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Art. 1 Convenzione EDU — Anno 2024

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237 provvedimenti

Altri anni per Art. 1 Convenzione EDU

Indennità di espropriazione: no alla rivalutazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19775/2024, ha rigettato il ricorso dei proprietari di un terreno espropriato. La Corte ha stabilito che l'indennità di espropriazione costituisce un debito di valuta e non di valore, escludendo quindi la rivalutazione monetaria automatica. Per ottenere un risarcimento per la svalutazione, il creditore deve provare il cosiddetto 'maggior danno'. Inoltre, ha dichiarato inammissibile la critica alla stima del valore del fondo perché il ricorso era generico e non riportava i passaggi essenziali delle perizie tecniche contestate.
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Sanzione gioco online: la Cassazione attende la Consulta
Il gestore di un circolo privato, multato con una sanzione di 20.000 euro per aver offerto accesso a piattaforme di gioco online non autorizzate, ha presentato ricorso in Cassazione sollevando dubbi sulla costituzionalità delle norme. La Suprema Corte ha deciso di sospendere il procedimento relativo alla sanzione gioco online, attendendo la definizione di un incidente di costituzionalità sollevato in un caso analogo.
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Improcedibilità ricorso: la relata di notifica è decisiva
Un Comune ha presentato ricorso in Cassazione contro una condanna al pagamento di un'indennità di esproprio. Tuttavia, ha omesso di depositare la copia notificata della sentenza impugnata, un adempimento cruciale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso, sottolineando che tale deposito è un requisito inderogabile per consentire alla Corte la verifica d'ufficio della tempestività dell'impugnazione, a prescindere dalla mancata contestazione della controparte. La decisione conferma un orientamento rigoroso, ritenuto conforme anche ai principi della CEDU.
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Obblighi dell’affittuario: no a modifiche non scritte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un affittuario di un'azienda di ristorazione che aveva apportato modifiche non autorizzate ai locali. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. Nel merito, la Corte ribadisce che gli obblighi dell'affittuario includono il divieto di innovazioni non consentite per iscritto, e che la violazione di tale obbligo genera un diritto al risarcimento del danno per il locatore, anche se l'inadempimento non è così grave da giustificare la risoluzione del contratto.
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Prescrizione conversione lire: la Cassazione decide
Un cittadino ha richiesto la conversione di una cospicua somma in lire in euro ben oltre i termini previsti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19445/2024, ha stabilito che la declaratoria di incostituzionalità della norma che anticipava la scadenza non ha eliminato ogni termine. Si è invece creato un vuoto normativo, colmato dall'applicazione della prescrizione ordinaria decennale. Di conseguenza, il diritto alla conversione si è prescritto, poiché il termine di dieci anni, decorrente dal 28 febbraio 2002, era già spirato al momento della richiesta del cittadino. La Corte ha così rigettato il ricorso, definendo il quadro normativo sulla prescrizione conversione lire.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19439/2024, ha confermato il proprio orientamento consolidato sulla prescrizione del diritto al risarcimento per i medici specializzandi non remunerati tra il 1979 e il 1991. Il termine di prescrizione è decennale e decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. I ricorsi presentati dai medici sono stati dichiarati inammissibili in quanto contrari a un principio di diritto ormai stabilito, consolidando così la chiusura a nuove azioni legali tardive su questa materia.
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Convalida trattenimento straniero: legami familiari
Un cittadino straniero ha impugnato la convalida del suo trattenimento, lamentando la violazione del diritto di difesa e la mancata valutazione dei suoi legami familiari. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale: nella procedura di convalida trattenimento straniero, il giudice ha il dovere di esaminare la legittimità del provvedimento di espulsione, inclusa la presenza di vincoli familiari. Un decreto che ignora tali aspetti è nullo per motivazione apparente.
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Confisca e diritti dei terzi: la Cassazione attende
Un cittadino acquista un immobile che, a sua insaputa, era stato oggetto di una confisca divenuta irrevocabile prima del suo acquisto. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, riconoscendo la complessità della questione sulla tutela del terzo acquirente, ha sospeso il procedimento. La decisione è stata rinviata in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale su un tema affine, sollevato dalle Sezioni Unite, riguardante la tematica della confisca e diritti dei terzi.
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Responsabilità vendita terreno inquinato: la Cassazione
Le Sezioni Unite della Cassazione si sono pronunciate sulla responsabilità nella vendita di un terreno inquinato da parte di un ente locale a società costruttrici. La Corte ha rigettato la richiesta di risarcimento contro il Comune, confermando la valutazione dei giudici di merito secondo cui le acquirenti erano a conoscenza della situazione di rischio. Ha però accolto il ricorso contro le società di servizi pubblici che gestivano l'area, ritenendo che la domanda per responsabilità extracontrattuale fosse stata erroneamente dichiarata inammissibile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la decisione nel merito su questo specifico punto.
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Associazione mafiosa: Cassazione su prova e ruoli
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione mafiosa. La sentenza conferma la valutazione delle corti di merito basata su intercettazioni e dichiarazioni, chiarendo i criteri per provare la partecipazione e il ruolo apicale all'interno del clan, l'uso legittimo dei trojan per le indagini e la sussistenza dell'aggravante delle armi.
