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Taratura

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73 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: l’etilometro regolare batte il ricorso
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso in orario notturno. L'imputato ha proposto ricorso per Cassazione, sostenendo che l'accertamento del tasso alcolemico fosse nullo poiché l'etilometro utilizzato dalle forze dell'ordine era privo di idonea attestazione di omologazione e taratura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che la Corte d'appello aveva già ampiamente e correttamente motivato il rigetto della contestazione, basandosi sulle annotazioni del libretto metrologico dell'apparecchio. Tali registrazioni dimostravano che lo strumento era stato sottoposto a regolare revisione periodica solo pochi mesi prima del controllo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest è valido
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza. L'uomo ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'affidabilità dell'etilometro e l'efficacia probatoria del test, lamentando una carenza di prove sul corretto funzionamento dello strumento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ribadito che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce una prova legale sufficiente dello stato di alterazione alcolica. L'affidabilità dell'apparecchio è presunta grazie ai controlli periodici di omologazione e taratura, a meno che la difesa non dimostri un difetto specifico di funzionamento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Eccesso di velocità in acqua: multa valida anche senza cartelli
Il conducente di un natante riceveva una sanzione per eccesso di velocità in acqua nella Laguna di Venezia, avendo superato il limite di 7 km/h rilevato tramite telelaser. L'interessato contestava la mancata presegnalazione dello strumento, l'assenza di verifiche giornaliere di funzionalità e l'identificazione del mezzo. La Cassazione rigetta il ricorso: le norme del Codice della Strada sulla presegnalazione non si applicano alla navigazione acquea, trattandosi di materie speciali distinte. Inoltre, l'amministrazione ha provato la taratura annuale dello strumento, mentre la contestazione dei fatti accertati dai pubblici ufficiali avrebbe richiesto una querela di falso, non proposta. Il ricorrente perde e deve pagare le spese.
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Taratura dell’autovelox: basta il certificato a salvare la multa
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero delle Infrastrutture contro l'annullamento di una sanzione per eccesso di velocità inflitta a una società di trasporti lagunari. Il Tribunale aveva annullato la multa ritenendo che l'amministrazione dovesse provare, oltre alla taratura dell'autovelox, anche una distinta verifica di funzionalità periodica e indicarla nel verbale. I giudici di legittimità hanno invece stabilito che la produzione del certificato di taratura rilasciato da un centro accreditato è sufficiente a dimostrare il corretto funzionamento dello strumento. Non è richiesta una separata prova di funzionalità né la menzione del certificato nel verbale di contestazione.
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Verbale autovelox: perché la parola del vigile vince sulle foto
Un automobilista proponeva opposizione contro quattro ordinanze-ingiunzioni prefettizie per eccesso di velocità rilevato tramite autovelox. L'opponente lamentava la mancata prova dell'omologazione del dispositivo, l'assenza di rilievi fotografici e la mancanza di segnaletica stradale preventiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il verbale autovelox fa piena prova fino a querela di falso sia della presenza dei cartelli di preavviso sia del rilevamento della velocità. Inoltre, l'amministrazione non è tenuta a depositare le foto o a indicare la taratura nel verbale se l'automobilista non contesta specificamente il malfunzionamento dello strumento. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento di una sanzione per lite temeraria.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest accusa, prova contraria
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza a carico di un automobilista. Il conducente contestava l'affidabilità dell'alcoltest, sostenendo che l'accusa dovesse dimostrare il corretto funzionamento dell'apparecchio. I giudici hanno stabilito che il risultato positivo dell'etilometro costituisce una prova sufficiente dello stato di alterazione. Spetta infatti alla difesa l'onere di dimostrare l'eventuale mancata omologazione o taratura dello strumento, ad esempio richiedendo il libretto metrologico. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il conducente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Taratura dell’autovelox: il Comune deve provarla o la multa cade
Un automobilista ha impugnato una multa per eccesso di velocità contestando la mancata prova della taratura dell'autovelox. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, ritenendo generica la contestazione del cittadino. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'automobilista, stabilendo che, in caso di contestazione, spetta alla Pubblica Amministrazione dimostrare l'avvenuta omologazione e la periodica taratura dell'autovelox. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata con rinvio per un nuovo esame.
