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Transazione — Anno 2023

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230 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Transazione

Provvedimenti

Differenze retributive: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società al pagamento di differenze retributive in favore di un lavoratore impiegato come bagnino. Nonostante la società lamentasse l'introduzione di domande nuove in appello e contestasse la ripartizione delle spese legali a seguito del rifiuto di una proposta transattiva, i giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso. La decisione sottolinea l'importanza della contestazione specifica dei conteggi e la discrezionalità del giudice nel compensare le spese di lite.
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Transazione fiscale: stop alle liti tributarie
Una società consortile in liquidazione ha impugnato un avviso di accertamento relativo al mancato pagamento di accise sull'energia elettrica autoprodotta. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Durante il procedimento di legittimità, la società ha ottenuto l'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti che includeva una transazione fiscale. Tale evento ha portato alla richiesta di cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la transazione fiscale sopravvenuta rende inefficace la sentenza impugnata e l'atto impositivo originario, salvo inadempimento del contribuente.
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Indebito utilizzo carta di credito: guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di un soggetto per il reato di indebito utilizzo carta di credito, respingendo le contestazioni sui fatti già accertati nei gradi precedenti. Tuttavia, i giudici hanno annullato le statuizioni civili relative al risarcimento e alle spese legali, poiché l'imputata e la persona offesa avevano raggiunto un accordo transattivo dopo la sentenza di appello, portando alla revoca della costituzione di parte civile. La questione della confisca del profitto rimane invece demandata alla fase esecutiva per evitare duplicazioni sanzionatorie.
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Indebita percezione erogazioni pubbliche: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tre imprenditori agricoli accusati di indebita percezione di erogazioni pubbliche. Gli imputati avevano dichiarato falsamente di possedere titoli validi per la conduzione di terreni comunali al fine di ottenere fondi europei e statali. Nonostante la difesa sostenesse la buona fede legata a un contenzioso civile sulla durata dei contratti, i giudici hanno rilevato che la consapevolezza dell'abusività dell'occupazione, unita al mancato pagamento dei canoni dal 2010, provasse l'intento fraudolento. La sentenza ribadisce che l'art. 316-ter c.p. tutela la corretta allocazione delle risorse pubbliche e sanziona l'obbligo di verità nelle dichiarazioni.
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Prededuzione: negata se il concordato è inammissibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito del professionista per l'assistenza in un concordato preventivo non gode di **Prededuzione** se la procedura viene dichiarata inammissibile. La Corte ha inoltre chiarito che una transazione tra curatore e professionista volta a riconoscere tale priorità è nulla, poiché la prededuzione è una materia sottratta alla disponibilità delle parti e regolata esclusivamente da norme di legge eccezionali.
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Rinuncia al ricorso: stop al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai fideiussori di una società cooperativa. La controversia, originata da un'ingiunzione di pagamento bancaria per saldi di conto corrente e anticipi fatture, si è conclusa con una transazione stragiudiziale tra le parti. Il provvedimento chiarisce che, in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica esclusivamente ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società operante nel settore della logistica ha impugnato il diniego al rimborso della tassa di ancoraggio versata tra il 2012 e il 2013. Dopo i rigetti subiti nei primi due gradi di giudizio, la controversia è approdata in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale, formalizzando la reciproca **rinuncia al ricorso** principale e incidentale. La Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti, dichiarando l'estinzione del giudizio e disponendo la compensazione delle spese, escludendo inoltre l'obbligo di versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Transazione commerciale e interessi moratori ASL
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che il rapporto tra strutture sanitarie private accreditate e il Servizio Sanitario Nazionale costituisce una transazione commerciale. La controversia nasceva dal ritardo nei pagamenti da parte di un'azienda sanitaria locale per prestazioni riabilitative. Mentre i giudici di merito avevano negato l'applicazione degli interessi moratori maggiorati, equiparando le cliniche alle farmacie, la Suprema Corte ha ribaltato l'orientamento. Essendo il rapporto fondato su un contratto scritto e su una struttura imprenditoriale autonoma, si applica pienamente la disciplina europea contro i ritardi di pagamento, garantendo alle strutture il diritto agli interessi ex D.Lgs. 231/2002.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società operante nel settore della logistica marittima ha impugnato il diniego di rimborso della tassa di ancoraggio versata per un triennio. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la controversia è approdata in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale, formalizzando la successiva rinuncia al ricorso principale e incidentale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia al ricorso esclude il raddoppio del contributo unificato e disponendo la compensazione delle spese di lite come richiesto dalle parti stesse.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La controversia nasce dall'opposizione a un decreto ingiuntivo riguardante un contratto di leasing, contestato per presunta indeterminatezza del tasso di interesse. Dopo il rigetto nei primi due gradi di merito, il ricorrente ha adito la Suprema Corte. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La conseguente rinuncia al ricorso, formalizzata dal ricorrente e accettata dalla società di leasing, ha determinato l'estinzione del giudizio senza condanna alle spese.
