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Tfr (Trattamento Di Fine Rapporto)

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201 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fondo di Garanzia INPS: quando non interviene?
La Corte di Cassazione nega l'accesso al Fondo di Garanzia INPS a un gruppo di lavoratori il cui rapporto di lavoro era proseguito con una nuova società a seguito di una cessione d'azienda. Nonostante l'insolvenza del datore di lavoro originario, il presupposto per l'intervento del Fondo, ovvero la cessazione del rapporto di lavoro, non si era verificato. Di conseguenza, la responsabilità per il TFR e le retribuzioni maturate si trasferisce sul nuovo datore di lavoro, rendendo inefficaci nei confronti dell'INPS eventuali accordi di deroga alla responsabilità solidale.
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Fondo di Garanzia INPS: no in cessione d’azienda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a intervenire per il pagamento di TFR e stipendi arretrati se, a seguito di una procedura di amministrazione straordinaria, l'azienda viene ceduta e il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con il nuovo acquirente. La Corte ha chiarito che la tutela del Fondo presuppone la cessazione del rapporto di lavoro e l'insolvenza del datore di lavoro al momento di tale cessazione, condizioni assenti in questo caso.
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Fondo di Garanzia INPS: No se continua il lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a intervenire per pagare il TFR e altri crediti se, in seguito a una cessione d'azienda, il rapporto di lavoro prosegue con un'impresa acquirente solvente. Anche se l'azienda cedente diventa insolvente dopo la cessione, la continuità del rapporto lavorativo impedisce che il credito diventi esigibile, presupposto essenziale per l'attivazione del Fondo. Un accordo sindacale che riaccolli il debito sulla società cedente non può alterare questa disciplina pubblicistica.
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Fondo di garanzia TFR: no pagamento se il lavoro continua
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il pagamento del TFR al Fondo di garanzia TFR gestito dall'INPS. Il caso riguardava un lavoratore il cui rapporto di lavoro era proseguito, senza soluzione di continuità, con una nuova società a seguito di una cessione di ramo d'azienda, mentre la società originaria era stata dichiarata fallita. La Corte ha stabilito che il Fondo non è tenuto a intervenire perché il TFR diventa esigibile solo al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Poiché il rapporto non era cessato ma proseguito con il nuovo datore, l'insolvenza del datore di lavoro originario non è sufficiente a far scattare la garanzia del Fondo.
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Fondo di Garanzia INPS: no in cessione d’azienda
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a intervenire per il pagamento del TFR e dei contributi di previdenza complementare se, in seguito alla cessione di un'azienda in amministrazione straordinaria, il rapporto di lavoro prosegue con la società acquirente. La condizione essenziale per l'intervento del Fondo, ovvero la cessazione del rapporto di lavoro che rende esigibile il TFR, non si verifica in caso di continuità lavorativa.
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Fondo di Garanzia INPS: No se l’azienda è ceduta
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori non possono accedere al Fondo di Garanzia INPS se, prima dell'insolvenza del datore di lavoro, il loro rapporto è stato trasferito a un'altra azienda solvibile tramite cessione d'azienda. In questo caso, il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con il nuovo datore, che diventa responsabile per i crediti maturati, incluso il TFR. La continuità del rapporto di lavoro esclude il presupposto fondamentale per l'intervento del Fondo, ovvero la cessazione del rapporto stesso.
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Fondo di Garanzia TFR: quando non interviene
La Corte di Cassazione ha negato l'intervento del Fondo di Garanzia TFR a un lavoratore il cui rapporto di lavoro era proseguito con una nuova azienda dopo una cessione, nonostante il fallimento del datore di lavoro originario. La decisione si basa sul principio che il TFR diventa esigibile solo alla cessazione definitiva del rapporto, condizione non verificatasi nel caso di specie, rendendo inefficaci eventuali accordi sindacali in deroga nei confronti dell'ente previdenziale.
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Natura TFR Fondo Tesoreria: la Cassazione decide
In un caso riguardante la richiesta di interessi e rivalutazione su TFR pagato in ritardo, la Corte di Cassazione ha chiarito la natura del TFR del Fondo Tesoreria. Con la sentenza 11569/2024, ha stabilito che si tratta di una prestazione previdenziale e non retributiva. Di conseguenza, si applica il divieto di cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria, riformando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Valore probatorio CUD: non prova il pagamento del TFR
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Certificazione Unica (CUD) non è una prova sufficiente del pagamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR). In un caso riguardante l'opposizione di una lavoratrice all'esclusione del suo TFR dallo stato passivo di un fallimento, la Corte ha chiarito che il valore probatorio del CUD è nullo se usato dalla parte che lo ha emesso. L'onere di dimostrare l'effettivo pagamento spetta al datore di lavoro, non al dipendente.
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Continuità rapporto di lavoro: niente TFR se c’è mobilità
Un lavoratore, trasferito da un consorzio a un'amministrazione regionale tramite mobilità, ha richiesto il pagamento del TFR. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che in caso di continuità del rapporto di lavoro, il diritto alla liquidazione matura solo alla cessazione definitiva del servizio con il nuovo datore. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso poiché contestava l'accertamento dei fatti, compito esclusivo dei giudici di merito.
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Fondo di Garanzia TFR: quando non interviene?
