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Art. 1175 Codice Civile — Anno 2024

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502 provvedimenti

Altri anni per Art. 1175 Codice Civile

Fattura di conguaglio tardiva: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'utente contro una società energetica per una cospicua fattura di conguaglio emessa a distanza di tempo dalla chiusura del contratto. La Corte ha respinto i motivi di ricorso in quanto miravano a un riesame dei fatti, inammissibile in sede di legittimità, e perché si era verificata la cosiddetta 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito con la stessa valutazione dei fatti. La decisione sottolinea i rigorosi limiti procedurali del ricorso in Cassazione.
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Canone demaniale marittimo: no alla restituzione
Una concessionaria pagava un canone demaniale marittimo maggiorato per anni a seguito del rinnovo di una concessione. Dopo aver ottenuto una riduzione del canone, ha richiesto la restituzione delle somme versate in eccesso. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che con il rinnovo (e non la semplice proroga) le strutture non amovibili edificate dalla concessionaria vengono acquisite per legge dallo Stato. Di conseguenza, il canone più elevato per il periodo contestato era legittimo, in quanto calcolato sul maggior valore del bene demaniale, e nessuna restituzione era dovuta.
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Garanzia autonoma: quando è abusiva l’escussione?
Una società ferroviaria ha escusso una garanzia autonoma a danno di due banche per l'inadempimento di un appaltatore. La Corte d'Appello ha qualificato l'escussione come abusiva. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione che, data la complessità della materia, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa a pubblica udienza, al fine di approfondire il concetto di escussione abusiva della garanzia autonoma.
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Diritto di precedenza: No per lavoro autonomo
Un musicista con contratti di lavoro autonomo pluriennali con una Fondazione Lirica ha visto respinta la sua richiesta di diritto di precedenza per future assunzioni. La Cassazione ha confermato che tale diritto, previsto dal CCNL di settore, è riservato solo ai lavoratori subordinati, escludendo i collaboratori autonomi e respingendo l'appello basato sul principio di affidamento.
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Errore di fatto revocatorio: quando si può usare?
Un creditore ha impugnato per revocazione una sentenza d'appello, sostenendo un errore di fatto revocatorio da parte dei giudici, che avrebbero ignorato documenti decisivi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'omessa valutazione di prove non costituisce un errore di fatto, ma un potenziale errore di giudizio, non sanabile con la revocazione.
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Ammortamento alla francese: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due mutuatari che contestavano la validità di un contratto di mutuo con piano di ammortamento alla francese. I ricorrenti lamentavano l'applicazione di interessi usurari, l'indeterminatezza delle condizioni e la presenza di anatocismo. La Corte ha confermato la validità del piano, stabilendo che la capitalizzazione composta utilizzata per il calcolo della rata non implica di per sé anatocismo e che le critiche generiche e teoriche, non ancorate alle specifiche clausole contrattuali, non sono sufficienti per invalidare il contratto.
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Ratifica tacita: silenzio che vale assenso in banca
Una correntista contesta un'ingente operazione di giroconto dal proprio conto titoli, sostenendo fosse non autorizzata. Dopo un lungo percorso giudiziario, la Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'operazione, stabilendo che la condotta successiva della donna, in particolare il suo silenzio durante riunioni chiave in cui si discuteva della transazione, integrava una ratifica tacita, sanando così l'originaria mancanza di autorizzazione formale.
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Contributi agricoli: calcolo sulle ore effettive
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33832/2024, ha stabilito un principio fondamentale per i contributi agricoli dei lavoratori a tempo determinato. La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini del calcolo dell'imponibile contributivo, si deve fare riferimento alle ore di lavoro effettivamente prestate e non a quelle standard previste dal contratto collettivo. La controversia nasceva da un avviso di addebito INPS nei confronti di un'azienda agricola. La Corte ha inoltre confermato la nullità degli accordi di riallineamento retributivo che vengono modificati più di una volta, rigettando su questo punto il ricorso dell'azienda. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame sulla base del principio delle ore effettive.
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Inquadramento pubblico impiego: vale la legge nuova
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'inquadramento pubblico impiego di un vincitore di concorso deve seguire la normativa vigente al momento dell'assunzione e non quella del bando. Nel caso specifico, una lavoratrice, vincitrice di un concorso per una qualifica dirigenziale, è stata assunta in un livello inferiore a causa di una legge sopravvenuta (ius superveniens) che ha modificato l'assetto organizzativo dell'ente. La Corte ha dichiarato il ricorso della lavoratrice inammissibile, confermando che la Pubblica Amministrazione ha il dovere di adeguarsi alle nuove leggi, prevalendo queste sulle previsioni del bando originale.
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Inadempimento contratto d’opera: quando è risoluzione
La Corte di Cassazione ha chiarito che un grave inadempimento del contratto d'opera, che rende il prestatore incapace di raggiungere il risultato pattuito, legittima il committente a risolvere il contratto e chiedere i danni. La Corte ha distinto tale situazione dal mero recesso unilaterale, confermando il risarcimento per i costi sostenuti e per il lucro cessante dovuto al ritardo nell'avvio dell'attività commerciale del committente. La decisione si è basata su una perizia tecnica che ha accertato vizi fondamentali e non eliminabili nell'opera eseguita.
