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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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1660 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Improcedibilità ricorso per cassazione: onere della prova
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione relativa a un'insegna commerciale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di un vizio procedurale: la mancata allegazione della copia della sentenza impugnata con la relativa relata di notifica, un requisito fondamentale. Questo caso evidenzia l'importanza della diligenza processuale, sottolineando come un'omissione formale possa determinare l'improcedibilità del ricorso per cassazione.
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Vizi procedura esecutiva: quando opporsi? Cassazione
Una quota di immobile è stata venduta all'asta. Gli atti esecutivi la descrivevano erroneamente come "nuda proprietà", sebbene fosse già "piena proprietà" per la precedente morte dell'usufruttuario. Il debitore ha contestato la validità della vendita in un giudizio separato, sostenendo che l'oggetto del pignoramento fosse un diritto inesistente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, affermando che i vizi della procedura esecutiva devono essere eccepiti esclusivamente tramite opposizione agli atti esecutivi all'interno della procedura stessa, e non in una causa successiva.
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Tassazione divisione immobiliare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla tassazione di un atto di divisione immobiliare complesso. Dei contribuenti avevano diviso beni provenienti sia da una successione ereditaria, sia da una diversa comunione ordinaria. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato l'atto come permuta, applicando imposte più elevate. La Cassazione ha confermato la correttezza della riqualificazione fiscale, chiarendo che in presenza di 'masse plurime' con soggetti non perfettamente coincidenti, lo scambio di quote tra le diverse masse costituisce un atto traslativo. Tuttavia, ha cassato con rinvio la sentenza di merito per vizio di motivazione riguardo alla mancata applicazione del criterio del 'prezzo valore' e all'accertamento della pertinenzialità di alcuni immobili.
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Ricorso incidentale tardivo: inefficace se principale out
La Corte di Cassazione chiarisce la sorte del ricorso incidentale tardivo in caso di inammissibilità del ricorso principale. In una complessa disputa ereditaria, il ricorso principale è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, come la commistione di motivi e la mancata critica alla ratio decidendi della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorso incidentale, proposto oltre i termini ordinari di impugnazione, è stato dichiarato inefficace, confermando il principio secondo cui la sua validità è strettamente legata a quella del ricorso principale.
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Ruralità immobili: onere della prova e diniego
Una società immobiliare si è vista respingere il ricorso contro il diniego di un'agevolazione fiscale legata alla ruralità immobili. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'onere di provare la sussistenza di tutti i requisiti, come la qualifica di imprenditore agricolo professionale, spetta interamente al contribuente. La Corte ha inoltre chiarito che la mancata contestazione di un'autocertificazione non equivale a prova nel processo tributario e che il contraddittorio preventivo non è sempre obbligatorio nei dinieghi di agevolazioni.
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Onere della prova: Cassazione e deducibilità dei costi
Una società in liquidazione ha impugnato diversi avvisi di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che spetta al contribuente l'onere della prova circa l'esistenza, l'inerenza e la coerenza economica dei costi deducibili. La sola presentazione delle fatture, se non sufficientemente dettagliate, non basta a soddisfare tale onere.
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Obbligo retributivo in appalto illecito: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma il diritto alla retribuzione per una lavoratrice impiegata tramite un appalto di manodopera illecito. La sentenza stabilisce che l'obbligo retributivo del datore di lavoro sorge dal momento della formale offerta della prestazione lavorativa (messa in mora), anche se la prestazione non è stata effettivamente svolta a causa del rifiuto del datore stesso. Viene inoltre chiarito che un atto di messa in mora contenuto in un ricorso giudiziario, anche se successivamente dichiarato nullo, conserva la sua efficacia.
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Accertamento induttivo: sì a dati di anni precedenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, l'Amministrazione finanziaria può legittimamente procedere con un accertamento induttivo basandosi su dati di periodi d'imposta precedenti. In tale scenario, l'Ufficio può utilizzare presunzioni 'supersemplici', prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente, il quale dovrà dimostrare che il reddito presunto non è stato prodotto o è stato prodotto in misura inferiore.
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Servitù di veduta: i requisiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20705/2024, ha chiarito i requisiti per l'acquisizione di una servitù di veduta per usucapione. Il caso riguardava una lite tra vicini in cui uno dei proprietari sosteneva di aver acquisito tale diritto tramite un'apertura al piano terra. La Corte ha respinto la domanda, sottolineando che per una veduta non basta la semplice possibilità di ispezionare il fondo altrui (inspectio), ma è necessaria anche la possibilità di affacciarsi comodamente e in sicurezza (prospectio). La Corte ha inoltre cassato parzialmente la sentenza d'appello per un errore di extrapetizione, avendo i giudici di secondo grado pronunciato su una finestra non oggetto della causa, senza però modificare la sostanza della decisione principale.
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Onere della prova: Cassazione su motivazione carente
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello per motivazione gravemente insufficiente. Il caso riguardava la restituzione di una somma a seguito della cessione di quote di una società di ristorazione. La Corte d'Appello aveva basato la sua decisione sulla mancata contestazione dei documenti da parte della convenuta, confondendo il principio di non contestazione con il riconoscimento del debito e fallendo nell'applicare correttamente l'onere della prova. La Cassazione ha stabilito che una motivazione non può essere generica, ma deve specificare quali fatti non sono stati contestati e come ciò influisce sulla decisione, affrontando la questione giuridica centrale.
