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Art. 117 Costituzione — Sezione Quinta Civile

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374 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Fondi immobiliari: guida alla tassazione 2023
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della tassazione applicata ai fondi immobiliari per i partecipanti non istituzionali con quote superiori al 5%. I contribuenti avevano richiesto il rimborso dell'imposta sostitutiva versata nel 2011, sostenendo che la normativa italiana fosse retroattiva, confiscatoria e in contrasto con il diritto dell'Unione Europea. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, precisando che la disciplina mira a prevenire l'abuso dei fondi immobiliari usati come semplici veicoli societari. Poiché la materia delle imposte dirette non è armonizzata a livello europeo, non sussiste alcun obbligo di disapplicazione della norma interna rispetto alla Carta di Nizza.
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Doppia imposizione: la guida ai rimborsi esteri
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società italiana che lamentava un fenomeno di doppia imposizione derivante da servizi di telecomunicazione prestati in Pakistan. Mentre l'autorità estera aveva applicato ritenute qualificando i compensi come canoni, il fisco italiano li ha considerati utili d'impresa. La Corte ha stabilito che, in caso di errata applicazione della convenzione internazionale da parte dello Stato estero, il contribuente deve richiedere il rimborso a quest'ultimo, non potendo pretendere la deducibilità delle imposte o il credito d'imposta in Italia.
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Estinzione del processo: transazione e fisco
Una società di gestione portuale ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta regionale sui canoni di concessione demaniale per l'anno 2007. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la controversia è approdata in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo che prevedeva la rateazione del debito. Conseguentemente, è stata depositata una dichiarazione congiunta di rinuncia agli atti, portando alla dichiarazione di estinzione del processo. La Corte ha inoltre stabilito l'insussistenza dei presupposti per il versamento del doppio contributo unificato, data la natura conciliativa della chiusura del lite.
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Esclusione deduzione IRAP: Contratto di servizio batte concessione
Una società di trasporti pubblici si è vista negare un'importante deduzione IRAP sui costi del personale. L'Agenzia delle Entrate riteneva applicabile l'esclusione prevista per le imprese che operano in 'concessione' e a 'tariffa'. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo un principio fondamentale: l'esclusione deduzione IRAP scatta solo se entrambi i requisiti (concessione e tariffa remunerativa) sono presenti. Un semplice contratto di servizio, dove il rischio economico non è trasferito all'azienda, non è una concessione. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, imponendo una nuova e più attenta analisi del contratto specifico.
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Ecotassa: termini di accertamento e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento relativo all'Ecotassa per l'anno d'imposta 2012. La società contribuente contestava la tardività della notifica, sostenendo che il termine triennale fosse già decorso. La Suprema Corte ha invece chiarito che il termine di decadenza per l'accertamento decorre dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione annuale (gennaio 2013), rendendo valida la notifica inviata a fine dicembre 2016. È stata inoltre dichiarata irrilevante la questione di legittimità costituzionale riguardante le modalità di versamento delegate alla Giunta Regionale.
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Doppia imposizione: rimborso IRPEF pensioni estero
Un contribuente residente in Portogallo ha impugnato il diniego dell'Agenzia delle Entrate relativo al rimborso delle ritenute IRPEF operate sulla sua pensione. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso sostenendo che l'esenzione fiscale decennale prevista in Portogallo per i nuovi residenti avrebbe generato una doppia non imposizione e che mancasse un certificato di residenza specifico. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che in tema di doppia imposizione conta la potestà impositiva astratta dello Stato di residenza e che i certificati fiscali esteri sono prove idonee senza necessità di formule sacramentali.
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Impugnazione cartella di pagamento e atti definitivi
La Corte di Cassazione ha confermato che l'impugnazione cartella di pagamento non può essere utilizzata per contestare vizi di merito relativi a un avviso di accertamento già divenuto definitivo. Anche se il contribuente eccepisce l'illegittimità del tributo per contrasto con il diritto dell'Unione Europea, i termini perentori di impugnazione non possono essere superati, consolidando così il debito tributario.
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Responsabilità solidale venditore: quando risponde
La Corte di Cassazione stabilisce che, in caso di revoca dell'agevolazione "prima casa" per le caratteristiche oggettive di lusso di un immobile, sussiste la responsabilità solidale del venditore. La revoca non dipende da una dichiarazione mendace dell'acquirente, ma da elementi del contratto noti a entrambe le parti, come la superficie dell'immobile. Pertanto, il venditore è tenuto a rispondere per le maggiori imposte insieme all'acquirente.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33537/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si basa sulla recente normativa che limita l'impugnabilità dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il debitore dimostri un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. Non essendo stato provato tale pregiudizio, il ricorso è stato respinto.
