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Tfr (Trattamento Di Fine Rapporto)

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201 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

TFR cessione d’azienda: quando è esigibile?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un lavoratore che chiedeva il TFR alla precedente azienda, fallita dopo una cessione di ramo d'azienda. Il ricorso è stato respinto perché il rapporto di lavoro era proseguito con la nuova società, rendendo il TFR non esigibile secondo la normativa applicabile all'epoca. La Corte ha inoltre chiarito che, quando una sentenza si basa su due motivazioni autonome (duplice ratio decidendi), il ricorrente deve contestarle entrambe con successo, altrimenti l'impugnazione è inammissibile.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
Una società di costruzioni ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello che la condannava al pagamento di differenze retributive e TFR a un ex dipendente. La società lamentava un'errata valutazione delle prove documentali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo i rigidi limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti e delle prove compiuta dal giudice di merito. La decisione chiarisce che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere un nuovo esame del merito della causa.
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TFR cessione d’azienda: quando spetta al lavoratore?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore che richiedeva il pagamento del TFR alla società cedente fallita. Nel caso di TFR in una cessione d'azienda, se il rapporto di lavoro prosegue con la nuova società, il credito non è immediatamente esigibile dal vecchio datore di lavoro, soprattutto se la vicenda è soggetta alla normativa anteriore al 15 luglio 2022. La Corte ha sottolineato la differenza tra il vecchio e il nuovo regime legale, non applicando retroattivamente la nuova disciplina più favorevole al lavoratore.
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TFR e cessione d’azienda: quando spetta il pagamento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di TFR e cessione d'azienda, il lavoratore il cui rapporto prosegue con l'acquirente non ha diritto all'immediato pagamento del TFR da parte dell'azienda cedente, poi fallita. La nuova normativa che prevede l'esigibilità immediata non è retroattiva e si applica solo alle procedure aperte dopo il 15 luglio 2022.
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Fondo di Garanzia TFR: quando non interviene?
Una lavoratrice, dopo il trasferimento d'azienda e il successivo fallimento del datore di lavoro cedente, ha richiesto l'intervento del Fondo di Garanzia TFR. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, sostenendo che il Fondo non opera se il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con l'azienda cessionaria, poiché il TFR non è ancora esigibile. La lavoratrice ha rinunciato al ricorso in Cassazione a seguito di un nuovo orientamento giurisprudenziale, portando all'estinzione del giudizio.
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Fondo di Garanzia INPS: quando non copre il TFR
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a pagare il TFR maturato da un lavoratore presso un'azienda (cedente) poi fallita, qualora il rapporto di lavoro sia proseguito senza interruzioni con un'altra azienda (cessionaria) rimasta solvente. La Corte ha chiarito che l'obbligo di intervento del Fondo sorge solo in caso di insolvenza del datore di lavoro esistente al momento in cui il credito per TFR diventa esigibile, cioè alla cessazione del rapporto di lavoro.
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Maggiorazioni lavoro domenicale: impatto sulla busta paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che le maggiorazioni per il lavoro domenicale corrisposte ai giornalisti devono essere incluse nel calcolo degli istituti retributivi indiretti e differiti, come tredicesima e TFR. La sentenza rigetta il ricorso di due società del settore media, le quali sostenevano che tali maggiorazioni dovessero essere computate solo se corrisposte con carattere di continuità. La Corte ha invece confermato la decisione di merito, ritenendo provata la natura continuativa delle prestazioni e chiarendo l'interpretazione della clausola del contratto collettivo applicabile.
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TFR socio lavoratore: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26071/2024, ha stabilito che il diritto al TFR del socio lavoratore di cooperativa deriva direttamente dalla legge e non necessita di una specifica previsione contrattuale. Il caso riguardava un lavoratore che, pur essendo socio di una cooperativa, svolgeva un'attività lavorativa subordinata. La Corte ha rigettato il ricorso della società committente, confermando che la Legge 142/2001 ha esteso le tutele del lavoro subordinato, incluso il TFR, ai soci lavoratori, superando la precedente giurisprudenza che richiedeva un accordo esplicito o un comportamento concludente.
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Litisconsorzio necessario: INPS in causa per i contributi
Un lavoratore ha ottenuto il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato e la condanna del datore di lavoro al pagamento del TFR e alla regolarizzazione contributiva. La Cassazione, pur confermando la natura subordinata del rapporto, ha annullato la condanna relativa ai contributi perché l'ente previdenziale non era stato citato in giudizio, configurando un'ipotesi di litisconsorzio necessario.
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Fondo Garanzia TFR: no pagamento se il lavoro continua
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo Garanzia TFR non interviene per pagare il trattamento di fine rapporto maturato con un'azienda cedente, se quest'ultima diventa insolvente ma il rapporto di lavoro del dipendente prosegue senza interruzioni con la nuova società acquirente. Il diritto al TFR, e la conseguente tutela del Fondo, scattano solo al momento della cessazione definitiva del rapporto di lavoro, e l'obbligato principale è il datore di lavoro in quel momento.
