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Art. 1117 Codice Civile — Anno 2022

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85 provvedimenti

Altri anni per Art. 1117 Codice Civile

Delibera Condominiale Manutenzione Straordinaria: Ratifica Valida o Nulla?
Una Società ha pagato due terzi delle spese per la manutenzione straordinaria del lastrico solare di un Condominio, poi ha chiesto la restituzione delle somme. Una prima delibera assembleare è stata annullata, ma una successiva ha ratificato i lavori e le spese. La Società ha impugnato questa decisione in Cassazione, sostenendo l'invalidità della **delibera condominiale manutenzione straordinaria** perché riguardava una proprietà privata (un giardino) e delegava poteri in modo improprio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Società, confermando che l'assemblea può ratificare lavori e spese, anche se inizialmente decisi da una commissione, purché l'approvazione finale avvenga con le maggioranze richieste. La Corte ha anche chiarito che la natura di un bene (comune o privato) non può essere accertata per la prima volta in Cassazione.
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Tettoia abusiva in condominio: l’uso della cosa comune e la demolizione
Un condomino ha citato in giudizio altri condomini per l'installazione non autorizzata di una tettoia e un pozzo su un'area comune. I condomini convenuti hanno eccepito l'usucapione. La Corte d'Appello ha ordinato la demolizione dell'ampliamento della tettoia, ritenendo violato l'articolo sull'uso della cosa comune. I condomini soccombenti hanno proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la necessità di un litisconsorzio necessario di tutti i condomini e l'inammissibilità della domanda di demolizione parziale come domanda nuova. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che un singolo condomino può agire per la difesa della cosa comune e che la modifica della domanda, restringendola all'ampliamento, costituisce una legittima emendatio libelli. La sentenza conferma l'obbligo di ripristino.
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Cortile Condominiale: Uso Esclusivo Contro Comproprietà
Il caso riguarda una controversia sull'uso di un cortile in un condominio. I proprietari originari avevano venduto porzioni di un immobile, sostenendo di aver trasferito ai nuovi acquirenti solo un diritto di passaggio sul cortile, escludendo il parcheggio. Hanno quindi chiesto di vietare ai nuovi proprietari di usare il cortile per la sosta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei proprietari originari. Ha stabilito che il cortile rientra nelle Parti comuni condominiali per sua natura e funzione. Una clausola contrattuale non può escludere unilateralmente la comproprietà né creare un "diritto reale di uso esclusivo" atipico, violando il principio del numerus clausus dei diritti reali. I nuovi proprietari hanno vinto, potendo usare il cortile come parte comune.
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Usucapione negata: le parti comuni restano tali, serve titolo specifico
Un proprietario di un appartamento (il Lavoratore) ha eseguito lavori di ristrutturazione, modificando parti di un edificio che un'azienda (l'Azienda) riteneva comuni. Il Lavoratore ha sostenuto di aver acquisito per usucapione l'ingresso, il corridoio e le scale, e ha chiesto il rimborso per spese sul tetto. Il Tribunale gli ha dato ragione, ma la Corte d'Appello ha respinto la sua domanda di usucapione, affermando la mancanza di un titolo idoneo per l'accessione nel possesso. La Cassazione ha confermato questa decisione: per unire i periodi di possesso è necessario un atto che specifichi chiaramente i beni trasferiti, non bastando un generico riferimento a parti comuni. Il ricorso del Lavoratore è stato rigettato, confermando che le aree contese restano comuni.
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Esenzione TARI: Parcheggi Supermercati Esclusi, la Cassazione Decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'Esenzione TARI per le aree destinate a viabilità all'interno di un parcheggio interrato di un supermercato. Il Comune aveva richiesto il pagamento della TARI per queste aree, ma la società aveva contestato l'avviso. La Corte ha stabilito che tali aree, secondo la comune esperienza, non producono una quantità apprezzabile di rifiuti. Pertanto, ha rigettato il ricorso del Comune, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale e l'esenzione TARI per l'azienda.
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Spese Condominiali Riscaldamento: Regolamento Contrattuale Batte Distacco
Un Condomino ha contestato le spese condominiali per riscaldamento e acqua, sostenendo di essersi distaccato dall'impianto centralizzato e di aver installato un contatore privato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha ribadito che un regolamento condominiale contrattuale, approvato all'unanimità, può prevedere criteri di ripartizione delle spese condominiali riscaldamento e idriche diversi dalla legge. Il distacco o il contatore non esonerano automaticamente se il regolamento dispone diversamente. L'errore invocato dal Condomino era un errore di giudizio, non un errore di fatto revocatorio.