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Taratura dell’autovelox: la presenza del vigile non sana il vizio
Un automobilista ha impugnato un verbale per eccesso di velocità rilevato tramite un dispositivo non omologato ma approvato, alla presenza di un agente. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del conducente, stabilendo che la presenza fisica dell'operatore di polizia non sana la mancanza di verifiche tecniche sullo strumento. La Corte ha chiarito che la taratura dell'autovelox deve essere eseguita periodicamente e provata dall'amministrazione tramite apposite certificazioni, a prescindere dalle modalità di funzionamento del dispositivo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Taratura dell’autovelox: la multa è valida se c’è il certificato
L'Automobilista ha impugnato una multa per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione ritenendo che la produzione del certificato di taratura, risalente a meno di un anno prima, costituisse prova del corretto funzionamento dell'apparecchio. L'Automobilista ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando l'insufficienza del certificato e contestando la chiarezza del rilievo fotografico. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la taratura dell'autovelox è sufficiente a dimostrare la funzionalità dello strumento. Spetta poi al cittadino l'onere di fornire prove contrarie specifiche. Inoltre, la contestazione sulla foto è stata dichiarata inammissibile perché sollevata per la prima volta in sede di legittimità. L'Automobilista perde la causa e deve pagare il doppio del contributo unificato.
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Taratura dell’autovelox: basta la parola del verbale?
Un automobilista ha impugnato una multa per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox. Il Tribunale aveva respinto il ricorso ritenendo sufficiente la dichiarazione di conformità presente nel verbale. L'automobilista ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di prove concrete sulle periodiche verifiche di funzionamento e sulla taratura dell'autovelox. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto necessario approfondire la questione relativa alle modalità di verifica della funzionalità dell'apparecchio. Per questo motivo, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame più dettagliato, sospendendo la decisione finale.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest prevale sui cavilli
Il Conducente, dopo aver causato un violento incidente stradale invadendo la corsia opposta, è stato sottoposto all'alcoltest. L'etilometro ha registrato un tasso alcolemico di 1,63 g/l in entrambe le prove. Condannato per guida in stato di ebbrezza, l'uomo ha proposto ricorso in Cassazione. La difesa ha contestato il regolare funzionamento dell'apparecchio, segnalando lievi anomalie sugli scontrini e la mancanza di prove sulla taratura periodica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'onere di provare il corretto funzionamento dell'etilometro grava sulla pubblica accusa solo se l'imputato presenta contestazioni specifiche e concrete, e non semplici congetture o vizi formali irrilevanti. Di conseguenza, il conducente ha perso la causa ed è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali.
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Taratura dell’autovelox: multa annullata se manca la verifica
I proprietari di un veicolo hanno impugnato una sanzione per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox dal Comune. Il Tribunale aveva ritenuto valida la multa basandosi sulla sola prova della taratura dell'autovelox eseguita un anno prima dell'infrazione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei cittadini, stabilendo che la sola taratura non è sufficiente. A seguito della storica pronuncia della Corte Costituzionale, le apparecchiature di rilevamento della velocità devono essere sottoposte sia a taratura sia a verifiche periodiche di funzionalità. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza d'appello e ha rinviato la causa al Tribunale per un nuovo esame.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest va contestato con prove
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza. Ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata prova della corretta taratura dell'etilometro e l'omesso avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che spetta al conducente l'onere di fornire una prova contraria specifica sul malfunzionamento dello strumento, non bastando una generica contestazione. Inoltre, l'avviso di farsi assistere da un avvocato risultava regolarmente menzionato nel verbale e confermato dal poliziotto. Il Conducente perde la causa e viene condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Multa Semaforo Rosso: Errore sul Verbale Non Annulla la Sanzione
Un automobilista ha ricevuto una multa per semaforo rosso rilevata da un dispositivo automatico. Ha contestato la sanzione sostenendo che il numero di matricola sul verbale era errato e che mancava la prova della revisione periodica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che un semplice errore materiale sul verbale non lo invalida se è provato quale dispositivo sia stato effettivamente usato e che questo fosse regolarmente omologato e tarato. La Corte ha confermato la validità della multa semaforo rosso, condannando l'automobilista al pagamento della sanzione e delle spese.