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Fondo di Garanzia TFR: paga senza previa escussione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di trasferimento d'azienda seguito dal fallimento del nuovo datore di lavoro, il Fondo di Garanzia TFR gestito dall'ente previdenziale deve pagare l'intero TFR al lavoratore. Questo include anche la quota maturata con il precedente datore di lavoro (cedente), senza che il lavoratore debba prima tentare di recuperare il credito da quest'ultimo. L'obbligazione del Fondo è autonoma e non subordinata al beneficio di escussione.
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Fondo Garanzia TFR: l’INPS può opporsi al pagamento
Una lavoratrice di un'azienda fallita ha richiesto il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia INPS. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'istituto può rifiutare il pagamento se dimostra che il rapporto di lavoro non è cessato, ma è proseguito con una nuova società a seguito di una cessione d'azienda. La Corte ha sottolineato che il diritto alla prestazione del Fondo è autonomo e richiede come presupposto l'effettiva cessazione del rapporto di lavoro.
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Fondo di garanzia TFR: la prova dei contributi versati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto previdenziale contro due ex soci lavoratori di una cooperativa. La questione verteva sull'accesso al Fondo di garanzia TFR per periodi antecedenti al 1997. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito, che aveva ritenuto sufficiente la prova del versamento di contributi sotto la voce generica di 'lavoro dipendente', non è riesaminabile in sede di legittimità, confermando così il diritto dei lavoratori alla prestazione.
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Insolvenza datore: quando paga il Fondo Garanzia TFR?
Una lavoratrice si è vista negare il pagamento del TFR dal Fondo di Garanzia INPS perché non ha dimostrato l'insolvenza del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che per provare l'insolvenza del datore non soggetto a fallimento è necessario esperire tutti i tentativi di esecuzione forzata che appaiano fruttuosi, a prescindere dalla loro onerosità per il creditore. La semplice difficoltà o il costo dell'azione esecutiva immobiliare non sono sufficienti a dimostrare lo stato di insolvenza.
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Calcolo TFR incarico dirigenziale: la Cassazione
Un funzionario comunale con incarico dirigenziale a tempo determinato ha chiesto il ricalcolo del TFR basato sullo stipendio più alto. La Cassazione ha negato, confermando che si tratta di rapporti di lavoro separati e che il calcolo TFR deve essere distinto per i due periodi, senza unificazione.
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Cessione d’azienda: debiti TFR e imposta di registro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21179/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cessione d'azienda e imposta di registro. L'Agenzia delle Entrate aveva cercato di aumentare la base imponibile includendo i debiti per TFR, ferie e tredicesime accollati dall'acquirente. La Corte ha rigettato tale interpretazione, chiarendo che queste passività, essendo 'inerenti' all'attività d'impresa, non costituiscono parte del prezzo ma concorrono a determinare il valore netto dell'azienda. Di conseguenza, devono essere scomputate e non aggiunte alla base imponibile.
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Indennità TFR dirigente: fringe benefit e calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20938/2024, ha respinto il ricorso di un'azienda, confermando che l'indennità TFR dirigente deve includere il valore reale dei fringe benefit, come l'auto aziendale, e non solo l'importo forfettario in busta paga. La Corte ha inoltre stabilito che l'inadempimento del datore di lavoro, come il mancato pagamento di premi assicurativi, non può ridurre la base di calcolo del TFR. Il caso riguardava un dirigente dimessosi a seguito di un demansionamento, il cui diritto a un'indennità sostitutiva del preavviso è stato confermato.
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Fondo di Garanzia TFR: il diritto al pagamento
Una lavoratrice, non pagata dal suo ex datore di lavoro insolvente, si rivolge al Fondo di Garanzia per ottenere il TFR. L'ente nega il pagamento eccependo la prescrizione del diritto. Il Tribunale di Torino accoglie il ricorso della lavoratrice, condannando il Fondo al pagamento. La decisione sottolinea come le azioni esecutive contro il datore di lavoro interrompano la prescrizione e come una documentazione completa sia cruciale per l'accoglimento della domanda per il Fondo di Garanzia TFR.
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Fondo garanzia TFR: no pagamento se l’azienda è salva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16917/2024, ha stabilito che il Fondo di garanzia TFR gestito dall'INPS non è tenuto a intervenire se, in caso di cessione di ramo d'azienda, il rapporto di lavoro prosegue con un'impresa acquirente che risulta solvibile al momento della cessazione definitiva del rapporto. Secondo la Corte, un accordo sindacale che lasci il TFR a carico dell'azienda cedente, successivamente divenuta insolvente, non è opponibile all'INPS. Il requisito fondamentale per l'intervento del Fondo è l'insolvenza del datore di lavoro al momento in cui il credito per il TFR diventa esigibile, cioè alla fine del rapporto di lavoro.
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Calcolo TFR: indennità estero, la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul caso di un ex dipendente di banca riguardo al calcolo TFR per il periodo di lavoro svolto all'estero. La Corte cassa con rinvio la sentenza di secondo grado, accogliendo un motivo di ricorso della banca per difetto di motivazione e un motivo del lavoratore sull'inclusione del 'contributo alloggio' nella base di calcolo TFR. Viene ribadita la distinzione tra base imponibile fiscale e previdenziale per i redditi esteri.
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