LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 10 Convenzione Italia-USA

17 provvedimenti

Fondi pensione USA vs Italia: la Cassazione annulla la discriminazione fiscale
Un Fondo pensione statunitense ha percepito dividendi da società italiane, subendo una ritenuta d'imposta del 27% (o 15% con convenzione). I fondi pensione di Stati UE/SEE beneficiavano invece di un'aliquota ridotta all'11%. Il Fondo ha chiesto il rimborso, denunciando una discriminazione fiscale fondi pensione e una restrizione alla libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE). L'Agenzia delle Entrate e i giudici di merito hanno respinto la domanda, giustificando la differenza con i diversi regimi fiscali (EET vs ETT). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la diversità dei regimi non giustifica un trattamento discriminatorio se le situazioni sono oggettivamente comparabili. La Corte ha riconosciuto l'illegittimità della maggiore tassazione per i fondi non-UE/SEE, ordinando il rimborso.
Continua »
Fondi pensione esteri: la Cassazione ferma la discriminazione fiscale
Un fondo pensione statunitense ha chiesto il rimborso di imposte sui dividendi pagate in Italia con un'aliquota del 15%, superiore all'11% applicato ai fondi nazionali. L'Amministrazione finanziaria ha opposto un silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione, confermando che tale differenza di trattamento costituisce una discriminazione fiscale fondi pensione esteri. La Corte ha ribadito che applicare un'aliquota maggiore ai fondi esteri viola il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE), non essendo giustificata da ragioni di interesse generale o da differenze oggettive.
Continua »
Tassazione dei dividendi: il Fisco perde contro il fondo USA
Un fondo pensione statunitense ha richiesto il rimborso della maggiore imposta versata sui dividendi distribuiti da società italiane nel 2009. Il fondo aveva pagato un'aliquota del 15% in base alla Convenzione Italia-USA, mentre i fondi nazionali pagavano l'11%. L'Agenzia delle Entrate ha opposto il silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Fisco, confermando il diritto al rimborso. La Corte ha stabilito che la disparità nella tassazione dei dividendi tra fondi nazionali e fondi di Paesi terzi viola il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE). Tale discriminazione non è giustificata da motivi di coerenza fiscale o di controllo, poiché lo scambio di informazioni è garantito dagli accordi bilaterali.
Continua »
Tassazione dei dividendi esteri: fondi USA battono il fisco
Un fondo di investimento statunitense ha contestato il rifiuto del fisco italiano di rimborsare parte delle ritenute subite sui dividendi azionari tra il 2007 e il 2010. Il fondo ha subito una tassazione del 15%, mentre i fondi italiani pagavano solo il 12,5% o il 5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che la tassazione dei dividendi esteri non può essere più penalizzante rispetto a quella applicata ai fondi nazionali. Questo trattamento differenziato viola il principio europeo della libera circolazione dei capitali, che si applica anche ai paesi extra-UE. Di conseguenza, i giudici hanno annullato la decisione precedente, riconoscendo il potenziale diritto al rimborso.
