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Art. 108 TFUE

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137 provvedimenti

Eccezione di inadempimento al sindaco: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un professionista, membro del collegio sindacale di una società poi fallita, a cui è stato negato il compenso tramite un'eccezione di inadempimento. La curatela fallimentare ha contestato la sua grave negligenza nel non aver vigilato sulla scorretta contabilizzazione di un cospicuo finanziamento pubblico, trattato come ricavo anziché come debito. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, confermando che la mancata vigilanza su irregolarità contabili così gravi giustifica il rigetto della richiesta di pagamento del compenso.
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Rimborso sisma Sicilia: professionisti e aiuti di Stato
Un libero professionista ha richiesto il rimborso delle imposte versate tra il 1990 e il 1992, in quanto vittima del sisma in Sicilia del 1990. L'Agenzia Fiscale ha opposto un diniego, considerando il beneficio un aiuto di Stato. Dopo due sentenze favorevoli al contribuente, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. La Corte ha stabilito che, secondo il diritto dell'Unione Europea, anche un libero professionista è considerato un'"impresa" quando esercita un'attività economica. Di conseguenza, il rimborso sisma Sicilia costituisce un aiuto di Stato e la sua concessione è subordinata alla verifica del rispetto delle soglie 'de minimis', compito che spetta ora al giudice del rinvio.
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Aiuti di stato e Fisco: la Cassazione sui rimborsi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società che chiedeva un rimborso fiscale basato su una legge per le vittime di un sisma. La Corte ha stabilito che tale agevolazione costituisce un aiuto di stato incompatibile con le norme UE. Di conseguenza, il rimborso dell'IVA è escluso, mentre per le imposte dirette è ammesso solo se l'impresa dimostra di rientrare nei limiti del regime 'de minimis' o di altre specifiche eccezioni comunitarie. La causa è stata rinviata al giudice di merito per una nuova valutazione.
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TOSAP per viadotti: la Cassazione conferma l’obbligo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria della gestione di un'autostrada è tenuta al pagamento della TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) per l'occupazione dello spazio aereo sovrastante le strade comunali da parte di un viadotto. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, chiarendo che né la natura pubblica della società ("in house"), né la destinazione ad uso pubblico dell'opera, né un precedente giudicato favorevole possono escludere l'obbligo tributario. La sentenza ribadisce che il soggetto passivo del tributo è chi occupa di fatto l'area, sottraendola all'uso generale, indipendentemente dalla proprietà dell'infrastruttura. L'esenzione prevista per lo Stato non è estensibile a società di capitali, seppur a totale partecipazione pubblica.
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TOSAP su viadotti autostradali: quando è dovuta?
Una società concessionaria di autostrade ha contestato un avviso di accertamento per la TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) relativa a un viadotto sovrastante strade comunali. La società sosteneva di essere esente in quanto organismo di diritto pubblico e gestore di un'opera statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la TOSAP su viadotti autostradali è dovuta. La Corte ha chiarito che il presupposto del tributo è l'occupazione materiale del suolo, che sottrae l'area all'uso pubblico, a prescindere dalla proprietà dell'opera o dalla natura giuridica del gestore. Anche le società 'in house' sono considerate soggetti giuridici distinti dallo Stato e, svolgendo un'attività economica, non beneficiano delle esenzioni fiscali previste per quest'ultimo.
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TOSAP società in house: la Cassazione nega l’esenzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32403/2024, ha stabilito che una società concessionaria autostradale, anche se a totale partecipazione pubblica e qualificabile come 'in house', è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione di soprassuolo comunale con un viadotto. La Corte ha chiarito che la natura di società in house non la rende assimilabile allo Stato ai fini dell'esenzione fiscale, in quanto essa rimane un soggetto giuridico distinto che realizza un'occupazione di fatto del suolo pubblico.
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Tassabilità TOSAP: anche per le concessionarie
La Corte di Cassazione ha stabilito la tassabilità TOSAP a carico di una società concessionaria autostradale per l'occupazione di suolo pubblico con un viadotto. Anche se la società è a partecipazione statale e l'opera è demaniale, l'occupazione che sottrae il suolo all'uso comunale genera l'obbligo tributario, senza che la natura di società 'in house' possa giustificare l'esenzione fiscale.
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Deduzione IRAP trasporto: la Cassazione chiarisce
Una società di trasporti ha richiesto un rimborso IRAP, rivendicando il diritto alla deduzione legata al cuneo fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato il beneficio, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, rientrando così nei casi di esclusione. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esclusione dalla deduzione IRAP trasporto è legittima solo se coesistono due condizioni specifiche: il contratto deve essere una vera 'concessione', con trasferimento del rischio operativo all'impresa, e la 'tariffa' deve essere 'remunerativa', ovvero calcolata per coprire tutti i costi, inclusa l'IRAP stessa. Poiché la corte di merito non aveva svolto questa analisi dettagliata, la Cassazione ha annullato la sentenza e rinviato il caso per una nuova valutazione.