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Specificità appello: quando è inammissibile? La Cassazione
Un ex Ministro cita in giudizio un gruppo editoriale per diffamazione. Dopo la sconfitta in primo grado, la Corte d'Appello dichiara inammissibile il suo gravame per mancanza di specificità. La Corte di Cassazione conferma la decisione, rigettando il ricorso e ribadendo i rigorosi requisiti di specificità dell'appello necessari per evitare una declaratoria di inammissibilità. La sentenza sottolinea che la semplice riproposizione delle argomentazioni iniziali non costituisce un'impugnazione valida.
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Conflitto di giudicati: prevale la sentenza posteriore
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento, evidenziando un conflitto di giudicati tra due sentenze regionali contrastanti sulla medesima questione delle sanzioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in caso di conflitto di giudicati deve prevalere la decisione cronologicamente posteriore. La Corte ha inoltre respinto il motivo relativo alla mancata sottoscrizione del ruolo, ritenendolo un vizio non invalidante.
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Giudicato formale: si può riproporre la domanda?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20636/2024, ha chiarito la portata del giudicato formale. Nel caso esaminato, una domanda di risarcimento danni per vizi di costruzione, dichiarata inammissibile per tardività in un primo processo, è stata riproposta in un nuovo giudizio. La Corte d'Appello aveva respinto la nuova domanda, ritenendo che il risarcimento già concesso nel primo giudizio coprisse tutti i danni. La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che una pronuncia di inammissibilità ha solo l'effetto di un giudicato formale, limitato a quel singolo processo, e non impedisce di ripresentare la stessa domanda. Pertanto, il giudice del secondo processo aveva il dovere di esaminare nel merito la domanda, senza poterla considerare già soddisfatta da una liquidazione relativa a un'altra e distinta voce di danno.
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Soccombenza reciproca: motivazione obbligatoria
Una società vinceva in appello in una causa per danni da trasporto, ma il giudice compensava le spese legali. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la soccombenza reciproca deve essere sempre chiaramente motivata, pena la nullità della sentenza. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sulle spese processuali.
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Operazioni inesistenti: prova e onere del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20570/2024, chiarisce la ripartizione dell'onere della prova in caso di operazioni inesistenti. Se l'Amministrazione Finanziaria dimostra che il fornitore è una società 'cartiera', spetta al contribuente provare l'effettiva esistenza della prestazione. La mera esibizione di fatture, contabilità e pagamenti non è sufficiente a superare le presunzioni dell'Erario, poiché tali elementi sono spesso creati ad arte per simulare un'operazione fittizia. La Corte ha inoltre precisato che il contraddittorio endoprocedimentale può essere soddisfatto con l'invio di un questionario a cui il contribuente risponde.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e bookmaker esteri
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'applicazione dell'Imposta unica sulle scommesse a un bookmaker estero operante in Italia senza concessione tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il presupposto impositivo si realizza sul territorio italiano, escludendo violazioni del diritto UE e confermando la solidarietà paritetica tra bookmaker e centro locale.
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Fatture inesistenti: onere della prova e distinzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20556/2024, interviene su un caso di presunte fatture inesistenti, chiarendo la fondamentale distinzione tra operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti e il conseguente diverso riparto dell'onere della prova tra Amministrazione Finanziaria e contribuente. La Corte ha cassato la sentenza di secondo grado per non aver correttamente valutato le prove fornite dalla società in merito alla possibile natura soggettivamente inesistente delle operazioni.
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Concordato in bianco: obblighi informativi e sanzioni
La Corte di Cassazione conferma la dichiarazione di fallimento di una società la cui domanda di concordato in bianco è stata respinta. La decisione sottolinea che l'omissione di un elenco completo e veritiero dei creditori costituisce una carenza informativa radicale che rende la proposta inammissibile, evidenziando l'importanza cruciale della trasparenza fin dalle prime fasi della procedura.
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Legittimazione passiva INPS: esclusiva per ticket
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20415/2024, ha respinto il ricorso dell'Istituto previdenziale, confermando la sua esclusiva legittimazione passiva nei procedimenti di accertamento sanitario per l'esenzione dal ticket. La Corte ha ribadito che, per legge, l'Istituto è l'unico interlocutore giudiziario del cittadino per tutte le questioni relative all'invalidità civile, anche quando la prestazione finale non è erogata direttamente dall'ente stesso.
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Liquidazione spese processuali: no a importi forfettari
Un cittadino ha contestato l'importo delle spese legali liquidato in suo favore in un giudizio d'appello. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la liquidazione spese processuali deve essere sempre dettagliata per singole fasi e non può scendere al di sotto dei minimi tariffari previsti dalla legge, a meno di una specifica e adeguata motivazione. La sentenza impugnata, che aveva stabilito un importo forfettario e inferiore ai minimi, è stata annullata con rinvio per una nuova e corretta determinazione dei compensi.
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