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Art. 1117 Codice Civile — Anno 2026

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107 provvedimenti

Altri anni per Art. 1117 Codice Civile

Estinzione del giudizio di cassazione: l’accordo tra le parti
Una ex portiera occupava un appartamento condominiale sostenendo fosse l'unico accesso a un vano di sua proprietà. Il Condominio agiva in giudizio per ottenere il rilascio dell'immobile e il risarcimento per l'occupazione senza titolo. Dopo due gradi di giudizio favorevoli al Condominio, l'erede della donna impugnava la decisione. Tuttavia, prima della decisione finale, le parti raggiungevano un accordo transattivo stragiudiziale. L'erede ha quindi presentato rinuncia al ricorso, accettata formalmente dal Condominio. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità degli atti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione ai sensi dell'art. 391 c.p.c., disponendo la compensazione delle spese legali come concordato tra i soggetti coinvolti.
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Presunzione di condominialità: il condono non prova la proprietà
La Corte di Cassazione ha confermato la natura comune di un sottotetto e di un ballatoio in un edificio ad Avellino, rigettando il ricorso di due proprietarie. Le ricorrenti sostenevano la proprietà esclusiva basandosi su un condono edilizio e sui propri atti di acquisto. La Suprema Corte ha ribadito che la presunzione di condominialità ex art. 1117 c.c. non è vinta da provvedimenti amministrativi come la sanatoria, i quali hanno valore solo nel rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Il sottotetto, avendo dimensioni significative, altezza praticabile e accessibilità dai vani comuni, non può essere considerato pertinenza esclusiva. Allo stesso modo, il ballatoio che serve impianti comuni resta di proprietà collettiva.
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Esenzione TARI rifiuti speciali: l’onere della prova all’azienda
Una società operante nel settore delle demolizioni edilizie ha impugnato un avviso di pagamento TARI, sostenendo che la quasi totalità della superficie occupata (oltre 1.500 mq) fosse destinata alla produzione di rifiuti speciali e quindi non soggetta al tributo. Sebbene i giudici di merito avessero accolto la tesi aziendale basandosi sulla natura dell'attività svolta, la Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha stabilito che l'esenzione TARI rifiuti speciali non è automatica né legata alla sola tipologia di impresa. Spetta infatti al contribuente l'onere di provare rigorosamente quali aree producano scarti speciali e l'effettivo smaltimento a proprie spese. La sentenza chiarisce che la disponibilità di un'area genera una presunzione di produttività di rifiuti urbani, superabile solo con documentazione specifica e tempestiva denuncia all'ente impositore.
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Litisconsorzio necessario: se manca un proprietario il processo è nullo
La Corte di Cassazione ha affrontato una disputa immobiliare riguardante la proprietà di cortili, cisterne e terrazze. La controversia nasceva dalla richiesta di una proprietaria di ripristinare lo stato dei luoghi dopo lavori edilizi del vicino. Il fulcro della decisione riguarda il Litisconsorzio necessario. Durante i gradi di merito, non era stata citata in giudizio una comproprietaria risultante dagli atti d'acquisto del 1954. La Cassazione ha stabilito che, trattandosi di accertamento della proprietà su beni comuni, la partecipazione di tutti i titolari è obbligatoria. Poiché il contraddittorio non era integro, i giudici hanno annullato le sentenze precedenti, ordinando il rinvio della causa al Tribunale di primo grado per ricominciare il processo con tutte le parti necessarie.
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Sottocala condominiale: guida alla proprietà comune
La Corte di Cassazione ha affrontato la questione della proprietà di un sottocala condominiale, chiarendo i criteri per superare la presunzione di comunione prevista dall'art. 1117 c.c. Nel caso di specie, una condomina contestava l'occupazione del vano sottoscala da parte dei proprietari del piano terra. Mentre la Corte d'Appello aveva inizialmente attribuito la proprietà esclusiva a questi ultimi basandosi sull'acquisto dell'intero piano, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. Il principio cardine stabilito è che il sottocala condominiale si presume comune se non esiste un titolo contrario nell'atto costitutivo del condominio. La semplice proprietà della rampa di scale o dell'intero piano non garantisce automaticamente il possesso esclusivo dello spazio sottostante, specialmente se quest'ultimo è funzionale all'edificio o inseparabile dalle parti comuni.
