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Art. 108 TFUE

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137 provvedimenti

Rimborso eventi sismici: l’aiuto deve essere provato
Un lavoratore autonomo ha richiesto un rimborso IRPEF per i danni subiti a causa degli eventi sismici del 2002. Le corti di merito avevano accolto la sua richiesta. Tuttavia, la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha annullato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che il rimborso eventi sismici costituisce un aiuto di Stato e, come tale, deve essere compatibile con le norme europee. Ciò significa che deve esserci un nesso diretto tra l'aiuto concesso e il danno effettivamente subito, oppure l'importo deve rientrare nei limiti del regolamento 'de minimis'. Il caso è stato rinviato al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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Aiuti di Stato: la Cassazione cassa con rinvio
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a una cartella di pagamento per IVA, IRPEF e IRAP. Il contribuente originario, deceduto, aveva beneficiato di agevolazioni fiscali per eventi sismici. Il suo erede ha impugnato autonomamente la cartella. La Corte d'Appello Tributaria aveva annullato l'atto, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Il punto cruciale è la mancata verifica della compatibilità di tali agevolazioni con la normativa europea sugli aiuti di Stato. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice nazionale ha l'obbligo di disapplicare la norma interna se in contrasto con il diritto dell'Unione, cassando la sentenza e rinviando la causa al giudice di secondo grado per una nuova valutazione alla luce dei principi sugli aiuti di Stato.
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Esenzione ICI e Aiuti di Stato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su una controversia tra una congregazione religiosa e un'amministrazione comunale riguardo all'esenzione ICI per un immobile adibito a casa per ferie. La Corte ha cassato le precedenti sentenze, introducendo il principio fondamentale che l'esenzione ICI, se concessa per un'attività di natura economica, configura un Aiuto di Stato. Ha quindi disposto un nuovo esame del caso che dovrà verificare la natura commerciale dell'attività e l'eventuale applicazione della regola europea 'de minimis', che esenta dal recupero gli aiuti di importo limitato.
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Aiuti di Stato de minimis: nuova regola per l’ICI
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una congregazione religiosa a cui era stata negata l'esenzione ICI per attività ricettive e didattiche. Pur respingendo i motivi iniziali del ricorso, la Corte ha cassato la sentenza precedente per l'applicazione di una nuova normativa europea. Il caso è stato rinviato per verificare se l'esenzione rientri negli aiuti di Stato de minimis, spostando l'onere della prova sul contribuente per dimostrare di non superare la soglia di aiuto consentita.
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Aiuti di Stato e rimborso sisma: limiti professionisti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che concedeva un rimborso fiscale a un professionista vittima del sisma del 1990. La ragione risiede nel fatto che, secondo il diritto europeo, anche i lavoratori autonomi sono considerati imprese. Pertanto, il beneficio fiscale si configura come un aiuto di Stato, ammissibile solo se rispetta la soglia 'de minimis'. Il caso è stato rinviato per verificare questo specifico presupposto.
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Aiuti di Stato e IVA: la Cassazione fa chiarezza
Un contribuente ha ricevuto una cartella di pagamento per l'IVA del 2005, contestandola sulla base delle sospensioni fiscali per un evento sismico del 2002. Le commissioni tributarie inferiori gli hanno dato ragione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, applicando una successiva delibera della Commissione UE che ha classificato tali agevolazioni come aiuti di Stato illegittimi. La Corte ha stabilito che le decisioni UE costituiscono 'ius superveniens' (diritto sopravvenuto) di applicazione immediata e che lo specifico sgravio IVA violava il principio di neutralità fiscale dell'Unione. Di conseguenza, il ricorso originario del contribuente è stato respinto.
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Agevolazioni IVA Sisma: la Cassazione nega il beneficio
Una società aveva beneficiato di un'agevolazione IVA a seguito di eventi sismici, ma l'Agenzia delle Entrate ha successivamente richiesto la restituzione dell'imposta. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo che le agevolazioni IVA Sisma sono incompatibili con il diritto dell'Unione Europea. La Corte ha chiarito che tali benefici violano il principio di neutralità fiscale, rendendo legittima l'azione di recupero da parte dello Stato, indipendentemente dal tempo trascorso.
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Annullamento crediti previdenziali: rinvio al ruolo
Una cassa di previdenza professionale ha impugnato in Cassazione la sentenza che applicava l'annullamento automatico dei crediti iscritti a ruolo prima del 1999. La Corte Suprema, data la presenza di un caso analogo pendente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria di rinvio, sospendendo la decisione sull'argomento dell'annullamento crediti previdenziali per garantire coerenza giurisprudenziale.
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Annullamento debiti: la Cassazione rinvia la decisione
Un ente previdenziale si oppone all'applicazione delle leggi sull'annullamento debiti previdenziali ai propri crediti, sostenendo la sua natura privata. Il caso riguarda la cancellazione automatica di ruoli antecedenti al 1999. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa della definizione di un altro procedimento che solleva questioni giuridiche identiche, al fine di garantire coerenza giurisprudenziale.