Un lavoratore, a seguito del trasferimento della sua azienda ad un nuovo datore di lavoro, chiedeva l'intervento del Fondo di Garanzia TFR gestito dall'INPS per il TFR maturato con la vecchia società, divenuta insolvente solo dopo la cessione. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il Fondo non interviene se il rapporto di lavoro prosegue con un'azienda cessionaria solvibile. Il credito per TFR, infatti, non era ancora esigibile al momento dell'insolvenza del cedente, e gli accordi privati tra le aziende non possono vincolare l'ente previdenziale.
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Obbligo di manleva: limiti soggettivi e gruppo
Un lavoratore ricorre in Cassazione per l'estensione di un obbligo di manleva alle società del gruppo del suo ex datore di lavoro. La Corte rigetta il ricorso, confermando che la manleva, sottoscritta dal legale rappresentante di una specifica società anche a titolo personale, non può essere estesa ad altre entità del gruppo non menzionate nell'atto. La decisione sottolinea l'importanza della chiara indicazione dei soggetti vincolati dall'obbligo di manleva.
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Fondo di Garanzia INPS: no TFR se il lavoro prosegue
Un lavoratore ha richiesto il TFR al Fondo di Garanzia INPS a seguito del fallimento del suo datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo che se il rapporto di lavoro prosegue con una nuova società a seguito di una cessione d'azienda, non sussistono i presupposti per l'intervento del Fondo. La Corte ha chiarito che l'ammissione del credito nel passivo fallimentare non è vincolante per l'INPS, poiché l'obbligazione sorge solo con la cessazione effettiva del rapporto di lavoro.
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Fondo Garanzia TFR e cessione d’azienda: la guida
La Cassazione chiarisce che il Fondo Garanzia TFR non interviene per pagare il TFR maturato con l'azienda cedente (poi fallita) se il rapporto di lavoro del dipendente prosegue con la nuova società acquirente. La rinuncia del lavoratore ad agire contro l'acquirente per il TFR pregresso è un accordo privato che non può attivare l'obbligazione pubblica del Fondo, la cui funzione è legata alla cessazione del rapporto di lavoro per insolvenza del datore.
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Deduzione acconto TFR netto dal lordo: la regola
Un'azienda ha versato un acconto netto sul TFR a un dipendente, pretendendo poi di detrarre l'equivalente importo lordo dal totale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la deduzione acconto TFR deve basarsi sull'importo netto effettivamente pagato, se l'azienda non dimostra di aver versato le relative ritenute fiscali e previdenziali. Il principio è che si detrae solo ciò che è stato concretamente corrisposto.
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Indennità di anzianità: TFR aggiuntivo e recupero
La Corte di Cassazione conferma che una specifica indennità di anzianità, prevista da un regolamento interno, costituisce un TFR aggiuntivo contrario alla legge. Di conseguenza, il datore di lavoro ha diritto a richiederne la restituzione entro il termine di prescrizione ordinario di dieci anni. La Corte ha rigettato il ricorso dei lavoratori, chiarendo che l'azione del datore di lavoro per la ripetizione dell'indebito non è soggetta alla prescrizione breve di cinque anni prevista per i crediti di lavoro.
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Fondo di Garanzia TFR: no se il lavoro continua
Un lavoratore si è visto negare il pagamento del TFR dal Fondo di Garanzia TFR dopo il fallimento della sua azienda, poiché il rapporto di lavoro era proseguito con una società cessionaria. La Corte d'Appello ha stabilito che, non essendoci stata cessazione del rapporto, il TFR non era esigibile e quindi il Fondo non era tenuto a intervenire. Il procedimento in Cassazione si è poi estinto per rinuncia del lavoratore al ricorso.
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Fondo di Garanzia: no TFR se il lavoro continua
La Cassazione ha negato l'accesso al Fondo di Garanzia INPS a un gruppo di lavoratori il cui rapporto di lavoro era proseguito senza interruzioni con una nuova società acquirente, nonostante l'insolvenza del datore originario. La Corte ha stabilito che il requisito fondamentale per l'intervento del Fondo, ovvero l'esigibilità del TFR, non è soddisfatto se il rapporto non cessa. Gli accordi sindacali che liberano l'acquirente dai debiti pregressi non sono opponibili all'INPS e non possono attivare la tutela del Fondo di Garanzia.
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Fondo di Garanzia TFR: quando non interviene?
Una lavoratrice ha citato in giudizio l'ente previdenziale per ottenere il pagamento del TFR dal Fondo di Garanzia TFR dopo il fallimento del suo datore di lavoro. La Corte d'Appello ha respinto la domanda perché il rapporto di lavoro era proseguito con una nuova società a seguito di una cessione di ramo d'azienda, rendendo il TFR non ancora esigibile. La lavoratrice ha presentato ricorso in Cassazione ma vi ha poi rinunciato, determinando l'estinzione del procedimento.
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Fondo di Garanzia INPS: No TFR se il lavoro continua
La Cassazione ha negato l'accesso al Fondo di Garanzia INPS a due lavoratrici il cui rapporto di lavoro era continuato con una nuova società dopo la cessione d'azienda, nonostante l'insolvenza del datore di lavoro originario. La Corte ha stabilito che il presupposto essenziale per l'intervento del Fondo è la cessazione del rapporto di lavoro, momento in cui il TFR diventa esigibile. La continuità dell'impiego esclude tale presupposto, rendendo irrilevanti anche gli accordi sindacali volti a liberare il nuovo datore dai debiti pregressi.
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