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Tempus Regit Actum — Anno 2025

191 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Tempus Regit Actum

Provvedimenti

Rescissione del giudicato: quando inizia il termine?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41794/2025, ha stabilito che il termine per richiedere la rescissione del giudicato decorre dalla notifica dell'ordine di esecuzione della pena. Questo atto fornisce al condannato una conoscenza precisa e completa della sentenza emessa in sua assenza, rendendo tardiva ogni istanza presentata oltre i 30 giorni. L'errore del condannato nell'identificare la sentenza oggetto di esecuzione è stato ritenuto irrilevante ai fini della decorrenza del termine.
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Tabulati telefonici: utilizzabilità e prova nel processo
Un appellant, condannato per reati fiscali come amministratore di fatto, ha contestato l'uso dei tabulati telefonici come prova, sostenendo che fossero stati acquisiti illegalmente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che, secondo la normativa transitoria (D.L. 132/2021), tali dati sono utilizzabili se supportati da altre prove. La Corte ha stabilito che la condanna si basava su molteplici elementi probatori oltre ai dati telefonici, convalidando così la decisione del tribunale di grado inferiore.
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Raddoppio dei termini per capitali all’estero
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale su capitali detenuti in Paesi 'black list' è una norma procedurale e si applica secondo il principio 'tempus regit actum'. Di conseguenza, è applicabile anche a periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore. La successiva uscita del Paese dalla black list non ha efficacia retroattiva per gli anni in cui era considerato a fiscalità privilegiata.
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Sanzioni RW: raddoppio termini e principio del favor rei
Un contribuente è stato sanzionato per la mancata dichiarazione di investimenti esteri (quadro RW) per gli anni dal 2006 al 2010. La corte tributaria regionale aveva annullato parte delle sanzioni, applicando erroneamente una norma relativa agli avvisi di accertamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che le sanzioni RW sono autonome. Ha inoltre confermato l'applicazione retroattiva delle norme procedurali che raddoppiano i termini di decadenza, secondo il principio 'tempus regit actum', e ha rinviato il caso al giudice di merito, indicando di valutare anche l'applicazione del principio del 'favor rei' alla luce di una normativa più recente.
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Sospensione feriale: le nuove regole sui termini
La Corte di Cassazione ha confermato che la riduzione del periodo di sospensione feriale dei termini processuali, introdotta nel 2014, si applica a partire dal periodo feriale del 2015 a tutti i giudizi, anche a quelli pendenti. Nel caso specifico, un appello è stato dichiarato inammissibile perché tardivo, in quanto calcolato sulla base del nuovo termine ridotto di 31 giorni anziché su quello precedente di 46. La Corte ha ribadito che il principio "tempus regit actum" rende irrilevante la data di inizio della causa.
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Mutamento del giudice: no al riesame dei testi pre-2023
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore condannato per reati fiscali. Il punto centrale della sentenza riguarda il mutamento del giudice: la Corte ha stabilito che la nuova normativa, che prevede il riesame dei testi, non si applica retroattivamente alle deposizioni rese prima del 1° gennaio 2023. Per queste ultime, rimane valida la precedente giurisprudenza che richiede una richiesta specifica e motivata da parte della difesa. La condanna è stata quindi confermata.
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Informativa antimafia: limiti al ricorso in Cassazione
Una società colpita da una informativa antimafia ha impugnato il provvedimento, sostenendo che fatti favorevoli successivi ne dimostrassero l'illegittimità. Dopo le sconfitte presso il TAR e il Consiglio di Stato, si è rivolta alla Cassazione. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la loro competenza è limitata ai soli 'motivi inerenti alla giurisdizione' (eccesso di potere del giudice amministrativo) e non può estendersi al merito della decisione, come la scelta di non considerare eventi successivi all'emissione dell'atto. La valutazione della legittimità di una informativa antimafia va fatta con riferimento al momento della sua adozione.
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Tremonti Ambiente: Cassazione sulla detassazione
Una società si è vista negare l'agevolazione fiscale 'Tremonti Ambiente' per un investimento in un impianto fotovoltaico. L'Agenzia delle Entrate contestava la data della perizia asseverata, successiva all'abrogazione della norma. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che il diritto al beneficio matura con la data di realizzazione dell'investimento, non con la data della documentazione. È stato inoltre confermato il principio secondo cui la dichiarazione dei redditi, quale dichiarazione di scienza, può sempre essere emendata per correggere errori a svantaggio del contribuente.
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Agevolazione Tremonti ambiente: sì al beneficio
Una società si è vista negare l'agevolazione Tremonti ambiente per un impianto fotovoltaico realizzato nel 2010, poiché la norma è stata abrogata nel 2012. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che il diritto al beneficio matura al momento della realizzazione dell'investimento, non in base a formalità successive come la data di una perizia. Pertanto, l'abrogazione della legge non ha effetti retroattivi sugli investimenti già completati, garantendo all'azienda il diritto alla detassazione.