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Trasferimento Dublino: il diritto all’informazione
Un cittadino straniero ha contestato il suo trasferimento verso un altro Stato UE ai sensi del Regolamento di Dublino, lamentando la violazione del suo diritto a ricevere informazioni complete sulla procedura. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che le censure relative a violazioni procedurali, come la mancata informazione, possono essere sollevate anche dopo l'atto introduttivo del giudizio, data la specificità e la celerità di questi procedimenti. La Corte ha sottolineato che un corretto trasferimento Dublino deve garantire pienamente i diritti di difesa del richiedente. Di conseguenza, la decisione del tribunale di merito è stata annullata e il caso rinviato per una nuova valutazione.
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Obblighi informativi Dublino: la Cassazione decide
Un cittadino straniero ha impugnato un ordine di trasferimento verso un altro Stato UE, basato sul Regolamento Dublino, lamentando la violazione del suo diritto all'informazione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del tribunale inferiore, stabilendo che la verifica del corretto adempimento degli obblighi informativi Dublino da parte dell'amministrazione è un passaggio fondamentale e inderogabile del controllo giurisdizionale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Trasferimento Dublino: il diritto all’informazione
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di trasferimento Dublino di un cittadino afghano verso la Germania. La Corte ha stabilito che la violazione dell'obbligo di informare il richiedente asilo sulla procedura, in una lingua a lui comprensibile, costituisce un vizio fondamentale che invalida la decisione di trasferimento. È stato chiarito che tali vizi procedurali possono essere sollevati anche dopo il ricorso iniziale, data la natura speciale e accelerata del procedimento.
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Confisca per equivalente: paga il debito tributario?
Una società coinvolta in una frode fiscale si è vista notificare avvisi di accertamento per imposte non versate. Il suo legale rappresentante aveva già definito la propria posizione penale con un patteggiamento che includeva una confisca per equivalente. La Corte di Cassazione ha stabilito che le sanzioni amministrative non violano il divieto di doppia punizione, ma ha confermato che l'importo della confisca per equivalente deve essere detratto dal debito fiscale della società per evitare un ingiustificato arricchimento per l'Erario.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile presentato da due imputati, condannati in appello per rapina aggravata e detenzione di armi da guerra. La sentenza conferma le decisioni dei giudici di merito, chiarendo che la Cassazione non può riesaminare le prove. Vengono inoltre respinte le censure relative alla violazione del principio del 'ne bis in idem' e alla concessione delle attenuanti, definendo i ricorsi come una mera ripetizione delle argomentazioni già respinte in appello.
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Sequestro preventivo autoriciclaggio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di autoriciclaggio. La sentenza ribadisce principi fondamentali come la fungibilità del denaro, per cui non è necessario sequestrare le stesse banconote del reato, e chiarisce che per l'autoriciclaggio non è richiesta una condotta dissimulatoria. La Corte ha confermato la validità del sequestro preventivo, limitando il proprio sindacato alla sola violazione di legge e non al merito dei fatti.
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Indennità di esproprio: il valore di mercato prevale
Un'Autorità Portuale ha espropriato terreni per un ampliamento, offrendo un'indennità basata su un decreto regionale. I proprietari si sono opposti e la Corte d'Appello ha stabilito un valore molto più alto. L'Autorità ha fatto ricorso in Cassazione, che ha però respinto il ricorso. La Suprema Corte ha confermato che l'indennità di esproprio deve sempre basarsi sull'effettivo valore di mercato del bene e sulla sua potenziale edificabilità data dai piani di sviluppo, non su valori fissi e 'politici' stabiliti da normative regionali, poiché questi violerebbero i principi costituzionali di tutela della proprietà.
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Indennità di espropriazione: prevale il valore mercato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di espropriazione deve essere calcolata in base al valore di mercato effettivo del bene, e non secondo i valori inferiori fissati da un decreto regionale. Nel caso esaminato, un'autorità portuale aveva offerto un'indennità basata su una legge regionale, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano riconosciuto un valore molto più alto, in linea con la potenziale edificabilità dell'area. La sentenza ribadisce che il diritto a un serio e congruo ristoro è un principio fondamentale che non può essere derogato da normative locali che si discostano dal valore venale del bene espropriato.
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Acquisizione sanante: la Cassazione valuta la retroattività
Un Comune, dopo aver occupato illegittimamente dei terreni, emette un decreto di acquisizione sanante. La Corte d'Appello lo disapplica, ritenendolo non retroattivo. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, esprime dubbi su questa interpretazione e rinvia la causa a pubblica udienza per approfondire la questione della portata temporale dell'istituto, cruciale per risolvere le problematiche delle espropriazioni indirette passate.
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Termine a comparire appello: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il contrasto sul termine a comparire appello. Hanno stabilito che il nuovo termine di 40 giorni, introdotto dalla Riforma Cartabia, si applica solo agli appelli proposti dal 1° luglio 2024. Per gli appelli precedenti, resta valido il termine di 20 giorni, in coerenza con la vigenza delle norme emergenziali. Il ricorso di un'imputata che lamentava la violazione del termine è stato quindi respinto.
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