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Uso Personale Di Droga

10 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Uso personale di droga escluso: il bilancino sotto l’armadio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato, confermando la condanna per spaccio di lieve entità. Le forze dell'ordine avevano rinvenuto della marijuana nascosta sotto l'armadio della camera da letto, insieme a un bilancino di precisione. La difesa sosteneva la tesi dell'uso personale di droga, ma i giudici l'hanno esclusa. L'Imputato non ha dimostrato un consumo abituale e aveva precedenti specifici per spaccio. La Cassazione ha ribadito che il ricorso era generico e non contestava validamente la logica della sentenza d'appello. Di conseguenza, L'Imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Uso personale di droga: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'uso personale di droga sulla base dell'ingente quantitativo, delle modalità di confezionamento e degli strumenti rinvenuti. Negate anche le attenuanti generiche per via di un precedente penale e dell'atteggiamento dell'imputato.
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Uso personale di droga: annullata condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, sottolineando che la prova deve essere rigorosa. Nel caso in esame, la quantità di droga e l'accusa di un coimputato non sono state ritenute sufficienti a superare la presunzione di uso personale di droga, in assenza di altri elementi come bilancini, ingenti somme di denaro o attività di cessione osservata. La sentenza ribadisce che l'onere di provare la finalità di spaccio spetta all'accusa.
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Uso personale di droga: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8474/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato che la detenzione di una quantità significativa di hashish, suddivisa in numerose dosi, e l'ammissione di una cessione sono elementi sufficienti per escludere l'ipotesi di uso personale di droga e configurare il reato di spaccio.
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Uso personale di droga: quando è escluso dalla Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che l'ingente quantità (964 dosi), le modalità di occultamento della sostanza e l'assenza di prova di un reddito sufficiente per l'acquisto escludono in modo logico la tesi dell'uso personale di droga, configurando l'ipotesi di spaccio.
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Uso personale di droga: quando la quantità lo esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La detenzione di 1,6 kg di marijuana, corrispondenti a oltre 444 dosi, insieme alla suddivisione della sostanza e ai precedenti penali specifici, sono stati considerati elementi sufficienti a escludere l'uso personale di droga e a confermare la responsabilità penale per il reato di spaccio.
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Uso personale di droga: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per coltivazione e detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva l'uso personale di droga, ma la Corte ha ritenuto le argomentazioni meramente ripetitive di quelle già respinte in appello e volte a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La condanna è stata confermata sulla base di elementi come il numero di piante, la quantità di sostanza e la diversità dei luoghi di coltivazione e detenzione.
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Uso personale di droga: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la destinazione allo spaccio non si desume solo dalla quantità, ma da un insieme di indizi come il possesso di materiale per il confezionamento e le dichiarazioni di terzi. L'ordinanza conferma che per distinguere tra detenzione per spaccio e uso personale di droga è necessaria una valutazione complessiva di tutte le circostanze del caso concreto, andando oltre il mero dato quantitativo.
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Uso personale di droga: quando è spaccio? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La condanna era basata sul ritrovamento di cocaina suddivisa in 10 involucri, da cui si potevano ricavare 15 dosi. Secondo la Corte, la quantità e le modalità di confezionamento sono elementi sufficienti per escludere la tesi dell'uso personale di droga, rendendo la motivazione della corte d'appello logica e non censurabile.
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Uso personale di droga: quando è spaccio per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di lieve entità. L'imputato sosteneva che la droga fosse per uso personale di droga, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, basandosi su una serie di indizi: la quantità (oltre 7 grammi di marijuana), la suddivisione in cinque involucri, le modalità di occultamento e i precedenti penali specifici dell'imputato. La sentenza ribadisce che la valutazione non si basa solo sulla quantità, ma su un complesso di elementi fattuali.
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