Il Comune ha notificato a un Proprietario un avviso di accertamento IMU per un terreno edificabile, stimando il valore a 140 euro al metro quadro. Il Proprietario riteneva corretto un valore di 37 euro, mentre la Commissione Tributaria Regionale ha rideterminato la cifra a 90 euro al metro quadro, considerando i pesanti vincoli di edificabilità. Sia il Proprietario che il Comune hanno proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato entrambi i ricorsi, confermando la legittimità della decisione di merito. I giudici hanno chiarito che il valore venale aree edificabili si basa su parametri oggettivi previsti dalla legge e che la valutazione del giudice di merito, se logicamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità. Di conseguenza, il valore di 90 euro al metro quadro è stato definitivamente confermato.
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