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Art. 103 Costituzione

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227 provvedimenti

Risarcimento danni PA: quando decide il giudice ordinario
Una società chiede il risarcimento danni PA a un Comune e a una sua funzionaria per i ritardi nell'approvazione di un progetto urbanistico. La Corte di Cassazione, decidendo sul regolamento di giurisdizione, stabilisce una competenza ripartita: la causa contro la funzionaria spetta al giudice ordinario, mentre quella contro il Comune, inerente all'esercizio di potere pubblico, è di competenza del giudice amministrativo.
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Interdittiva antimafia: non limita la libertà personale
Una società di servizi, colpita da un'interdittiva antimafia, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che tale misura ledesse la libertà personale. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'interdittiva antimafia incide sulla libertà di iniziativa economica (art. 41 Cost.) e non sulla libertà personale (art. 13 Cost.), la cui tutela è riservata a misure che implicano coercizione fisica. La competenza a decidere su tali provvedimenti spetta quindi al giudice amministrativo.
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Contestazione suppletiva e querela tardiva: via libera
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di improcedibilità per furto di energia elettrica, emessa per mancanza di querela. I giudici hanno stabilito che il Pubblico Ministero può legittimamente effettuare una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche dopo la scadenza del termine per la presentazione della querela. La mancanza di querela è un ostacolo procedurale che viene superato dalla modifica dell'imputazione.
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Furto energia elettrica: quando è procedibile d’ufficio
La Corte di Cassazione ha stabilito che il furto di energia elettrica tramite allaccio abusivo alla rete pubblica è procedibile d'ufficio anche senza querela. La sentenza chiarisce che la descrizione del fatto nell'imputazione (l'allaccio alla rete di distribuzione) è sufficiente a integrare la 'contestazione in fatto' dell'aggravante del furto su cose destinate a pubblico servizio, rendendo irrilevante la mancata presentazione della querela introdotta dalla Riforma Cartabia per il furto semplice. Il caso è stato quindi rinviato al tribunale di primo grado per la celebrazione del giudizio.
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Contestazione suppletiva: il PM può modificare il reato
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può procedere con una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche se è già scaduto il termine per presentare la querela. La Corte ha annullato la sentenza di improcedibilità di un tribunale per un caso di furto, affermando che il potere di modifica dell'imputazione non è precluso dalla mancata querela e che la procedibilità va valutata sulla base della nuova accusa.
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Contestazione suppletiva: il PM può superare la querela?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può procedere con una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche se il termine per presentare la querela è già scaduto. La sentenza ha annullato una decisione di primo grado che aveva dichiarato l'improcedibilità per un furto di energia elettrica, affermando che la modifica dell'imputazione rimuove l'ostacolo processuale della mancanza di querela, permettendo al processo di proseguire.
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Risarcimento danni PA: la giurisdizione è ordinaria
Una società immobiliare chiede il risarcimento danni alla PA dopo aver acquistato un immobile sulla base di un certificato di destinazione urbanistica errato. La Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto di giurisdizione, stabilisce che la competenza è del giudice ordinario. La domanda non contesta un atto amministrativo, ma lamenta la lesione dell'affidamento causata dal comportamento scorretto dell'amministrazione, configurando un illecito civile.
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Compenso variabile: no se P.A. non fissa obiettivi
Un commissario straordinario ha richiesto il pagamento di un compenso variabile legato al raggiungimento di obiettivi. Tuttavia, la Pubblica Amministrazione non ha mai definito tali obiettivi. La Corte di Cassazione ha stabilito che la fissazione degli obiettivi rientra nel potere discrezionale dell'Amministrazione e non costituisce un obbligo. Di conseguenza, in assenza di obiettivi predeterminati, non sorge il diritto al compenso variabile né a un risarcimento per perdita di chance, respingendo il ricorso del commissario.
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Disapplicazione atto amministrativo: il budget sanitario
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che consentiva la disapplicazione dell'atto amministrativo con cui un'Azienda Sanitaria aveva ridotto il budget di una struttura riabilitativa. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso dell'Azienda, sottolineando che la questione della giurisdizione era coperta da giudicato implicito e che il giudice ordinario aveva correttamente esercitato il potere di disapplicare l'atto illegittimo, in quanto incideva sul diritto soggettivo al pagamento delle prestazioni sanitarie.
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Ineleggibilità commissario straordinario: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della ineleggibilità del commissario straordinario. Dei cittadini avevano contestato la rielezione di un sindaco, nominato anche Commissario Straordinario per la ricostruzione di un viadotto. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che le norme sull'ineleggibilità sono eccezionali e vanno interpretate restrittivamente. Ha chiarito che la figura del Commissario Straordinario, creata per un'emergenza specifica e temporanea, non rientra nella categoria dei "Commissari di Governo" prevista dalla legge come causa di ineleggibilità, salvaguardando così la legittimità dell'elezione.
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Giurisdizione Appalti: quando decide il giudice civile
Una società ha contestato l'aggiudicazione di un appalto per servizi di comunicazione indetto da un'impresa del gruppo ferroviario statale. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione del giudice ordinario, chiarendo che, nonostante l'ente sia un'impresa pubblica, l'appalto non rientra nei settori speciali poiché il servizio pubblicitario non è strettamente strumentale all'attività di trasporto. Questa decisione definisce i confini della giurisdizione appalti tra giudice amministrativo e civile.