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Soffitta e Cortile: la Presunzione di Condominialità vince sul Catasto
Un proprietario ha chiesto al giudice di riconoscere come comuni una soffitta e un cortile, contestando la proprietà esclusiva rivendicata da un altro proprietario. I primi due gradi di giudizio hanno respinto la sua richiesta. La Corte di Cassazione, invece, ha accolto il ricorso, affermando che la presunzione di condominialità di beni come soffitte e cortili può essere superata solo da un 'titolo contrario' (un documento che provi la proprietà esclusiva) e non dalla semplice osservazione dello stato dei luoghi o dai dati catastali. La sentenza impugnata è stata annullata e il caso rinviato alla Corte d'Appello per una nuova decisione, basata sui principi stabiliti dalla Cassazione.
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Uso delle parti comuni: ok agli allacci ma niente risarcimento
Una società proprietaria di due fabbricati industriali trasforma gli immobili in cinque appartamenti. Il condominio nega il consenso per collegare le nuove unità agli impianti fognari e idrici tramite scavi nel cortile comune. La società esegue i lavori previa autorizzazione d'urgenza del tribunale e cita il condominio per ottenere il risarcimento dei danni da ritardo nelle vendite e nelle locazioni. Il condominio chiede la rimozione dei nuovi allacciamenti. La Corte di Cassazione conferma che l'allaccio di nuove utenze nel cortile rientra nel legittimo uso delle parti comuni spettante al singolo condomino. Tuttavia, i giudici respingono la domanda risarcitoria della società per totale assenza di prove concrete sul danno economico subito.
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Riscatto immobile e condominio: la cooperativa perde i poteri
Una cooperativa edilizia ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro due proprietari per il pagamento di quote di manutenzione delle parti comuni. Gli acquirenti si sono opposti sostenendo la mancanza di potere della cooperativa. Tutti gli alloggi dello stabile erano stati infatti assegnati, i mutui ipotecari risultavano interamente estinti e gli immobili riscattati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei proprietari. Con il completamento del riscatto immobile e condominio ordinario subentra alla gestione speciale dell'ente costruttore. La cooperativa perde qualsiasi facoltà di deliberare sulle spese comuni, rendendo nulle le relative decisioni e illegittime le pretese di pagamento. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Servitù di Passaggio: Proprietario Contro Condominio, Cassazione Rigetta
Un proprietario di immobili ha chiesto il riconoscimento della comproprietà o di una servitù di passaggio su un'area di distacco tra edifici, contro il Condominio. La Corte d'Appello aveva riconosciuto una servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia. Il proprietario ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la decisione. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando che l'area non era in comproprietà e che le richieste del proprietario non erano fondate, in quanto il 'distacco' serviva funzionalmente il Condominio. Il proprietario ha dovuto pagare ulteriori spese processuali.
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Infiltrazioni: Usufruttuario Custode, Nudo Proprietario Esente da Responsabilità
Un proprietario di un appartamento al piano superiore e la sua usufruttuaria chiedevano il risarcimento danni per infiltrazioni. I proprietari dell'appartamento sottostante, a loro volta, chiedevano la riparazione dei danni subiti. La Corte d'Appello aveva escluso la responsabilità della nuda proprietaria dell'appartamento superiore per i danni da cose in custodia, attribuendola all'usufruttuaria. La Cassazione ha accolto il ricorso del proprietario superiore solo per l'omessa pronuncia del giudice d'appello sulla richiesta di condanna del Condominio per danni ai balconi. Ha invece confermato che la Responsabilità da cose in custodia per infiltrazioni spetta all'usufruttuario, non al nudo proprietario, se quest'ultimo non ha il controllo materiale del bene.
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Amministratore e vincolo portineria: la legittimazione passiva
Una società proprietaria di un immobile esclusivo all'interno di un palazzo ha citato il condominio per far dichiarare cessato il vincolo di destinazione a portineria. Il condominio ha chiesto l'accertamento della natura reale di tale vincolo. La Corte d'Appello ha ritenuto necessaria la presenza in giudizio di tutti i singoli condomini, annullando la precedente sentenza. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa impostazione, accogliendo il ricorso della società proprietaria. I giudici hanno chiarito la piena sussistenza della legittimazione passiva dell'amministratore, escludendo il litisconsorzio necessario dei condomini quando la controversia riguarda l'esistenza di una servitù a vantaggio delle parti comuni e non l'estensione del diritto di proprietà.
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Cortile Conteso: La Proprietà Esclusiva nel Condominio Prevale
Nel 1987, i proprietari di un palazzo a Vicenza frazionarono l'immobile. Un atto di vendita stabilì che un cortile interno era di **proprietà esclusiva nel condominio** di una specifica unità immobiliare, pur essendo gravato da una servitù di passaggio per tutti gli altri condomini. Successivamente, questa unità e il cortile furono rivenduti. Alcuni condomini contestarono la natura esclusiva del cortile, sostenendo fosse comune. La Corte di Cassazione ha confermato che la volontà originaria dei venditori, chiaramente espressa nell'atto del 1987, poteva validamente escludere il cortile dalle parti comuni, riconoscendone la proprietà esclusiva. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese per i ricorrenti.
