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Infiltrazioni: Usufruttuario Custode, Nudo Proprietario Esente da Responsabilità

Un proprietario di un appartamento al piano superiore e la sua usufruttuaria chiedevano il risarcimento danni per infiltrazioni. I proprietari dell’appartamento sottostante, a loro volta, chiedevano la riparazione dei danni subiti. La Corte d’Appello aveva escluso la responsabilità della nuda proprietaria dell’appartamento superiore per i danni da cose in custodia, attribuendola all’usufruttuaria. La Cassazione ha accolto il ricorso del proprietario superiore solo per l’omessa pronuncia del giudice d’appello sulla richiesta di condanna del Condominio per danni ai balconi. Ha invece confermato che la Responsabilità da cose in custodia per infiltrazioni spetta all’usufruttuario, non al nudo proprietario, se quest’ultimo non ha il controllo materiale del bene.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 20429 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

La Responsabilità da Cose in Custodia: Chi Risponde delle Infiltrazioni in Condominio?

La questione della Responsabilità da cose in custodia, specialmente in contesti condominiali, genera spesso dubbi e contenziosi. Chi deve rispondere dei danni causati da un immobile, come le infiltrazioni d’acqua, quando ci sono diversi soggetti coinvolti, come il nudo proprietario, l’usufruttuario e il condominio? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti importanti, delineando i confini di questa responsabilità e ribadendo principi fondamentali. Questo articolo esplora i dettagli di una vicenda che ha visto contrapporsi diversi attori per danni da infiltrazioni.

Il Caso: Infiltrazioni e Danni tra Appartamenti

La vicenda ha origine dalla richiesta di risarcimento danni avanzata da un proprietario e dalla sua usufruttuaria, titolari di un appartamento. Essi lamentavano danni subiti dal proprio immobile a causa di infiltrazioni provenienti da un appartamento sovrastante. I proprietari dell’appartamento sottostante, a loro volta, avevano proposto una domanda riconvenzionale, chiedendo la condanna dei vicini alla riparazione dei danni subiti dal loro immobile, sempre a causa di infiltrazioni.

Il Tribunale aveva rigettato la domanda originaria e accolto quella riconvenzionale, condannando i proprietari dell’appartamento superiore alla riparazione. La Corte d’Appello, successivamente, aveva confermato il rigetto della domanda principale e, accogliendo un appello incidentale, aveva escluso la responsabilità della nuda proprietaria dell’appartamento superiore, ritenendo che la responsabilità per i danni da infiltrazioni ricadesse sull’usufruttuaria.

La Responsabilità da Cose in Custodia: Nudo Proprietario vs Usufruttuario

Il cuore della questione riguarda la Responsabilità da cose in custodia, disciplinata dall’articolo 2051 del Codice Civile. Questa norma stabilisce che ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. Ma chi è il “custode” in presenza di nuda proprietà e usufrutto?

La Corte di Cassazione ha ribadito un principio consolidato: la responsabilità per i danni causati da una cosa in custodia ricade su chi ha il potere di fatto sulla cosa stessa. Questo significa che il custode è colui che ha la disponibilità materiale e giuridica del bene e, di conseguenza, la possibilità di intervenire per prevenire o eliminare i rischi. Nel rapporto tra nudo proprietario e usufruttuario, è l’usufruttuario che detiene il controllo effettivo dell’immobile, lo utilizza e ne trae i frutti. Pertanto, è lui il soggetto tenuto alla manutenzione ordinaria e straordinaria e, di conseguenza, responsabile dei danni che la cosa può causare.

La distinzione tra nudo proprietario e usufruttuario è cruciale. Il nudo proprietario, pur essendo il titolare formale del bene, non ha il controllo materiale e diretto su di esso. Non può quindi essere considerato il custode ai fini dell’articolo 2051 c.c. Questo principio è stato applicato anche nel caso specifico delle infiltrazioni d’acqua, dove la responsabilità è stata attribuita all’usufruttuario, in quanto titolare della disponibilità materiale e giuridica dell’immobile da cui provenivano i danni.

