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Art. 1175 Codice Civile — Anno 2024

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502 provvedimenti

Altri anni per Art. 1175 Codice Civile

Spoil system: limiti per dirigenti non apicali
Un dirigente regionale, licenziato a seguito di un cambio di governo, ottiene ragione in Cassazione. La Corte ha stabilito che lo spoil system si applica esclusivamente ai dirigenti "apicali" (di vertice), e non a figure manageriali subordinate, la cui revoca basata su criteri fiduciari risulta pertanto illegittima. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la quantificazione del risarcimento.
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Onere probatorio e perdita di chance: guida pratica
Un funzionario pubblico ha impugnato una procedura di selezione interna, lamentando irregolarità e chiedendo un risarcimento per la perdita di chance. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il ricorrente non ha adempiuto al suo onere probatorio. Non è sufficiente denunciare vizi procedurali, ma è necessario dimostrare, tramite un'analisi comparativa, di avere avuto concrete probabilità di ottenere l'incarico rispetto ai candidati vincitori.
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Perdita di chance: come provare il danno risarcibile?
Un dirigente pubblico ha citato in giudizio un'amministrazione regionale per non essere stato selezionato per incarichi dirigenziali, lamentando procedure illegittime. La Corte d'Appello aveva riconosciuto un risarcimento per la perdita di chance, calcolandolo sulla base di una probabilità di successo pari a quella degli altri candidati. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il risarcimento per perdita di chance non è automatico. Il lavoratore deve dimostrare una 'elevata probabilità, prossima alla certezza' di ottenere il risultato sperato, non essendo sufficiente provare la mera illegittimità della procedura o una generica possibilità di successo.
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Concorso di colpa assegno: spedizione e responsabilità
Una compagnia assicurativa invia un assegno per posta ordinaria, che viene rubato e incassato fraudolentemente. La Cassazione stabilisce che il mittente ha un concorso di colpa per aver scelto un metodo di spedizione non sicuro, riducendo la responsabilità della banca che ha pagato l'assegno alterato. La sentenza di merito è cassata con rinvio.
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Contratto di mantenimento: quando è risolto?
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di mantenimento per inadempimento della parte assistente. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso basato sulla giustificazione del mancato adempimento a causa del comportamento difficile della persona assistita, ribadendo che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito. La sentenza chiarisce anche che la richiesta di restituzione delle prestazioni non è una conseguenza automatica della risoluzione in questo tipo di contratto.
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Obblighi del factor: la Cassazione sul dovere di agire
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di factoring, stabilendo che l'inerzia del factor nell'escutere una garanzia prestata da terzi costituisce una violazione degli obblighi di buona fede e correttezza. Questa condotta negligente, protratta per anni, ha causato un pregiudizio alla società cedente, portando all'estinzione della sua garanzia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del factor, confermando la decisione della Corte d'Appello e sottolineando come gli obblighi del factor vadano oltre la mera attesa del pagamento, imponendo un comportamento attivo per preservare gli interessi di tutte le parti coinvolte.
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Responsabilità professionale notaio: limiti e doveri
Un erede ha citato in giudizio un notaio per danni derivanti da un'accertamento fiscale, sostenendo che il professionista non avesse rilevato un errore nel versamento di un'imposta sostitutiva su una plusvalenza immobiliare. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che la responsabilità professionale del notaio non sorge se il cliente non fornisce la documentazione essenziale (in questo caso, la perizia di stima) per individuare l'errore. L'obbligo informativo del notaio è quindi condizionato dalla cooperazione del cliente.
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Produzione documentale in appello: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla produzione documentale in appello per i giudizi antecedenti alla riforma del 2012. In un caso di diritto bancario, la Corte ha stabilito che un documento può essere prodotto per la prima volta in appello se ritenuto "indispensabile" ai fini della decisione, anche in assenza di impossibilità di produrlo in primo grado. La sentenza affronta anche il tema della notifica dell'atto di appello al difensore della parte deceduta, confermandone la validità in base al principio dell'ultrattività del mandato.
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Transazione locatizia: è valida dopo lo sfratto?
Un conduttore, il cui contratto di locazione era stato risolto per inadempimento, ha firmato una transazione locatizia per ritardare l'esecuzione dello sfratto in cambio della rinuncia all'appello. In seguito, ha sostenuto che l'accordo fosse simulato e mirasse a continuare il rapporto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la transazione era valida, che i pagamenti effettuati erano indennità di occupazione e non canoni, e che non vi era stata alcuna rinnovazione tacita del contratto.
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Limiti Consulenza Tecnica d’Ufficio: la Cassazione
Una società committente cita in giudizio un ingegnere per i danni derivanti da uno smottamento del terreno che ha messo a rischio un capannone industriale. Il punto centrale della controversia riguarda i limiti della consulenza tecnica d'ufficio (CTU), in quanto il perito nominato dal tribunale avrebbe superato il quesito postogli. La Corte di Cassazione chiarisce che tale superamento non comporta la nullità automatica della perizia, a condizione che sia stato rispettato il diritto di difesa delle parti. La Corte ha confermato la responsabilità esclusiva del progettista e ha stabilito che l'assicurazione debba coprire il danno secondo il massimale principale, e non quello ridotto per "rovina".