Continua »
Rimborso ritenuta dividendi: fondi USA battono il fisco italiano
Un fondo di investimento statunitense ha richiesto il rimborso ritenuta dividendi per le tasse pagate in Italia tra il 2007 e il 2010. Il fondo ha subito una ritenuta del 15% in base all'accordo bilaterale Italia-USA, mentre i fondi italiani pagavano un'imposta sostitutiva del 12,5%. I giudici di merito hanno negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fondo estero. I giudici hanno stabilito che la differenza di aliquota viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali, che si applica anche ai paesi extra-UE. La tassazione del paese d'origine non rileva per escludere la discriminazione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Rimborso ritenute dividendi: fondo USA batte il fisco italiano
Un fondo di investimento statunitense ha richiesto all'Amministrazione Finanziaria il rimborso ritenute dividendi applicate in Italia nella misura del 15%. Il fondo lamentava una discriminazione rispetto ai fondi italiani, tassati con un'aliquota più favorevole del 12,5%. I giudici di merito avevano respinto la richiesta, ritenendo legittimo il prelievo in base all'accordo bilaterale contro le doppie imposizioni tra Italia e Stati Uniti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fondo estero. I giudici di legittimità hanno stabilito che la tassazione italiana viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali, applicabile anche ai Paesi terzi. La differenza di trattamento penalizza ingiustamente gli investitori esteri. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
Continua »
Tassazione dei dividendi esteri: fondi USA battono il Fisco
Un fondo di investimento statunitense ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate sulla richiesta di rimborso delle ritenute applicate sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2010. Il fondo lamentava una discriminazione rispetto ai fondi italiani, tassati con un'aliquota inferiore (12,5% o 5%) rispetto al 15% previsto dalla Convenzione Italia-USA. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la tassazione dei dividendi esteri non può essere discriminatoria rispetto a quella interna. Il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE) si applica anche ai rapporti con Paesi terzi. Di conseguenza, l'aliquota nazionale più favorevole del 12,5% deve applicarsi anche al fondo americano, rendendo irrilevante il regime fiscale vigente negli Stati Uniti. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
Continua »
Tassazione dei dividendi esteri: il fondo USA batte il fisco
Un fondo di investimento statunitense ha contestato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria sulla richiesta di rimborso delle ritenute subite sui dividendi azionari italiani tra il 2007 e il 2010. Il fondo lamentava una discriminazione rispetto ai fondi italiani, poiché i suoi dividendi erano tassati al 15% in base alla Convenzione bilaterale, mentre i fondi nazionali beneficiavano di un'aliquota del 12,5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che la tassazione dei dividendi esteri non può essere più gravosa di quella interna. Questo trattamento differenziato viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali, applicabile anche ai paesi terzi. La Corte ha chiarito che il confronto deve basarsi solo sulle regole fiscali italiane, senza considerare le tasse applicate nello Stato estero.
Continua »
Tassazione dei dividendi esteri: stop alle discriminazioni
Un fondo d'investimento statunitense ha richiesto il rimborso della maggiore imposta pagata in Italia sui dividendi percepiti tra il 2007 e il 2010. Il fondo ha subito una ritenuta del 15%, mentre i fondi italiani pagavano un'imposta sostitutiva del 12,5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che la disparità di trattamento viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali. Per evitare discriminazioni, la tassazione dei dividendi esteri deve essere allineata a quella dei fondi nazionali. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione sfavorevole precedente e ha rinviato la causa ai giudici di merito per ricalcolare il rimborso spettante al fondo americano applicando l'aliquota ridotta del 12,5%.
Continua »
Tassazione dei dividendi esteri: Cassazione contro la disparità
Un fondo d'investimento statunitense ha contestato la tassazione dei dividendi esteri subita in Italia tra il 2007 e il 2010. Al fondo era stata applicata una ritenuta del 15%, mentre i fondi italiani pagavano un'imposta sostitutiva del 12,5% sui risultati di gestione. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso della differenza, decisione inizialmente confermata dai giudici d'appello sulla base di una presunta legittimità dei trattati internazionali. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fondo estero. I giudici hanno stabilito che la differenza di trattamento viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per ricalcolare il rimborso spettante al fondo straniero.
Continua »
Fondi USA contro fisco: vince la libera circolazione dei capitali
Un fondo d'investimento statunitense ha contestato la ritenuta del 15% applicata sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2010. Il Fondo ha chiesto il rimborso del maggior tributo pagato rispetto ai fondi italiani, soggetti a un'imposta sostitutiva più favorevole del 12,5%. Dopo il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione e il rigetto dei giudici di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fondo. La Corte ha stabilito che la disparità di trattamento viola il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE). I trattati internazionali non creano una presunzione di legittimità fiscale se contrastano con il diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per ricalcolare il rimborso spettante al Fondo estero.
