incolla
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di una società contro una condanna al pagamento. La decisione si fonda sulla violazione dell'obbligo di esposizione sommaria dei fatti, poiché il ricorso era stato redatto con la tecnica dell'"assemblaggio", ovvero trascrivendo integralmente gli atti dei precedenti gradi di giudizio. Questa pratica, secondo la Corte, contravviene al principio di sintesi e rende l'atto inidoneo, confermando la consolidata giurisprudenza in materia di inammissibilità del ricorso.
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Acqua non potabile: rimborso garantito dalla Cassazione
Un utente ha citato in giudizio la propria società idrica per aver ricevuto acqua non potabile per un triennio. Dopo aver pagato le bollette per intero a seguito di una diffida, ha richiesto il rimborso del 50%. I tribunali di merito avevano respinto la domanda, applicando la prescrizione breve di un anno per i vizi della cosa. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la fornitura di acqua non potabile non è un vizio, ma un grave inadempimento contrattuale (aliud pro alio), soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Danno da occupazione illegittima: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7553/2024, ha affrontato il caso di un danno da occupazione illegittima di un immobile. Una curatela fallimentare contestava la condanna al risarcimento in favore della proprietaria dell'immobile, occupato da beni mobili del soggetto fallito dopo la risoluzione del contratto di locazione. La Corte ha rigettato il ricorso, qualificando la responsabilità come extracontrattuale e non contrattuale. Ha inoltre stabilito che, per ottenere il risarcimento, il proprietario deve allegare la concreta possibilità di sfruttamento economico del bene persa a causa dell'occupazione, non essendo sufficiente la mera indisponibilità. Il valore locativo del bene è stato ritenuto un criterio valido per la liquidazione del danno.
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Consegna anticipata immobile: quando è risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7548/2024, ha stabilito che la consegna anticipata di un immobile, prevista in un contratto preliminare, non autorizza il promissario acquirente a un'occupazione illimitata. Se l'acquirente prolunga la detenzione oltre lo scopo pattuito (es. verifiche), contestando vizi solo alla scadenza del termine per il rogito, tale condotta è abusiva e fonte di risarcimento del danno per occupazione senza titolo, anche se ottiene una riduzione del prezzo per i vizi stessi.
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