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Affitto fondo rustico: contratto valido senza sindacati
Una proprietaria terriera contesta un contratto di affitto di fondo rustico, sostenendo di essere stata ingannata sulla durata, pattuita per tre anni ma legalmente estesa a quindici per mancanza dell'assistenza sindacale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la clausola nulla sulla durata viene automaticamente sostituita dalla norma di legge, senza invalidare l'intero contratto. Inoltre, ha escluso il dolo, poiché l'ignoranza della legge da parte di un contraente non può essere addebitata alla controparte.
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Clausola penale leasing: come si calcola il dovuto?
Una società e il suo fideiussore hanno contestato la risoluzione di un contratto di leasing traslativo per un'imbarcazione. La Corte d'Appello aveva respinto le loro richieste, citando un precedente giudicato. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che la clausola penale leasing richiede un completo ricalcolo del dare e avere, inclusa la detrazione del valore del bene. La Corte ha stabilito che la precedente sentenza sui canoni non pagati non impedisce una nuova azione per determinare il saldo finale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Vizi dell’immobile locato: oneri del conduttore
Una società di ristorazione cita in giudizio il proprietario di un immobile per la risoluzione del contratto di locazione, lamentando vizi dell'immobile locato, in particolare la mancanza di destinazione d'uso commerciale per il piano interrato. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il conduttore, avendo dichiarato nel contratto di aver trovato l'immobile idoneo all'uso e assumendosi l'onere di ottenere tutte le autorizzazioni, si era accollato il rischio economico relativo all'eventuale impossibilità di utilizzo, escludendo la responsabilità del locatore.
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Onere prova trasferimento d’azienda: il ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore che impugnava il proprio licenziamento collettivo, sostenendo un presunto trasferimento d'azienda non dimostrato. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova del trasferimento d'azienda grava sul lavoratore che lo invoca per far valere i propri diritti nei confronti della presunta società cessionaria. La mancanza di prove concrete ha reso il ricorso infondato.
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Penale per ritardo appalto: sì al cumulo con danni
Una società di costruzioni ha contestato l'applicazione di una penale per ritardo appalto dopo la risoluzione del contratto per inadempimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il principio giurisprudenziale secondo cui la penale per il ritardo è cumulabile con il risarcimento del danno derivante dalla risoluzione. Inoltre, ha ribadito che la valutazione sull'eccessività della penale e la sua eventuale riduzione rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito e non sono sindacabili in sede di legittimità se la motivazione è congrua.
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Licenziamento dirigente: la giustificatezza
Una dirigente veniva licenziata per soppressione del suo ruolo nell'ambito di una riorganizzazione aziendale. La Corte d'Appello aveva ritenuto legittimo il recesso, riconoscendone la 'giustificatezza'. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha rigettato il ricorso della lavoratrice, chiarendo che il licenziamento dirigente non richiede un 'giustificato motivo' come per gli altri dipendenti, ma solo che la decisione non sia arbitraria, pretestuosa o contraria a buona fede. La valutazione di tale 'giustificatezza' spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se correttamente motivata. Anche il ricorso incidentale dell'azienda è stato respinto.
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Licenziamento dirigente: obbligo di fedeltà e giusta causa
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del licenziamento di un dirigente che aveva mantenuto cariche in consorzi partecipati da società concorrenti. La Corte ha stabilito che tale condotta viola il rafforzato obbligo di fedeltà che grava sul dirigente, integrando una giusta causa di recesso. Anche la sola potenzialità del danno e la lesione del vincolo fiduciario sono sufficienti a giustificare il licenziamento, data la particolare posizione di 'alter ego' del datore di lavoro ricoperta dal dirigente.
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Separazione e ipoteca: l’accordo atipico perde
La Cassazione chiarisce la natura giuridica del trasferimento immobiliare in sede di separazione. Quando si intrecciano separazione e ipoteca, l'accordo tra coniugi è considerato un contratto atipico e non una convenzione matrimoniale. Pertanto, per essere opponibile ai creditori terzi, è necessaria la trascrizione nei registri immobiliari. Se un'ipoteca viene iscritta prima della trascrizione, questa prevale, e il coniuge acquirente non può contestarla validamente.
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Inadempimento preliminare: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di inadempimento preliminare reciproco in una compravendita immobiliare. La controversia verteva sulla mancata consegna di un certificato di collaudo statico da parte della società venditrice e sul conseguente rifiuto di stipulare il contratto definitivo da parte dell'acquirente. La Corte ha rigettato il ricorso della venditrice, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano ravvisato una mancanza di correttezza e buona fede da parte di entrambe le parti, ritenendo giustificato il rigetto delle rispettive domande di risoluzione e risarcimento.
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Riorganizzazione aziendale: quando è legittimo?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due dipendenti pubblici il cui rapporto di lavoro era stato risolto per riorganizzazione aziendale al raggiungimento di 40 anni di contributi. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che l'ente aveva dimostrato un effettivo processo di ristrutturazione e che i lavoratori non avevano provato l'essenzialità delle loro mansioni.
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