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Vano conteso: funzione statica batte donazione sulla proprietà
La Corte di Cassazione esamina un caso di contesa sulla proprietà di un vano al piano terra di un edificio. Un condomino ne rivendica la natura comune, mentre una proprietaria lo ritiene suo per donazione e usucapione. La Corte d'Appello aveva stabilito che il vano è di proprietà condominiale, poiché svolgeva una funzione essenziale di consolidamento statico per l'intero fabbricato. Questa funzione strutturale prevale su qualsiasi titolo di proprietà privata, come la donazione. La Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione finale per un difetto di notifica, ma il principio chiave resta la prevalenza della funzione strutturale nel definire la proprietà condominiale.
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Presunzione di condominialità: i limiti dei titoli
La Corte di Cassazione ha confermato che la presunzione di condominialità per le aree di copertura di locali comuni può essere superata dall'esame dei titoli d'acquisto. Nel caso di specie, i documenti contrattuali e le planimetrie escludevano il trasferimento dell'area esterna, nonostante un verbale interno della cooperativa suggerisse il contrario. La Corte ha chiarito che un verbale amministrativo non costituisce titolo di proprietà e che il giudicato esterno non opera se i soggetti dei due giudizi sono differenti.
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Spese condominiali urgenti: guida al rimborso
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di rimborso per le spese condominiali urgenti sostenute autonomamente da alcuni proprietari in un condominio minimo. La Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 1134 c.c., non basta la mera necessità dei lavori, ma occorre l'indifferibilità dell'intervento per evitare danni imminenti. Poiché i ricorrenti avrebbero potuto utilizzare il ricorso al giudice ex art. 1105 c.c. per superare l'inerzia degli altri condomini, l'urgenza è stata esclusa. È stata inoltre respinta l'azione di arricchimento senza causa e confermato che la trasformazione di finestre in balconi non costituisce di per sé un aggravamento della servitù di veduta senza prova di un reale aggravio dell'onere sul fondo vicino.
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Infiltrazioni condominiali: chi paga i danni?
I proprietari di un appartamento hanno citato il condominio per danni da infiltrazioni condominiali che avrebbero reso l'immobile inagibile, causando la perdita di canoni di locazione. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda per mancanza di prova sulla natura comune della trave ammalorata e sul nesso causale. La Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che l'onere della prova spetta al danneggiato e che un'ordinanza di sgombero non prova automaticamente la responsabilità del condominio.
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Distacco riscaldamento centralizzato: guida al diritto
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una condomina che aveva attuato il distacco riscaldamento centralizzato nel 2008, supportata da una perizia tecnica. Nonostante l'opposizione del condominio e il rigetto nei primi due gradi di giudizio, basati su un regolamento condominiale restrittivo e sulla successiva sostituzione della caldaia comune, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che il diritto al distacco è un diritto individuale garantito dalla legge e non può essere negato da regolamenti, anche se di natura contrattuale, a meno che non si provi un danno tecnico o economico per gli altri condomini. La legittimità dell'operazione deve essere valutata con riferimento al momento in cui il distacco è stato eseguito.
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Condominialità: quando il box auto è escluso
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della condominialità per un box auto situato in un corpo di fabbrica separato rispetto all'edificio principale. Il proprietario del box aveva impugnato una delibera assembleare che negava il contributo del condominio alle spese di riparazione del locale. I giudici di merito, basandosi sul titolo costitutivo del 1969, hanno stabilito che il box non faceva parte del condominio, nonostante l'inclusione nelle tabelle millesimali e il pagamento pregresso di alcune spese. La Suprema Corte ha ribadito che l'interpretazione del titolo spetta al giudice di merito e che il comportamento delle parti non può superare quanto stabilito negli atti scritti soggetti a forma solenne.