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Rimborso ritenute dividendi: la prova del beneficiario
Una holding estera ha richiesto il rimborso delle maggiori ritenute sui dividendi ricevuti dalla sua controllata italiana. L'Ente Fiscale ha negato il rimborso per mancata prova della qualifica di 'beneficiario effettivo'. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Ente Fiscale, stabilendo che, nel rapporto diretto madre-figlia, per ottenere il rimborso ritenute dividendi secondo la convenzione contro le doppie imposizioni, è sufficiente dimostrare la residenza fiscale e l'assoggettamento a imposta nello Stato estero, senza la necessità di provare la qualifica di beneficiario effettivo, richiesta solo in casi di sospetto abuso (es. società veicolo).
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Incentivi rientro cervelli: la prova del domicilio
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una commissione tributaria che negava gli incentivi rientro cervelli a una professionista. La corte d'appello aveva erroneamente ignorato un certificato che provava il domicilio della contribuente all'estero durante gli studi, un fatto decisivo per l'applicazione del beneficio fiscale. La Cassazione ha stabilito che l'omesso esame di una prova documentale così rilevante vizia la sentenza, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento originaria. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è permessa solo in casi tassativi, qualora il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da gare d'appalto. In assenza di tale prova, l'atto non è autonomamente impugnabile.
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Rimborso credito IVA: termini e onere della prova
Un istituto bancario ha richiesto il rimborso di un credito IVA acquisito da una società fallita. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso per mancata prova, nonostante i termini per l'accertamento fossero scaduti. La Corte di Cassazione, di fronte a un ricorso che mette in discussione i principi stabiliti dalle Sezioni Unite sul tema del rimborso credito IVA, ha ritenuto la questione di tale rilevanza da richiedere una discussione in pubblica udienza, rinviando la decisione finale.
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Produzione documenti appello tributario: quando è lecita
La Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione di documenti in appello tributario è sempre ammessa, anche per la parte rimasta contumace nel primo grado di giudizio. Nel caso specifico, un Comune ha potuto legittimamente produrre in appello le prove della notifica di avvisi di accertamento, precedentemente contestate da una società contribuente. La Corte ha respinto il ricorso della società, confermando che tale facoltà non viola i principi costituzionali.
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Contributi trasporto pubblico: quando sono tassabili?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31144/2023, chiarisce il trattamento fiscale dei contributi al trasporto pubblico. Viene stabilito che ai fini IVA è necessario un nesso diretto tra il contributo e il prezzo del servizio offerto all'utente. Per le imposte dirette, invece, i contributi destinati a coprire i disavanzi di esercizio sono esenti da tassazione, principio valido anche per le province autonome.
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Contributi pubblici e IVA: la decisione della Cassazione
Una società di trasporto pubblico riceveva contributi da un ente locale. L'Agenzia delle Entrate riteneva tali somme tassabili sia ai fini IRES che IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31110/2023, ha stabilito una distinzione cruciale: i contributi pubblici a ripiano dei disavanzi sono esenti da IRES, confermando un orientamento consolidato. Per quanto riguarda l'IVA, invece, sono imponibili se esiste un nesso diretto con il prezzo del servizio, ovvero se consentono all'azienda di applicare tariffe ridotte ai viaggiatori. La Corte ha quindi rinviato il caso al giudice di merito per verificare questa specifica circostanza.
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Impugnazione estratto ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un atto impositivo di cui è venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa sulla impugnazione estratto ruolo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che il contribuente non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici, requisito essenziale per poter agire in giudizio.
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Indennità di esproprio: la tassabilità e il ritardo
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla tassabilità dell'indennità di esproprio. Se il pagamento è ritardato ingiustificatamente dalla Pubblica Amministrazione oltre l'entrata in vigore della legge impositiva, l'indennità potrebbe non essere tassabile. Il caso è stato rinviato per determinare se un accordo transattivo costituisse un nuovo procedimento o facesse parte di quello originario, un fattore chiave per valutare il ritardo.
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Aiuti di Stato de minimis: Cassazione sul rimborso
La Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che per un rimborso fiscale su redditi misti (lavoro dipendente e autonomo), il giudice deve verificare la compatibilità con la normativa europea sugli aiuti di Stato de minimis. La sentenza impugnata è cassata con rinvio per non aver effettuato tale controllo.
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Doppia non imposizione: utili esteri tassabili
Una società italiana ha richiesto il rimborso IRES per utili ricevuti da una controllata francese, invocando l'esenzione del 95% (Art. 89 TUIR). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, poiché gli utili non erano stati tassati in Francia a causa del regime di trasparenza fiscale dell'ente estero, l'esenzione non è applicabile in Italia. L'obiettivo della norma è evitare la doppia imposizione, non creare una doppia non imposizione.
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