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Art. 108 TFUE

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137 provvedimenti

Rimborso imposte terremoto: stop della Cassazione alle imprese
I Contribuenti, eredi di un cittadino colpito dal sisma del 1990, hanno richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate (IRPEF e ILOR) per gli anni 1991 e 1992, basandosi sulla legge n. 289/2002. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che tale agevolazione costituisse un aiuto di Stato illegale e incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che il "Rimborso imposte terremoto" non spetta a chi svolge attività economica (imprese e professionisti), a meno che non si provi il rispetto dei limiti del regime "de minimis" o la sussistenza di un nesso diretto tra il danno subito e l'aiuto, senza sovracompensazioni. La causa è stata rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
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Regolamento de minimis: documenti salvi ma rimborso a rischio
Un pediatra convenzionato ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate per gli anni 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le vittime del sisma in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la richiesta, sostenendo l'invalidità della domanda priva di documenti e l'incompatibilità dell'aiuto con il diritto europeo. La Corte di Cassazione ha chiarito che la mancanza iniziale di documenti non rende nulla la domanda, potendo questi essere presentati in giudizio. Tuttavia, ha accolto il ricorso del Fisco poiché il giudice d'appello ha omesso di verificare se il professionista, equiparato a un'impresa, rispettasse i limiti del Regolamento de minimis. La sentenza è stata cassata con rinvio per effettuare tale accertamento.
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Rimborso imposte sisma: sì ai documenti tardivi ma stop UE
Un medico pediatra ha richiesto il rimborso imposte sisma pari al 90% delle tasse versate per gli anni 1990-1992, a seguito del terremoto in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che la domanda iniziale fosse priva di documenti e che, trattandosi di un lavoratore autonomo, l'agevolazione violasse le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancanza iniziale di documenti non rende nulla la domanda, poiché le prove possono essere prodotte in giudizio. Tuttavia, ha accolto il ricorso del Fisco perché i giudici d'appello non hanno verificato se il rimborso rispettasse i limiti comunitari del "de minimis" applicabili anche ai professionisti. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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Rimborso imposte sisma: la Cassazione smentisce il Fisco
Un imprenditore colpito dal terremoto del 1990 in Sicilia ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto un rifiuto, confermato dai giudici d'appello, ritenendo l'agevolazione un aiuto di Stato illegale e incompatibile con il diritto europeo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'imprenditore. I giudici di legittimità hanno stabilito che il divieto europeo non è assoluto: i giudici di merito devono verificare concretamente se l'agevolazione rientri nei limiti del regime de minimis o costituisca un indennizzo compatibile per calamità naturali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame, garantendo la possibilità di ottenere il rimborso imposte sisma.
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Rimborso imposte sisma 1990: Fisco contro imprese in Cassazione
Un imprenditore ha richiesto il rimborso delle imposte versate in eccedenza per il triennio 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le vittime del terremoto in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'agevolazione per i redditi d'impresa costituisce un aiuto di Stato incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che il rimborso imposte sisma 1990 per chi svolge attività d'impresa non è automatico. Il giudice di merito deve verificare il rispetto dei limiti europei sugli aiuti di Stato, in particolare la regola del de minimis e l'assenza di sovracompensazioni per i danni effettivamente subiti. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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Recupero aiuti di Stato: stop ai rimborsi facili per il sisma
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a un'azienda siciliana il rimborso del 90% delle imposte IRPEG e ILOR versate per il triennio 1990-1992, a seguito del sisma del 1990. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che lo svolgimento di un'attività economica qualifica il contribuente come impresa secondo il diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, il giudice d'appello avrebbe dovuto verificare rigorosamente se l'agevolazione rispettasse i limiti del regolamento de minimis o se compensasse un danno effettivo e diretto causato dal terremoto, evitando sovracompensazioni. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata, rinviando la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia per un nuovo esame sul recupero aiuti di Stato.