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Aiuti di Stato: no al rimborso fiscale per imprese
Una banca cooperativa ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte IRPEG e ILOR per gli anni 1990-1992, in base a una legge a favore delle zone colpite da un sisma. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che tale agevolazione per un'impresa si configura come un aiuto di Stato, incompatibile con il mercato interno secondo il diritto dell'Unione Europea. La Corte ha chiarito che il rimborso è inapplicabile alle imprese, a meno che non si dimostrino condizioni specifiche che escludano la violazione delle norme europee sulla concorrenza, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Commissioni conti obbligatori: la Cassazione decide
Un ente pubblico di riscossione ha contestato le commissioni applicate da un operatore postale nazionale sui conti correnti, la cui apertura è imposta per legge per la raccolta di un tributo comunale sugli immobili. L'ente sosteneva l'illegittimità delle commissioni per vari motivi, tra cui una presunta rinuncia e il contrasto con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il diritto dell'operatore postale di applicare le **commissioni su conti correnti obbligatori**, previa adeguata comunicazione. Ha inoltre chiarito che l'eventuale squilibrio economico che ne deriva deve essere risolto tramite la rinegoziazione del contratto di concessione tra l'ente di riscossione e l'ente locale impositore.
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Primazia diritto UE: Cassazione su condono IVA
Un contribuente, beneficiario di un condono fiscale per vittime di calamità naturali, si è visto annullare il debito IVA. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione, sostenendo un contrasto tra la legge nazionale sul condono e le direttive europee. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, riaffermando il principio della primazia diritto UE. I giudici nazionali devono disapplicare le leggi interne incompatibili con il diritto dell'Unione, anche in presenza di una precedente decisione nazionale. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione senza i benefici del condono IVA.
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Ripetizione d’indebito: Ente pubblico e diritto societario
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto di credito privato alla restituzione di ingenti utili percepiti da un ente creditizio pubblico. La controversia sulla ripetizione d'indebito nasce dall'annullamento retroattivo di uno statuto che aveva illegittimamente favorito la banca privata. La Corte ha stabilito la prevalenza del diritto pubblico su quello societario, qualificando i pagamenti come indebiti fin dall'origine e respingendo le difese della banca basate sulla buona fede e sulla prescrizione societaria.
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Commissione Riscossione Tributi: Obbligo di pagamento
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della commissione riscossione tributi richiesta da un fornitore di servizi postali a un agente della riscossione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'agente, stabilendo che la posizione di monopolio del fornitore non implica la gratuità del servizio in assenza di una legge specifica. I motivi di ricorso, basati su presunte violazioni di norme nazionali e comunitarie, sono stati dichiarati inammissibili in quanto proceduralmente errati o basati su questioni già decise in precedenti sentenze.
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Definizione agevolata: quando si perde il beneficio
Una società di autotrasporti, colpita da un evento calamitoso, ha tentato di usufruire di una definizione agevolata per sanare i propri debiti fiscali. Tuttavia, non avendo rispettato le scadenze dei pagamenti rateali, ha perso il diritto al beneficio. La Corte di Cassazione ha stabilito che la regolarità e la tempestività dei versamenti sono requisiti essenziali per accedere a tali misure di favore. Di conseguenza, il mancato rispetto dei termini comporta la decadenza dall'agevolazione e il Fisco può richiedere il pagamento dell'intero importo originariamente dovuto.
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Definizione agevolata: come estingue il giudizio
Una società impugnava una cartella di pagamento per imposte non versate. Dopo un lungo iter giudiziario giunto fino alla Corte di Cassazione, la controversia si è conclusa prima di una decisione nel merito. La società ha aderito a una definizione agevolata, pagando quanto dovuto secondo la procedura speciale. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia di questo strumento per chiudere le liti fiscali pendenti.
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Tassazione Autorità Portuali: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro un'Autorità Portuale, confermando la non imponibilità ai fini IRES dei canoni derivanti da concessioni demaniali per l'anno d'imposta 2006. La Corte ha stabilito che, in base alla normativa e alla giurisprudenza vigenti all'epoca dei fatti (ratione temporis), l'attività dell'ente era di natura pubblicistica e non commerciale, escludendo la tassazione. Le successive modifiche normative, introdotte per conformarsi al diritto UE sugli aiuti di Stato, non hanno efficacia retroattiva e si applicano solo dal 2022. La decisione si fonda sulla consolidata interpretazione che qualifica tali enti come pubblici non economici che agiscono nell'esercizio di funzioni statali.
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Tassazione autorità portuali: esenzione IRES confermata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria, confermando che i canoni demaniali percepiti da un'autorità portuale per l'anno d'imposta 2004 non sono soggetti a IRES. La decisione si basa sulla natura pubblicistica e non economica dell'ente per il periodo in esame, e sulla non retroattività della decisione della Commissione UE che ha qualificato tale esenzione come aiuto di Stato da eliminare solo per il futuro. Questa sentenza chiarisce la disciplina della tassazione autorità portuali per gli anni antecedenti al 2022.
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Tassazione Autorità Portuali: No IRES per il passato
La Corte di Cassazione ha stabilito che i canoni percepiti da un'Autorità Portuale per le concessioni demaniali non sono soggetti a IRES per gli anni antecedenti al 2022. La sentenza chiarisce che la normativa europea sugli aiuti di Stato e la successiva legge italiana che ha introdotto la tassazione Autorità Portuali non hanno efficacia retroattiva. Di conseguenza, è stato respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria che richiedeva il pagamento dell'imposta per l'anno 2008, confermando che l'attività dell'ente era di natura pubblicistica e non commerciale per il periodo in esame.
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Ripetizione di indebito: annullamento e restituzione
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione esamina un caso di ripetizione di indebito tra un ente creditizio e un istituto bancario. La controversia nasce dalla richiesta di restituzione di utili distribuiti sulla base di uno statuto societario successivamente annullato con effetto retroattivo. La Corte ha rinviato la decisione per unire il ricorso ad un altro procedimento connesso, al fine di garantire una trattazione contestuale e coordinata delle questioni giuridiche sollevate, tra cui la decorrenza degli interessi e la prova della malafede.
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