LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1 Convenzione EDU — Sezione Terza Civile

Pagina 2 di 4

77 provvedimenti

Altri anni per Art. 1 Convenzione EDU

Rappresentanza processuale: limiti e mandato
Una società che assiste passeggeri aerei otteneva un risarcimento contro una compagnia aerea davanti al Giudice di Pace. La compagnia aerea ha impugnato la decisione, ma l'appello è stato dichiarato inammissibile perché la società di assistenza aveva una rappresentanza processuale valida solo per il primo grado. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il mandato speciale ex art. 317 c.p.c. non si estende ai giudizi superiori, per i quali è richiesto un potere rappresentativo sostanziale. L'inammissibilità è stata sancita anche per la violazione del principio di autosufficienza del ricorso.
Continua »
Improcedibilità ricorso Cassazione: guida al deposito
Una società di gestione di impianti sciistici ha impugnato in Cassazione una sentenza che la riteneva responsabile per un incidente. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della mancata produzione della prova di notifica della sentenza d'appello, rendendo impossibile la verifica della tempestività dell'impugnazione. La decisione ribadisce il rigore formale richiesto, sottolineando come tale omissione porti inevitabilmente all'improcedibilità del ricorso in Cassazione.
Continua »
Obblighi dell’affittuario: no a modifiche non scritte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un affittuario di un'azienda di ristorazione che aveva apportato modifiche non autorizzate ai locali. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. Nel merito, la Corte ribadisce che gli obblighi dell'affittuario includono il divieto di innovazioni non consentite per iscritto, e che la violazione di tale obbligo genera un diritto al risarcimento del danno per il locatore, anche se l'inadempimento non è così grave da giustificare la risoluzione del contratto.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19439/2024, ha confermato il proprio orientamento consolidato sulla prescrizione del diritto al risarcimento per i medici specializzandi non remunerati tra il 1979 e il 1991. Il termine di prescrizione è decennale e decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. I ricorsi presentati dai medici sono stati dichiarati inammissibili in quanto contrari a un principio di diritto ormai stabilito, consolidando così la chiusura a nuove azioni legali tardive su questa materia.
Continua »
Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla tardiva attuazione di direttive europee sulla corretta remunerazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la giurisprudenza consolidata secondo cui il termine di prescrizione decennale per il diritto al risarcimento medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. La Corte ha inoltre ribadito che il risarcimento ha natura indennitaria e non retributiva, e deve essere quantificato sulla base dei parametri stabiliti dalla medesima legge.
Continua »
Improcedibilità ricorso: i doveri dell’avvocato
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso a causa di gravi vizi formali. Nello specifico, il difensore non ha depositato la relata di notifica della sentenza impugnata e ha utilizzato una procura speciale relativa a un diverso procedimento. Questa duplice negligenza ha impedito alla Corte di esaminare il merito della causa, originata da una richiesta di risarcimento per infiltrazioni. Di conseguenza, l'avvocato è stato condannato personalmente al pagamento delle spese legali, poiché ha agito senza un valido mandato per il giudizio di legittimità.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la conferma del ’99
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 29076/2024, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata attuazione di direttive europee sulla loro remunerazione. La Corte ha confermato il consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui la prescrizione decennale del diritto al risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999. Sebbene la Corte d'Appello avesse motivato erroneamente la sua decisione, la Cassazione ha ritenuto il dispositivo corretto in diritto, procedendo alla sola correzione della motivazione. L'ordinanza ribadisce che da quella data i medici avevano la ragionevole certezza dell'inadempimento statale, facendo partire il termine per la prescrizione medici specializzandi.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso presentato da un ente religioso contro un Comune. La causa è la mancata produzione della copia notificata della sentenza impugnata, un onere processuale inderogabile. La Corte sottolinea che tale omissione, che impedisce la verifica della tempestività dell'appello, non può essere sanata successivamente, confermando la rigidità delle norme a tutela della certezza del diritto.
Continua »
Spese legali: chi paga se sei citato in giudizio?
Una donna viene citata in giudizio in una complessa vicenda di fideiussioni, pur non avendo mai firmato alcun documento. I tribunali di primo e secondo grado compensano le spese processuali, ma la Corte di Cassazione ribalta la decisione. Viene stabilito che, in base al principio di causalità, chi viene ingiustamente evocato in giudizio ha diritto al rimborso delle spese legali sostenute, a prescindere dall'interesse della parte attrice ad avere una sentenza opponibile a tutti.