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Giudicato e aiuti di Stato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza nazionale passata in giudicato, che riconosce un beneficio fiscale a un contribuente, può essere disapplicata nel giudizio di ottemperanza se contrasta con le norme dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato. Il caso riguardava un socio di una S.n.c. che aveva ottenuto il diritto al rimborso di tributi a seguito di calamità naturali. La Corte ha chiarito che il giudice dell'ottemperanza ha il dovere di verificare la compatibilità del beneficio con il diritto UE, in particolare con il regolamento "de minimis", anche se ciò non era stato oggetto del precedente giudizio. La sentenza è stata cassata con rinvio per effettuare tale verifica, affermando il primato del diritto unionale sul giudicato nazionale in materia di aiuti di Stato.
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Sovracompensazione: limiti ai rimborsi per calamità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva un cospicuo rimborso fiscale a un'impresa colpita da un sisma. Il motivo è la mancata verifica, da parte del giudice di merito, del divieto di sovracompensazione. La Corte ha ribadito che gli aiuti di Stato, inclusi i rimborsi, non possono superare il danno effettivo subito, specialmente se l'impresa ha già beneficiato di altre agevolazioni, come condoni fiscali. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che accerti l'assenza di un arricchimento indebito.
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Rimborso sisma aiuti di stato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imprenditore che richiedeva il rimborso del 90% delle imposte versate, in base a una legge a favore delle vittime del sisma del 1990. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia Fiscale, stabilendo che tale agevolazione per le imprese costituisce un aiuto di Stato illegittimo, secondo le decisioni della Commissione e della Corte di Giustizia Europea. Il rimborso dell'IVA è stato escluso del tutto per violazione del principio di neutralità fiscale. Per le altre imposte, il caso è stato rinviato al giudice di merito per verificare se l'aiuto rientri nelle eccezioni "de minimis", con l'onere della prova a carico del contribuente.
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Autodichiarazione Aiuti di Stato: Prova Valida?
Un contribuente ha richiesto il rimborso di imposte versate, in relazione ai benefici per le vittime del sisma in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, sollevando dubbi sulla compatibilità con le norme UE sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per gli aiuti concessi prima del 31 maggio 2017, l'autodichiarazione aiuti di Stato è una prova valida per dimostrare il rispetto della soglia 'de minimis', rigettando il ricorso dell'Agenzia.
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Giudizio di ottemperanza: l’impatto del diritto UE
Una contribuente ottiene una sentenza definitiva per un rimborso fiscale legato a un'agevolazione per calamità naturale. Tuttavia, l'Agenzia delle Entrate non paga. Nel successivo giudizio di ottemperanza, la Corte di Cassazione stabilisce che il giudice dell'esecuzione, pur di fronte a un giudicato, deve verificare la compatibilità del rimborso con le norme dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato, in particolare con il regolamento 'de minimis'. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, che negava tale verifica, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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TOSAP Viadotti: No esenzione per le concessionarie
Una società concessionaria autostradale ha contestato un avviso di accertamento per la TOSAP relativa a viadotti che sovrastano strade comunali, sostenendo che lo spazio aereo fosse di proprietà statale e di avere diritto all'esenzione fiscale prevista per lo Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'occupazione del soprassuolo comunale è soggetta a tassazione. La Corte ha specificato che la concessionaria, in quanto soggetto economico privato che opera a scopo di lucro, non può beneficiare delle esenzioni riservate agli enti pubblici, e che la costruzione dei viadotti non trasferisce automaticamente la proprietà dello spazio aereo sottostante. La TOSAP viadotti è quindi pienamente dovuta.
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TOSAP Viadotti Autostradali: quando si paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le società concessionarie devono pagare la TOSAP per i viadotti autostradali che sovrastano il suolo pubblico comunale. L'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si applica, poiché la concessionaria agisce in autonomia economica e non come mero esecutore. La Corte ha rigettato l'argomento secondo cui la pianificazione statale della rete escluderebbe la tassa, confermando la piena applicabilità della normativa sui tributi locali per l'occupazione di spazi pubblici.
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Rimborso sisma Sicilia: i limiti del de minimis
Un professionista ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate, come previsto dalla legge sul "rimborso sisma Sicilia". Le corti inferiori hanno concesso il rimborso, basandosi sul superamento della soglia de minimis di 200.000 euro. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice deve effettuare una verifica completa di tutti gli aiuti di Stato ricevuti dal contribuente nel triennio di riferimento e considerare eventuali altre compensazioni, ponendo l'onere della prova a carico del richiedente. Il semplice rispetto della soglia per il singolo aiuto non è sufficiente.
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Rimborso Irpef Sisma e aiuti di Stato: l’ordinanza
Un contribuente, vittima del sisma in Sicilia del 1990, aveva ottenuto il rimborso del 90% dell'Irpef versata. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione, sostenendo che tale beneficio costituisse un aiuto di Stato incompatibile con le norme europee, dato che il richiedente era un lavoratore autonomo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il concetto di 'impresa' ai fini degli aiuti di Stato è ampio e include anche i professionisti. Pertanto, il 'rimborso Irpef sisma' non può essere concesso se non rispetta i limiti del 'de minimis'. La Corte ha cassato la sentenza precedente per non aver indagato su questo aspetto cruciale.
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