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Rimborso imposte sisma 1990: stop all’automatismo per le imprese
Un imprenditore colpito dal terremoto del 1990 in Sicilia ha chiesto il rimborso imposte sisma 1990, pretendendo la restituzione del 90% dell'Irpef e dell'Ilor versate tra il 1990 e il 1992. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso e la controversia è giunta in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che le agevolazioni fiscali per le imprese colpite da calamità costituiscono aiuti di Stato. Pertanto, il giudice di merito non può concedere il rimborso in modo automatico. Deve prima verificare se l'agevolazione rispetti i limiti del regime de minimis o se compensi solo i danni effettivi senza creare sovra-compensazioni. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Rimborso imposte per eventi sismici: stop della Cassazione
L'Azienda ha richiesto il rimborso del 50% di IVA, IRES e IRAP versate tra il 2002 e il 2005, invocando le agevolazioni per le zone colpite dal sisma del 2002 in Sicilia. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto il silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che le agevolazioni fiscali per le imprese costituiscono aiuti di Stato illegittimi secondo il diritto dell'Unione Europea, a meno che non rispettino i limiti del regime de minimis o compensino danni effettivi e diretti senza sovra-compensazioni. Inoltre, il rimborso non può applicarsi all'IVA per non violare la neutralità fiscale europea. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per verificare l'effettivo rispetto di questi limiti. Il tema centrale riguarda il rimborso imposte per eventi sismici.
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Rimborso imposte sisma: scontro tra agevolazioni e aiuti di Stato
Il caso riguarda la richiesta di un lavoratore autonomo per il rimborso imposte sisma, pari al 90% delle imposte versate per gli anni 1990-1992 a seguito del terremoto in Sicilia. I giudici di merito avevano accolto la domanda per l'IRPEF. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'agevolazione violi le norme europee sugli aiuti di Stato per i lavoratori autonomi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio e unire la causa a un altro ricorso simile.
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Condono fiscale: la Cassazione nega lo sconto sui vecchi debiti
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a una società in liquidazione una cartella di pagamento da oltre 719.000 euro, contestando la decadenza dai benefici di un condono fiscale (art. 9-bis, L. 289/2002). La società riteneva di poter beneficiare della sospensione dei termini legata a eventi sismici anche per i debiti precedenti. I giudici di merito avevano dato ragione alla contribuente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la sospensione dei termini non rende invalida la cartella notificata, ma solo temporaneamente inefficace. Inoltre, le agevolazioni per calamità naturali non si applicano automaticamente alle imprese senza rispettare i limiti europei sugli aiuti di Stato e non coprono i debiti scaduti prima dell'evento sismico. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Deduzione IRAP cuneo fiscale: no al diniego automatico
Un'azienda di trasporti regionali ha richiesto il rimborso della maggiore imposta versata, ritenendo di avere diritto alle agevolazioni per la riduzione del costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono il beneficio. I giudici di merito hanno confermato il diniego basandosi solo sulla natura pubblica dell'azienda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che per negare la deduzione IRAP cuneo fiscale non basta la qualifica di società in house. È necessario verificare se vi sia stato un effettivo trasferimento del rischio d'impresa e se le tariffe applicate fossero realmente remunerative. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Rimborso imposte per calamità naturali: l’UE ferma le imprese
Un imprenditore ha richiesto il rimborso imposte per calamità naturali pari al 50% delle tasse versate tra il 2002 e il 2005, a seguito dei danni causati dalla cenere vulcanica in Sicilia. Dopo aver ottenuto una sentenza favorevole, ha avviato un giudizio di ottemperanza per costringere il fisco a pagare. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso, sostenendo che l'agevolazione violasse le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che le regole dell'Unione Europea prevalgono sulle decisioni nazionali. Il caso torna ai giudici di primo grado, che dovranno verificare se il rimborso rispetti i limiti del regolamento "de minimis" e se l'imprenditore abbia effettivamente subito danni non coperti da altre fonti.
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Rimborso imposte sisma 1990: vince il Fisco se manca la prova
Un contribuente ha richiesto il rimborso imposte sisma 1990 per le tasse pagate in eccedenza negli anni dal 1990 al 1992. La Commissione tributaria regionale ha accolto la domanda per le imposte dirette, ritenendo che spettasse all'Agenzia delle Entrate dimostrare che il contribuente svolgesse un'attività d'impresa esclusa dal beneficio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che l'onere della prova spetta interamente al contribuente. Chi richiede l'agevolazione deve dimostrare di rispettare i limiti europei sugli aiuti di Stato, come il regime de minimis, e di non aver ricevuto una sovra-compensazione rispetto ai danni subiti. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia.
