Un detenuto condannato alla pena dell'ergastolo ha richiesto il differimento della pena, anche mediante la detenzione domiciliare, segnalando una diagnosi di autismo. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta, ritenendo le condizioni cliniche compatibili con il regime carcerario e sottolineando l'elevata pericolosità sociale del soggetto. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno rilevato che la difesa non ha contestato tempestivamente presunte nullità durante l'udienza. Inoltre, la motivazione sul rigetto della perizia e sulla compatibilità carceraria è risultata solida e priva di vizi logici. Il detenuto resta in carcere ed è condannato alle spese di giustizia e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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