L’Omessa Pronuncia e la Responsabilità del Condominio

Un aspetto interessante della sentenza riguarda l’omessa pronuncia da parte della Corte d’Appello su una specifica domanda. Il proprietario dell’appartamento superiore aveva chiesto la condanna del Condominio per i danni provocati dallo stato dei frontalini e del ballatoio del balcone. La Cassazione ha rilevato che la Corte d’Appello non si era pronunciata su questa richiesta, neanche implicitamente.

L’omessa pronuncia costituisce un vizio grave della sentenza, poiché il giudice ha il dovere di esaminare tutte le domande e le eccezioni proposte dalle parti. Per questo motivo, la Cassazione ha accolto il ricorso su questo punto, rinviando la causa alla Corte d’Appello affinché esamini la domanda relativa alla responsabilità del Condominio. Questo sottolinea l’importanza di una pronuncia completa su tutti i capi di domanda presentati in giudizio.

Le motivazioni: i limiti della responsabilità da cose in custodia

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione sulla Responsabilità da cose in custodia chiarendo che il presupposto di tale responsabilità risiede nel “potere sulla cosa”. Questo potere deve essere attuale e diretto, riflettendo una signoria di fatto sulla cosa e la sua disponibilità materiale. Nel caso di nuda proprietà e usufrutto, tale potere spetta all’usufruttuario, che ha l’effettivo godimento del bene e l’obbligo di provvedere alla sua manutenzione, sia ordinaria che straordinaria. La Corte ha escluso che la nuda proprietaria potesse essere considerata custode, non avendo avuto alcuna relazione di fatto con il bene da cui provenivano le infiltrazioni e non essendo stata avvertita dei danni. La sentenza ha anche confermato che le cause delle infiltrazioni erano da ricondurre al degrado delle tubazioni e alla mancanza di impermeabilizzazione dei balconi, non a un presunto incendio precedente.

Le conclusioni: chi vince e le conseguenze sulla responsabilità da cose in custodia

La Corte Suprema di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso del proprietario dell’appartamento superiore. Ha cassato la sentenza d’appello limitatamente al punto in cui la Corte d’Appello aveva omesso di pronunciarsi sulla domanda di condanna del Condominio per i danni ai balconi. Per il resto, la Cassazione ha rigettato tutti gli altri motivi di ricorso, confermando che la Responsabilità da cose in custodia per le infiltrazioni spettava all’usufruttuario e non al nudo proprietario. La causa tornerà alla Corte d’Appello di Catania, in una diversa composizione, che dovrà esaminare la questione della responsabilità del Condominio e regolare le spese del giudizio. In pratica, il proprietario ha ottenuto che la sua richiesta contro il Condominio venga finalmente esaminata, mentre la sua responsabilità per le infiltrazioni dall’appartamento superiore, in quanto nudo proprietario, è stata esclusa a favore dell’usufruttuaria.

Chi è responsabile dei danni da infiltrazioni in un immobile con usufrutto?
La responsabilità ricade sull’usufruttuario, in quanto è il soggetto che ha il controllo materiale e il godimento del bene, e quindi l’obbligo di provvedere alla sua manutenzione.

Un nudo proprietario può essere ritenuto responsabile per i danni causati dalla sua proprietà in usufrutto?
No, il nudo proprietario non è considerato il custode del bene ai fini della responsabilità per danni da cose in custodia, poiché non ha il controllo effettivo e la disponibilità materiale dell’immobile.

Cosa succede se un giudice non si pronuncia su una delle domande presentate in causa?
Se il giudice omette di pronunciarsi su una domanda, la sentenza può essere impugnata per vizio di omessa pronuncia. La Corte di Cassazione può annullare la decisione e rinviare la causa per un nuovo esame di quel punto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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