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Art. 1 Convenzione EDU — Sezione Prima Civile

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140 provvedimenti

Altri anni per Art. 1 Convenzione EDU

Omessa pronuncia prescrizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per omessa pronuncia prescrizione. Il caso riguarda una controversia su un'indennità di esproprio, in cui il giudice di secondo grado non aveva esaminato l'eccezione di prescrizione sollevata da un Comune. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice ha l'obbligo di pronunciarsi su ogni domanda ed eccezione delle parti, rinviando il caso per un nuovo esame del punto specifico.
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Dicatio ad patriam: l’opposizione del proprietario
La Corte di Cassazione ha stabilito che non si può configurare una servitù di uso pubblico per 'dicatio ad patriam' se il proprietario del terreno ha manifestato chiaramente la sua opposizione, anche se ha realizzato opere come una recinzione. Il caso riguardava un Comune che rivendicava l'uso pubblico di un'area privata. La Suprema Corte ha annullato la decisione precedente, sottolineando che l'opposizione scritta del proprietario è un fatto decisivo che deve essere considerato, in quanto esclude la volontà di dedicare il bene alla collettività.
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Regime finanziario: quando il mutuo è valido
Una società immobiliare ha citato in giudizio un istituto di credito sostenendo la nullità di un contratto di mutuo per indeterminatezza del tasso di interesse, a causa della mancata specificazione del regime finanziario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la questione era nuova e non sollevata nei gradi precedenti. In ogni caso, la presenza del piano di ammortamento allegato al contratto rende il metodo di calcolo degli interessi sufficientemente determinato, escludendo qualsiasi nullità. La società ricorrente è stata anche condannata per abuso del processo.
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Dicatio ad patriam: strada privata e cavi telefonici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni proprietari che chiedevano la rimozione di cavi telefonici dal sottosuolo della loro strada privata. La decisione si fonda sul principio della 'dicatio ad patriam', secondo cui i precedenti proprietari, attraverso un piano di lottizzazione, avevano volontariamente destinato la strada a uso pubblico, autorizzando implicitamente l'installazione di tutte le infrastrutture necessarie alla collettività, inclusa la rete telefonica.
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Riscossione coattiva: la Cassazione alle Sezioni Unite
Un ente previdenziale ha citato in giudizio l'agente della riscossione per il mancato recupero di crediti contributivi. Durante il processo, sono intervenute nuove leggi che hanno disposto l'annullamento automatico dei ruoli più datati, modificando retroattivamente l'esito della causa a favore dell'agente statale. La Corte di Cassazione, dubitando che questa ingerenza legislativa violi il principio del giusto processo e della parità delle armi, ha rimesso la questione sulla riscossione coattiva crediti alle Sezioni Unite per una decisione di massima importanza.
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Indennità di esproprio: il valore pre-sisma è legittimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23971/2024, ha stabilito che l'indennità di esproprio per terreni destinati alla ricostruzione post-sismica de L'Aquila deve essere calcolata in base al loro valore urbanistico antecedente al terremoto. La Corte ha rigettato il ricorso di un proprietario che chiedeva una valutazione basata sulla successiva destinazione edificatoria, affermando la legittimità della normativa speciale volta a neutralizzare gli aumenti di valore speculativi derivanti dalla calamità e a garantire un giusto equilibrio tra l'interesse pubblico e quello privato.
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Acquisizione sanante: si applica ai fatti passati?
Il caso riguarda un'occupazione di un terreno privato da parte di un Comune, iniziata nel 1986 e mai perfezionata con un decreto di esproprio. I proprietari hanno chiesto la restituzione e il risarcimento. Durante il giudizio di Cassazione, l'ente pubblico ha emesso un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis TUE. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa alla pubblica udienza per risolvere il dubbio sulla possibilità di applicare l'istituto dell'acquisizione sanante a procedimenti iniziati prima dell'entrata in vigore della norma (2001), evidenziando un contrasto interpretativo.
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Annullamento crediti previdenziali: rinvio al ruolo
Una cassa di previdenza professionale ha impugnato in Cassazione la sentenza che applicava l'annullamento automatico dei crediti iscritti a ruolo prima del 1999. La Corte Suprema, data la presenza di un caso analogo pendente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria di rinvio, sospendendo la decisione sull'argomento dell'annullamento crediti previdenziali per garantire coerenza giurisprudenziale.
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Annullamento debiti e Cassa Forense: caso in Cassazione
Una Cassa di previdenza privata si oppone all'applicazione della normativa sull'annullamento debiti statali ai propri crediti contributivi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione sul caso. La questione centrale è se le leggi di sanatoria fiscale, che prevedono la cancellazione automatica di vecchi debiti di importo limitato, possano ledere l'autonomia e i diritti patrimoniali di un ente previdenziale privato. La Corte ha sospeso il giudizio per attendere l'esito di un procedimento con questioni giuridiche analoghe, al fine di garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Indennità di espropriazione: i criteri di stima
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari terrieri, confermando la correttezza della decisione della Corte d'Appello sulla determinazione dell'indennità di espropriazione. La sentenza sottolinea che la stima deve basarsi su un'analisi equilibrata delle caratteristiche del terreno, del suo inserimento nel tessuto urbanistico e della destinazione delle aree circostanti, come precedentemente indicato dalla stessa Cassazione in una sentenza di rinvio. Le critiche alla consulenza tecnica d'ufficio (C.T.U.) sono state ritenute inammissibili in sede di legittimità.