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Delibera condominiale nulla: i diritti del proprietario
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società, condomina di un edificio, che ha impugnato una delibera condominiale volta a limitare l'accesso a un cortile di sua proprietà esclusiva, sebbene gravato da servitù di passaggio. La Suprema Corte ha stabilito che una delibera condominiale nulla, in quanto incidente su diritti di proprietà esclusiva, può essere impugnata non solo dal condomino in quanto tale, ma da chiunque vi abbia un interesse concreto, inclusi i terzi proprietari. La decisione ribadisce che l'assemblea non ha il potere di disporre di beni che non rientrano tra le parti comuni dell'edificio.
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Sottotetto condominiale: proprietà e calpestìo
La Corte di Cassazione ha confermato la natura di sottotetto condominiale per un vano trasformato in terrazzo da alcuni condòmini dell'ultimo piano. La controversia nasce dall'interpretazione di un atto di divisione del 1899 che concedeva un mero diritto di calpestìo. I giudici hanno stabilito che tale diritto non conferisce una proprietà esclusiva, poiché il vano svolge una funzione di isolamento e protezione a beneficio dell'intero edificio. È stata inoltre rigettata la richiesta di usucapione, non essendo stato provato il possesso esclusivo per il periodo ventennale richiesto dalla legge.
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Decoro architettonico e tettoie in condominio
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di rimozione di una copertura in lamiera realizzata da un condomino sul proprio balcone. Il ricorrente lamentava la lesione del decoro architettonico e l'assenza di titoli abilitativi edilizi. La Suprema Corte ha stabilito che l'irregolarità amministrativa non incide sui rapporti privatistici tra condomini e che il giudice di merito può legittimamente disattendere le conclusioni della CTU se motiva adeguatamente l'assenza di un pregiudizio estetico concreto per l'edificio.
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Sottotetto: quando è condominiale o privato?
La Corte di Cassazione ha confermato la natura condominiale di un sottotetto situato sopra l'appartamento di un singolo proprietario. Nonostante l'assenza iniziale di un piano di calpestio, i giudici hanno rilevato che l'altezza del vano, l'accesso tramite corridoio comune e la copertura di più unità immobiliari ne determinano la destinazione potenziale all'uso collettivo. Il ricorso è stato rigettato poiché il sottotetto non svolgeva una funzione esclusiva di isolamento termico per l'unità sottostante, ma possedeva caratteristiche strutturali tali da consentirne un uso autonomo.
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Risarcimento danni condominio: guida legale
La sentenza analizza la richiesta di risarcimento danni condominio formulata da un proprietario per infiltrazioni d'acqua dal tetto. Il tribunale ha accertato la responsabilità del condominio per omessa custodia delle parti comuni, condannandolo al ripristino dei locali e al pagamento dei danni materiali.
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Proprietà lastrico solare: la guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che la proprietà lastrico solare si presume condominiale qualora svolga una funzione di copertura del fabbricato. Nel caso analizzato, i proprietari di un appartamento avevano negato l'accesso per lavori urgenti, ma i giudici hanno stabilito che, in assenza di un titolo d'acquisto che ne provi l'esclusività, prevale il regime comune e l'obbligo di permettere il passaggio ex art. 843 c.c.
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Lastrico solare condominiale: proprietà e uso
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un lastrico solare condominiale il cui unico accesso era situato all'interno di una proprietà privata. Nonostante la presunzione di condominialità, i giudici hanno stabilito che l'accesso esclusivo è un fattore determinante per valutare il diritto di uso esclusivo o l'eventuale usucapione del bene.
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Uso beni condominiali: limiti millesimali legittimi
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'uso beni condominiali non essenziali, come piscine o campi da tennis, può essere regolamentato dall'assemblea prevedendo turni o limiti basati sui millesimi di proprietà. Il concetto di pari uso non implica un utilizzo identico per tutti, ma può essere proporzionato al valore della quota di ogni partecipante, purché non si impedisca il godimento del bene agli altri.
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Proprietà lastrico solare: guida alla sopraelevazione
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per determinare la proprietà lastrico solare in un edificio condominiale. Il caso riguardava alcuni proprietari che rivendicavano la natura comune del tetto a seguito di un divieto amministrativo di sopraelevazione. La Corte ha confermato la validità dei titoli d'acquisto originali e ha respinto le richieste di installazione di impianti fotovoltaici che avrebbero compromesso strutture portanti di proprietà esclusiva del costruttore.
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