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Art. 117 Costituzione — Sezione Settima Penale

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56 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Rito abbreviato ergastolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la riduzione della pena dell'ergastolo. La richiesta si basava sulla giurisprudenza europea (sentenza Scoppola), che consente la sostituzione dell'ergastolo con 30 anni di reclusione per chi sceglie il rito abbreviato. Tuttavia, la Corte ha stabilito che questo beneficio è strettamente legato all'effettiva ammissione al rito. Poiché al ricorrente il rito abbreviato era stato negato in passato con decisione definitiva, non ha mai maturato il diritto allo sconto di pena. La decisione sottolinea che senza ammissione al rito abbreviato ergastolo, non vi è alcuna possibilità di rinegoziare la sanzione in fase esecutiva.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se firmato da te
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19422/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché proposto personalmente dall'imputato e non da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione conferma la rigorosa applicazione dell'art. 613 c.p.p., che impone il patrocinio di un avvocato cassazionista a pena di inammissibilità. L'appellante, condannato per tentato furto, è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è necessario un avvocato?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato senza l'assistenza di un difensore abilitato e perché relativo a una sentenza di 'patteggiamento in appello', che preclude ulteriori impugnazioni. La decisione sottolinea la necessità della rappresentanza tecnica e le conseguenze della rinuncia implicita nel concordato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Bancarotta: valide le dichiarazioni al curatore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. Il punto centrale riguarda l'utilizzabilità delle dichiarazioni al curatore fallimentare. La Corte ha stabilito che tali dichiarazioni sono pienamente valide come prova nel processo penale, poiché il curatore agisce come pubblico ufficiale e non svolge attività di indagine. La questione di incostituzionalità sollevata è stata ritenuta manifestamente infondata.
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Ricorso in cassazione: l’obbligo del difensore è legge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in cassazione presentato personalmente dall'imputato. La Corte ribadisce che, dopo la riforma del 2017, è obbligatoria la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, respingendo le questioni di legittimità costituzionale e di contrasto con le norme europee.
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DASPO urbano: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per aver violato un divieto di accesso a determinate aree (noto come DASPO urbano). Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre argomentazioni già esaminate e disattese nei precedenti gradi di giudizio, tentando una nuova valutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la condanna e ha inoltre sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: il Daspo Urbano e la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per la violazione di un provvedimento di allontanamento (c.d. "daspo urbano"). L'appello è stato giudicato una mera riproposizione di argomenti già vagliati. Tuttavia, la Corte ha escluso la colpa della ricorrente nella presentazione del ricorso, in virtù di una precedente e contrastante sentenza di assoluzione per un fatto analogo, condannandola così al solo pagamento delle spese processuali.
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Espulsione straniero: quando è legittima? Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro l'espulsione di uno straniero condannato per spaccio. Nonostante la buona condotta in carcere, la gravità del reato e l'assenza di legami in Italia confermano la sua pericolosità sociale, rendendo legittima la misura dell'espulsione.
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Regime 41-bis: Legittima la competenza di Roma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. I giudici hanno confermato la piena legittimità costituzionale sia della normativa che istituisce il regime di carcere duro, sia della competenza territoriale esclusiva del Tribunale di Sorveglianza di Roma a decidere su tali materie. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, ribadendo che il regime 41-bis è uno strumento necessario per impedire i collegamenti tra detenuti pericolosi e le organizzazioni criminali esterne.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: Firma dell’avvocato è obbligo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per furto. La decisione si basa sulla norma procedurale che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso in Cassazione sia sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un'imputata condannata per furto. La decisione si fonda sulla legge n. 103 del 2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. La Corte ha ribadito che tale requisito non viola il diritto di autodifesa, il quale si applica al giudizio di merito e non a quello di legittimità.
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Regime 41-bis: Cassazione conferma la proroga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. I giudici hanno ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, che contestava la competenza del Ministro della Giustizia ad emettere il provvedimento. La Corte ha ribadito che il sistema prevede un adeguato controllo giurisdizionale. Inoltre, le altre censure sono state giudicate inammissibili perché tendevano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la sussistenza dei presupposti per il mantenimento del regime carcerario speciale, data la persistente pericolosità del soggetto e i suoi legami con l'organizzazione criminale.
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Regime 41-bis: Cassazione su proroga e motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha stabilito che la motivazione basata sul ruolo apicale del soggetto all'interno dell'associazione criminale, sulla sua pericolosità sociale e sul rischio concreto di ripristino dei contatti con i sodali è sufficiente e congrua. È stata inoltre respinta la questione di legittimità costituzionale relativa alla competenza del Ministro della giustizia nel disporre tale misura, ribadendo la natura amministrativa del provvedimento, seppur soggetto a pieno controllo giurisdizionale.
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Ricorso inammissibile per furto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per una serie di furti d'auto. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici, assertivi e riproduttivi di censure già respinte. La Corte ha ribadito che la violazione di norme costituzionali o dell'art. 192 c.p.p. non costituisce un valido motivo di ricorso per cassazione in sé. La valutazione delle prove e il bilanciamento delle circostanze attenuanti da parte dei giudici di merito sono stati ritenuti logici e corretti, confermando la condanna.
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Parcheggiatore abusivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per l'attività di parcheggiatore abusivo. L'appello è stato ritenuto manifestamente infondato poiché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nei gradi di merito, senza sollevare specifiche critiche alla sentenza d'appello e tentando impropriamente di ottenere una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha confermato la condanna e ha disposto il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione condizionale: non si applica alla patente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13866/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni stradali. È stato ribadito che la sospensione condizionale della pena non si applica alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, in quanto il beneficio riguarda esclusivamente le pene principali e quelle accessorie, non le sanzioni di natura amministrativa.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un imputato, condannato per violazioni al Codice della Strada, ha presentato personalmente ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito. È obbligatoria la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'apposito albo speciale, senza che ciò violi il diritto europeo alla difesa.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi erano generici, non specifici e meramente assertivi. L'analisi sottolinea l'importanza di formulare critiche precise e strutturate alla sentenza impugnata, senza limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni o a mescolare in modo confuso diversi vizi di motivazione, pena la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Espulsione e pericolosità sociale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di stupefacenti contro la misura di sicurezza dell'espulsione. La decisione si fonda sulla valutazione della sua pericolosità sociale, desunta dalla gravità e organizzazione del reato, ritenute prevalenti rispetto alla sua stabile situazione familiare e lavorativa. La sentenza chiarisce i criteri per l'applicazione della misura di espulsione e pericolosità sociale.
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