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Art. 1175 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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365 provvedimenti

Altri anni per Art. 1175 Codice Civile

Exceptio doli: garanzia annullata per mala fede
Una società di telecomunicazioni ha tentato di escutere una garanzia autonoma nonostante fosse impossibilitata a fornire il servizio pattuito. La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della garanzia, applicando il principio dell'exceptio doli a causa della palese mala fede e dell'abuso del diritto da parte del beneficiario.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società di servizi idrici aveva proposto ricorso per Cassazione contro una sentenza sfavorevole. Tuttavia, durante il processo, la stessa società ha presentato una memoria con cui rinunciava al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la parte rinunciante al pagamento delle spese processuali a favore della controparte.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società di servizi aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole. Tuttavia, durante il processo, la stessa società ha presentato una memoria con cui dichiarava di rinunciare al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Inoltre, la Corte ha stabilito che non era necessario provvedere sulle spese di lite, poiché le controparti non avevano svolto attività difensiva nel giudizio di cassazione. Il caso evidenzia come la rinuncia sia uno strumento che porta alla chiusura definitiva del contenzioso.
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Responsabilità professionale notaio e appello inammissibile
Un acquirente cita in giudizio un notaio per responsabilità professionale a seguito dell'acquisto di un immobile parzialmente non di proprietà dei venditori. La Corte d'Appello respinge la richiesta di risarcimento, ritenendo che l'acquirente avesse implicitamente rinunciato alla sua domanda originaria modificandola in corso di causa. La Corte di Cassazione conferma questa linea, dichiarando il ricorso inammissibile per vizi procedurali. La decisione sottolinea come un caso, pur fondato nel merito sulla responsabilità professionale notaio, possa essere perso a causa di errori nella gestione processuale della domanda e nella formulazione dell'atto di appello.
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Onere della prova sinistro: la contestazione generica
Un automobilista chiede il risarcimento per i danni subiti alla propria auto in sosta, urtata da un altro veicolo. La richiesta viene rigettata in primo e secondo grado per insufficienza di prove. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che l'onere della prova nel sinistro stradale grava sul danneggiato e che la contestazione dell'assicurazione, basata sulla carenza probatoria, è da ritenersi sufficientemente specifica.
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Dichiarazione del terzo: quando non è più contestabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13223/2024, ha stabilito un principio cruciale nel pignoramento presso terzi. Un Comune, in qualità di terzo pignorato, dopo aver reso una dichiarazione di quantità interpretata come positiva dal giudice e dopo l'emissione dell'ordinanza di assegnazione, non può più contestare l'esistenza del debito tramite opposizione agli atti esecutivi. La Corte ha chiarito che la dichiarazione del terzo, una volta resa e posta a fondamento dell'assegnazione, cristallizza la situazione, precludendo tardive contestazioni nel merito.
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Tariffa di depurazione: il rimborso è di 10 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12879/2024, ha confermato un importante principio a tutela degli utenti del servizio idrico. Anche in presenza di un impianto di depurazione funzionante, se questo non rispetta gli standard qualitativi previsti dalla legge (ad esempio, fornendo solo un trattamento primario), il servizio si considera come non reso. Di conseguenza, l'utente ha diritto al rimborso della specifica quota della tariffa di depurazione versata. La Corte ha inoltre ribadito che il termine di prescrizione per richiedere tale rimborso è di dieci anni, non cinque.
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Tariffa di depurazione: quando non va pagata?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12887/2024, ha stabilito che la tariffa di depurazione non è dovuta qualora il servizio, pur esistente, non rispetti gli standard di qualità previsti dalla legge. In questi casi, il servizio si considera come non reso. La Corte ha inoltre confermato che il diritto degli utenti al rimborso delle somme indebitamente pagate si prescrive in dieci anni, non in cinque. La decisione estende l'efficacia di una precedente sentenza della Corte Costituzionale a tutti i casi di servizio di depurazione non appropriato.
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Eccezione nuova: Cassazione ammette prove sopravvenute
Una compagnia assicurativa si opponeva a una richiesta di pagamento di un ente ministeriale. In appello, una sentenza favorevole alla compagnia, emessa dopo la conclusione del primo grado, veniva rigettata in quanto considerata 'eccezione nuova'. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che le prove basate su un fatto sopravvenuto, come una sentenza successiva, sono ammissibili in appello, temperando così il divieto di 'nova'.
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Contratto di franchising: obblighi e buona fede
Una società affiliata ha risolto unilateralmente il proprio contratto di franchising, accusando l'affiliante di concorrenza sleale per l'apertura di nuovi punti vendita. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo illegittima la risoluzione dell'affiliato e configurandola come un grave inadempimento. La sentenza chiarisce i limiti dell'obbligo di buona fede in assenza di una clausola di esclusiva territoriale, sottolineando l'importanza della chiara pattuizione contrattuale.