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Contestazione disciplinare tardiva: quando è illegittima
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di una contestazione disciplinare tardiva mossa da un'azienda di trasporti a un suo dipendente. Il provvedimento è stato annullato perché notificato con un ritardo ingiustificato rispetto al momento in cui l'azienda è venuta a conoscenza dei fatti. La Corte ha ribadito che il principio di immediatezza tutela il diritto di difesa del lavoratore e che la complessità organizzativa, per giustificare un ritardo, deve essere concretamente provata.
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Licenziamento collettivo: legittima soppressione del ballo
Un primo ballerino ha impugnato il proprio licenziamento, parte di una procedura di licenziamento collettivo avviata da una fondazione lirico-sinfonica a seguito della soppressione dell'intero corpo di ballo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la soppressione di un settore aziendale, motivata da ragioni economiche e produttive, costituisce una legittima scelta imprenditoriale. La Corte ha inoltre stabilito che, data la specificità e l'infungibilità delle mansioni dei ballerini, era corretto limitare i criteri di scelta del personale da licenziare al solo corpo di ballo, senza estenderli all'intera azienda.
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Ricorso per cassazione: requisiti di ammissibilità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i rigidi requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione. Analizzando un caso di risarcimento per diffamazione ai danni di un magistrato, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per violazione del principio di autosufficienza, ribadendo che l'appellante deve fornire tutti gli elementi necessari a valutare le censure senza che la Corte debba ricercare atti nel fascicolo. La decisione sottolinea anche come il danno reputazionale possa essere provato tramite presunzioni.
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Videosorveglianza e licenziamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento basato su prove raccolte tramite videosorveglianza aziendale. Il caso riguardava un addetto alla biglietteria licenziato per aver trattenuto il resto destinato ai clienti. La Corte ha stabilito che, se l'impianto è installato per la tutela del patrimonio aziendale in base a un accordo sindacale, le immagini possono essere utilizzate per provare illeciti del dipendente, anche in assenza di un reclamo specifico da parte di un cliente, come invece previsto dall'accordo stesso. La nozione di 'patrimonio aziendale' viene interpretata in senso ampio, includendo anche la reputazione e l'immagine dell'impresa, messe a rischio da comportamenti fraudolenti. La contestazione generica delle prove video da parte del lavoratore è stata inoltre ritenuta inefficace.
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Diritto di critica sindacale: i limiti per il lavoratore
La Cassazione conferma l'annullamento di una sanzione disciplinare, ribadendo l'ampia portata del diritto di critica sindacale per il rappresentante dei lavoratori. Le sue dichiarazioni, anche se aspre, sono legittime se funzionali alla tutela di interessi collettivi e non travalicano i limiti della correttezza formale, distinguendosi dal diritto di critica del singolo lavoratore.
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Onere prova nesso causale: chi lo deve dimostrare?
Un'azienda subisce un furto e accusa la società di vigilanza di inadempimento. La Cassazione chiarisce che, in caso di inadempimento contrattuale, l'onere della prova del nesso causale tra la condotta del debitore e il danno subito spetta al creditore. Senza questa prova, la richiesta di risarcimento non può essere accolta.
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Responsabilità banca assegno falso: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di responsabilità della banca per assegno falso, confermando il concorso di colpa al 50% del correntista che non aveva comunicato l'annullamento dei titoli. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi volti a ridiscutere la ripartizione della colpa, ma ha cassato la sentenza per omessa pronuncia sulla domanda di manleva di una banca nei confronti delle altre, rinviando la causa alla Corte d'Appello.
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Responsabilità ente previdenziale: la guida completa
Un professionista ha ricevuto informazioni errate dal proprio ente di previdenza, che lo hanno indotto a posticipare la domanda di pensionamento di un mese, subendo un notevole danno economico. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'ente, qualificando la sua condotta come illecito extracontrattuale. Questa decisione sottolinea la responsabilità dell'ente previdenziale nel fornire pareri corretti e affidabili ai propri iscritti.
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Buona fede garante: obblighi della banca nei mutui
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23438/2024, ha stabilito che una banca viola il principio di buona fede se non controlla l'effettivo utilizzo dei fondi in un mutuo di scopo, scaricando il rischio sul fideiussore. La decisione rafforza la tutela del garante, imponendo all'istituto di credito un dovere di condotta attiva per preservare gli interessi del garante, anche in assenza di specifiche clausole contrattuali. L'ordinanza sottolinea come il principio di buona fede garante sia un criterio fondamentale per valutare il comportamento delle parti.
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Garanzia autonoma: quando l’escussione è abusiva?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23434/2024, ha stabilito che l'escussione di una garanzia autonoma è abusiva se l'obbligazione principale si è estinta. Il garante può non solo rifiutare il pagamento tramite l'eccezione di dolo ('exceptio doli'), ma anche chiedere la restituzione di somme già versate se il beneficiario le ha incassate pur sapendo dell'estinzione del debito. Questo principio protegge il garante da richieste fraudolente, indipendentemente dalla sua conoscenza dell'abuso al momento del pagamento.
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