Continua »
Requisito di estraneità: no al fondo vittime mafia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30997/2025, ha negato ai familiari di una persona assassinata con modalità mafiose l'accesso al fondo di solidarietà. La decisione si fonda sulla mancata prova del requisito di estraneità della vittima ad ambienti delinquenziali. La Corte ha chiarito che tale requisito è una condizione originaria e immanente della normativa, non una novità introdotta nel 2016, e che l'onere di dimostrarlo spetta a chi richiede il beneficio.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso di un avvocato a causa del mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. La decisione sottolinea come questo adempimento sia essenziale per verificare la tempestività dell'impugnazione entro il termine breve, ribadendo il rigore formale richiesto nel giudizio di legittimità, in linea con la giurisprudenza nazionale ed europea.
Continua »
Deposito tardivo sentenza: ricorso in Cassazione fermato
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile un ricorso a causa del deposito tardivo della sentenza impugnata, avvenuto ben oltre il termine di 20 giorni previsto dalla legge. Il caso, originato da una disputa su canoni di locazione non pagati, evidenzia il rigore delle norme processuali e la non sanabilità di tale omissione, anche se la controparte si costituisce. La Corte ha ribadito che il rispetto dei termini è essenziale per la rapida definizione dei giudizi.
Continua »
Ricorso in Cassazione: il deposito degli atti
Gli eredi di un defunto hanno perso una causa per la rivendicazione di un immobile, erroneamente venduto all'asta. Il loro ricorso in Cassazione è stato dichiarato improcedibile per non aver depositato in tempo la copia notificata della sentenza d'appello, con conseguente condanna a pesanti sanzioni economiche.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da un debitore in una procedura esecutiva immobiliare. La causa dell'improcedibilità risiede nell'omesso deposito, da parte del ricorrente, della prova di notifica della sentenza impugnata, un adempimento formale che impedisce alla Corte di verificare la tempestività dell'impugnazione. La decisione ribadisce il rigore delle norme procedurali nel giudizio di legittimità.
Continua »
Verbale di consegna: firma vincolante nel leasing
Una società di ristorazione ha contestato il pagamento dei canoni di leasing per una fornitura incompleta, nonostante avesse firmato il verbale di consegna senza riserve. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la firma del verbale di consegna impegna l'utilizzatore al pagamento. Questo atto, infatti, autorizza la società di leasing a saldare il fornitore, basandosi sulla dichiarazione di avvenuta ricezione della merce da parte dell'utilizzatore.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha richiesto il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione tra il 1980 e il 1990. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione del diritto decorre dal 27 ottobre 1999. Questa decisione ribadisce un orientamento consolidato sulla prescrizione per i medici specializzandi, specificando che le incertezze giurisprudenziali non spostano il termine iniziale per agire.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici specializzandi per il risarcimento danni da mancata attuazione di direttive UE. La Corte ha confermato che la prescrizione per i medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/99, respingendo le tesi sull'incertezza giurisprudenziale come causa di sospensione del termine.
Continua »
Costituzione tardiva: conseguenze sulla prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18450/2024, ha stabilito che la costituzione tardiva del convenuto in giudizio comporta la decadenza dalla facoltà di sollevare l'eccezione di prescrizione. Nel caso esaminato, riguardante la richiesta di remunerazione di alcuni medici specializzandi contro la Presidenza del Consiglio, la Corte ha chiarito le modalità di calcolo dei termini processuali 'a ritroso', precisando che se la scadenza cade di sabato, il termine è anticipato al giorno lavorativo precedente. La tardività ha reso l'eccezione di prescrizione inammissibile, portando alla cassazione della sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'Appello.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: la Cassazione riflette
Una cittadina ricorre in Cassazione per un indennizzo assicurativo negato. Tuttavia, un vizio formale nel deposito degli atti rischia di causare l'improcedibilità del ricorso. La Corte Suprema, alla luce di una recente condanna dall'Europa, sospende la decisione e rinvia il caso a pubblica udienza per valutare come bilanciare il rigore procedurale con il diritto di accesso alla giustizia.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i loro corsi di specializzazione anteriori al 1991. Il caso verteva sulla questione della prescrizione medici specializzandi. La Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento secondo cui il termine di prescrizione decennale per agire in giudizio è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso definitiva la consapevolezza dell'inadempimento dello Stato, cristallizzando il diritto al risarcimento e facendo partire il conteggio della prescrizione.
Continua »