LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Tempus Regit Actum — Anno 2023

Pagina 5 di 5

94 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Tempus Regit Actum

Provvedimenti

Citazione diretta a giudizio e truffa aggravata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza con cui un Tribunale aveva restituito gli atti al Pubblico Ministero, ritenendo erroneamente necessaria l'udienza preliminare per un caso di truffa aggravata. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito della Riforma Cartabia, la citazione diretta a giudizio è la procedura corretta per il reato di truffa aggravata dalla minorata difesa. Il provvedimento del giudice di merito è stato dichiarato abnorme poiché generava una stasi del processo insuperabile, impedendo al PM sia di reiterare l'atto che di mutare il rito.
Continua »
Rito abbreviato: negato lo sconto per rinuncia appello
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti dell'ulteriore riduzione di pena di un sesto nel rito abbreviato, introdotta dalla Riforma Cartabia. Un imputato aveva rinunciato all'appello dopo l'entrata in vigore della norma, sperando di ottenere lo sconto. La Corte ha stabilito che il beneficio spetta solo se l'impugnazione non è mai stata proposta. La rinuncia a un appello già pendente non equivale alla mancata proposizione, poiché il giudizio superiore è già stato instaurato e gli effetti dell'atto iniziale sono esauriti, impedendo l'applicazione retroattiva della norma più favorevole.
Continua »
Riforma Cartabia impugnazioni: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le nuove norme sulle impugnazioni introdotte dalla Riforma Cartabia si applicano solo alle sentenze pronunciate dopo il 30 dicembre 2022. La Corte ha annullato l'ordinanza di inammissibilità di un appello, poiché la sentenza impugnata era stata emessa prima di tale data. Ai fini dell'applicazione della nuova disciplina, rileva la data di pronuncia del dispositivo e non quella del deposito delle motivazioni o della proposizione del gravame.
Continua »
Nullità del giudizio d’appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica della modalità di trattazione di un'udienza d'appello, da pubblica a 'cartolare' (cioè basata su atti scritti), non determina la nullità del giudizio d'appello se la difesa viene tempestivamente informata e se la modalità 'cartolare' è quella prevista dalla legge vigente al momento della celebrazione. Il caso riguardava un imputato che lamentava la violazione del suo diritto a partecipare all'udienza, ma la Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, sottolineando che il principio 'tempus regit actum' impone di applicare la legge in vigore al momento dell'udienza, non quella vigente al momento della citazione.
Continua »
Dichiarazioni persona offesa e reato connesso: la guida
La Corte di Cassazione conferma la validità delle dichiarazioni della persona offesa in un caso di tentato omicidio, anche se in seguito emergono indizi di un suo coinvolgimento in reati connessi. La sentenza stabilisce che l'utilizzabilità delle dichiarazioni si valuta al momento in cui vengono rese, applicando il principio 'tempus regit actum'. Se all'epoca della deposizione non esistevano indizi a carico della vittima, le sue parole sono pienamente utilizzabili come prova contro gli accusati.
Continua »
Abnormità dell’atto: Cassazione annulla rinvio civile
Un medico, assolto in primo grado dall'accusa di omicidio colposo, si è trovato di fronte all'appello della sola parte civile. La Corte d'Appello, applicando una nuova norma della Riforma Cartabia, ha trasferito il caso al giudice civile. La Cassazione ha annullato questa decisione, qualificandola come "abnormità dell'atto". La Corte ha chiarito che la nuova norma non era applicabile al caso specifico per ragioni temporali, come stabilito da una precedente sentenza delle Sezioni Unite. Di conseguenza, l'ordinanza della Corte d'Appello è stata annullata e il procedimento è stato rimandato allo stesso giudice penale d'appello per la decisione nel merito delle sole questioni civili.
Continua »
Ricorso Cassazione personale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso Cassazione personale avverso una condanna per stalking e diffamazione. La decisione si basa sulla L. 103/2017, che impone la firma di un avvocato cassazionista, a pena di inammissibilità.
Continua »
Interposizione fittizia di manodopera: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra un lavoratore e una società di trasporti a partecipazione pubblica, a causa di una interposizione fittizia di manodopera. Nonostante il lavoratore fosse formalmente dipendente di un consorzio, operava sotto il potere direttivo della società committente. La Corte ha stabilito che le normative successive, che impongono limiti alle assunzioni nel settore pubblico, non possono essere applicate retroattivamente per invalidare un rapporto di lavoro già sorto nei fatti.
Continua »
Restituzione in termini: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile la richiesta di restituzione in termini di un imputato condannato in assenza. Aver nominato un difensore di fiducia ed eletto domicilio costituisce prova della conoscenza del processo, rendendo irrilevante la mancata ricezione personale delle notifiche, legittimamente effettuate al legale.
Continua »
Opposizione a decreto penale: le regole transitorie
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità riguardante una opposizione a decreto penale. Il caso verteva sulla corretta individuazione dell'ufficio giudiziario presso cui depositare l'atto, alla luce delle modifiche introdotte dalla Riforma Cartabia. La Corte ha chiarito che, in virtù delle norme transitorie, la vecchia disciplina era ancora applicabile, e che in ogni caso anche la nuova norma non escludeva la validità del deposito effettuato presso la cancelleria del Giudice di Pace.
Continua »
Produzione documentale appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di mediazione immobiliare per chiarire le rigide regole sulla produzione documentale in appello. Una società di mediazione, citata per la restituzione di un acconto, si era vista contestare la mancata iscrizione all'albo solo in secondo grado. La Corte d'Appello aveva ammesso la produzione tardiva del certificato, ma la Cassazione ha annullato la decisione, ribadendo che, ai sensi dell'art. 345 c.p.c., i nuovi documenti sono ammessi solo se la parte dimostra l'impossibilità di produrli prima per causa non imputabile, un principio distinto dalla proponibilità dell'eccezione.
Continua »
Ricorso 599 bis cpp: quando è inammissibile?
Un individuo ha impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello emessa a seguito di un 'concordato sulla pena' ai sensi dell'art. 599 bis del codice di procedura penale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso 599 bis cpp inammissibile, ribadendo che l'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo e non per contestare motivi di merito o di determinazione della pena, che si considerano rinunciati con l'adesione al concordato.
Continua »
Confisca allargata evasione fiscale: retroattività
Un medico, indagato per gravi reati, subisce un sequestro finalizzato alla confisca allargata per una sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato. Egli sostiene che la ricchezza derivi da evasione fiscale accumulata negli anni. La Corte di Cassazione, di fronte a un contrasto giurisprudenziale sulla retroattività del divieto di usare l'evasione fiscale come giustificazione (introdotto nel 2017), rimette la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva. L'ordinanza analizza i due orientamenti opposti in tema di confisca allargata evasione fiscale.
Continua »
Proroga concessione: no al rinnovo senza gara
Una società chimica si è vista negare la proroga di una concessione idroelettrica richiesta sulla base di una legge del 1982. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che si applica la normativa più recente (D.Lgs. 79/1999), la quale ha abrogato la precedente e impone procedure di gara pubblica per l'assegnazione. La Corte ha ribadito il principio del 'tempus regit actum', secondo cui la legittimità di un atto amministrativo si valuta in base alla legge in vigore al momento della sua adozione, non della richiesta iniziale, escludendo qualsiasi diritto acquisito al rinnovo automatico.
Continua »