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Rimborso imposte sisma: scontro tra aiuti di Stato e fisco
Un istituto bancario situato in una zona colpita dal terremoto in Sicilia del 1990 ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992, avvalendosi delle agevolazioni previste dalla legge. L'Agenzia delle Entrate ha opposto un silenzio-rifiuto, confermato dai giudici di merito che hanno ritenuto l'agevolazione un aiuto di Stato vietato dal diritto europeo. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione legata alla compatibilità comunitaria e al valore della causa, ha disposto il rinvio della trattazione in pubblica udienza per approfondire il tema del rimborso imposte sisma.
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Rimborso sisma Sicilia: no automatico per i soci d’impresa
Un contribuente, socio di una società di persone, ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte IRPEF e ILOR versate per gli anni 1990-1992, avvalendosi delle agevolazioni per le vittime del terremoto del 1990 in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole al contribuente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio, stabilendo che i redditi di partecipazione in società di persone sono considerati redditi d'impresa. Di conseguenza, il beneficio del rimborso sisma Sicilia costituisce un potenziale aiuto di Stato illegittimo, a meno che non si dimostri il rispetto dei limiti previsti dal regolamento europeo de minimis. La sentenza è stata cassata con rinvio per verificare tali presupposti.
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Rimborso sisma Sicilia: fisco contro soci di società di persone
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione che riconosceva a un socio di una società di persone il diritto al Rimborso sisma Sicilia per le imposte versate nel triennio 1990-1992. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio, stabilendo che i soci di società di persone producono reddito d'impresa per il principio di trasparenza fiscale. Di conseguenza, essi sono qualificabili come imprenditori e non possono accedere automaticamente al rimborso, poiché quest'ultimo costituisce un potenziale aiuto di Stato incompatibile con il mercato europeo. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello, rinviando la causa al giudice di merito. Quest'ultimo dovrà verificare se il rimborso rispetti i limiti previsti dal regolamento europeo de minimis, ponendo il relativo onere della prova a carico del contribuente.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: sì ai rimborsi nei trasporti
Un'impresa di trasporto pubblico ha chiesto il rimborso delle maggiori somme versate a titolo di IRAP, rivendicando il diritto alla deduzione per il costo del lavoro (cuneo fiscale). L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che l'impresa operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono l'agevolazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che per negare la deduzione IRAP costo del lavoro non basta il semplice riferimento formale a una tariffa. I giudici devono verificare se l'impresa operi effettivamente sotto una concessione (con trasferimento del rischio economico) e se la tariffa applicata sia realmente remunerativa, cioè capace di generare profitto e compensare i costi fiscali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Rimborso imposte sisma: perché il fisco vince senza prove
Una contribuente ha richiesto il rimborso imposte sisma pari al novanta per cento delle tasse versate tra il 1990 e il 1992 a seguito del terremoto in Sicilia. Di fronte al silenzio dell'Amministrazione Finanziaria, la donna ha fatto ricorso ottenendo ragione nei primi gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha però accolto il ricorso del fisco, stabilendo che spetta sempre al contribuente dimostrare l'avvenuto pagamento delle imposte. Inoltre, trattandosi di un'impresa, il giudice di merito avrebbe dovuto verificare la compatibilità del rimborso con le norme europee sugli aiuti di Stato e sul regolamento de minimis, escludendo automatismi per il risarcimento del maggior danno.
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Rimborso imposte sisma 1990: scontro tra fisco e aiuti di Stato
Un contribuente ha richiesto il rimborso imposte sisma 1990, pari al 90% dell'Irpef e dell'Ilor versate negli anni 1991-1992, avendo percepito redditi da partecipazione societaria. Di fronte al silenzio dell'Amministrazione finanziaria, il contribuente ha fatto ricorso, vincendo nei primi due gradi di giudizio. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo che il rimborso a un soggetto che svolge attività d'impresa violi le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il giudice di merito deve verificare se l'agevolazione rispetti i limiti previsti dal regolamento europeo de minimis. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Rimborso imposte sisma: sì della Cassazione contro i veti UE
Una Società colpita dal terremoto del 1990 in Sicilia ha chiesto il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992. L'Amministrazione Finanziaria non ha risposto, configurando un silenzio rifiuto. I giudici d'appello hanno negato il rimborso ritenendolo un aiuto di Stato incompatibile con il diritto europeo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della Società, stabilendo che il giudice di merito deve verificare se la somma richiesta rispetti i limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di importo limitato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione precedente e ha rinviato la causa per un nuovo esame, confermando che il rimborso imposte sisma può essere legittimo se rientra nei limiti del regime de minimis.
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