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Ricorso per Cassazione: requisiti e inammissibilità
Un Comune agisce in regresso contro il suo ex Sindaco e il Ministero dell'Interno per il risarcimento pagato a seguito di un incidente mortale. L'ex Sindaco presenta appello e, successivamente, ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché non rispetta il requisito di autosufficienza, non avendo esposto in modo chiaro e completo lo svolgimento del processo e le posizioni delle parti, come richiesto dall'art. 366 c.p.c.
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Cognizione incidentale: limiti del giudice amm.vo
Un'emittente televisiva si è vista negare fondi pubblici per un'irregolarità contributiva, nonostante avesse versato le somme a un ente previdenziale diverso da quello corretto. La Cassazione ha stabilito che il giudice amministrativo ha agito correttamente esercitando la sua cognizione incidentale sul rapporto contributivo per decidere della legittimità del diniego, senza eccedere la propria giurisdizione. Il ricorso dell'istituto previdenziale è stato dichiarato inammissibile.
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Inerzia PA: risarcimento danni al giudice ordinario
Una società ha citato in giudizio il Ministero dell'Interno e un Comune per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla loro prolungata inerzia nel procedere allo sgombero di un proprio complesso immobiliare occupato abusivamente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la giurisdizione su tale controversia spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul principio che, quando la Pubblica Amministrazione omette di compiere un'attività vincolata per legge, come la tutela dell'ordine pubblico e della proprietà privata, il cittadino fa valere un diritto soggettivo e non un interesse legittimo. L'inerzia della PA in questo contesto configura un illecito civile e la relativa richiesta di risarcimento rientra nella competenza del tribunale ordinario.
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Risarcimento danni inerzia PA: la giurisdizione
Un cittadino chiede un risarcimento danni per l'inerzia di un Comune nel demolire un presunto abuso edilizio. Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono un doppio binario di giurisdizione: la domanda contro il Comune per il mancato esercizio del potere pubblico spetta al giudice amministrativo. Le domande contro i funzionari e il proprietario dell'immobile, invece, rientrano nella competenza del giudice ordinario.
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Onere della prova: l’Ente deve allegare i fatti
Un comune ha richiesto il pagamento di un canone per l'occupazione di suolo pubblico a una società pubblicitaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, confermando che quando una pretesa ha natura di diritto privato, anche se riscossa con procedure simili a quelle tributarie, l'ente pubblico ha il primario onere della prova. Nello specifico, l'ente deve prima allegare e poi provare i fatti costitutivi del proprio credito, come il titolo giuridico (concessione o locazione) e i criteri di calcolo. Un semplice elenco degli impianti non è sufficiente a soddisfare tale onere.
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Revoca contributo pubblico: limiti del giudice
La Corte di Cassazione conferma la revoca di un contributo pubblico a un'azienda agricola che aveva costruito un'abitazione residenziale anziché un edificio rurale. La sentenza ribadisce che il giudice ordinario può valutare solo la legittimità dell'atto amministrativo e non il merito, dichiarando inammissibile il ricorso e condannando la ricorrente per abuso del processo.
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Interruzione usucapione: ricorso al TAR efficace?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22032/2024, ha stabilito un importante principio in materia di interruzione usucapione. Il caso riguardava una costruzione realizzata a distanza illegale, per la quale si voleva far valere l'usucapione di una servitù. I proprietari confinanti avevano agito dinanzi al giudice amministrativo per ottenerne la demolizione. La Corte ha chiarito che anche un'azione giudiziaria intentata presso un'autorità diversa dal giudice civile, come il TAR, se mira a rimuovere la situazione di fatto illegittima (in questo caso, con la demolizione), è un atto idoneo a interrompere il decorso del tempo necessario per usucapire.
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Limiti della giurisdizione: Cassazione e Consiglio Stato
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una decisione del Consiglio di Stato in materia di espropriazione. Il caso verteva su una richiesta di risarcimento per un'area espropriata decenni fa e utilizzata per scopi diversi da quelli originari. La Suprema Corte ha ribadito i severi limiti della giurisdizione, chiarendo che non può riesaminare il merito delle decisioni dei giudici amministrativi, neanche in caso di presunti errori nell'applicazione di norme come la prescrizione o il giudicato. Tali errori, infatti, non costituiscono un eccesso di potere giurisdizionale, ma rientrano nell'attività interpretativa propria del giudice speciale, e non sono quindi sindacabili in sede di legittimità.
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Giurisdizione elenco ISTAT: chi decide? Cassazione
Una società concessionaria ha contestato la sua inclusione nell'elenco ISTAT delle amministrazioni pubbliche. La Corte di Cassazione, pur dichiarando inammissibile il ricorso, ha enunciato un fondamentale principio di diritto sulla giurisdizione elenco ISTAT. La competenza è ripartita: il giudice amministrativo decide sull'annullamento generale dell'iscrizione, mentre la Corte dei conti ha giurisdizione limitatamente all'applicazione delle norme sul contenimento della spesa pubblica. Questa soluzione evita vuoti di tutela e garantisce il rispetto del diritto europeo.
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