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Art. 117 Costituzione — Sezione Quinta Civile

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374 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Rimborso credito IVA: il Fisco può negarlo sempre?
Una società fallita e la banca cessionaria del suo credito si sono viste negare un rimborso credito IVA relativo ad anni pregressi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'Amministrazione Finanziaria può sempre contestare l'esistenza di un credito quando ne viene chiesto il rimborso, anche se i termini per l'accertamento sono scaduti. Il principio chiave è che l'onere della prova grava sempre sul contribuente, che deve dimostrare con idonea documentazione l'effettiva esistenza del credito richiesto.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20554/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro alcune cartelle di pagamento. La decisione si basa sulla recente normativa che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. La semplice conoscenza del debito tramite l'estratto non è più sufficiente per agire in giudizio.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo per la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale. Inoltre, chiarisce che una precedente sentenza favorevole contro l'agente di riscossione non vincola l'Agenzia delle Entrate se questa non era parte del giudizio.
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Diritto di difesa: udienza negata, sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria perché il giudice di secondo grado ha negato l'udienza di discussione, anche da remoto, richiesta da una società. La decisione, presa solo sulla base degli atti durante l'emergenza Covid, viola il diritto di difesa, un principio fondamentale del processo.
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Rimborso credito IVA: onere della prova e decadenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20188/2024, ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può sempre contestare la richiesta di rimborso credito IVA, anche dopo la scadenza dei termini per l'accertamento. La Corte ha ribadito che l'onere di provare l'effettiva esistenza del credito spetta sempre al contribuente, il quale deve conservare e produrre la documentazione necessaria, indipendentemente dal tempo trascorso. La mancata esibizione dei registri IVA ha legittimato il diniego del rimborso.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (jus superveniens), ha dichiarato l'impugnazione estratto di ruolo inammissibile. La Corte ha stabilito che, per poter agire in giudizio, il contribuente deve dimostrare un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione non può essere accolta.
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Investimenti ambientali: calcolo e benefici fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18572/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il calcolo delle agevolazioni fiscali sugli investimenti ambientali (c.d. Tremonti Ambiente). Il caso riguardava una società manifatturiera che aveva calcolato l'incentivo basandosi solo sul costo aggiuntivo per l'acquisto di macchinari eco-sostenibili. L'Amministrazione Finanziaria sosteneva che da tale costo dovessero essere sottratti i futuri vantaggi economici, come i risparmi di spesa e l'aumento di produttività. La Cassazione ha dato ragione all'Amministrazione, affermando che la normativa nazionale deve essere interpretata alla luce della disciplina europea sugli aiuti di Stato. Pertanto, il costo agevolabile per gli investimenti ambientali deve essere calcolato al netto dei benefici operativi che ne derivano, annullando la decisione precedente e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Imposta unica scommesse: CTD responsabile in solido
Un gestore di un centro trasmissione dati (CTD) che raccoglieva scommesse per un bookmaker estero è stato ritenuto responsabile per il pagamento della imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando il principio della responsabilità solidale tra il gestore del CTD e il bookmaker. La Corte ha ribadito che l'imposta si applica a tutte le scommesse raccolte in Italia, indipendentemente dalla sede dell'operatore, basandosi su una giurisprudenza ormai consolidata.
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Robin Hood Tax: no rimborso per i periodi passati
Una società del settore energetico ha richiesto il rimborso della cosiddetta "Robin Hood Tax" per un periodo d'imposta conclusosi prima che la norma fosse dichiarata incostituzionale, ma versata successivamente. La Corte di Cassazione ha negato il diritto al rimborso, stabilendo che il momento rilevante è quello in cui sorge l'obbligazione tributaria, ovvero la chiusura del periodo d'imposta, e non la data del pagamento. Poiché l'obbligazione è sorta quando la legge era in vigore, e la declaratoria di incostituzionalità ha avuto effetti solo per il futuro, il versamento era dovuto.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18001/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda su una nuova legge (ius superveniens) che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio, non dimostrati nel caso di specie. La Corte ha inoltre escluso la formazione di un giudicato implicito sulla questione dell'ammissibilità.
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Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile!
