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Trattamenti Inumani O Degradanti

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Qualsiasi trattamento che provochi sofferenze fisiche o mentali di particolare intensità, umiliando l'individuo o mostrando una mancanza di rispetto per la sua dignità. Sono vietati dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spazio minimo detenuto: come si calcola in cella
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto, confermando i criteri per il calcolo dello spazio minimo detenuto. La Corte ha ribadito che, per garantire il rispetto dei 3 mq pro capite, dalla superficie totale della cella vanno detratti i servizi igienici e l'ingombro degli arredi fissi, come letti a castello e armadi, ma non quello degli arredi facilmente amovibili.
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Detenzione e salute mentale: la Cassazione decide
Un detenuto con gravi problemi psichici si è visto negare il differimento della pena dal Tribunale di Sorveglianza, il quale riteneva adeguato il trattamento farmacologico in carcere. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la valutazione sulla detenzione e salute mentale non può essere formale. È necessaria una verifica concreta ed effettiva della qualità delle cure fornite, non bastando la mera somministrazione di farmaci. La Corte ha sottolineato l'obbligo del giudice di accertare se il trattamento sia realmente efficace, anche ricorrendo a una perizia.
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Estradizione e diritti umani: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di concedere l'estradizione di un cittadino moldavo per scontare una pena per omicidio. Nonostante le preoccupazioni sulle condizioni carcerarie in Moldavia sollevate da rapporti internazionali, la Corte ha ritenuto sufficienti le rassicurazioni specifiche e personalizzate fornite dalle autorità moldave riguardo al trattamento del detenuto, privilegiando il principio di affidabilità reciproca tra Stati.
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Spazio vitale in cella: la Cassazione chiarisce
Un detenuto ha presentato ricorso per ottenere un risarcimento a causa di condizioni detentive ritenute disumane, lamentando uno spazio vitale in cella insufficiente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La sentenza chiarisce che, se lo spazio individuale è superiore a 3 metri quadrati, la presenza di fattori compensativi (come ore fuori dalla cella e accesso ad attività) esclude la violazione dei diritti del detenuto e, di conseguenza, il diritto al risarcimento.
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Mandato Arresto Europeo: Rifiuto se le carceri violano i diritti
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di consegna di un cittadino rumeno basata su un Mandato Arresto Europeo. La sentenza stabilisce che le assicurazioni generiche fornite dallo Stato richiedente sulle condizioni di detenzione non sono sufficienti di fronte a prove specifiche di sovraffollamento e trattamento inumano. Il giudice nazionale ha il dovere di condurre un'indagine approfondita per verificare il rispetto dei diritti fondamentali del consegnando.
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Mandato d’arresto europeo: i limiti al rifiuto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina rumena contro la sua consegna alla Romania, richiesta tramite mandato d'arresto europeo per traffico di droga. La Corte ha chiarito due punti fondamentali: primo, l'Italia può rifiutare la consegna per un reato commesso in parte sul suo territorio solo se ha già avviato un procedimento penale per gli stessi fatti, manifestando una volontà concreta di esercitare la propria giurisdizione. Secondo, le garanzie fornite dalla Romania sulle condizioni carcerarie, che assicuravano uno spazio personale sufficiente, sono state ritenute idonee a escludere il rischio di trattamenti inumani o degradanti, rendendo legittima la consegna.
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Mandato di arresto europeo: onere della prova
Un soggetto richiesto in consegna dalla Germania tramite mandato di arresto europeo si opponeva, lamentando il rischio di trattamenti inumani nelle carceri tedesche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che, in tema di mandato di arresto europeo, spetta al ricorrente l'onere di fornire prove concrete e specifiche sul rischio sistemico delle condizioni detentive. Una generica doglianza non è sufficiente a obbligare il giudice a richiedere informazioni allo Stato emittente.
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Mandato di arresto europeo: quando si può rifiutare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino rumeno contro la sua consegna alla Romania, richiesta tramite mandato di arresto europeo per l'esecuzione di una condanna per tentato omicidio. Il caso verteva sul rischio di trattamenti inumani a causa delle condizioni carcerarie rumene. La Corte ha ritenuto sufficienti le garanzie specifiche fornite dalle autorità rumene riguardo allo spazio individuale minimo in cella e alle condizioni di detenzione, escludendo un pericolo concreto e attuale per il soggetto richiesto e confermando la legittimità della consegna.
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