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Mancata taratura etilometro: dubbio non basta, condanna certa
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso sostenendo una possibile mancata taratura etilometro. La Corte di Cassazione ha respinto la sua tesi, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: non basta sollevare un dubbio generico sul funzionamento dello strumento per annullare la prova. L'imputato deve fornire elementi concreti che supportino la sua contestazione. In assenza di prove specifiche, l'esito del test alcolimetrico è considerato valido. La condanna è stata quindi confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Multa con Tutor annullata: la Taratura Tutor SICVE è obbligatoria
Una società ha impugnato due multe per eccesso di velocità rilevate dal sistema Tutor, sostenendo la mancanza di controlli periodici sull'apparecchio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'obbligo di **taratura Tutor SICVE** si applica a tutti gli strumenti di misurazione della velocità, inclusi quelli che calcolano la media su un tratto stradale. Non è sufficiente la sola omologazione iniziale. Spetta all'Amministrazione dimostrare, con certificati specifici, sia l'omologazione sia l'avvenuta taratura periodica. Di conseguenza, il verbale che attesta solo il corretto funzionamento non basta a rendere legittima la multa.
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Multa per autovelox: perché il verbale dei vigili è blindato
Un automobilista ha impugnato una multa per autovelox contestando la visibilità dell'apparecchio, la mancanza di taratura e l'irregolarità del contratto tra il Comune e la ditta fornitrice del servizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il verbale dei vigili urbani, in quanto atto pubblico, gode di fede privilegiata. Ciò significa che se il verbale attesta la presenza di segnaletica visibile, l'automobilista non può smentirlo con semplici dichiarazioni, ma deve avviare una querela di falso. Inoltre, i giudici hanno chiarito che eventuali vizi nel contratto di noleggio dell'apparecchiatura non annullano la sanzione. Infine, è stato ribadito che nel processo di opposizione, regolato dal rito del lavoro, tutti i motivi di contestazione devono essere inseriti nel ricorso iniziale, senza possibilità di aggiungerne altri durante la prima udienza.
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Autovelox: validità della multa e taratura annuale
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una sanzione amministrativa per eccesso di velocità rilevata tramite Autovelox (modello Telelaser). Il ricorrente contestava la funzionalità dell'apparecchio e l'adeguatezza della segnaletica. Gli Ermellini hanno stabilito che la taratura annuale documentata e la presenza di segnaletica a una distanza ragionevole (circa 467 metri) rendono legittimo l'accertamento. La sentenza ribadisce che il verbale di contestazione attesta validamente le verifiche tecniche effettuate dagli agenti.
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Multa confermata in appello, ma la taratura autovelox la annulla
Un'automobilista impugna le sanzioni per eccesso di velocità rilevate tramite dispositivo telelaser in orario notturno. Dopo un primo annullamento da parte del Giudice di Pace, il Tribunale in grado di appello ribalta la decisione, confermando le multe. Il conducente ricorre in Cassazione contestando la mancata prova della taratura autovelox e dell'omologazione del dispositivo da parte dell'Amministrazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso, ribadendo che in caso di contestazione spetta sempre alla Pubblica Amministrazione fornire la prova positiva dell'iniziale omologazione e della periodica manutenzione. Il Tribunale aveva del tutto omesso di valutare questo aspetto decisivo. La sentenza di appello viene cassata con rinvio.
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Taratura autovelox: la prova spetta sempre alla PA
Un automobilista ha impugnato una sanzione per eccesso di velocità contestando la mancata prova della taratura autovelox. Sebbene il Tribunale avesse inizialmente confermato la multa ritenendo sufficiente l'attestazione di buon funzionamento contenuta nel verbale, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha ribadito che l'Amministrazione ha l'onere di fornire la prova documentale della taratura periodica dello strumento, non potendo tale verifica essere sostituita da semplici dichiarazioni degli agenti o da sistemi di autodiagnosi.
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