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17989/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente basato su un estratto di ruolo. Applicando una nuova legge (ius superveniens) ai processi in corso, la Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è vietata, salvo casi eccezionali di grave pregiudizio. È stato inoltre escluso che sulla questione dell'ammissibilità potesse formarsi un giudicato interno implicito, poiché l'interesse ad agire è un requisito che deve sussistere fino alla decisione finale.
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Imposta fondi immobiliari: no disapplicazione per contrasto UE
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune società di investimento che chiedevano il rimborso dell'imposta sostitutiva sui fondi immobiliari, introdotta nel 2010. La Corte ha stabilito che la norma non contrasta con il diritto dell'Unione Europea, non potendo essere disapplicata dal giudice nazionale, e ha giudicato manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, confermando la validità del prelievo fiscale transitorio.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un'associazione sportiva ha impugnato un estratto di ruolo relativo a un avviso di accertamento non notificato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la nuova normativa che limita l'impugnabilità dell'estratto di ruolo. La Corte ha chiarito che l'azione è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'esclusione da appalti pubblici, requisito non provato nel caso di specie.
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Deducibilità costi: la Cassazione e l’inerenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16942/2024, ha stabilito un importante principio in materia di deducibilità dei costi. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società la deduzione di canoni di locazione ritenuti eccessivi. La Corte ha chiarito che, sebbene il principio di inerenza sia qualitativo, una spesa 'manifestamente antieconomica' può essere un forte indizio della sua non inerenza. In tal caso, l'onere di provare la realtà e la necessità del costo si sposta dall'Amministrazione finanziaria al contribuente. La Corte ha inoltre rigettato il ricorso incidentale del contribuente sulla violazione del contraddittorio preventivo, specificando che per i controlli 'a tavolino' le garanzie procedurali sono diverse da quelle previste per le verifiche in loco.
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Costi antieconomici: indeducibilità per non inerenza
La Corte di Cassazione conferma che i costi antieconomici e sproporzionati, specialmente tra parti correlate, possono essere considerati non inerenti e quindi indeducibili. L'ordinanza analizza un caso di canoni di locazione eccessivi, ritenuti uno strumento di pianificazione fiscale per abbattere l'imponibile. La Corte chiarisce che una spesa macroscopicamente fuori mercato costituisce un forte indizio della mancanza di inerenza, spostando sul contribuente l'onere di provare la sua effettiva utilità economica.
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Prova di resistenza: Cassazione attende le Sezioni Unite
Una società di leasing contesta un avviso di accertamento IVA per violazione del contraddittorio. Il caso giunge in Cassazione, che sospende il giudizio sul tema della "prova di resistenza", ritenendo necessario attendere il pronunciamento delle Sezioni Unite per chiarire i limiti di tale onere probatorio in relazione ai principi del diritto UE.
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Imposta di registro e IVA: la compatibilità confermata
Una società chiedeva il rimborso dell'imposta di registro versata su locazioni di immobili commerciali, sostenendone l'incompatibilità con l'IVA secondo il diritto UE. La Commissione Tributaria Regionale le aveva dato ragione. La Corte di Cassazione ha però ribaltato la decisione, allineandosi alla Corte di Giustizia Europea. Ha chiarito che l'imposta di registro non è un'imposta generale sul volume d'affari e non ha le caratteristiche essenziali dell'IVA, pertanto la sua coesistenza con l'IVA sulla stessa operazione è legittima. La richiesta di rimborso è stata quindi definitivamente respinta.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava un debito tributario tramite l'impugnazione di un estratto di ruolo. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. La semplice mancata notifica della cartella di pagamento non è sufficiente a giustificare l'azione.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società contribuente, dopo aver vinto una causa contro l'Agenzia delle Entrate, ha impugnato la decisione del giudice d'appello lamentando una liquidazione delle spese legali ritenuta troppo bassa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile perché generico e non conforme al principio di autosufficienza. La Corte ha stabilito che il ricorrente non aveva specificato in modo adeguato le ragioni della presunta erroneità del calcolo, né fornito le prove delle attività svolte che giustificassero un compenso maggiore.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società agricola ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15512/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha chiarito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un concreto e attuale 'interesse ad agire', come un pregiudizio derivante da un'azione esecutiva. In questo caso, tale interesse non è stato provato nei tempi e modi corretti.
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