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Transazione approvata dall’assemblea condominiale e dissenso
Un condomino ha impugnato la delibera del bilancio consuntivo, contestando l addebito delle spese per i lavori alla rete fognaria e per la somma pattuita in una transazione approvata dall assemblea condominiale con l impresa appaltatrice. Il condomino riteneva l accordo inopponibile a se stesso in quanto dissenziente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che le condotte fognarie principali sono parti comuni e le relative spese gravano su tutti i proprietari. Inoltre, la transazione approvata dall assemblea condominiale a maggioranza vincola indistintamente tutti i condomini, compresi gli assenti e i dissenzienti. L obbligo di contribuire alle spese deriva direttamente dalla legge e dal funzionamento delle delibere condominiali, rendendo legittimo l addebito delle quote approvate.
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Distanze legali tra edifici: vista ostruita e spese legali doppie
Un proprietario lamentava che la sopraelevazione dell'attico della vicina gli ostruiva la vista, violando le distanze legali tra edifici. I giudici di merito avevano respinto le sue richieste, ritenendo l'opera conforme al progetto originario e non violasse le distanze. La Cassazione ha confermato l'assenza di violazioni delle distanze legali tra edifici, ma ha accolto parzialmente il ricorso riguardo la liquidazione delle spese legali. Ha stabilito che, per più parti con identica posizione e difese dallo stesso avvocato, il compenso debba essere unico. La causa è stata rinviata per ricalcolare le spese.
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Delibera Condominiale Nulla: Spese Facciata su Proprietà Esclusiva
Un Condomino ha impugnato le delibere assembleari che approvavano il rifacimento della facciata e la ripartizione delle spese, sostenendo che una parte della facciata fosse di sua proprietà esclusiva. La Corte d'Appello aveva respinto il suo ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una **delibera condominiale nulla** è quella che dispone interventi su beni di proprietà esclusiva, non rientrando nelle competenze dell'assemblea. L'assemblea può deliberare solo su beni comuni. Inoltre, il fondo speciale per lavori straordinari deve corrispondere all'ammontare predeterminato dei lavori. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Opponibilità regolamento condominiale: vince chi acquista prima
Un condomino ha acquistato un immobile derivante da un'originaria permuta di un terreno con un appartamento da costruire. In seguito, il costruttore ha redatto un regolamento che riservava l'uso esclusivo del giardino ad altri condomini, allegandolo agli atti solo dopo la consegna del primo appartamento. I vicini hanno preteso l'uso esclusivo dello spazio verde. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opponibilità regolamento condominiale non sussiste nei confronti di chi ha acquistato prima della sua stesura. Il regolamento predisposto dal costruttore non vincola i precedenti acquirenti senza una loro espressa adesione scritta e successiva. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del proprietario, cassando la sentenza d'appello e rinviando la decisione ai giudici di merito.
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Uso Esclusivo Cortile: Cassazione Riapre l’Usucapione Contro il Condominio
Una condomina ha chiesto di accertare la natura condominiale di un cortile, usato in modo esclusivo da un'attività commerciale. Il Tribunale ha riconosciuto l'usucapione uso esclusivo a favore dell'attività. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, negando l'usucapione a causa della non cedibilità del diritto d'uso e dell'impossibilità di applicare l'accessione nel possesso. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso dell'attività commerciale. Ha stabilito che il divieto di cessione del diritto reale d'uso non impedisce l'accessione nel possesso per l'usucapione uso esclusivo, purché esista un "titolo astrattamente idoneo" che giustifichi il trasferimento del possesso. La sentenza rinvia la causa per un nuovo esame.
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Proprietà esclusiva della terrazza condominiale tra bene e prova
Un condomino ha citato in giudizio gli altri abitanti dello stabile per rivendicare la proprietà esclusiva della terrazza condominiale e contestare l'uso dell'area da parte dei vicini. Gli altri condomini hanno richiesto la chiusura dei varchi d'accesso. I giudici di merito hanno respinto le pretese del singolo proprietario, accertando che i titoli d'acquisto dimostravano la natura comune della terrazza fin dal 1964. Il condomino ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo un'errata interpretazione dei contratti e la presenza di un giudicato interno. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo e infondato il secondo. I giudici hanno confermato che la valutazione dei contratti spetta al merito e che l'appello dei vicini ha impedito qualsiasi giudicato. Il ricorrente deve pagare le spese di giudizio.
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Condominialità lastrico solare: il tetto è di tutti, non solo dei piani alti
Un Condominio ha contestato una delibera che escludeva i proprietari di locali commerciali dal rimborso per l'installazione di un'antenna sul tetto. I proprietari sostenevano la Condominialità lastrico solare, rivendicando il diritto ai proventi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il lastrico solare è parte comune per tutti i condomini, inclusi i proprietari di negozi, se non esiste un 'titolo contrario' (atto di acquisto originario) che ne escluda chiaramente la comunione. Un semplice regolamento condominiale non basta a superare questa presunzione. Il ricorso del Condominio è stato rigettato.
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