LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 103 Costituzione

Pagina 12 di 12

227 provvedimenti

Restituzione indebito per contratto nullo: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a una società sanitaria per la restituzione dell'indebito a favore di un'Azienda Sanitaria Locale. La decisione si fonda sulla nullità del rapporto contrattuale per assenza di forma scritta, rendendo i pagamenti ricevuti privi di causa. La Corte ha chiarito che la ragione specifica della nullità non altera la natura della domanda di restituzione dell'indebito, rigettando il ricorso della società.
Continua »
Giurisdizione giudice ordinario: i contratti della PA
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario in una controversia tra una società concessionaria e la Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava la restituzione di una quota tariffaria basata su un accordo paritetico. Sebbene il contesto fosse la gestione di un servizio pubblico (smaltimento rifiuti), la Corte ha ritenuto che la natura puramente patrimoniale della pretesa, senza l'esercizio di poteri autoritativi da parte dell'ente pubblico, radicasse la competenza presso il giudice ordinario.
Continua »
Responsabilità amministratori: dovere di informarsi
La Corte di Cassazione conferma la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore privo di deleghe di un istituto di credito per omissioni informative in un prospetto. L'ordinanza chiarisce l'estensione della responsabilità amministratori, sottolineando il loro dovere di agire informati e di attivarsi proattivamente per vigilare sulla gestione, specialmente in presenza di segnali di allarme. Viene ribadito che, in questo contesto, la negligenza è sufficiente per configurare l'illecito e non si applica il principio della legge più favorevole (favor rei).
Continua »
Ricorso per cassazione: limiti alla giurisdizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro una sentenza del Consiglio di Stato. La decisione chiarisce che le critiche all'operato del giudice amministrativo, come la valutazione delle prove o l'applicazione di principi procedurali nella fase di revocazione, costituiscono 'errores in iudicando' o 'in procedendo' e non questioni di giurisdizione, unico presupposto per tale ricorso.
Continua »
Responsabilità amministratore: Cassazione su prospetti
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore (Vice Presidente del CdA) di un istituto bancario per l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti informativi. Il caso verteva sulla mancata indicazione del fenomeno del 'capitale finanziato', ovvero prestiti erogati dalla stessa banca per l'acquisto delle proprie azioni. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità dell'amministratore sussiste anche in assenza di deleghe operative specifiche, in virtù del dovere generale di agire informati e di vigilare attivamente. È stato inoltre confermato che, in questo tipo di illeciti, la colpa è presunta e spetta all'amministratore provare di aver agito con la dovuta diligenza.
Continua »
Distanze legali costruzioni: la delibera è valida?
Una società edilizia, appellandosi a una delibera comunale permissiva, ha visto il suo ricorso respinto dalla Cassazione in una controversia sulle distanze legali costruzioni. La Corte ha ribadito che i regolamenti nazionali (DM 1444/1968) prevalgono sulle norme locali meno restrittive, che non hanno completato l'iter di approvazione regionale. Di conseguenza, la nuova costruzione deve essere arretrata per rispettare le distanze minime imposte dalla legge nazionale, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Decadenza compenso CTU: la guida completa
Una recente sentenza del Tribunale di Roma ha confermato la decadenza compenso CTU in caso di richiesta presentata oltre il termine di 100 giorni. Il caso riguardava l'opposizione di un ente pubblico al decreto di liquidazione emesso in favore di un consulente tecnico che aveva depositato l'istanza di pagamento ben oltre il termine perentorio previsto dall'art. 71 del D.P.R. 115/2002. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, revocando il decreto e chiarendo che l'ignoranza della legge non costituisce errore scusabile, ribadendo la perentorietà del termine.
Continua »