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Cessione del credito: diritti del cessionario e clausole
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9479/2024, ha chiarito importanti aspetti sulla cessione del credito. Nel caso esaminato, una società debitrice si opponeva al precetto di un nuovo creditore (cessionario), sostenendo che il debito originario fosse stato estinto da una transazione e che, in ogni caso, il nuovo creditore non potesse avvalersi della clausola risolutiva espressa contenuta in tale accordo. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la transazione in questione era conservativa e non novativa, quindi non aveva estinto il rapporto originario. Di conseguenza, con l'inadempimento del debitore, il debito originario è tornato esigibile. Fondamentalmente, la Corte ha affermato che la cessione del credito trasferisce al cessionario non solo il diritto alla prestazione, ma anche tutti i diritti accessori, inclusa la facoltà di avvalersi della clausola risolutiva espressa, in quanto strumento di tutela del credito stesso.
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Compensi procedure esecutive riunite: la Cassazione
Un avvocato avvia tre distinte procedure esecutive contro un'amministrazione comunale. Le procedure vengono riunite e il giudice liquida un compenso unico. La Cassazione, accogliendo il ricorso del legale, stabilisce che per l'attività svolta prima della riunione, i compensi devono essere liquidati separatamente per ogni singola procedura. Viene invece rigettata la censura sul valore della controversia, confermando che nelle esecuzioni si fa riferimento al valore effettivo del precetto (`decisum`). Il calcolo dei compensi per procedure esecutive riunite deve quindi seguire questo doppio binario.
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Responsabilità distributore energia: la Cassazione chiarisce
Una società ha citato in giudizio un distributore di energia per danni derivanti da presunti errori di fatturazione dovuti a un contatore difettoso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, definendo i limiti della responsabilità del distributore di energia. La Corte ha stabilito che le interruzioni processuali possono essere sollevate solo dalla parte interessata e che il ricorso di un giudice a una perizia tecnica (CTU) è valido se le critiche sono generiche e non specifiche.
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Prelazione agraria: tutti i requisiti per il confinante
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8338/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prelazione agraria. Il caso riguardava la richiesta di riscatto di un fondo agricolo da parte del proprietario confinante. La Corte ha chiarito che, per esercitare validamente il diritto di prelazione, il proprietario del fondo confinante non solo deve essere un coltivatore diretto, ma deve anche soddisfare tutte le altre condizioni previste dall'art. 8 della legge n. 590 del 1965, originariamente dettate per l'affittuario. La sentenza di merito, che aveva erroneamente escluso la necessità di tali requisiti, è stata cassata con rinvio.
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Verificazione della sottoscrizione: l’onere del creditore
Un garante disconosceva la firma su una fideiussione. La Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che in caso di disconoscimento, il creditore ha l'onere di produrre l'originale del documento entro i termini di legge per procedere alla verificazione della sottoscrizione. La produzione tardiva rende la verifica inammissibile. La Corte ha anche ribadito che grava sul creditore l'onere di provare di aver ottenuto l'autorizzazione del fideiussore prima di concedere nuovo credito a un debitore in difficoltà.
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Buona fede: obbligo di restituzione del primo acquirente
La Corte di Cassazione, con la sentenza 8277/2024, ha stabilito che il principio di buona fede oggettiva impone al primo acquirente di restituire direttamente al produttore le somme incassate tramite una garanzia, qualora il debito sottostante (in questo caso, il prelievo supplementare per le quote latte) venga successivamente annullato con sentenza definitiva. Non è possibile per l'acquirente trattenere la somma e costringere il produttore a un'azione di recupero verso un ente pubblico che non ha mai ricevuto i fondi. La decisione si fonda sul dovere di correttezza che governa tutti i rapporti giuridici.
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Canone depurazione: rimborso per servizio non goduto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8202/2024, ha ribadito il diritto degli utenti al rimborso del canone depurazione qualora il servizio sia inesistente o non funzionante. A seguito della rinuncia al ricorso principale da parte di una società di gestione idrica, la Corte ha rigettato il ricorso incidentale di un'altra società, confermando che la pretesa di restituzione è soggetta a prescrizione decennale e non può essere negata sulla base di futuri o presunti costi di adeguamento degli impianti.
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Canone depurazione non dovuto: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui una società di gestione idrica ha rinunciato al proprio ricorso, consolidando il principio secondo cui il canone depurazione non dovuto deve essere rimborsato agli utenti se il servizio di depurazione delle acque non è effettivamente fornito. La vicenda, originata dalla richiesta di rimborso di due utenti, si è conclusa con la dichiarazione di estinzione del giudizio e la condanna della società al pagamento delle spese legali, a seguito del suo allineamento a recenti e conformi pronunce della stessa Corte.
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Rimborso tariffa depurazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla richiesta di rimborso della tariffa di depurazione da parte di utenti che non avevano beneficiato del servizio. La società di gestione del servizio idrico, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, confermando implicitamente il principio secondo cui la tariffa non è dovuta se il servizio di depurazione è inesistente, e ha condannato la società al pagamento delle spese legali.
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Responsabilità notaio: nesso causale e atti esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8113/2024, ha escluso la responsabilità notaio per i danni lamentati dagli eredi a seguito di una compravendita immobiliare. Sebbene il notaio avesse rogato un atto basandosi su una procura estera priva di apostille e rilasciata da una persona già deceduta, la Corte ha ritenuto assente il nesso causale. La venditrice era infatti già piena proprietaria dell'immobile in virtù di un codicillo testamentario, mai contestato, che rendeva la sua condotta, seppur negligente, non determinante per il presunto danno subito dagli eredi.
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