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Tassazione Dei Dividendi Esteri

9 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tassazione dei dividendi esteri: il fisco perde contro la UE
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società italiana un'operazione di interposizione per evitare la maggiore ritenuta fiscale sui dividendi distribuiti a una società inglese non residente. Il fisco pretendeva il pagamento della differenza tra l'aliquota ordinaria per i residenti (10%) e quella per i non residenti (32,40%). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che la tassazione dei dividendi esteri non può essere più gravosa di quella applicata ai dividendi interni. Questo principio di non discriminazione, derivante dal diritto dell'Unione Europea, vieta trattamenti fiscali deteriori per i soggetti stabiliti in altri Stati membri, rendendo illegittimo il recupero d'imposta basato su aliquote discriminatorie. L'Azienda vince definitivamente la causa.
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Tassazione dei dividendi esteri: il fisco vince sulla doppia tassa
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un contribuente italiano per non aver dichiarato i dividendi ricevuti da una società spagnola. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, ritenendo che la tassazione del 15% già subita in Spagna escludesse ogni ulteriore imposta in Italia. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, chiarendo le regole sulla tassazione dei dividendi esteri. I giudici hanno stabilito che i dividendi esteri sono pienamente imponibili nello Stato di residenza del beneficiario (l'Italia). Tuttavia, per evitare la doppia imposizione, il contribuente ha diritto a detrarre dalle imposte italiane la quota già pagata in Spagna, nei limiti previsti dalla convenzione bilaterale. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio.
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Tassazione dei dividendi esteri: fondi USA battono il fisco
Un fondo di investimento statunitense ha contestato il rifiuto del fisco italiano di rimborsare parte delle ritenute subite sui dividendi azionari tra il 2007 e il 2010. Il fondo ha subito una tassazione del 15%, mentre i fondi italiani pagavano solo il 12,5% o il 5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che la tassazione dei dividendi esteri non può essere più penalizzante rispetto a quella applicata ai fondi nazionali. Questo trattamento differenziato viola il principio europeo della libera circolazione dei capitali, che si applica anche ai paesi extra-UE. Di conseguenza, i giudici hanno annullato la decisione precedente, riconoscendo il potenziale diritto al rimborso.
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Tassazione dei dividendi esteri: fondi USA battono il Fisco
Un fondo di investimento statunitense ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate sulla richiesta di rimborso delle ritenute applicate sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2010. Il fondo lamentava una discriminazione rispetto ai fondi italiani, tassati con un'aliquota inferiore (12,5% o 5%) rispetto al 15% previsto dalla Convenzione Italia-USA. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la tassazione dei dividendi esteri non può essere discriminatoria rispetto a quella interna. Il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE) si applica anche ai rapporti con Paesi terzi. Di conseguenza, l'aliquota nazionale più favorevole del 12,5% deve applicarsi anche al fondo americano, rendendo irrilevante il regime fiscale vigente negli Stati Uniti. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Tassazione dei dividendi esteri: il fondo USA batte il fisco
Un fondo di investimento statunitense ha contestato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria sulla richiesta di rimborso delle ritenute subite sui dividendi azionari italiani tra il 2007 e il 2010. Il fondo lamentava una discriminazione rispetto ai fondi italiani, poiché i suoi dividendi erano tassati al 15% in base alla Convenzione bilaterale, mentre i fondi nazionali beneficiavano di un'aliquota del 12,5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che la tassazione dei dividendi esteri non può essere più gravosa di quella interna. Questo trattamento differenziato viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali, applicabile anche ai paesi terzi. La Corte ha chiarito che il confronto deve basarsi solo sulle regole fiscali italiane, senza considerare le tasse applicate nello Stato estero.
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Tassazione dei dividendi esteri: Cassazione contro la disparità
Un fondo d'investimento statunitense ha contestato la tassazione dei dividendi esteri subita in Italia tra il 2007 e il 2010. Al fondo era stata applicata una ritenuta del 15%, mentre i fondi italiani pagavano un'imposta sostitutiva del 12,5% sui risultati di gestione. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso della differenza, decisione inizialmente confermata dai giudici d'appello sulla base di una presunta legittimità dei trattati internazionali. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fondo estero. I giudici hanno stabilito che la differenza di trattamento viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per ricalcolare il rimborso spettante al fondo straniero.
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Tassazione dei dividendi esteri: stop alle discriminazioni
Un fondo d'investimento statunitense ha richiesto il rimborso della maggiore imposta pagata in Italia sui dividendi percepiti tra il 2007 e il 2010. Il fondo ha subito una ritenuta del 15%, mentre i fondi italiani pagavano un'imposta sostitutiva del 12,5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che la disparità di trattamento viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali. Per evitare discriminazioni, la tassazione dei dividendi esteri deve essere allineata a quella dei fondi nazionali. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione sfavorevole precedente e ha rinviato la causa ai giudici di merito per ricalcolare il rimborso spettante al fondo americano applicando l'aliquota ridotta del 12,5%.
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Tassazione dei dividendi esteri: Cassazione tutela i fondi USA
Un fondo d'investimento statunitense ha contestato la tassazione dei dividendi esteri subita in Italia tra il 2007 e il 2010. Le società italiane partecipate avevano applicato una ritenuta alla fonte del 15%, come previsto dall'accordo bilaterale Italia-USA. Il fondo ha chiesto il rimborso, lamentando una discriminazione rispetto ai fondi italiani, soggetti a un'imposta sostitutiva più favorevole del 12,5%. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo. La Suprema Corte ha stabilito che la differenza di trattamento viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali. Di conseguenza, ha cassato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla giustizia tributaria regionale, imponendo l'applicazione dell'aliquota ridotta del 12,5% anche al fondo estero.
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Tassazione dei dividendi esteri: stop alle discriminazioni
Un fondo comune di investimento con sede negli Stati Uniti ha richiesto il rimborso delle ritenute del 15% applicate sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2009. Il fondo ha denunciato una discriminazione rispetto ai fondi italiani, soggetti a un'aliquota inferiore del 12,5%, in violazione della libera circolazione dei capitali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la tassazione dei dividendi esteri non può essere più gravosa di quella interna. I giudici hanno chiarito che il limite del 15% previsto dal trattato bilaterale è solo un tetto massimo e non impedisce l'applicazione di aliquote inferiori per evitare disparità. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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