Continua »
Tassazione dei dividendi esteri: Cassazione tutela i fondi USA
Un fondo d'investimento statunitense ha contestato la tassazione dei dividendi esteri subita in Italia tra il 2007 e il 2010. Le società italiane partecipate avevano applicato una ritenuta alla fonte del 15%, come previsto dall'accordo bilaterale Italia-USA. Il fondo ha chiesto il rimborso, lamentando una discriminazione rispetto ai fondi italiani, soggetti a un'imposta sostitutiva più favorevole del 12,5%. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo. La Suprema Corte ha stabilito che la differenza di trattamento viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali. Di conseguenza, ha cassato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla giustizia tributaria regionale, imponendo l'applicazione dell'aliquota ridotta del 12,5% anche al fondo estero.
Continua »
Libera circolazione dei capitali: fisco italiano battuto da fondo USA
Un fondo d'investimento statunitense ha richiesto il rimborso delle ritenute del 15% applicate sui dividendi distribuiti da società italiane nel 2010. Il fondo lamentava una discriminazione rispetto ai fondi italiani, soggetti a un'imposta sostitutiva inferiore (12,5%), in violazione del principio di libera circolazione dei capitali. I giudici di merito avevano respinto la richiesta valorizzando la convenzione bilaterale Italia-USA. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fondo estero. La Corte ha chiarito che le norme europee sulla libera circolazione dei capitali si applicano anche ai paesi terzi e vietano trattamenti fiscali nazionali più gravosi per i non residenti. La presenza di un trattato bilaterale non giustifica la disparità, poiché l'aliquota del 15% rappresenta solo un limite massimo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Libera circolazione dei capitali: rimborsati i dividendi USA
Un fondo di investimento statunitense ha richiesto il rimborso delle ritenute del 15% applicate sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2010, lamentando una discriminazione rispetto ai fondi italiani, tassati al 12,5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che la differenza di trattamento viola il principio di libera circolazione dei capitali sancito dall'art. 63 T.F.U.E. I giudici hanno chiarito che le convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni non possono giustificare restrizioni discriminatorie contrarie al diritto dell'Unione Europea. Inoltre, la comparazione per valutare la discriminazione deve basarsi esclusivamente sulla normativa dello Stato in cui avviene l'investimento, senza considerare la tassazione applicata nello Stato di residenza del fondo estero. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Abruzzo.
Continua »
Libera circolazione dei capitali: fisco italiano battuto da fondo USA
Un fondo di investimento con sede negli Stati Uniti ha richiesto il rimborso delle maggiori ritenute subite sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2010. Il fisco italiano aveva applicato l'aliquota del 15% prevista dalla convenzione bilaterale, mentre i fondi italiani pagavano solo il 12,5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che questa disparità viola il principio di libera circolazione dei capitali sancito dall'art. 63 del TFUE. I giudici hanno chiarito che le norme europee si applicano anche ai rapporti con Stati terzi e che i trattati internazionali non possono giustificare discriminazioni fiscali interne. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Fondi esteri e fisco: vince la libera circolazione dei capitali
Un fondo di investimento statunitense ha impugnato il rifiuto dell'Agenzia delle Entrate di rimborsare parte delle ritenute del 15% applicate sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2010. Il fondo lamentava una disparità di trattamento rispetto ai fondi italiani, soggetti a un'aliquota inferiore (12,5%). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la differenza di tassazione viola il principio di libera circolazione dei capitali sancito dall'art. 63 TFUE. I giudici hanno chiarito che le convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni non possono giustificare trattamenti discriminatori verso soggetti di Stati terzi e che la comparazione fiscale deve limitarsi alla normativa dello Stato della fonte, senza considerare la tassazione nel Paese di residenza del beneficiario. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Tassazione dei dividendi esteri: stop alle discriminazioni
Un fondo comune di investimento con sede negli Stati Uniti ha richiesto il rimborso delle ritenute del 15% applicate sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2009. Il fondo ha denunciato una discriminazione rispetto ai fondi italiani, soggetti a un'aliquota inferiore del 12,5%, in violazione della libera circolazione dei capitali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la tassazione dei dividendi esteri non può essere più gravosa di quella interna. I giudici hanno chiarito che il limite del 15% previsto dal trattato bilaterale è solo un tetto massimo e non impedisce l'applicazione di aliquote inferiori per evitare disparità. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »