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Art. 112 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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5346 provvedimenti

Altri anni per Art. 112 Codice di Procedura Civile

Riduzione IMU: quando spetta per immobili storici?
La Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per la riduzione IMU su immobili di interesse storico. L'ordinanza analizza un caso in cui un contribuente richiedeva l'esenzione o la riduzione dell'imposta per immobili collabenti e storici. La Corte ha cassato la decisione di merito, specificando che per la riduzione IMU non basta una generica attestazione di storicità o una tutela indiretta (es. vincolo di facciata), ma è necessaria una formale 'dichiarazione di interesse culturale' (tutela diretta). Viene inoltre censurato l'errore del giudice che aveva esteso un'esenzione a immobili non oggetto della domanda specifica.
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Estinzione obbligazione assegno: quando è tardi?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un debitore che, solo in appello, aveva eccepito l'estinzione dell'obbligazione per mancata presentazione degli assegni. La Corte ha chiarito che, anche per le eccezioni rilevabili d'ufficio come l'estinzione obbligazione assegno, i fatti a sostegno (come l'inerzia ingiustificata del creditore) devono essere allegati e provati fin dal primo grado di giudizio. La tardiva introduzione della questione, senza una base fattuale pregressa, la rende inammissibile.
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Rimesse solutorie: la Cassazione e la prescrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi garanti contro un istituto di credito. La controversia riguardava la natura delle rimesse su conti correnti bancari e il termine di prescrizione per la ripetizione dell'indebito. La Corte ha confermato che i versamenti effettuati su un conto scoperto, in assenza di un formale contratto di fido, costituiscono rimesse solutorie. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale per chiederne la restituzione decorre dalla data di ogni singolo pagamento e non dalla chiusura del conto, respingendo le argomentazioni dei ricorrenti.
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Spese di cassazione: l’obbligo del giudice di rinvio
In una controversia fiscale, la Cassazione ha stabilito che il giudice del rinvio ha l'obbligo di pronunciarsi sulle spese di cassazione, come indicato dalla precedente sentenza di legittimità. L'omissione di tale decisione comporta la cassazione della sentenza d'appello. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente su questo specifico punto, compensando integralmente le spese di tutti i gradi di giudizio per via della soccombenza reciproca.
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Decadenza impugnazione contratto a termine: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore, confermando che la decadenza per l'impugnazione del contratto a termine si applica anche quando se ne contesta la nullità per assenza di forma scritta. La Corte ha stabilito che la domanda del lavoratore, volta ad accertare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, era in realtà un'impugnazione tardiva di contratti a termine. I motivi di ricorso sono stati ritenuti inammissibili o infondati, ribadendo la necessità di rispettare i termini perentori previsti dalla legge.
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Maggiorazione imposta pubblicità: stop dopo il 2012
Una società ha impugnato un avviso di accertamento di un comune per l'imposta sulla pubblicità relativa all'anno 2014. La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità della maggiorazione imposta pubblicità applicata dall'ente locale, poiché la facoltà di aumentare le tariffe era stata abrogata nel 2012. Di conseguenza, le maggiorazioni erano valide solo fino al 31 dicembre 2012. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Inquadramento superiore: spetta al cameriere?
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento di un inquadramento superiore dal livello V al IV, con le relative differenze retributive, per le mansioni di cameriere effettivamente svolte. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso dell'azienda. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione delle mansioni effettive è compito del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, confermando il diritto del lavoratore all'inquadramento superiore.
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Accordo integrativo regionale: essenziale per i fondi
La Corte di Cassazione ha stabilito che i medici di medicina generale non possono pretendere una ripartizione maggiorata del fondo per la ponderazione qualitativa delle quote capitarie, derivante dai risparmi per il pensionamento di altri colleghi, in assenza di uno specifico accordo integrativo regionale. La normativa nazionale (ACN 2005) rimette infatti esclusivamente alla contrattazione locale la definizione delle modalità di riparto di tali somme aggiuntive. In mancanza di tale accordo, resta valida solo la quota fissa prevista a livello nazionale.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile nell'ambito di una procedura esecutiva immobiliare. La decisione si fonda sulla violazione del principio di specificità: l'atto di impugnazione era eccessivamente lungo, confuso e non individuava chiaramente i motivi di doglianza, rendendo impossibile l'esame nel merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a sanzioni per lite temeraria.
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Servitù di passaggio veicolare: limiti e prova
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello che riconosceva una servitù di passaggio veicolare generica, e non limitata ai soli mezzi agricoli. Il caso chiarisce l'importanza di un'accurata formulazione della domanda giudiziale (petitum) e i limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione della sentenza di merito. La Suprema Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, ritenendoli inammissibili o infondati, sottolineando che il giudice d'appello aveva correttamente interpretato la volontà originaria delle parti di ottenere un passaggio per qualsiasi veicolo.