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Indennità di esproprio: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello sulla corretta determinazione dell'indennità di esproprio per alcuni terreni destinati a parcheggio pubblico. La Corte ribadisce che la valutazione deve basarsi su tre criteri congiunti: le caratteristiche del terreno, il suo inserimento nel tessuto urbanistico e la destinazione delle aree circostanti. Le critiche alla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) non possono essere motivo di ricorso in Cassazione, in quanto attengono a valutazioni di merito.
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Indennità di esproprio: i criteri di stima corretti
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla corretta determinazione dell'indennità di esproprio per un terreno destinato a parcheggio pubblico. Confermando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che la valutazione deve basarsi su un'analisi congiunta di tre criteri fondamentali: le caratteristiche intrinseche del bene, il suo inserimento nel tessuto urbanistico e la destinazione dei terreni circostanti. La Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari, i quali sostenevano una valutazione errata, ribadendo che la stima del consulente tecnico, se recepita dal giudice di merito con motivazione adeguata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Cancellazione crediti previdenziali: la Cassazione
Un ente previdenziale ha contestato l'annullamento automatico per legge dei suoi crediti contributivi, gestiti dall'agenzia di riscossione. La Corte di Cassazione, di fronte a tale questione sulla cancellazione crediti previdenziali, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo la decisione in attesa della risoluzione di un caso analogo già in discussione, al fine di garantire uniformità di giudizio.
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Discarico automatico crediti: la Cassazione rinvia
Una cassa di previdenza privata ha impugnato in Cassazione la cancellazione automatica dei propri crediti iscritti a ruolo, lamentando la violazione di norme nazionali, costituzionali e comunitarie. La Corte Suprema, pur richiamando il proprio orientamento consolidato contrario alle tesi del ricorrente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La decisione sul discarico automatico è stata rinviata in attesa della definizione di un altro giudizio pendente su una questione identica, al fine di assicurare coerenza giurisprudenziale.
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Annullamento debiti: la Cassazione rinvia la decisione
Un ente previdenziale si oppone all'applicazione delle leggi sull'annullamento debiti previdenziali ai propri crediti, sostenendo la sua natura privata. Il caso riguarda la cancellazione automatica di ruoli antecedenti al 1999. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa della definizione di un altro procedimento che solleva questioni giuridiche identiche, al fine di garantire coerenza giurisprudenziale.
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Acquisizione sanante: come si calcola l’indennizzo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18669/2024, ha respinto il ricorso di un privato contro un Comune in un caso di acquisizione sanante. La Corte ha stabilito che, per calcolare l'indennizzo, il valore del bene va determinato alla data del decreto di acquisizione e non al momento della precedente occupazione. Inoltre, ha confermato che l'uso dei Valori Agricoli Medi (VAM) è un parametro legittimo per determinare il valore venale di un terreno non edificabile, quando non esistono altre possibilità legali di utilizzo.
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Occupazione usurpativa: quando si calcola il danno?
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sull'occupazione usurpativa. La Corte stabilisce che il risarcimento del danno per l'esproprio illecito deve essere calcolato in base al valore del terreno al momento della proposizione della domanda giudiziale e non al momento della trasformazione fisica del bene.
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Diritto di rivalsa: Comune non paga se applica la legge
La Corte di Cassazione ha negato il diritto di rivalsa dello Stato nei confronti di un Comune. Sebbene la violazione dei diritti umani (sancita dalla Corte EDU) sia originata da un esproprio comunale, la responsabilità non è del Comune se questo si è limitato ad applicare le leggi nazionali in vigore. La colpa della violazione, legata a una normativa interna e alle lungaggini processuali, ricade sullo Stato stesso e non può essere trasferita automaticamente all'ente locale.
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Occupazione usurpativa: la Cassazione fa chiarezza
Un gruppo di cittadini ha citato in giudizio un Comune per 'occupazione usurpativa' dei propri terreni. Dopo un contenzioso decennale, la Corte di Cassazione ha confermato che in casi di illecito permanente, come l'occupazione senza dichiarazione di pubblica utilità, il diritto al risarcimento non si prescrive. Tuttavia, ha rigettato il ricorso dei proprietari sulla quantificazione del danno, stabilita dal giudice di rinvio, chiarendo i limiti del proprio sindacato sulle valutazioni di merito.
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Dichiarazione Pubblica Utilità: Cassazione al vaglio
In un complesso caso di espropriazione, la Corte di Cassazione esamina un ricorso basato sulla validità della dichiarazione di pubblica utilità. Gli eredi di alcuni proprietari terrieri hanno impugnato la decisione della Corte d'Appello, la quale aveva riconosciuto un'indennità per l'occupazione legittima ma respinto le doglianze sulla legittimità dell'intera procedura. Data la complessità delle questioni sollevate, in particolare riguardo all'interpretazione degli atti amministrativi e alla reiterazione della dichiarazione di pubblica utilità, la Suprema Corte ha deciso di non pronunciarsi in camera di consiglio, rinviando il caso a una pubblica udienza per un'analisi più approfondita.
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