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Transazione fiscale: stop ai processi in Cassazione
Una società operante nel settore energetico ha impugnato le sanzioni irrogate dall'Agenzia delle Dogane per presunta indebita fruizione di esenzioni sulle accise. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, l'azienda ha ottenuto l'omologazione di un accordo di ristrutturazione del debito che includeva una transazione fiscale. Tale accordo prevedeva l'abbandono di ogni lite pendente con il Fisco. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo transattivo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla disputa sulle sanzioni.
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Estinzione del giudizio: transazione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito di una transazione raggiunta tra le parti durante la pendenza del ricorso. La società ricorrente ha depositato un formale atto di rinuncia agli atti ex art. 306 c.p.c., regolarmente comunicato alle controparti. In assenza di contestazioni e in virtù dell'accordo transattivo, il Collegio ha stabilito di non procedere alla liquidazione delle spese legali, confermando la chiusura definitiva della controversia.
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Efficacia del contratto: limiti verso terzi estranei
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'efficacia del contratto in relazione a una disputa tra una società idrica e diverse autogestioni condominiali. La società pretendeva il pagamento di costi derivanti da una transazione stipulata con un istituto di case popolari. Tuttavia, le autogestioni erano state costituite solo successivamente e non avevano partecipato all'accordo. La Suprema Corte ha confermato che un contratto non può produrre effetti verso terzi estranei, salvo casi eccezionali previsti dalla legge, rigettando le pretese della società fornitrice.
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Stabilizzazione: quando la transazione chiude la lite
Un lavoratore aveva impugnato il recesso anticipato da un contratto a termine, chiedendo il riconoscimento del diritto alla stabilizzazione. Dopo i primi due gradi di giudizio sfavorevoli, il caso giunge in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, emerge che le parti avevano sottoscritto un accordo transattivo che prevedeva la stabilizzazione definitiva del dipendente. La Corte ha dunque dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'accordo privato ha risolto il conflitto alla base della causa.
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Prededuzione: negata se il concordato è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della prededuzione per il credito di un professionista che aveva redatto l'attestazione per un concordato preventivo dichiarato inammissibile. Nonostante l'esistenza di una transazione con la curatela che riconosceva tale privilegio, i giudici hanno stabilito che la prededuzione non è disponibile per le parti. Essa richiede necessariamente l'apertura della procedura concorsuale. Un accordo privato non può derogare all'ordine legale delle cause di prelazione, rendendo nulla la clausola transattiva contraria alla legge.
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Responsabilità civile: diffamazione e onorari legali
Un avvocato ha citato in giudizio una compagnia assicurativa invocando la responsabilità civile per i danni derivanti da una presunta diffamazione. Il legale sosteneva che la società avesse indotto una sua cliente a ritenerlo un imbroglione, fornendo informazioni errate sull'importo degli onorari professionali al netto dell'IVA. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che non vi era prova di una condotta colpevole della compagnia e che il principio di non contestazione non impedisce al giudice di valutare autonomamente le prove acquisite che smentiscono i fatti allegati.
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Compensazione delle spese: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato una complessa controversia riguardante forniture di energia elettrica e la validità di un accordo di rateizzazione qualificato come transazione. Mentre i motivi relativi al merito del debito e all'onere della prova sono stati dichiarati inammissibili perché volti a una rivalutazione dei fatti, la Corte ha accolto il ricorso sulla compensazione delle spese. È stata infatti rilevata un'omessa pronuncia del giudice d'appello in merito alla regolazione delle spese legali verso una parte chiamata in causa per denuncia della lite. La Suprema Corte ha quindi disposto la compensazione delle spese tra le parti coinvolte, confermando per il resto la decisione di merito.
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Cessazione materia del contendere: guida legale.
Una società di infrastrutture ferroviarie ha contestato la propria responsabilità per i danni causati dalla costruzione di un cavalcaferrovia. Nonostante un accordo transattivo, il caso affronta la distinzione tra estinzione del processo e cessazione materia del contendere, confermando la legittimazione passiva del costruttore.
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Garanzia per vizi: la responsabilità del venditore
La Corte di Cassazione chiarisce la ripartizione di responsabilità nella garanzia per vizi in una catena di vendite. Un venditore intermedio, citato in giudizio per la mancata immatricolazione di un macchinario, non può rivalersi sul produttore se il bene non era destinato alla circolazione stradale. La transazione tra le parti principali estingue il contenzioso, ma non influisce sul rapporto con il terzo chiamato in garanzia.
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Estinzione giudizio tributario: rinuncia e accordo
Un contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per un rimborso IRAP. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e il contribuente ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, compensando le spese e specificando che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, come avviene invece in caso di rigetto dell'impugnazione.
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