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Riduzione pena e continuazione: i limiti del beneficio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38194/2025, ha stabilito che la riduzione pena di un sesto, prevista per chi non impugna una sentenza di condanna emessa con rito abbreviato, non può essere estesa a reati giudicati con una sentenza precedente, già divenuta irrevocabile e appellata, anche se unificati per continuazione. Il beneficio premiale è legato al sacrificio processuale della rinuncia all'appello e non può essere applicato retroattivamente a condanne per le quali tale rinuncia non è avvenuta.
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Mandato ad impugnare: quando è inammissibile l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. L'appello era stato presentato da un imputato giudicato in assenza senza uno specifico mandato ad impugnare rilasciato dopo la sentenza di primo grado, come richiesto dall'art. 581 cod. proc. pen. La Corte ha ribadito che questo requisito è fondamentale per garantire la consapevolezza dell'imputato e la volontà di procedere con l'impugnazione.
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Inammissibilità appello: quando il ricorso è infondato
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la decisione di inammissibilità dell'appello per difetto di specificità dei motivi. La Corte chiarisce che tale principio preesisteva alla Riforma Cartabia e che l'inammissibilità dell'appello preclude l'esame della prescrizione del reato, confermando una consolidata giurisprudenza.
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Raddoppio termini estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul raddoppio termini estero per l'accertamento di capitali non dichiarati in paradisi fiscali. La Corte ha stabilito che la norma ha natura procedurale e non sostanziale, rendendola applicabile anche ai periodi d'imposta precedenti la sua entrata in vigore, a condizione che i termini originari non fossero già scaduti. Di conseguenza, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza di merito che aveva annullato l'atto di contestazione nei confronti di un contribuente.
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Abrogazione rito Fornero: le regole per l’appello
Un dipendente pubblico impugna un licenziamento disciplinare. Il suo appello viene dichiarato inammissibile perché, nonostante l'abrogazione rito Fornero, la Cassazione stabilisce che per i procedimenti iniziati prima della riforma si applicano le vecchie regole. L'impugnazione corretta era il 'reclamo' entro 30 giorni, non l'appello ordinario. La Corte chiarisce il principio di 'perpetuatio iudicii' nelle norme transitorie.
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Reddito di Cittadinanza: reato non abrogato
Un tribunale aveva prosciolto un imputato dall'accusa di illecita percezione del Reddito di Cittadinanza, ritenendo il reato abrogato dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che una successiva normativa ha garantito la continuità della sanzione penale per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023, senza creare alcun vuoto legislativo.
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Anzianità di servizio: la Cassazione rinvia il caso
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un caso cruciale riguardante il riconoscimento dell'anzianità di servizio pre-ruolo per una dipendente pubblica. La controversia verte sulla decorrenza della prescrizione e sull'applicazione della Direttiva europea 1999/70/CE. L'ente comunale datore di lavoro aveva impugnato la sentenza d'appello, favorevole alla lavoratrice, sollevando questioni complesse di giurisdizione, prescrizione e motivazione. Data la rilevanza delle questioni, la Corte ha ritenuto necessario un esame approfondito in pubblica udienza.
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Sanzioni CONSOB: quando non si applica il favor rei
Un ex presidente di un istituto bancario ha impugnato le sanzioni CONSOB per violazioni gestionali e procedurali, invocando i principi penalistici del favor rei e ne bis in idem. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tali sanzioni hanno natura amministrativa e non penale. Di conseguenza, non si applica la legge successiva più favorevole, ma il principio del 'tempus regit actum', confermando la piena responsabilità degli amministratori per la mancata adozione di procedure adeguate a tutela dei clienti.
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Sanzioni amministrative: no al favor rei, si a tempus regit actum
Una società di revisione viene sanzionata dall'Autorità di Vigilanza per violazioni antiriciclaggio. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, stabilisce che per le sanzioni amministrative non si applica il principio del *favor rei* (legge più favorevole), ma quello del *tempus regit actum* (legge del tempo del commesso illecito), negandone la natura sostanzialmente penale.
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Vincolo Cimiteriale: la Cassazione ferma i lavori
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un cantiere edile per lottizzazione abusiva, sorto in violazione del vincolo cimiteriale. La sentenza chiarisce che la fascia di rispetto di 200 metri è un vincolo assoluto, non derogabile da normative regionali sulla rigenerazione urbana o da vecchi decreti. La Corte ha ritenuto l'intervento una nuova costruzione e non una ristrutturazione, data la trasformazione urbanistica dell'area, dichiarando inammissibile il ricorso della società costruttrice.
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Misure di prevenzione: confisca legittima anche senza
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di un ingente patrimonio nei confronti di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso per la sua lunga carriera in reati economici. La sentenza chiarisce che le misure di prevenzione patrimoniali sono legittime anche in assenza di una condanna penale per tutti i fatti contestati e definisce i criteri per la competenza territoriale e l'applicazione del principio del 'ne bis in idem'.
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