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Opposizione atti esecutivi: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'opposizione agli atti esecutivi. Un debitore si opponeva a un pignoramento eccependo, tra le altre cose, l'estinzione della procedura per tardivo deposito dell'istanza di vendita. La Suprema Corte ha stabilito che il rimedio corretto contro il rigetto di tale eccezione non è l'opposizione, bensì il reclamo previsto dall'art. 630 c.p.c. Di conseguenza, ha cassato senza rinvio la sentenza su questo punto, dichiarando inammissibile l'originaria opposizione e confermando l'importanza di scegliere lo strumento processuale corretto.
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Sospensione termini processuali: Cassazione su COVID
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'importanza della corretta applicazione della sospensione termini processuali straordinaria, introdotta per l'emergenza COVID-19. La Corte ha annullato una decisione d'appello che aveva erroneamente dichiarato un'impugnazione tardiva, omettendo di considerare il periodo di sospensione legale. Il caso riguardava una controversia su un contratto preliminare immobiliare ed è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
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Esterovestizione: i criteri per la residenza fiscale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32746/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di presunta esterovestizione. La Corte ha confermato che la residenza fiscale di una società va individuata nel luogo della sua sede di amministrazione effettiva, dove vengono prese le decisioni strategiche, anche se la società appartiene a un gruppo con forti legami in Italia. Per la Corte, la residenza lussemburghese della società contribuente era genuina, poiché in Lussemburgo risiedevano e si riunivano gli amministratori, venivano assunte le decisioni imprenditoriali e conservata la contabilità.
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Esterovestizione: Cassazione fissa i criteri decisivi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di presunta esterovestizione di una società con sede legale in Lussemburgo. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano correttamente individuato la 'sede effettiva dell'amministrazione' della società all'estero. La sentenza ribadisce che per determinare la residenza fiscale non basta la sede legale, ma occorre una valutazione concreta basata su indici quali il luogo dove si riuniscono gli amministratori, dove vengono prese le decisioni strategiche e dove sono conservati i documenti contabili.
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Esterovestizione: la sede effettiva vince sulla forma
L'Agenzia delle Entrate ha accusato una società con sede in Lussemburgo di esterovestizione, sostenendo che la sua gestione effettiva avvenisse in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha stabilito che la residenza effettiva della società era correttamente individuata in Lussemburgo, luogo dove si tenevano le riunioni del consiglio di amministrazione e venivano prese le decisioni strategiche, privilegiando la sostanza sulla forma.
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Agevolazione contributiva: onere della prova e soccida
Una cooperativa agricola si è vista negare un'agevolazione contributiva per attività in zone svantaggiate. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso della cooperativa che quello dell'ente previdenziale, chiarendo i principi chiave: l'agevolazione si basa unicamente sulla provenienza del prodotto da zone svantaggiate e sul suo conferimento alla cooperativa. La modalità di remunerazione dell'agricoltore, come la soccida monetizzata, è irrilevante. L'onere di provare la provenienza del prodotto spetta interamente all'impresa che richiede il beneficio.
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Sgravio contributivo agricolo: la Cassazione chiarisce
Una cooperativa agricola ha richiesto uno sgravio contributivo per l'attività di allevamento svolta dai soci in zone svantaggiate tramite contratti di soccida. L'ente previdenziale ha negato il beneficio, contestando la prova dell'effettiva attività lavorativa. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale della cooperativa che quello incidentale dell'ente. Ha ribadito che l'onere di provare i requisiti per lo sgravio, inclusa l'effettività dell'allevamento, spetta all'impresa. Inoltre, ha chiarito che la forma di remunerazione del socio (soccida monetizzata) non incide sul diritto al beneficio, purché l'attività sia provata.
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Minimale contributivo: obblighi anche per assenze
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare il minimale contributivo sussiste anche in caso di assenze ingiustificate del lavoratore. In un caso riguardante la responsabilità solidale di un'azienda committente per i contributi non versati da una società appaltatrice, la Corte ha respinto il ricorso dell'azienda, chiarendo che l'obbligazione contributiva è autonoma rispetto all'effettiva prestazione lavorativa. Il verbale ispettivo è stato ritenuto una fonte di prova valida e si è ribadito che l'onere di dimostrare i requisiti per eventuali esenzioni spetta al datore di lavoro.
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Cessione di azienda: quando è revocabile?
La Cassazione conferma la revocatoria di una presunta cessione di azienda tra coniugi. Anche se mascherata da cessazione e nuova apertura di attività, l'operazione è stata vista come un unico atto dispositivo volto a frodare i creditori. La Corte ha privilegiato la sostanza sulla forma, ritenendo irrilevante che il trasferimento fosse avvenuto tramite atti amministrativi anziché un contratto unico. La decisione protegge la garanzia patrimoniale dei creditori.
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Regolamento spese processuali: la soccombenza globale
La Cassazione chiarisce il principio del regolamento spese processuali. In un caso di restituzione di caparra, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della venditrice, affermando che la compensazione delle spese si basa sull'esito complessivo della lite (soccombenza globale), non sulla vittoria in un singolo grado di giudizio.
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